Milano - Si sgonfia la bufala Expo solo 4 mila le assunzioni

di Gianni Barbacetto da il Fatto quotidiano del 06/12

Le promesse erano mirabolanti. Le previsioni sbalorditive. Le proiezioni stupefacenti. Expo doveva portare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro. Doveva essere la benzina per far ripartire Milano, anzi l’Italia. Ora, a quattro mesi dall’apertura dell’esposizione, la Cgil fa i conti e le promesse crollano, le previsioni vengono smentite, le proiezioni si mostrano per quello che sono: propaganda. Sono solo 4 mila i posti di lavoro prodotti da Expo. Il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina a luglio aveva annunciato: “L’Expo 2015 sarà sicuramente un’occasione per creare nuovi posti di lavoro, perché per sei mesi avremo il mondo intero a discutere in Italia di agroalimentare”. Sì, ma tutto questo discutere quanti occupati in più produrrà?

LA GRANCASSA aveva cominciato a battere già nel 2007, non appena Milano si era presentata alla gara, a Parigi, per ottenere l’esposizione. Nel dossier di candidatura erano segnati due numeri: 240 mila, i nuovi posti di lavoro stabili; e 70 mila, quelli a termine per realizzare e gestire l’evento. L’università Bocconi era riuscita a fare perfino di più: uno studio del suo Centro di economia regionale dei trasporti e del turismo, coordinato dal professor Lanfranco Senn, nel novembre 2010 era arrivato a stimare che i nuovi posti di lavoro sarebbero stati 308 mila. È il record. Poi si va a scendere. Un dossier della Camera di commercio di Milano aggiusta un po’ il tiro e scrive: “Con l’esposizione universale si stimano dal 2012 al 2020 in 190 mila le unità di lavoro aggiuntive impegnate per Expo, di cui oltre 100 mila a Milano”. Le previsioni della società Expo spa nel 2012 erano poi scese a 70 mila. Adesso la Camera del lavoro milanese della Cgil ha elaborato i dati dell’osservatorio provinciale sull’occupazione ed è arrivata a una cifra che fa impallidire tutte quelle sparate finora: 4.185. “A fine ottobre le aziende che hanno avviato assunzioni finalizzate espressamente all’Expo”, spiega Graziano Gorla, il segretario della Camera del lavoro, “sono 1.733, per un totale di 4.185 lavoratori. Solo 700 in più rispetto al maggio scorso, quando erano 3.400. Di questo passo, non arriveremo neanche alle assunzioni stimate da noi della Cgil”.

ERANO 20 MILA, quelle previste dal sindacato in risposta alle 70 mila sparate da Expo. Nel maggio scorso, a un anno dall’apertura dell’esposizione, il sindacato le aveva ridimensionate a 9 mila. “Ora credo che non arriveremo neppure a questa cifra”, conclude Gorla. L’Expo si sgonfia, nel quadro di un mercato del lavoro preoccupante. Milano ha raggiunto un tasso di disoccupazione dell’8,2 per cento, aggiungendo un punto in più in soli sette mesi. Ha accorciato le distanze dal dato nazionale, che è il 14 per cento: “È una cosa mai successa nella storia di Milano e della Lombardia, dove la disoccupazione è sempre stata un terzo di quella nazionale”. Ed Expo non riesce a invertire la tendenza. Porta pochi posti di lavoro e poco qualificati: “Sono per lo più provvisori e a termine”. Con un basso livello di specializzazione: manovali, camerieri, addetti alla pulizie, magazzinieri, parrucchieri, telefonisti, addetti di call center. Dei 4.185 avviamenti al lavoro attribuibili all’esposizione, il 24 per cento sono nel settore edile: mille contratti che per definizione termineranno con la fine dei lavori, dunque entro il maggio 2015 quando Expo aprirà i cancelli. I

l 42 per cento degli avviamenti sono con contratti a tempo determinato, il 17 sono collaborazioni, il 4,8 contratti di apprendistato, il 4,6 sono lavoro intermittente e il 3,2 tirocini. Solo il 28,8 sono contratti a tempo indeterminato. Ma attenzione, segnala Gorla, è un tempo indeterminato che indeterminato non è: “Questa tipologia di contratto è normalmente usata in edilizia, ma accompagna la realizzazione del cantiere e dunque si conclude al termine dei lavori”. C’erano stati segnali di ripresa dell’occupazione dopo la pausa estiva, ora però sembrano esauriti. “Continua un forte incremento della cassa integrazione guadagni”, dice Gorla, “che ha ormai superato i 10 milioni di ore. E adesso a questo segnale negativo si aggiunge anche l’improvviso declino degli avviamenti al lavoro e del numero delle aziende attive sul mercato”.

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