Seregno - Minacciò un giornalista, chiusa l’inchiesta per l’ex vicepresidente di Confindustria Barzaghi

di Stefania Totaro da il Giorno del 06/09

CHIUSA L’INCHIESTA per violenza privata per l’ex vicepresidente della Confindustria di Monza Mario Barzaghi.
L’avviso è stato firmato dalle pm monzesi Donata Costa e Manuela Massenz dopo le indagini sull’episodio accaduto nell’aprile 2013 quando il giornalista Fabrizio Gatti venne tenuto in ostaggio e minacciato da Barzaghi, che aveva intervistato nel suo ufficio chiedendogli conto di presunti interessi occulti con il sindaco di Seregno Giacinto Mariani e l’ex comandante dei carabinieri della Compagnia di Seregno, capitano Luigi Spenga e i contatti con un prestanome del clan dei Casalesi.

NONOSTANTE l’inviato dell’«Espresso» abbia deciso di non presentare alcuna denuncia, l’apertura di un fascicolo penale da parte della Procura di Monza nei confronti dell’imprenditore seregnese e vicepresidente dimissionario della Confindustria di Monza è stata un atto dovuto perchè il reato di violenza privata è perseguibile d’ufficio. La vicenda è nata dal sequestro della ‘Simec’, una società di Cesano Maderno che sarebbe controllata da Pasquale Pirolo, ritenuto vicino al clan dei Casalesi.

LA SIMEC è un’azienda istallatrice di pannelli fotovoltaici, mentre l’azienda che li importa dalla Cina è la «+ Energy» di Meda di cui socio risulta Mario Barzaghi e soci occulti sarebbero stati anche Giacinto Mariani e Luigi Spenga. In ballo ci sarebbero incentivi statali da incassare.

SECONDO BARZAGHI, però, i rapporti di lavoro tra +Energy srl e Simec si sono originati (ma anche sviluppati e esauriti) in tempi non sospetti, quando cioè la Simec era amministrata da persone diverse di quelle indagate.

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