Concorezzo - Mappa per «schedare» le slot machine. Guerra del Comune al gioco d’azzardo

di Marco Dozio da il Giorno

«D’ORA IN AVANTI le slot machine in città potranno soltanto diminuire». La crociata della Giunta contro le macchinette mangiasoldi parte da questa frase del vicesindaco Micaela Zaninelli, che appare come uno spartiacque tra il «prima» e il «dopo», tra la proliferazione del gioco d’azzardo e l’ultima delibera approvata che solleva argini e dissemina paletti. Vietando nella sostanza la possibilità di acquisire nuove licenze sul territorio comunale. E sottoponendo a stringenti controlli i locali che ospitano le videolottery. Nei prossimi giorni gli esercenti riceveranno una lettera dall’Amministrazione, con la richiesta di dichiarare il numero di slot possedute e allegare i codici di immatricolazione. Sarà una sorta di «schedatura» agli esercizi, per poi procedere con le verifiche sul campo affidate agli uffici e alla polizia locale. «Con la missiva chiederemo un’autodichiarazione ai titolari di licenze, necessaria per capire quante macchinette sono effettivamente presenti a Concorezzo. Quindi attiveremo i controlli per stanare eventuali irregolarità. Abbiamo a disposizione una legge regionale che conferisce in materia maggiori poteri ai Comuni, vogliamo applicarla fino in fondo», aggiunge Zaninelli, ricordando che la delibera di Giunta introduce anche in città il criterio della «distanza minima» dai cosiddetti luoghi sensibili, secondo cui viene proibita l’installazione di nuove slot in un raggio di 500 metri da scuole, oratorio, biblioteca, centri d’aggregazione per giovani e anziani, asili e strutture sportive.

«ATTRAVERSO questo meccanismo, mappa alla mano, abbiamo salvaguardato tutta Concorezzo - spiega ancora Zaninelli -. Resta esclusa una piccola zona al confine con Agrate, che però ha una vocazione agricola, quindi è altamente improbabile che lì possano sorgere nuove sale da gioco». Il sindaco Riccardo Borgonovo a breve convocherà gestori e baristi per proporre incentivi anti-slot: «Parlerò con ognuno di loro. Pensiamo a uno sconto sulla tassa dei rifiuti per chi rinuncia al gioco d’azzardo. Mi rendo conto che è una battaglia difficile perché le macchinette costituiscono una forma di guadagno importante soprattutto in tempi di crisi economica. Ma ormai la situazione si è talmente aggravata che la dipendenza dalle macchinette è diventata appunto una malattia, la ludopatia, autentica piaga sociale». Tra le opere di sensibilizzazione in programma, anche una mostra alla scuola media in collaborazione con l’Anci, l’Associazione dei Comuni italiani. «Vogliamo fare la nostra parte con una forte azione di contrasto alla ludopatia, purtroppo diffusa anche nella nostra realtà. Ogni paziente preso in cura dall’Asl per curare questa patologia costa annualmente dai 35mila ai 40mila euro. Per non parlare di un fenomeno collaterale molto insidioso, quello dell’usura, dello strozzinaggio che circonda gli ambienti del gioco contribuendo a gettare nella disperazione chi non riesce a sconfiggere la dipendenza», conclude il sindaco.

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