Dalla cassaforte di Vivacqua le prove che il Pgt di Carate fu modificato con le tangenti

di Stefania Totaro da il Giorno del 04/10

ENTRA nel vivo al Tribunale di Monza il processo per la presunta corruzione-bis sul Pgt caratese.
Quattro gli imputati e tre le società immobiliari coinvolti: l’ex vicepresidente della Provincia di Monza e Brianza Antonino Brambilla (condannato in primo grado a 5 anni per corruzione sul Pgt di Desio), gli imprenditori Walter Longoni, Giorgio Giussani e Angelo Miceli, nonché come soggetti giuridici la «Bre srl» di Carate Brianza, «3I srl» di Seregno e la fallita «Loviro srl» di Milano, mentre hanno patteggiato una pena pecuniaria rispettivamente di 36mila e 30mila euro la fallita «Edil V.L.B.» di Lissone (che è ritenuta facente capo all’imprenditore siciliano Paolo Vivacqua ucciso a colpi di pistola nel suo ufficio di Desio nel 2011) e la «Quadratea srl» di Seregno. Questa vicenda giudiziaria è un troncone di quella del pm monzese Donata Costa per corruzione sul Pgt di Carate Brianza, che ha già portato a 4 patteggiamenti (tra cui l’ex presidente della commissione urbanistica di Carate Brianza Maurizio Altobelli e l’architetto già consigliere comunale a Carate nel 1998 Massimo Pirovano) e 2 condanne con il rito abbreviato, con confische da 150 a 500mila euro e parti civili Regione Lombardia, Comune di Carate Brianza e Consorzio Parco della Valle del Lambro.

NEL SECONDO TRONCONE dell’inchiesta Brambilla è imputato, insieme al defunto Vivacqua e ai personaggi già giudicati o usciti di scena con patteggiamento anche per questi fatti, di essersi accordato in cambio di mazzette per complessivi 390mila euro per il cambio di destinazione d’uso nel Pgt tra il 2007 e il 2011 di due aree in via Marengo e viale Lombardia, mentre insieme ad Altobelli, Longoni e Giussani per avere intascato 150mila euro nel 2009 per eliminare il vincolo che non permetteva di costruire sul terreno in via Tagliamento a Carate Brianza in quanto sottoposto a un vincolo paesaggistico della Regione Lombardia e inserito nel Parco della Valle del Lambro. Angelo Miceli è invece imputato per presunti 30mila euro versati ad Altobelli. Ieri davanti ai giudici sono stati convocati gli uomini della Guardia di Finanza di Seregno che hanno svolto le indagini dopo il ritrovamento nella cassaforte di Vivacqua successivamente al suo omicidio di documentazione che comproverebbe il pagamento delle mazzette per ottenere il cambio di destinazione da agricolo a edificabile dei terreni nel Piano di governo del territorio del Comune di Carate Brianza. Ed è stato subito battibecco tra i finanzieri, il pm e il difensore di Antonino Brambilla, l’avvocato Ivan Colciago, sulle sue presunte responsabilità. «Antonino Brambilla è stato imputato di avere preso tangenti per avere partecipato alle votazioni sul Pgt come consigliere comunale - ha dichiarato il legale - come tanti altri colleghi allora hanno fatto, per un vincolo della Regione Lombardia che è stato tolto solo per edifici agricoli e ospedalieri e per un vincolo del Parco della Valle del Lambro che non è mai stato tolto. Mentre non risulta che Brambilla abbia mai avuto alcun contatto, ad esempio, con l’estensore del Pgt». Il processo continua con nuovi testimoni.
stefania.totaro@ilgiorno.net

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