Brianza - Acqua pubblica. L’Autorità garante promuove i sindaci

di Monica Guzzi da il Giorno del 01/06

LA PARTITA dell’acqua in Brianza è chiusa. Con una lettera inviata all’Ufficio per l’Ambito territoriale ottimale di Monza e Brianza, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha messo la parola fine alla battaglia di carte bollate legittimando la scelta dai sindaci sull’affidamento a Brianzacque come gestore unico del ciclo integrato dell’acqua.

L’AUTORITÀ garante, che un anno fa aveva minacciato di impugnare tramite Avvocatura dello Stato la decisione dell’assemblea dei sindaci sull’affidamento per vent’anni a Brianzacque del servizio sul territorio provinciale, dalla captazione alla distribuzione, fino alla fognatura, ha infatti disposto l’archiviazione del procedimento. L’Autorità «ha preso atto dei progressi conseguiti nel processo di regolarizzazione del modello di affidamento del servizio idrico integrato ai parametri fissati dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale», si legge nella lettera, che conclude invitando l’Ufficio dell’Ato a rendere noti «gli ulteriori passaggi propedeutici alla totale retrocessione delle quote del capitale della società Brianzacque agli enti locali affidanti». Attraverso questo processo, ormai quasi completato, sono infatti i sindaci a diventare gli unici azionisti della società, mantenenedo l’acqua in mano pubblica.
Soddisfatto Adriano Poletti, presidente facente funzioni dell’Ato di Monza e Brianza. «Il duro lavoro di questi anni ci è stato riconosciuto anche dagli osservatori più severi - dice -. La Brianza ha un gestore totalmente pubblico, nelle mani dei cittadini attraverso i loro sindaci. L’acqua è un bene comune ed in Brianza questo non è uno slogan ma la realtà. Ora si dovrà lavorare con grande impegno sugli investimenti da realizzare, 87 milioni di euro per la riqualificazione di tutte le infrastrutture idriche del territorio». Si tratta di piano di opere ormai indifferibili a fronte di bollette che aumenteranno mediamente del 6 per cento l’anno. Già avviato un piano stralcio per i primi investimenti da 25 milioni per evitare il pagamento di una sanzione comunitaria di 30 milioni. Previsti la dismissione del depuratore di Varedo e il collettore che collega Varedo e Rho, oltre al ripristino ambientale dell’area, la realizzazione di uno scolmatore di piena a Brugherio e un campo pozzi alla Boscherona, mentre 12 milioni e mezzo serviranno a neutralizzare i miasmi del depuratore di San Rocco e un altro milione e mezzo verrà destinato al primo lotto del supercollettore fognario da Limbiate a Cesano.
Soddisfazione anche tra i sindaci. Paolo Brambilla ne ha parlato in Consiglio comunale a Vimercate, riconoscendo a sé e ai colleghi la capacità «di aver saputo cogliere lo spirito referendario che rivendicava la possibilità agli enti locali di decidere se l’acqua dovesse rimanere pubblica o ceduta a gestori privati». Una risposta coerente, conclude il sindaco, « a quei movimenti e a quelle forze politiche che hanno condiviso la battaglia, vinta, di procedere, in maniera trasparente e legittima, a mantenere pubblica l’acqua».

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