Monza - Convegno omofobo? La protesta: «Sindaco, schierati contro i fascisti»

di Rossana Brambilla da il Giorno del 28/09

«IL SINDACO Roberto Scanagatti deve prendere una posizione antifascista e contrastare questi pseudo movimenti culturali, che altro non fanno che nascondere iniziative a stampo omofobo e razzista». Alzano la voce i membri di Rifondazione Comunista di Monza. A scatenare la loro rabbia, l’iniziativa tenutasi venerdì sera all’Urban Center dal titolo «Omofobia o Eterofobia, per opporsi a una legge ingiusta e liberticida», ideata dal Movimento Giovani Padani e Lealtà-Azione Monza e presidiata da carabinieri e polizia in tenuta anti sommossa. Fulcro del dibattito la nuova legge Scalfarotto e il «tentativo di manipolazione dell’infanzia» attuato, secondo i due gruppi organizzatori, attraverso il progetto «Rainbow promosso a Monza dal consigliere Gerosa e approvato dall’Amministrazione Scanagatti».

TALE INIZIATIVA prevede la proiezione di documentari in cui vengono trattati in modo semplice ed esplicativo i problemi che i gay vivono quotidianamente. Outing, incomprensioni, sentimenti vengono raccontati ai piccoli con dei cartoni animati. Un atteggiamento considerato dai Giovani Padani e da Lealtà-Azione «un indottrinamento alla ideologia di genere». «La Legge Scalfarotto sta facendo passare il messaggio che gli omosessuali sono una categoria di individui che deve avere dei favoritismi - sostiene il relatore Gianfranco Amato, avvocato e presidente di Giuristi per la Vita -. Stiamo mettendo queste persone sullo stesso livello di categorie represse, quali gli ebrei o i neri. Ma non mi sembra che le loro storie siano uguali. Ci sono inoltre dei risvolti. L’omosessualità non è una condizione che si può provare scientificamente. Chi vieta allora a una persona di fingersi gay per ricavarne vantaggi giuridici?». Posizioni forti che hanno portato Michele Quitadamo, di Rifondazione Comunista, a scrivere al primo cittadino: «Abbiamo bisogno che questa Giunta si schieri e che non conceda spazio a questi movimenti razzisti. Da oltre un anno, assieme all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ho inviato diverse comunicazioni in Municipio, denunciando fatti contro la nostra costituzione. Abbiamo più volte sollecitato una risposta. Ma tutt’oggi l’argomento non è ancora stato trattato. Intanto però in città si permette l’organizzazione di tali conferenze».

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