Processo Vivacqua. Tre killer diversi per lo stesso omicidio? Un'intercettazione aggiunge il superteste alla lista dei sospetti

di Pier Attilio Trivulzio

Tre killer per l'omicidio di Paolo Vivacqua? Sembra di sì. Una intercettazione dei carabinieri che fa parte del fascicolo del sostituto procuratore Donata Costa, indicherebbe come killer del rotamat di Ravanusa non Antonino Giarrana come aveva dichiarato ai carabinieri il palermitano Gino Guttuso (che poi ha ritrattato) e neppure Antonino Radaelli come ha dichiarato Luigi Mignemi al magistrato il 10 aprile dello scorso anno nel carcere di Monza.
Il killer di Paolo Vivacqua sarebbe, invece, proprio il super testimone Gino Guttuso.

Nell’udienza del 9 febbraio, dopo che Donata Costa aveva chiesto alla Corte di acquisire la deposizione fatta da Gino Guttuso nel corso dell'incidente probatorio davanti al Gip Alfredo De Lillo dicendo “che Guttuso aveva ritrattato per le minacce ricevute – probabilmente da due albanesi – tanto da doversi recare all'Ospedale di Desio nella notte del del 19 aprile 2014 dove i medici gli hanno riscontrato un trauma all’emicostato destro alla quinta e sesta costola e al polso destro, ma si era ben guardato dal denunciare il fatto”, l'avvocato Monica Sala che difende Antonio Radaelli, posto alla Corte l'interrogativo “Guttuso aveva mentito durante l'incidente probatorio, perchè continuare a mentire anche davanti ai carabinieri?” motiva così l'atteggiamento del palermitano stabilitosi a Desio nel 2007 dopo essersi subito integrato frequentando ambienti malavitosi: “Guttuso dice perchè mi sono state lette intercettazioni che mi indicano come esecutore materiale dell'omicidio”.

Proprio la lettura delle intercettazioni fattagli nella caserma dei carabinieri di Desio lo avrebbero convinto a ritrattare davanti al Gip Alfredo De Lillo nel corso dell'udienza preliminare, quanto dichiarato prima ai carabinieri di Desio il 15 gennaio 2013 e poi il 27 gennaio dello scorso anno, al sostituto procuratore Donata Costa.

In quanto al pestaggio di cui Guttuso é stato vittima, secondo Manuela Cacciuttolo, legale di Germania Biondo “non sarebbe legato alle dichiarazioni da lui fatte relativamente all'omicidio Vivacqua bensì ad acquisti di droga che non avrebbe pagato”.
Udienza attesissima dal momento che a testimoniare era stato convocato Gino Guttuso, che con le sue dichiarazioni verbalizzate - “Il 13 novembre 2011 ho prestato il mio scooter ad Antonino Giarrana. Me lo ha reso il giorno dopo con dello scotch nero a coprire la targa ed allora io, pensando fosse stato usato per uccidere Paolo Vivacqua, l'ho portato a lavare” - aveva dato una svolta all’inchiesta.

Oltre a lui il sostituto procuratore Donata Costa aveva convocato Luigi Mignemi e Nicola Rulli personaggi a cui, in carcere a Monza, Giarrana, avrebbe fatto confidenze su mandanti ed esecutori dell'omicidio. I due, però, non si sono presentati.

Giaccone nero, jeans, cappello grigio di lana a nascondere e tenere al caldo la pelata, Guttuso arriva un'ora prima che inizi l'udienza accompagnato dal figlio: look da punk, cresta di capelli tenuti su col gel; ed a fargli da scorta discreta un paio di carabinieri in borghese.

Nonostante i carabinieri che lo tengono controllato, Gino Guttuso entra dentro l'aula a processo iniziato nel settore del pubblico – a lui vietato dovendo deporre - e resta ad ascoltare. Fino a quando qualcuno se ne accorge ed allora il presidente Giuseppe Airò lo invita ad uscire.

Chiamato a testimoniare Guttuso, prima di sedersi, manda un saluto ai detenuti nel gabbio che, per cortesia, ricambiano.
Il presidente li riprende: “Non potete! Non potete!”.

Il supertestimone dice d'essere in affidamento ai servizi sociali e che è stato dimesso dalla comunità nella quale é finito per droga.

