Expo 2015 - Vie d’acqua, l’appalto sarà commissariato

di Alessia Gallione da la Repubblica del 28/10

È L’ETERNO nodo irrisolto che adesso, però, deve trovare una soluzione. Perché quando mancano sei mesi al via, Expo deve avere un budget certo su cui fare affidamento. Un conto che, sotto i venti della crisi, si è già assottigliato fino a un miliardo e 300 milioni di fondi pubblici. E che, nell’ultimo tratto della corsa, sembra destinato a calare di altri 60 milioni. In realtà, all’appello mancano tuttora 120 milioni: sono le quote non ancora versate - per motivi diversi - da Provincia e Camera di commercio. Ma se per i primi 60 milioni si attende un impegno da parte del governo - che a quel punto arriverebbe a coprire quasi il 70 per cento dell’importo totale -, Giuseppe Sala lo sta già dicendo da un po’ ai suoi: bisogna fare tutto non contando sugli altri 60 milioni e puntando a fare risparmi per quella cifra. Come? Qualcosa si è riuscito a non spendere realizzando il padiglione Arte e cibo in Triennale, altro si è raschiato dai ribassi d’asta e così via. Un ultimo piano per salvare i conti di Expo che, però, troverà una conferma e una quadratura soltanto venerdì, quando al tavolo di tutti i protagonisti il governo dovrà dare il responso ufficiale. Concretamente, è il ministero delle Infrastrutture Maurizio Lupi a dover sbloccare una decisione attesa da tempo.

Finora, però, l’avvertimento è sempre stato: Roma copre la quota della Provincia se però arrivano i soldi di Camera di commercio. Un cane che si morde la coda. Ma Expo non può più aspettare. E, così, in questi giorni si sta lavorando da una parte per ottenere comunque l’assegno dell’esecutivo e per risparmiare dall’altra. La riunione di venerdì dovrà anche fare chiarezza sul Padiglione Italia. Che cosa verrà tagliato? È allora che arriverà il responso sull’Albero della vita. «Non so se l’Albero sia in discussione - si è limitata a dire il commissario tricolore Diana Bracco -, di certo lo sono i tempi di tutto il cronoprogramma di Expo. Siamo a duecento giorni: è una bella corsa». È il destino di un’altra opera, invece, che ieri è stato segnato: dopo l’ultima inchiesta, il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone ha inviato al prefetto Francesco Paolo Tronca la richiesta di commissariamento per il tratto Sud delle Vie d’acqua. Un provvedimento che riguarda le aziende Maltauro e Tagliabue.

Sul fronte infrastrutture, dopo i ritardi del passato sta procedendo bene lo svincolo di Cascina Merlata, è confermata l’apertura di cinque fermate della linea 5 del metrò e del tratto “B 1” della Pedemontana. Anche per il capitolo parcheggi, il commissario Sala ha ricevuto rassicurazioni: tra Arese (10.500), via Novara (1.550) e Fiera (10.000), si potrà contare su circa 21mila posti auto a cui se ne aggiungeranno altri 1.500 per i bus (tra Fiera e Cascina Merlata). Le uniche incognite rimarrebbero la Rho-Monza e la Zara-Expo. Per la prima strada si era già passati a un “piano B” e a una versione ridimensionata del progetto. Adesso, si starebbe studiando un “piano C” che prevederebbe anche alcune migliorie per il comune di Paderno. Per la Zara Expo, il rischio riguarda il tratto che dovrà passare sotto la cava di Triboniano: lo studio del sottosuolo è ancora in corso, ma potrebbero servire 10 milioni in più. Una cifra che dovrebbe essere chiesta al governo.

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