Lombardia - Sanità. «Ci hanno chiesto di tagliare anche gli esami del sangue»

di Simona Ravizza da il Corriere della sera

«Ormai ci viene chiesto anche di ridurre del 5% gli esami di laboratorio». Claudio Mariani, 59 anni, fa parte della segreteria dell’associazione di categoria Anaao ed è un medico ospedaliero milanese. «Oggi l’attività quotidiana dei medici inizia a essere condizionata anche dai calcoli di tipo economico. Ma fino a che punto tutto ciò è compatibile con la salute dei pazienti?».

L’interrogativo nasce dopo il caso della clinica pediatrica De Marchi raccontato dal Corriere. Sotto Natale viene chiesto il ricovero di un bimbo egiziano con una grave malattia. I medici capiscono bene che servono cure particolarmente costose e che l’esito delle terapie è tutt’altro che scontato: e, visto che pochi giorni prima gli Uffici del Controllo di gestione e programmazione si erano raccomandati di non sforare il bilancio, viene fatta una riunione. I pediatri si interrogano: il bimbo va accettato? Il da farsi viene deciso per alzata di mano.

L’assessore alla Sanità Mario Mantovani è intervenuto con un monito: «Il diritto alle cure non ha prezzo». Ma in corsia i medici combattono una battaglia quotidiana contro i tagli e le pressioni (sempre più forti) a risparmiare. In questo contesto può succedere — come avvenuto in De Marchi — che il medico si fermi a riflettere sul costo di una cura. «Le risorse economiche a disposizione sono limitate. Per potere curare tutti bisogna fare delle scelte — spiega Daniele Coen, primario del Pronto soccorso di Niguarda —. La difficoltà sta nel capire quando è giusto fermarsi. In questo senso è fondamentale la condivisione con i pazienti e lo sviluppo di linee guida scientifiche di riferimento».

Nessuno nega le cure salvavita (alla fine anche alla De Marchi il bimbo è stato ricoverato). Ma c’è una terra di mezzo — fatta di esami da prescrivere, interventi chirurgici da mettere in calendario per un mese piuttosto che per un altro, ricoveri da fare, giornate di degenza da decidere — ormai sempre più condizionata dai problemi economici. «I vertici ospedalieri hanno iniziato con il chiedere di fare attenzione ai giorni di ricovero, poi alla produzione in termini di fatturato, quindi hanno ridotto i posti letto a disposizione — continua Claudio Mariani —. Il turnover è bloccato. E oggi tra gli obiettivi che determinano il nostro premio di produzione compare anche quello di ridurre i costi. È l’effetto dei drastici tagli alla Sanità».

Sottolinea Coen: «Siamo stimolati al risparmio di continuo. Veniamo valutati sul raggiungimento del budget e la nostra credibilità nei confronti dei vertici ospedalieri è condizionata dalla capacità a rispettare i limiti di spesa. Ma ciascuno di noi è ben consapevole che alla fine deve fare solo il meglio per il paziente». Medici-equilibristi. E così, nella relazione inviata dal Policlinico- De Marchi alla Regione, si legge: «In reparto si era discusso del caso clinico e delle possibili implicazioni economiche in relazione al fatto che erano stati superati i limiti di spesa indicati nella scheda di budget».

twitter: @SimonaRavizza

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