Desio - Omicidio Vivacqua, processo al via per ex moglie, amante e due killer

di Stefania Totaro da il Giorno

SI APRE lunedì il processo alla Corte di Assise di Monza per i cinque imputati dell’omicidio di Paolo Vivacqua. E tre giorni dopo la ex moglie presunta mandante e il presunto intermediatore chiederanno ancora la scarcerazione. Per la morte del «rotamat» milionario siciliano ucciso il 14 novembre 2011 con sette colpi di pistola nel suo ufficio di Desio dovranno presentarsi davanti alla giuria popolare presieduta dal giudice monzese Giuseppe Airò e con giudice a latere il collega Alessandro Rossato i due presunti mandanti dell’omicidio, l’ex moglie della vittima Germania Biondo e il suo presunto amante, l’investigatore privato Diego Barba, oltre al presunto intermediario Salvino La Rocca, che avrebbe assoldato, con la promessa di 60 mila euro, i due presunti killer Antonino Giarrana e Antonino Radaelli.

È stata il pm monzese Donata Costa, titolare dell’inchiesta, a firmare la richiesta di giudizio immediato per mandarli subito a processo, ritenendo quindi di avere sufficienti elementi per ottenere la condanna degli imputati. E questo nonostante un testimone che aveva ammesso di avere prestato a Giarrana e Radaelli il suo ciclomotore per l’omicidio abbia ritrattato tutto all’incidente probatorio dopo essere stato malmenato da ignoti aggressori. Proprio dopo questa ritrattazione i difensori di Germania Biondo e di Salvino La Rocca hanno chiesto nuovamente al gip del Tribunale di Monza la scarcerazione, ricevendo risposta negativa per la ritenuta sussistenza di un grave quadro indiziario e di tutte le esigenze cautelari per confermare la custodia in carcere. Una tesi assolutamente contestata dai difensori degli imputati, pronti a dare battaglia per ottenerne l’assoluzione al processo e anche a discutere il ricorso presentato contro la decisione del giudice, fissato per il 9 ottobre. Germania Biondo, Diego Barba e Salvino La Rocca sono stati arrestati per l’omicidio di Paolo Vivacqua, mentre Antonino Giarrana e Antonino Radaelli si trovavano già in carcere per scontare le condanne per l’omicidio della consuocera di Vivacqua, Franca Lo Jacono, uccisa un anno e mezzo fa a coltellate nel garage di casa. Si costituiranno parti civili al processo i figli di Vivacqua e la convivente romena della vittima, che gli ha dato un figlio.

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