Omicidio Vivacqua e tangenti per il PGT di Carate Brianza. I processi corrono paralleli

di Pier Attilio Trivulzio

Per la Procura di Monza l'omicidio a Desio del rotamat Paolo Vivacqua è stato un delitto commissionato dalla ex moglie gelosa.

E se invece fosse stata la ‘ndrangheta?
In Brianza comanda la 'ndrangheta e quel fiume di denaro che Vivacqua raccoglieva da banche ed uffici postali faceva gola a molti. E la 'ndrangheta lo sapeva. Conosceva i suoi affari e tutti i suoi movimenti.

Quando poi Vivacqua, cedendo a Bricoman Italia i terreni di via Marengo a Carate Brianza, si è ritrovato in un sol colpo tra le mani 6,171 milioni di euro in assegni circolari che subito il suo braccio destro e prestanome nelle società Loviro ed Edil VLB, Calogero Licata Caruso, ha provveduto a tramutare in moneta sonante, qualcuno ha deciso che andava eliminato.
E, 64 giorni dopo, gli ha mandato il killer che lo ha freddato con sette colpi di pistola calibro 7,65.

Era il 14 novembre 2011. Un lunedì. Da tempo Vivacqua non metteva piede nell'ufficio di via Bramante a Desio. Quella mattina ci arriva, parcheggia la Bmw davanti al palazzone grigio e s'appresta a programmare la giornata. Attorno alle 11.30 è cadavere. Nessuno vede il killer o i killer; nessuno sente gli spari.

Chiamati da Lavinia Mihalache, la nuova e giovane compagna che da cinque mesi gli ha dato un figlio, Nicolas, i carabinieri arrivano e constatano il decesso. Nel portafoglio oltre a poco più di mille euro, alcuni “pizzini” rivelano “che Vivacqua ha prestato denaro ed intrattenuto rapporti con appartenenti ad associazioni malavitose soggetti ad indagine da parte dell'Autorità giudiziaria di Milano, come “Domenico Zema, Mimmo o Zema (arrestato su ordine del giudice Simone Luerti, operazione Tibet - ndr)”.

Oltre a Zema vengono messi sotto controllo dai carabinieri una decina di pregiudicati. E tra questi Gino Guttuso. Uomo cardine del processo che lunedì si apre al Tribunale di Monza e vedrà alla sbarra l'ex moglie di Vivacqua, Germania Biondo, Antonino Giarrana, Antonino Radaelli, Salvino La Rocca e Diego Barba.
Le indagini, in ogni direzione e le intercettazioni telefoniche e ambientali – scrivono nel rapporto i carabinieri di Desio – hanno dato esito sempre negativo”.

Nulla emerge dai controlli e dalle intercettazione su Gino Gattuso che però poi diventa supertestimone indicando in Giarrana e Radaelli i killer, salvo poi ritrattare tutto davanti al giudice Alfredo De Lillo nel corso dell'incidente probatorio.
A far cambiare obiettivo ai militari di Desio è un rapporto dei colleghi di Campobello di Licata che riferiscono due episodi avvenuti nell'agosto 2010 a Ravanusa: i figli di Paolo Vivacqua, Davide e Antonio e, un paio di giorni dopo lo stesso Paolo, affrontano a muso duro l'investigatore privato Diego Barba chiedendogli conto della sua relazione con Germania Biondo.

Sulla scorta di questi episodi gli inquirenti scoprono telefonate intercorse tra Guttuso – che avrebbe prestato il suo scooter ai killer - La Rocca, Barba e Giarrana il 13 e il 14 novembre 2011.

Quelle telefonate – coincidenti, secondo la Procura, con l'orario dell'uccisione di Vivacqua– e alcune intercettazioni “piccanti” tra Germania Biondo e Diego Barba sono i capisaldi del processo che inizierà lunedì al Tribunale di Monza, presidente del collegio giudicante Giuseppe Airò, giudice a latere Alessandro Rossato.

Fu davvero una esecuzione – secondo Gattuso preparata per sei mesi – voluta da Germania Biondo per gelosia con la promessa al killer di 60mila euro in realtà mai versati? E' possibile che gli stessi personaggi, Giarrana e Radaelli, che a sangue freddo e senza commettere errori hanno eliminato Paolo Vivacqua, sette mesi dopo si trasformano invece in un'armata Brancaleone e sgozzano in un box Franca Lo Jacono, consuocera di Paolo Vivacqua, per rubare una valigia con i 6milioni di euro pagati da Bricoman Italia, seminando prove?

Valigia che poi in realtà esiste soltanto in una telefonata intercettata di Lavinia Mihalache, ultima compagna di Paolo Vivacqua.

