Monza - Clean City. «Tre anni e mezzo di condanna per il geometra del Comune»

di Stefania Totaro da il Giorno

TREANNI e mezzo di reclusione per il geometra del Comune Antonio Esena e un anno per Francesco Rizzuto, funzionario di Brianzacque, società che non si è costituita parte civile. Queste le richieste di condanna presentate dai pm della Procura di Monza Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo nei processi con il rito abbreviato per l’inchiesta «Clean City» sugli appalti dei rifiuti in odore di mazzette alla ditta Sangalli. Antonio Esena e Francesco Rizzuto fanno parte dei 28 su 44 imputati che hanno chiesto riti alternativi e gli unici due del filone monzese tra questi a chiedere il processo con il rito abbreviato. Antonio Esena è accusato di corruzione per la manutenzione del cimitero comunale di Monza (assegnato nel 2010 alla Sangalli, valore di 3,5 milioni) perchè, incaricato di controllare la regolarita dell’appalto, non avrebbe segnalato inadempienze contrattuali in cambio di denaro. Il geometra nega una delle vicende a lui contestate ma l’arringa difensiva è stata rinviata dal giudice monzese Rosaria Pastore a ottobre, quando presenterà le sue conclusioni anche il Comune di Monza, che si è costituito parte civile.

Francesco Rizzuto (di professione funzionario di Brianzacque ma anche comico per passione apparso anche a Zelig) è invece accusato di turbativa d’asta per avere fatto sapere ai Sangalli l’entità delle offerte presentate dai concorrenti per aggiudicarsi l’appalto per lo smaltimento dei fanghi di depurazione delle acque in modo da fare loro presentare l’offerta più bassa. Su questa vicenda Brianzacque non ha inteso costituirsi parte civile. Per entrambi la sentenza è prevista per il 17 novembre, quando il giudice scioglierà anche il nodo della raffica dei patteggiamenti.

LA PENA maggiore, intorno ai 4 anni e mezzo di reclusione, andrebbe a Giancarlo Sangalli, l’ottantenne titolare dell’omonina storica impresa monzese specializzata nel trattamento dei rifiuti. Qualche mese di pena in meno (perchè ha meno capi di imputazione) per il figlio Giorgio e invece patteggiamenti intorno ai 3 anni per le altre figlie Patrizia e Daniela. Così come per l’ex assessore monzese Pdl all’Ambiente e al Patrimonio Giovanni Antonicelli, che è reo confesso per l’accusa di corruzione ma non per quella di voto di scambio dell’inchiesta «Briantenopea», per cui sta affrontando il dibattimento. Tre anni anche per la ex dirigente del settore Ambiente del Comune, Gabriella Di Giuseppe, mentre per il collega funzionario monzese Antonio Gabetta patteggiamento con la pena sospesa dopo il risarcimento al Comune di Monza.

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