Monza - Sala municipale a Lealtà e azione. Il sindaco: rappresentata in Consiglio

di Rossana Brambilla da il Giorno

SCOPPIA la polemica dopo la conferenza indetta dai Giovani Padani e Lealtà-Azione all’Urban Center lo scorso venerdì sera. A rispondere alle richieste di Rifondazione Comunista, partito che aveva chiesto esplicitamente al sindaco Roberto Scanagatti di prendere una posizione antifascista e non mettere a disposizione uno spazio comunale a «pseudo movimenti culturali che nascondono scopi anticostituzionali e a stampo fascista», è stato direttamente il primo cittadino. Con una nota, arrivata direttamente dal Municipio, il sindaco ha fatto sapere che l’«Urban Center dispone di sale utilizzabili dietro pagamento, da tutti coloro che per motivi di lavoro o di discussione, anche pubblica, vogliano farne uso. Nel caso del dibattito di Lealtà-Azione, la richiesta è stata inoltrata e concessa ad un’organizzazione giovanile che è espressione di un gruppo politico rappresentato in Consiglio comunale che ovviamente, sul piano formale e politico, si assume tutte le responsabilità». Poche dunque le limitazioni all’uso di tali locali. Solo una clausola vieterebbe infatti di occupare quelle aule. Come si evince dalla comunicazione, il sindaco non rilascia «nessuna concessione di spazi comunali a chi, ponendosi in contrasto con la Costituzione, ripropone, ancorché in modo mascherato, idee e pratiche riconducibili direttamente o indirettamente all’ideologia fascista o neofascista».

NON MOLTO CHIARO dunque il perché sia stata concessa l’aula per un’iniziativa organizzata anche da Lealtà-Azione, il cui simbolo era chiaramente stampato sui volantini dell’evento: un dubbio espresso anche da Rossana Valtorta, dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani di Monza. «Sarebbero bastati dei controlli. Navigando nel web si comprendere il forte legame che il gruppo ha con associazioni di estrema destra. A Milano la loro sede di viale Brianza è stata inaugurata nel 2010, con una conferenza in onore dell’ex generale belga delle SS Lèon Degrelle, condannato da un tribunale del proprio Paese come criminale di guerra. Questo smaschera già da solo, la loro matrice neonazista. Approfondendo si percepisce ancor meglio il legame tra Lealtà-Azione e l’anima più violenta, razzista e pericolosa del movimento xenofobo internazionale: gli Hammerskin. Si tratta di un gruppo creatosi da una costola del Ku Klux Klan. A Bollate gestisce la Skinhouse, punto di riferimento dei militanti di Lealtà-Azione prima dell’apertura della loro sede indipendente». Perplessi i vertici di Anpi. «Abbiamo chiesto al sindaco - conclude Valtorta -, di cancellare la conferenza il 20 settembre. Ma nessuno ci ha ascoltato. Spero solo di non assistere a episodi di violenza spinti dalle parole pronunciate lo scorso venerdì». 

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