A novembre 2011 un terzo dei soldi di Bricoman Italia (2.343.840 euro), in realtà, finisce su due conti della banca cinese Agricultural Bank of China.

La restante cifra non è stata mai trovata dalla Guardia di finanza che sta ancora indagando.

Intanto venerdì in aula è ripreso il processo per le tangenti pagate da Paolo Vivacqua ai politici dell'amministrazione Pipino per trasformare i terreni agricoli di Carate in edificabili.

In aula era presente soltanto Antonino Enrico Brambilla (difeso dall'avvocato Ivan Colciago), assenti Calogero e Angelo Miceli, Giorgio Giussani e Walter Longoni. A difendere le società Loviro srl, 3I srl e Bre srl gli avvocati Alessandro D'Adda e Ghezzi.

Martino Muzio, maresciallo della Guardia di finanza di Seregno, ha ripercorso l'iter delle indagini nell'ufficio di Desio di Paolo Vivacqua, la scoperta dei fogli excel con i pagamenti a persone che indicava come la “cooperativa” non soltanto per i terreni di via Marengo ceduti a Bricoman Italia ma anche per quelli di via Padova, via Tagliamento e per il fabbricato di piazza Risorgimento.
Nell'ufficio abbiamo trovato prospetti e annotazioni che facevano ipotizzare pagamenti corruttivi per rendere edificabili i terreni agricoli di Carate”, spiega il maresciallo definendo Felice Tagliabue “socio occulto del Vivacqua il quale da subito si è assunto la paternità dei documenti trovati dando un nome ai soci della “cooperativa”: Maurizio Altobelli, Giorgio Aldeghi e Giampietro Gerosa”.

Elenca quel prospetto con i pagamenti per un totale di 391.500 euro versati il 26 giugno, 28 e 30 luglio 2009, l'11 ottobre 2009 ed i risultati dei riscontri bancari sul conto n. 385 della BPM filiale di Seregno intestato alla società Loviro (con la Edil VLB aveva acquistato terreni via Marengo – ndr) sul quale solo Calogero Licata Caruso aveva la firma.

Riferisce dell'appunto manoscritto trovato nel portafogli del Vivacqua “31.7.2011 ac euro 50.000 Giorgio Cooperativa”. Dove Giorgio è riferito a Giorgio Aldeghi. Dall'esame dello stesso conto le Fiamme gialle risalgono a tre pagamenti di 10.000 euro ciascuno effettuati il 9, 10 e 11 giugno 2009, di 12.500 il 12 giugno ed altri due prelievi di 10.000 euro il 24 e 25 dello stesso mese. Tutti girati alla “cooperativa”.

Il maresciallo ricorda che dalla documentazione rinvenuta in via Bramante d'Urbino si risale al terreno seminativo di via Lombardia di proprietà dei fratelli Viganò che alla data del 31 marzo 2006 passa con il preliminare a Claudio Riva. “La parte più consistente dei terreni di via Marengo della Loviro srl – spiega - viene ceduta a Bricoman Italia, un'altra porzione più piccola alla società 3I srl “.
Soci della 3I srl sono Massimo Pirovano, Walter Longoni, Giorgio Giussani e attraverso la Emmetre Immobiliare srl Maurizio Altobelli, consigliere comunale e presidente della commissione edilizia a Carate Brianza.

Dalle perquisizioni e dall'ispezione dei computer degli indagati Massimo Pirovano, Felice Tagliabue, Giorgio Aldeghi, Gerosa Giampietro e Maurizio Altobelli, ed in particolare dal documento-testamento rinvenuto in casa di Massimo Pirovanonel caso dovesse succedermi qualcosa” gli inquirenti risalgono alle mazzette pagate ed ai corrotti. Per l'insediamento di via Tagliamento ai politici vengono pagati 150mila euro.
Nell'hard disk di Pirovano abbiamo trovato un file aggiornato al 6 gennaio 2012 dal quale erano scomparse le cifre pagate ai politici”, dice il maresciallo.

Spiega che “il prospetto trovato nell'hard disk di Pirovano è molto dettagliato. Ci sono le spese in una colonna uscite e poi in altra colonna, usciteB, il pagamento di 150mila euro per cambio destinazione terreno via Tagliamento; una scheda cantiere con l'operazione di 30mila euro pagati ad un politico e poi i prospetti per i terreni di via al Valà il cui insediamento è stato portato avanti dalla Art Edificare di Pirovano con la cifra di 60mila euro nella colonna usciteB ed un prospetto leggermene diverso riguardante la 3I srl che fa capo ad Altobelli, Pirovano e Longoni con l'annotazione 50mila euro cambio uso forfait”.

