Desio - Omicidio Vivacqua, processo a ottobre per gli amanti diabolici e i due killer

di Stefania Totaro da il Giorno

FISSATO al 6 ottobre il processo alla Corte di Assise di Monza per i cinque imputati dell’omicidio di Paolo Vivacqua. Per la morte del «rotamat» milionario siciliano ucciso il 14 novembre 2011 con sette colpi di pistola nel suo ufficio di Desio dovranno presentarsi davanti alla giuria popolare presieduta dal giudice monzese Giuseppe Airò e con giudice a latere il collega Alessandro Rossato. Alla sbarra i due presunti mandanti dell’omicidio, l’ex moglie della vittima Germania Biondo e il suo presunto amante, l’investigatore privato Diego Barba, oltre al presunto intermediario Salvino La Rocca, che avrebbe assoldato, con la promessa di 60 mila euro, i due presunti killer Antonino Giarrana e Antonino Radaelli.

È STATA IL PM monzese Donata Costa, titolare dell’inchiesta, a firmare la richiesta di giudizio immediato per mandarli subito a processo, ritenendo quindi di avere sufficienti elementi per ottenere la condanna degli imputati. E questo nonostante un testimone che aveva ammesso di avere prestato a Giarrana e Radaelli il suo ciclomotore per l’omicidio abbia ritrattato tutto all’incidente probatorio dopo essere stato malmenato da ignoti aggressori. Ora si attende di scoprire se gli imputati sceglieranno il processo con il rito abbreviato oppure, come già annunciato dai loro difensori, affronteranno il dibattimento per dimostrare la loro innocenza. Al processo si costituiranno parti civili i figli di Vivacqua e la convivente romena della vittima, che gli ha dato un figlio.

LA DECISIONE di chiedere il giudizio immediato da parte della Procura monzese è giunta dopo che sono state rese note le motivazioni per cui i giudici del Tribunale del Riesame di Milano hanno negato la scarcerazione di Germania Biondo, Diego Barba e Salvino La Rocca, arrestati per questo omicidio, mentre Antonino Giarrana e Antonino Radaelli non hanno presentato alcuna istanza perchè si trovano già in carcere per scontare le loro condanne per l’omicidio della consuocera di Vivacqua, Franca Lo Jacono, uccisa un anno fa a coltellate nel garage del suo appartamento a Desio e contro cui hanno presentato ricorso in appello. Per i giudici milanesi contro i presunti mandanti e intermediario nell’assassinio di Paolo Vivacqua sussistono «un grave quadro indiziario» e «tutte le esigenze cautelari». Una tesi assolutamente contestata dai difensori degli imputati, pronti a dare battaglia per ottenerne l’assoluzione.

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