Lombardia - L’assessore sul bimbo ricoverato in De Marchi per alzata di mano. Il Policlinico nega, i documenti confermano

di Simona Ravizza da il Corriere della sera

«Il diritto alla cura, tanto più per un bimbo, non ha prezzo e tantomeno si può decidere con un’alzata di mano». L’assessore alla Sanità, Mario Mantovani, è in Romania per il World Expo Tour, ma interviene sul caso raccontato ieri dal Corriere di un bimbo egiziano ricoverato in rianimazione alla clinica pediatrica De Marchi solo dopo una votazione tra i medici. Il reparto era alle prese con problemi di sforamento dei limiti di spesa. «Questa è una storia che non può appartenere al Policlinico di Milano e alla Sanità lombarda», incalza Mantovani. «Ogni giorno i nostri medici scelgono in scienza e coscienza le cure migliori per ogni paziente e quando è necessario fermarsi. Nella nostra Sanità non è mai stato e non sarà mai il budget a negare terapie appropriate ed efficaci». Il bimbo egiziano è arrivato in De Marchi sotto Natale. Pochi giorni prima gli Uffici del Controllo di gestione e programmazione si erano raccomandati di non sforare il bilancio. Il piccolo paziente ha una grave malattia, un’immunodeficienza ereditaria, con enormi rischi di non riuscire a sopravvivere anche alla più banale infezione. I medici capiscono bene che servono cure particolarmente costose e che l’esito delle terapie è tutt’altro che scontato (con il rischio anche di un reale accanimento terapeutico). È in questo contesto che i pediatri si interrogano: il bimbo va accettato? «Sono al corrente di quanto accaduto e ho sostenuto i medici nella decisione — aveva spiegato al Corriere il direttore di presidio Basilio Tiso —. Il bambino è stato curato e sta meglio. Nei prossimi giorni ci sarà il trapianto di midollo ».

La De Marchi è una costola del Policlinico. E ieri la direzione strategica dell’ospedale, guidata da Luigi Macchi, in un comunicato stampa ha parlato di pura invenzione giornalistica: «L’alzata di mano e le cifre di budget citate rappresentano una pura invenzione giornalistica. A nessun paziente sono mai state negate cure su questioni legate al bugdet, né tantomeno la direzione strategica ha mai posto ai clinici problemi in merito allo sforamento del budget assegnato. Sono numerose sono le unità operative che lo sforano». I documenti in possesso del Corriere della Sera, però, confermano quanto raccontato: «In reparto si era discusso del caso clinico e delle possibili implicazioni economiche in relazione al fatto che erano stati superati i limiti di spesa indicati in fase preventiva nella scheda di budget». È quanto si legge nella relazione inviata ieri dal Policlinico-De Marchi alla Regione. E l’alzata di mano, ancora ieri, è stata confermata da medici presenti alla famigerata riunione. «La razionalizzazione e il contenimento dei costi, così come la lotta agli sprechi — sottolinea ancora la Direzione strategica guidata da Luigi Macchi — non hanno mai portato né mai porteranno ad una riduzione, nemmeno minima, della nostra doverosa attività di assistenza clinica. La vera questione sta nella capacità di coniugare l’appropriatezza clinica con quella economica. Quindi si è trattato, e sempre si tratta, di questo: discutere di come dare le cure migliori senza sprechi».

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