Il teste, maresciallo Muzio, sollecitato dal pubblico ministero Donata Costa riferisce che a seguito di perquisizioni, accertamenti, intercettazioni e ascolto di persona informate dei fatti come Altobelli, Pirovano, Tagliabue, Gerosa e Licata è pervenuta documentazione dai colleghi della Gdf di Paderno Dugnano.

Risultano pagamenti personali ad Altobelli?”, chiede il pubblico ministero. “Altobelli deteneva quote nella Emmetre Immobiliare e nella 3Isrl”, risponde il teste e precisa “Altobelli era socio anche in altra operazione immobiliare con 150mila euro di dazione al politico”.

Donata Costa passa a chiedere al teste in merito alla posizione dell'indagato Antonio Brambilla. “Ha percepito 30mila euro per consulenze relative a Bricoman”. Ricorda il pm che presso l'abitazione di Brambilla è stata sequestrata documentazione, il teste ricorda che il Brambilla in veste di consigliere comunale ha partecipato al Pgt.

Si parla di una email mandata dall'architetto Fabio Conca (non indagato) a Giorgio Aldeghi e da questi inviata ad Antonio Brambilla nella quale è detto “al fine di accelerare i tempi di approvazione e poter dare atto alla convenzione...la nostra squadra...”.

Relativamente alla posizione di Brambilla, Donata Costa precisa che a seguito di interrogatorio del luglio 2012 ed al sequestro di documentazione Brambilla viene indagato con riferimento al pagamento di una tangente di 150mila euro relativa all'operazione della 3I srl in via Tagliamento, terreno agricolo su cui insiste un vincolo del Parco della Valle del Lambro diventato edificabile col Pgt nel 2009.

Riferendosi al pm Donata Costa interviene l'avvocato Colgiaco: “L'interrogatorio del mio assistito Brambilla è del luglio 2012, il pm è andato avanti con le indagini fino al luglio 2013 oltrepassando i vincoli di sei mesi senza avere prorogato e quindi il teste non può riferire”.

La replica del pm: “Tutta la mia attività investigativa è depositata con gli atti 36/37/38 del 17, 18 e 23 ottobre 2012. Il 4 ottobre per delega si autorizza la Gdf a esaminare la documentazione acquisita da altro processo e riferire”.

Il Tribunale decide “l'acquisizione della documentazione fino al 13 ottobre 2012 e che l'informativa redatta successivamente non costituisce pertanto adozione”.

Si torna a parlare dell'area di via Tagliamento, del vincolo paesaggistico della Valle del Lambro risalente al 1994, dell'incarico avuto nel 2008 da Brambilla dal Parco Valle Lambro liquidato con 20mila euro; dell'inedificabilità di quel terreno che resta agricolo, della revisione delle norme tecniche del Parco Valle Lambro affidata al professor Pierluigi Paolillo del Politecnico di Milano, della pratica che giace fino al 2010 quando la Regione Lombardia pubblica sul suo bollettino che su quell'area “non sono ammesse edificazioni salvo quelle ospedaliere”.

Si approfondisce la questione del terreno agricolo di via Padova che una tangente di 30mila euro ha trasformato in edificabile. E qui il giallo. Il 5 marzo 2012 la Gdf accede alla banca dati e scopre che l'area di via Padova è “terreno seminativo”. Però quando i militari arrivano sul posto trovano che c'è in costruzione una palazzina con appartamenti di lusso già quasi finita.

L'udienza si chiude con la deposizione spontanea di Antonino Brambilla che si difende dalle accuse dicendo che “per aver fatto richieste in qualità di capogruppo ero il più malvisto da An e Lega perchè nel 2004 avevo fatto cadere la Giunta... Nella redazione sulla convenzione attuativa del piano ero consulente, la responsabile era Emma Boldrin. Ho redatto il testo sulle base fornitami dall'Amministrazione Comunale. E il mio testo era di puro accertamento e non decisionale”.

Aggiunge: “Una commissione aveva deciso l'edificabilità di via Tagliamento – confina con l'ospedale di Carate - per la realizzazione di un pronto soccorso, laboratori e comunque per esigenza pubblica... Ho iniziato a redigere le norme per il Parco Valle Lambro che comprende 35 Comuni e per predisporre il piano ho impiegato 17 anni, dall'83 al 2000. Poi però, per la variante si sono rivolti al professor Paolillo. Io mandai solo una bozza col disciplinare. Il Parco decise poi di fare un bando e se ne appropriò”.

Si torna in aula tra una settimana. Sono stati convocati come testi Maurizio Altobelli, Giorgio Aldeghi, Massimo Pirovano, Felice Tagliabue e Calogero Licata Caruso, unico detenuto.

Nella foto il Sostituto Procuratore, la Dott.ssa Donata Costa
 

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