Lombardia - Ncd minaccia l’addio alla giunta regionale la maggioranza a pezzi

di Andrea Montanari da la Repubblica

LEGA e Ncd sempre più ai ferri corti in Regione. Il partito di Alfano infatti non ha gradito le parole del segretario federale del Carroccio Matteo Salvini che su Repubblica ha sostenuto, tra l’altro, «che entro quale mese l’Ncd non ci sarà più». Gli assessori alfaniani ora minacciano di uscire dalla giunta guidata da Roberto Maroni se non ci sarà un chiarimento. «C’è forte preoccupazione dentro il nostro gruppo dopo le dichiarazioni di Salvini — commenta il capogruppo Ncd in Regione Luca Del Gobbo — Per questo ho convocato una riunione urgente del gruppo per decidere quale posizione prenderemo. Quello che è certo è che finora ci siamo dimostrati fedeli alleati di Maroni e per questo chiediamo rispetto. Inoltre, ricordiamo a Salvini che in vista anche delle elezioni comunali del 2016 il centrodestra per vincere ha bisogno di un candidato che unisca, non che divida».

Il ciellino Stefano Carugo, presidente della commissione Affari costituzionali, che ieri ha approvato il referendum per chiedere maggiore autonomia per la Lombardia con i soli voti della maggioranza e l’astensione del Movimento Cinque stelle, va oltre. «Siamo stufi di mettere i cerotti, serve una cura radicale. Non siamo attaccati alle poltrone e in questi mesi abbiamo digerito anche le proposte della Lega che non condividevamo. Dalla riapertura delle case chiuse, allo stop alle nuove moschee, dalla regione padana alpina al referendum sull’autonomia. Questi continui attacchi contro l’Ncd devono finire. Per molto meno in passato la Lega dei Davide Boni, dei Renzo Bossi e degli Stefano Galli che tutti ricordiamo avrebbe aperto la crisi all’epoca della giunta Formigoni. Sul referendum abbiamo dato il nostro sì in commissione. Ma quando arriverà in aula martedì 17 vedremo, solo dopo una valutazione politica».

Per il via libera definitivo del referendum, infatti, serve il voto dei due terzi del Consiglio regionale. Impossibile senza il sì dell’Ncd. Inoltre, se da ora in poi dovessero venir meno i voti dei nove consiglieri regionali alfaniani, il centrodestra non avrebbe più la maggioranza dell’aula del Pirellone. L’atmosfera nella maggioranza di centrodestra è quindi molto pesante. Il capogruppo della Lega in Regione Massimiliano Romeo cerca di gettare acqua sul fuoco. Nel corso di una riunione dei consiglieri regionali del Carroccio alla quale erano presenti ieri sia Salvini che Maroni ha auspicato rivolto all’Ncd che «la politica nazionale non influisca sull’azione di governo di Regione Lombardia ». I leghisti presenti giurano che nel corso del vertice non si è parlato dei rapporti con il partito di Alfano, ma era evidente che Maroni non sembrava per nulla contento di ciò che era accaduto. Al termine, sia il governatore che Salvini hanno negato qualsiasi problema. «Chi rispetta i patti è benvenuto — ha tagliato corto il leader del Carroccio — Abbiamo parlato di noi, della Regione, di ospedali, treni, stalle e ticket: non ci siamo occupati degli alleati, né di Ncd e né di Forza Italia ». Se il sindaco Giuliano Pisapia definisce ironicamente «un bel sogno» la candidatura di Salvini a sindaco, l’azzurra Mariastella Gelmini replica: «Spesso chi viene per suonare finisce suonato».

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