A Lissone 71 aree no slot. Scuole, chiese, palestre centri anziani e giovani

di Fabio Luongo da il Giorno

LÌ ATTORNO di gioco d’azzardo non ci potrà essere nemmeno l’ombra. Scuole, di ogni ordine e grado. Ma anche parrocchie e santuari, cappelle votive, chiese evangeliche e sedi dei Testimoni di Geova, la Casa Canonica e quella delle suore di San Carlo. E ancora tutte le palestre, i palazzetti, i campi da calcio, il centro sportivo, la piscina. E poi la casa di riposo, gli ambulatori psichiatrici, il centro diurno disabili, le varie cooperative sociali, l’Informagiovani e gli altri ritrovi dei ragazzi, la biblioteca civica e il Museo d’Arte Contemporanea. Ben 71 strutture identificate ufficialmente dal Comune come «luoghi sensibili per la nuova collocazione di apparecchi per il gioco d’azzardo». Ossia i luoghi della città nelle cui vicinanze mai potranno sorgere nuovi spazi con slot machine, videolotterie e simili.

Sono questi i posti per cui l’amministrazione lissonese ha stabilito nelle scorse settimane un’area off-limits, una sorta di «fascia di protezione» di non meno di 500 metri all’interno della quale non sarà più ammessa l’installazione di nuove apparecchiature per il gioco d’azzardo. Si concretizza così la vera e propria «area no-slot» voluta sul territorio dalla giunta del sindaco Concetta Monguzzi. Obiettivo, contrastare il gioco patologico e prevenire le ludopatie, cercando di tenere lontani dall’azzardo i soggetti più vulnerabili come giovani, anziani e persone a basso reddito. A essere tutelati in questo modo saranno i dintorni di 23 istituti scolastici, una quindicina di luoghi di culto e oratori, 4 campi da calcio, un paio di impianti sportivi, 13 palestre, 2 strutture residenziali e 6 socio-sanitarie, 4 centri di aggregazione giovanile. In particolare si tratta dell’asilo nido «Tiglio», di tutte e 9 le scuole materne pubbliche e paritarie, delle 6 elementari e delle 4 medie, dell’Ipsia «Meroni», del liceo scientifico «Enriques», dell’Itcg «Europa Unita» e del liceo linguistico «Parini»; delle 7 parrocchie sparse tra la città e le frazioni di Bareggia e Santa Margherita, delle chiese evangeliche di via Monza e via Statuto, della sede dei Testimoni di Geova in via Locatelli, dell’abitazione delle suore di San Carlo in via Solferino e della Casa Canonica di piazza Giovanni XXIII. A queste si aggiungono la chiesa di via San Carlo, quella di San Luigi in via don Colnaghi e quella dell’Addolorata in piazza Maria Bambina, la chiesetta del Borgo in via Assunta e la cappella di Santa Margherita in via Lecco.

Nell’«area no-slot» rientrano i paraggi della palestra specialistica di via Dante; dei campi da calcio di via Dante, via dei Platani, via Beltrame e via Deledda; del centro sportivo e piscina di via Cilea, oltre alle palestre di via Bernini, via Stoppani, via Fermi, via Caravaggio, via Ferrucci, via Volturno, via don Minzoni, via dei Platani, via Tarra, via Vico, e viale Martiri della Libertà. Niente videolotterie poi a meno di 500 metri dalla casa di riposo «Agostoni», dalla sede di via don Bernasconi dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, dal centro sociale-convitto di via Botticelli, dal Centro Diurno Disabili di via del Pioppo, dalle strutture che ospitano l’Associazione Stefania in via Filzi e «La Bottega» in via Baracca, la Cooperativa Gioele in via Buozzi, le cooperative Azalea e Donghi in via Pepe; dal «Cubotto» di via Lando Conti, dall’Informagiovani di via Ferrucci, dalla biblioteca civica di piazza IV Novembre e dal Museo d’Arte Contemporanea.

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