Pedemontana e diossina: Movimento 5 Stelle interroga il Governo

Interrogazione a risposta scritta 4-07171
presentato da
TRIPIEDI Davide
testo di
Giovedì 4 dicembre 2014, seduta n. 345

TRIPIEDI, COMINARDI, CIPRINI, CHIMIENTI, PESCO, ALBERTI, CARINELLI, CASO, MANLIO DI STEFANO, PETRAROLI e DE ROSA.
— Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
in data 10 luglio 1976, dallo stabilimento ICMESA di Meda uscì una nube altamente tossica contenente varie sostanze inquinanti tra cui la molecola di TCDD (tetraclorodibenzo-p-diossina) che contaminò 1810 ettari di territorio nei comuni di Seveso, Cesano Maderno, Meda, Bovisio Masciago, Desio e, in parti più piccole, Barlassina, paesi siti in provincia di Monza e Brianza e disposti sulla traiettoria di imminente costruzione dell'autostrada pedemontana Lombarda;

tale contaminazione è tutt'ora presente sostanzialmente nella stessa quantità di allora, come confermato da studi terminati nel 2003 svolti dal FLA (Fondazione Lombardia per l'ambiente) e da rappresentanti dei comuni di Seveso, Meda, Cesano Maderno e Desio e da successivi studi svolti nel 2008 dalla società Pedemontana a seguito delle prescrizioni del CIPE (comitato interministeriale per la programmazione economica) sul progetto preliminare, limitatamente ai comuni di Cesano Maderno, Seveso e Meda, ai fini della verifica della presenza residua di diossina all'interno del suolo del territorio interessato dall'incidente ICMESA del 1976;
la molecola TCDD è un inquinante organico persistente e non è possibile rallentare il processo di diffusione della stessa nell'aria, nell'acqua e nelle catene alimentari, dato che la sostanza, una volta emessa in caso di incidenti industriali (come per il disastro di Seveso) o di dispersioni nell'ambiente (come per inceneritori e grandi impianti industriali che utilizzano il principio della combustione), penetra in tutti gli esseri viventi (piante, animali, uomo), nelle catene alimentari, nelle acque e nei terreni, con effetti che risultano essere irreversibili;

la sostanza, altamente tossica, è stata classificata dalla IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) come cancerogeno certo e inserita nel gruppo 1, quello riguardante gli inquinanti più pericolosi. È in grado di provocare danni gravissimi alla salute e tumori a pelle, cuore, reni, fegato, stomaco, sistema linfatico, creare malformazione nei feti umani con conseguenti nascite di bambini riportanti mutilazioni e, nel caso di deformazioni gravi, alla morte degli stessi anche in periodo fetale. Nei casi di esposizioni elevate e alla contaminazione diretta, alla comparsa di cloracne;

per gli animali in genere e per l'animale uomo, vi è più semplice accumulo nelle parti grasse data la costituzione molecolare delle diossine e della TCDD in particolare. Un'ampia e sempre più crescente ed autorevole letteratura scientifica, ne indica accumuli anche nel latte materno, anch'esso sostanza grassa, con le ben immaginabili conseguenze della trasmissione dal seno della madre al nascituro. Per citare uno tra i diversi e comprovati casi che confermano tale teoria, tra i più recenti vi è quello di Taranto riportato su «ilfattoquotidiano.it», in data 30 maggio 2014;

in data 17 settembre 2013, il consiglio della regione Lombardia ha approvato la mozione n. 72, che disponeva nuove rilevazioni ambientali nei comuni brianzoli colpiti dal disastro della diossina del 10 luglio 1976 dell'ICMESA di Seveso, disposti sul tracciato non ancora realizzato dell'autostrada pedemontana Lombarda;

in data 4 luglio 2014, la Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale, VIA e VAS, ha trasmesso il parere n. 1545 riguardante la valutazione di impatto ambientale dell'infrastruttura Pedemontana Lombarda, trasmessa alla società CAL (concessioni autostradali lombarde), dove numerose sono state le non ottemperanze rilevate dalla commissione tecnica. In tale documento facente riferimento in particolare alla tratta B1 dell'autostrada in questione, nelle 277 prescrizioni e raccomandazioni elencate, non vi erano a quanto, consta agli interroganti particolari analisi specifiche delle problematiche legate ai terreni contaminati dalla diossina, nemmeno nelle considerazioni di carattere generale non riguardanti la sola tratta B1;

in data 26 novembre 2014, veniva pubblicata sul quotidiano «Corriere della Sera Milano», la notizia riguardante lo stato di elevata preoccupazione di sindaci e associazioni ambientaliste per la probabile imminente costruzione della tratta indicata con la sigla B2 dell'autostrada Pedemontana Lombarda, sui terreni inquinati dalla diossina del disastro del 10 luglio 1976;

il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, nello stesso articolo dichiarava che le bonifiche saranno effettuate, ogni traccia di diossina verrà cancellata, dichiarazione in linea con quelle rilasciate in passato da Pedemontana spa in più occasioni ma che mai hanno trovato seguito;
senza eventuali bonifiche, nel momento in cui dovessero partire i cantieri di Pedemontana, la diossina contenuta nei terreni inquinati tornerebbe in superficie creando un nuovo e gravissimo problema sanitario;

ad avviso degli interroganti la cosa ancor più grave è che nessuna istituzione abbia considerato con il giusto peso la problematica che porterebbero i lavori sui terreni contaminati dalla diossina –:
se i Ministri interrogati, ognuno per le proprie competenze, non ritengano più che discutibile che allo stato della redazione del documento VIA e VAS, n. 1545 del 4 luglio 2014, vi siano stati così tanti punti dichiarati non ottemperati;
se i Ministri interrogati, ognuno per le proprie competenze, siano a conoscenza del fatto che la società CAL abbia, successivamente alla pubblicazione del documento n. 1545 del 4 luglio 2014, ottemperato tutti i punti indicati come non ottemperati e se non lo ha fatto per tutti i punti, quali sono quelli non ottemperati e perché;
se i Ministri interrogati non ritengano che vi sia una sottovalutazione reale del pericolo della diossina, dato che non vi sono, allo stato attuale, interventi concreti da parte dei Ministeri, a fronte della certezza della presenza dell'inquinante TCDD nei terreni indicati e della sua pericolosità accertata, come ampiamente riportato sopra. (4-07171)

Interrogazione Pedemontana e Diossina-Comunicato Stampa

 

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