Calcio Monza - "Da Emery solo proclami, ma speriamo se la cavi, abbiamo già sofferto troppo"

di Dario Crippa da il Giorno del 05/10

SCONCERTO. Preoccupazione, disillusione, rabbia. Paura. Il tornado arrivato in queste ore dall’estero - Brasile e Singapore su tutti - sul conto del presidente del Monza Anthony Emery Armstrong e sulla sua presunta situazione debitoria, non può che destare i peggiori umori fra i tifosi dei colori biancorossi.
Andrea Arbizzoni, ex assessore allo Sport e per anni portavoce dei Sab, gli ultras del Monza, non le manda a dire: «Le notize che stanno arrivano non sembrano incoraggianti. Se quanto dipinto sui giornali stranieri fosse vero, l’immagine del presidente Armstrong certo non ne uscirebbe bene. E ho un dubbio: se davvero i debiti rimasti dalla precedente gestione targata Clarence Seedorf ammontano a due milioni di euro come si è detto, sarà dura farvi fronte e programmare: altro che proclamare di voler raggiungere la serie B e addirittura la serie A in queste condizioni. Speriamo non ci siano contraccolpi troppo pesanti per le sorti della società e quindi della squadra». Arbizzoni ne ha viste tante nella sua lunga militanza da tifoso del Monza, fra presidenti-banditi e fallimenti ma «non posso nascondere stavolta di essere davvero basito. Posso dire soltanto che mi trovo a condividere la posizione che la Curva Sud ha sempre espresso su questa nuova proprietà: non mi sono mai fatto ingolosire troppo dalle promesse, non sono mai stato fra i “talebani” che avevano sposato la nuova società senza colpo ferire. Siamo rimasti già scottati troppe volte in passato...».

FAUSTO MARCHETTI, da anni portavoce dei Sab, non si tira indietro: «Siamo sempre stati critici, l’approccio che Armstrong ha avuto con Monza sin dal primo istante non ci ha convinti. Da lui abbiamo udito soprattutto proclami roboanti ed esagerati, senza vedere di contro dei fatti, anche sulla questione della ristrutturazione dello stadio. Insomma, più fumo che arrosto... Certo, la speranza è l’ultima a morire». Si spiega anche così l’approccio della tifoseria alla partita di ieri, pur arrivata in un momento di crisi di risultati. In curva Sud è stato innalzato uno striscione che recitava: «E quindi... chi aveva ragione?». «Daremmo il beneficio del dubbio anche al peggiore degli assassini, figuriamoci se non lo facciamo con Armstrong, con cui pure siamo entrati in polemica in passato più volte. A non convincerci è stato ad esempio il cambio di gestione tecnica lo scorso anno e la costruzione di una nuova squadra con costi così onerosi, firmando contratti troppo lunghi e onerosi che ci hanno spaventato: chi li onorerà se il presidente dovesse andar via?».
Alessio Manazzale, tifoso storico dei biancorossi, è fatalista: «Sembrava tutto troppo bello: si temeva che prima o poi sarebbe scoppiata la bolla, speravamo soltanto di aver raggiunto nel frattempo almeno la promozione in serie B. Purtroppo è un po’ che girano voci negative, in fondo già l’anno scorso quando la squadra perdeva si sapeva che gli stipendi venivano pagati all’ultimo giorno del mese. Speriamo ora che al 10 arrivino gli stipendi... Il problema è che a Monza siamo sfortunati e, dopo Armstrong, non c’è nessuno: questa è la dura verità».
dario.crippa@ilgiorno.net


L’altra faccia del tifo: «Vogliamo ancora fidarci». Della Valle: «Tutti criticano ma nessuno investe»
di Dario Crippa da il Giorno del 05/10
— MONZA —
LO SCENARIO non è certo dei più sereni. E anche fra i tifosi del Monza si registrano posizioni contrastanti, specie sui social network. Se la società ha annunciato ieri un silenzio stampa polemico, c’è chi critica questo atteggiamento. Ma c’è anche chi, come il gruppo «Tribuna Ovest Monza», solitamente abbastanza vicino alla società, ricorda fiducioso su Facebook: «Non dimentichiamo che il presidente Armstrong qualche settimana fa è stato lodato dal Financial Time (e non è la prima volta) testata sicuramente informata e di maggiore importanza rispetto ai quotidiani o pagine web in cui si screditava la sua azienda e il suo operato». Oppure c’è chi, come il gruppo «Brianza Biancorossa», invita alla calma: «Giornata veramente difficile, Pea tiene lontano “le voci” e il linciaggio mediatico di oggi verso società e presidente, dormiamoci su... una cosa è certa, uno è colpevole dopo tre gradi di giudizio, attendiamo gli eventi e sempre e solo.... forza monza!». Fra i tifosi storici, una presenza abbastanza assidua allo stadio Brianteo è quella dell’avvocato penalista Raffaele Della Valle: «Qualcosa non funziona, abbiamo perso tre partite di fila dopo un avvio di campionato ottimo... E sul presidente Armstrong, che dire? La verità è che tutti criticano in Brianza, ma gente che tiri fuori i “danéee” non ce n’è mai. A Monza non trovi dieci imprenditori disposti a investire 500mila euro per uno nella squadra della città... Speriamo solo che non finisca come ai tempi del presidente D’Evant, quando siamo falliti...». Anche il presidente della Provincia Dario Allevi mette le mani avanti: «Non conosco la vicenda e quindi non posso esprimermi... Ho incrociato Armstrong allo stadio e mi è sempre sembrato una persona che aveva tanti progetti... speriamo». Già.

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