Monza - Delitto Vivacqua. La vittima aveva un patrimonio di oltre 21 milioni

di Federico Berni da il Corriere della sera

MONZA Una ricchezza stimata in «oltre 21 milioni di euro» tra immobili, società e disponibilità finanziarie. Faceva gola a molti, il denaro di Palo Vivacqua, ammazzato in ufficio a Desio nel novembre di 3 anni fa: il suo patrimonio personale è stato ricostruito, ieri, da un maresciallo della Guardia di Finanza, durante l’udienza del processo contro 5 persone accusate di omicidio, a partire dall’ex moglie e dall’amante di lei nel ruolo presunti mandanti. La vittima era l’uomo dei prelievi settimanali di contanti. Due, trecentomila euro per volta in banche e uffici postali. Soldi che Vivacqua voleva nascondere al fisco, visto che, a far da contraltare a questo «tesoretto», c’era qualcosa come 88 milioni di euro di richieste da parte dell’erario. Vivacqua, infatti, aveva sì costruito la sua fortuna partendo da una piccola impresa di recupero di rottami ferrosi, ma anche attraverso «una frode fiscale da 408 milioni di fatture per operazioni inesistenti», come ha ricordato il teste, riferendosi ad un’indagine della Procura di Milano che ha coinvolto anche i figli. La Procura contesta il movente economico. All’inizio le indagini avevano seguito a pista della ‘ndrangheta e della mafia, ma senza esiti.

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