Pedemontana - L’autostrada fa paura ai sindaci «Troppe incognite sul nostro futuro»

di Monica Guzzi da il Giorno

TUTTO o niente. Nonostante i ritardi dei lavori, con la chiusura di un tratto della Milano-Meda slittata da luglio ad agosto e da qui a ottobre, oltre a un quadro finanziario pieno di incognite, il cantiere avanza e i sindaci della tratta B2 della Pedemontana si mobilitano.

CHIEDONO il rispetto dei patti: lavori sì, ma a condizione che sia realizzata tutta l’opera, nel tracciato e nelle compensazioni, con le mitigazioni e gli interventi sulla viabilità locale. In caso contrario, per il territorio sarà il tracollo. Il rischio infatti, ora più che mai, è che l’autostrada senza soldi e senza prospettive si blocchi proprio sulla Milano-Meda, una strada già congestionata dal traffico, che potrebbe scoppiare con una sola auto in più.
I sindaci di Lentate, Barlassina, Seveso, Meda e Cesano hanno bussato a tutte le porte. Aspettano un incontro, promesso, col governatore Maroni, e chiedono la convocazione di un collegio di vigilanza al più presto. Nel frattempo hanno portato un documento nei rispettivi Consigli comunali per denunciare quanto sta accadendo. «Il tempo passa senza riuscire a capire cosa ci attende - sbotta il sindaco di Cesano Maderno, Gigi Ponti -. Come si fa a lavorare senza sapere se un piano economico-finanziario di tale portata è confermato o meno? La situazione è confusa. E poi c’è la lotta contro il tempo, perché devono chiudere i cantieri in primavera, entro Expo. La domanda è: ce la faranno? E dove si fermeranno? Il rischio è che restino sulla Milano-Meda, come si temeva, con i lavori provvisoriamente sospesi».
Spiega il sindaco di Seveso, Paolo Butti (nella foto): «La defiscalizzazione servirà a coprire i maggiori costi subentrati e non i costi preventivati. A questo punto cade tutto il castello finanziario, tant’è che il progetto esecutivo della B2 non è ancora stato validato».
Per i sindaci «è inaccettabile collegare la superstrada a Pedemontana senza la certezza che tutta l’opera venga realizzata». Il rischio infatti è che su quest’area si concentri tutto il traffico in arrivo dalla nuova autostrada, spostato da Lomazzo a Lentate. «Un problema aumentato anche dal volume di traffico locale prodotto da Expo: sarà tutto movimento che dal mattino andrà verso Expo per tornare indietro la sera su un’arteria già satura», continua Butti. Per cercare di limitare i danni, dai sindaci arriva una richiesta e un suggerimento: poter gestire da subito i 60 milioni di euro promessi ai Comuni per le opere di compensazione. «In questo modo potremmo intervenire con rotatorie, sostituire semafori e realizzare opere che potrebbero ridurre il disagio».
Ma il piatto piange e l’assenza di fondi diventa pericolosissima quando si parla di diossina. Il tracciato della Pedemontana passa proprio su queste aree e da tempo i Comuni di Seveso e Desio chiedono verifiche puntuali sul sottosuolo. «Siamo stati convocati in Regione dal dipartimento Ambiente e Salute, che ha previsto una serie di controlli per verificare quanta diossina ancora c’è sul territorio. È chiaro che i costi della bonifica dipendono da queste analisi. O fanno le verifiche, oppure significa che non hanno intenzione di andare avanti e che puntano a fermarsi sulla Milano-Meda».

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