Lombardia - Pagelle ai manager della sanità contestate le scelte di Mantovani

di Alessandra Corica da la Repubblica

TRA i primi dieci, sei manager sono in quota Lega, quattro Forza Italia. Mentre buona parte della truppa targata Comunione e Liberazione è relegata nella seconda parte della classifica. Sono le pagelle dei direttori generali della sanità lombarda: le valutazioni, relative al 2013, sono state consegnate nelle scorse settimane ai dg. Per la prima volta, senza essere rese pubbliche: una decisione che ha fatto salire sulle barricate il Pd, che ha chiesto l’accesso agli atti. Visto che i voti non sono solo un indicatore del «chi sale e chi scende», ma sono anche lo strumento con cui vengono assegnati ai manager i premi di risultato. «Le valutazioni dei dg dovrebbero sempre essere rese pubbliche — sottolinea la democratica Sara Valmaggi — . Lo impone la trasparenza». A guardare la classifica, il primo in assoluto è Alberto Zoli, manager in area Lega dell’Azienda regionale emergenza urgenza: passa dal precedente 91,48 all’attuale 95,30. E porta a casa un premio sopra i 29.530 euro.

Tra le province, invece, è Brescia la migliore, visto che vanta il primo posto sia tra le Asl che tra gli ospedali. Con i Civili — l’azienda al centro della bufera Stamina — che ottengono un voto di 94,10 (l’anno scorso era 92,45) e fanno raccogliere a Ezio Belleri (area Fi) un incentivo di 29.158 euro. Una «supremazia », quella bresciana, legata a nuovi indicatori usati per le valutazioni, introdotti dall’assessorato alla Salute guidato da Mario Mantovani, quali il numero dei posti letto per gli ospedali, e il numero degli abitanti per le Asl. La scelta avrebbe creato non poche tensioni a Palazzo Lombardia, visto che ha comportato anche quella di non usare nessuna leva politica, per alzare o abbassare i voti del 10 per cento.

A metà classifica l’Asl di Milano, con il leghista Walter Locatelli che incassa un punteggio di 92,29. In fondo gli ospedali cittadini: rispetto all’anno scorso il Niguarda e il Sacco — guidati dai ciellini Marco Trivelli e Pasquale Cannatelli — , sono abbastanza stabili, le altre strutture, invece, calano di punteggio. Il San Carlo, il Fatebenefratelli e il Pini, tutti guidati da manager forzisti, hanno voti tra 86,12 e 84,61. Punteggio basso, ma più alto del precedente, per il San Paolo, che con il leghista Enzo Brusini raccoglie 86,98. In coda, gli ospedali di Lecco, Mantova e Melegnano, al centro delle ultime inchieste giudiziarie e guidati rispettivamente dal leghista Mauro Lovisari, il ciellino Luca Stucchi e il forzista Paolo Moroni. Solo per loro, a causa delle indagini, la Regione ha deciso di applicare la leva politica, abbassando le valutazioni di 10 punti e riducendo gli incentivi. Che però sono stati comunque assegnati, con cifre sopra i 25mila euro.

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