Il presidente lo informa che in relazione alle dichiarazioni fatte nel corso dell'udienza preliminare davanti al Gip è stato indagato per falsa testimonianza. “Lo sa?”, chiede.
“Non lo sapevo”, è la risposta.
“Ha provveduto a nominarsi un avvocato?”.
“No e Mariani, il mio avvocato, che mi segue per un altro processo non me lo fa fare”.
“Oggi dev'essere sentito come testimone per fatti collegati – gli ricorda il presidente -. Ha diritto ad essere assistito dal legale”.
Gino Guttuso chiede l'avvocato d'ufficio.
La Corte fa arrivare l'avvocato Arianna Merlo.
Udienza temporaneamente sospesa; ma quando il legale arriva Guttuso s'avvale della facoltà di non rispondere. Un giochino già fatto in precedenti udienze da Mario Infantino e Felice Tagliabue.

Non si sono invece presentati Luigi Mignemi e Nicola Rulli. Il primo, contattato, si è giutificato dicendo d'aver sbagliato Palazzo di Giustizia e di essere andato a Milano e poi, richiamato, si è fatto negare al cellulare.
Rulli è risultato irreperibile. La Corte ha deciso di riconvocarli per la prossima udienza del 2 marzo, eventualmente facendoli accompagnare dai carabinieri.

Comunque Gino Guttuso è stato al centro dell'attenzione dei legali con l'avvocato Monica Sala che rivolto alla Corte chiede: “Perchè Gino Guttuso era in aula e nessuno ha detto nulla?” e ricorda “che il teste è stato sentito dai carabinieri di Desio due giorni dopo l'udienza del riesame che doveva pronunciarsi in merito alla posizione di Salvino La Rocca”.

Il legale dell'ex signora Vivacqua fa presente che “Da quanto ha riferito in aula il teste Fornaro che ha esaminato il traffico cellulare, nessun contatto con gli imputati risulta esserci stato con Gino Guttuso e sua moglie. E quando il 16 giugno 2014 i carabinieri convocarono in caserma Guttuso e la moglie dichiarò di “non aver ricevuto alcuna minaccia”. Se fossero state attivate correttamente le fonti confidenziali – aggiunge – si sarebbe scoperto che Guttuso è stato picchiato perché non ha pagato dosi di droga”.

E spiega: “Il 19 aprile a Milano c'era stata l'udienza del riesame per Salvino La Rocca, Guttuso viene picchiato alle due di notte, lo sapete che Gino Guttuso è indagato per estorsione ? Chiedeva soldi per conto di Pio Alfonso e Rosario Marrone imputati nell'inchiesta contro Giuseppe Pensabene ed altri (Ordinanza Tibet ndr)? Occorre la prova concreta che Guttuso è stato picchiato dai familiari del La Rocca o da altri, non basta il fumus di cui ha parlato la pubblica accusa”, conclude la combattiva e preparata avvocatessa.

L'avvocato Paolo Sevesi, legale di Diego Barba relativamente al “pestaggio” propone una diversa lettura: “Perché non ritenere che Guttuso sia stato picchiato per dire la verità e non per quanto dichiarato nel primo interrogatorio, aggiungendo solo in seguito il particolare della riunione a casa di Giarrana?”.

L'udienza era iniziata con l'annuncio della sostituzione di un giudice popolare, assente per malattia, sostituito con un altro che già aveva fatto parte della giuria ed era stato obbligato a disertare qualche udienza per l'identico motivo. Non c'è opposizione dei legali alla nuova composizione e il processo può continuare.

Il pubblico ministero Donata Costa annuncia che Enzo Infantino non testimonierà. “Ha patteggiato per il reato d'associazione a delinquere articolo 416 nel processo di Milano ed ha fatto avere certificato medico”.

Avvocato Cacciuttolo: “E' la seconda volta che sta male e non si presenta. E' un mio teste ed ho necessità di farlo testimoniare. Cosa dice il certificato?”. Pubblico ministero: “Faringite”. Poi però si corregge: “Meniscopatia”. C'è più di un commento fuori microfono. Il presidente comunica che Donata Costa ha deciso di rinunciare al teste.

Torna a testimoniare il luogotenente Giovanni Azzaro della Compagnia carabinieri di Desio che si presenta con una grande mappa stradale con evidenziate le posizioni delle celle telefoniche di tutti gli operatori, le residenze dei 5 imputati, l'ufficio di via Bramante d'Urbino dove Paolo Vivacqua è stato ucciso. A domanda, il militare dell'Arma precisa che “la collocazione delle celle, garantita per iscritto dagli operatori telefonici, è quella relativa al 2011”. I legali si oppongono all'acquisizione; il pm ai legali. “Questa mappa potevate farla anche voi!”.

Presidente Airò: “Mai visto in 40 anni un pubblico ministero che ogni volta si sollecita e ci informa su cosa fare per rendere le cose più chiare. E voi, invece, ogni volta non vi accontentate e vi opponete!”.

C'è ferma opposizione anche alla testimonianza dell'ispettore capo della squadra mobile di Milano Michele Maresca chiamato a spiegare quel servizio di speciale sorveglianza al supertestimone Gino Guttuso a Palazzo di Giustizia il giorno dell'incidente probatorio davanti al Gip Alfredo De Lillo.

Opposizione dei legali negata. Su invito del presidente l'ispettore spiega che nel dossier preparato ci sono fotografie e un video relativo dell'operazione di controllo di quel giorno. Fotografie riprese dalle 12 telecamere (su 16, 4 non funzionavano - ndr) che controllano quotidianamente il Tribunale. Il video è senza audio.

L'ispettore fa i nomi dei vari soggetti ripresi, dice che conosce Giovanni Gammino “perché abbiamo indagato su tutti i parenti dei soggetti intercettati scoprendo che è cugino di secondo grado di Salvino La Rocca”.

I fotogrammi ritraggono Gammino assieme ad Antonino Guttuso, figlio di Gino Guttuso, Gammino con Giuseppe La Costa e una donna in viola che viene riconosciuta da uno dei legali di La Rocca come la sorella di Gammino.

Sfogliando l'album il presidente si sofferma sulla foto che ritrae fuori dal Tribunale una persona “vestita in modo elegante”.

“Sono io presidente” – si riconosce l'avvocato Alessandro Frigerio ripreso accanto a Giusppina La Rocca, mamma di Savino.

Ribattendo alle dichiarazioni della pubblica accusa che aveva definito “atti tipici di criminalità organizzata l'incendio delle auto delle testimoni Lavinia Mihalache e Mariana Rusnac, lo strano caso dell'auto dei Guttuso che non risulta più circolante e però dal pubblico registro non risulta rottamata, la mancata denuncia di Guttuso per il pestaggio subìto e rivelato soltanto ai carabinieri di Desio (che ancora non avevano ricevuto dall'ospedale di Desio il referto medico – ndr) perché chiamato essendo soggetto con obbligo di dimora e soprattutto gli accadimenti del 13 luglio in Tribunale a Monza supportati dai fotogrammi”, l'avvocato Frigerio che con il collega Manganello difende Savino La Rocca, invita Donata Costa “a fare una scelta di campo. In assenza di qualsiasi legame tra Guttuso e gli imputati, per il pubblico ministero basta che ci sia la minaccia o anche soltanto l'incendio di un'auto - e prosegue -. Cosa ne sa Guttuso dell'incendio delle auto della Lavinhia e della Rusnac?
Sono soltanto mere ipotesi.
E alla luce delle fotografie scattate in Tribunale la combutta tra i soggetti vicini a Guttuso sarebbe avvenuta durante l'incidente probatorio. Quindi ci opponiamo all'acquisizione”.

“Non si possono acquisire i fotogrammi – gli fa eco l'avvocato Pagliarello -. Le foto cosa dicono? Che dovreste indagare anche l'avvocato Frigerio e il sottoscritto perchè la mamma di Salvino La Rocca ci ha offerto il caffè?
E poi, suvvia, la Stidda invocata dal pubblico ministero che dopo aver fatto pestare Guttuso manda un suo rappresentante in Tribunale? L'errore è avere indagato Guttuso come falso testimone. Gli hanno fatto rilasciare dichiarazioni al pubblico ministero…. Non parla perché non ha nulla da dire”.

Il co-difensore di Diego Barba, l'avvocato Orlando, definisce “frettolosa l'ordinanza del Gip. Si decise di acquisire la testimonianza di Guttuso per capire la veridicità e poi fare indagini. Il finto incidente probatorio è il momento in cui gli imputati potevano essere assolti. Guttuso che viene accompagnato in Tribunale da pubblici ufficiali eppure nessuno sa dire cosa le persone riprese si sono dette con Guttuso che era già dentro, davanti al Gip, a testimoniare. Chiediamo il rigetto”.

Relativamente ai fotogrammi e al video sorge poi il piccolo “giallo” dell'orario in cui sono avvenute le riprese. A detta del teste, l'ispettore capo Maresca, tra le 8 e le 10.

E però il Tribunale non ammette il pubblico fino alle 8.30; l'avvocato Frigerio dichiara che lui quel giorno non era certo davanti al Tribunale alle 8 del mattino. E alla fine si scopre che nessuno aveva provveduto ad aggiornare il software di registrazione con l'ora legale.
Prossima udienza il 23 febbraio.
 

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »