Brianza - In quattro Comuni i «volontari del vicinato»: non siamo ronde

di Diego Colombo e Rossella Redaelli da il Corriere della sera

MONZA Non fanno appostamenti nelle zone più a rischio della città. Non organizzano ronde. Non girano a gruppi con il cellulare o il walkie talkie (o armi improprie) in mano come fossero guardie notturne. E non portano addosso, sciarpe, foulard, fasce e distintivi di riconoscimento. Loro osservano: dalla casa del vicino che abita a fianco a quella subito al di là della strada, dall’appartamento del coinquilino di pianerottolo a quello della famiglia del primo o del secondo piano. E se notano qualcosa che non va, auto o persone sospette, danno l’allarme a carabinieri e polizia locale. Sono i volontari del «Controllo del vicinato», un’esperienza di tutela della sicurezza nata negli Stati Uniti negli anni Settanta e approdata ora anche in Brianza. Dove, sulla scorta dell’attività dell’associazione fondata nel 2009 da Gianfranco Caccia a Caronno Pertusella (Varese), sono già quattro i Comuni in provincia di Monza in cui un gruppo di cittadini ha deciso di stringere un patto di collaborazione per meglio garantire la sicurezza del proprio quartiere. Dopo Concorezzo, che ha fatto un po’ da battistrada, i cartelli gialli con la scritta «Zona di controllo del vicinato» sono comparsi anche a Seveso e a Desio.

L’esperienza di collaborazione tra residenti è stata raccolta anche da un gruppo di cittadini di Albiate. «Noi abbiamo attivato l’iniziativa lo scorso settembre con 35 famiglie — spiega l’assessore alla Polizia locale di Seveso, Andrea Formenti —. Per ora è limitata al quartiere Altopiano, dove operano tre gruppi di sorveglianti. Ma, a breve, dovrebbe nascerne un quarto nel centro di Seveso». E i risultati si vedono. Dal 2013 al 2014 si è registrato un calo di furti proprio al quartiere Altopiano, una zona residenziale di villette singole e palazzine spesso nel mirino dei ladri. «Non so — continua Formenti — se la contrazione sia fisiologica o dovuta alla presenza del Controllo di vicinato. Di certo, i residenti del quartiere mi hanno assicurato che da quando sono attivi i gruppi di volontari si sentono più sicuri». L’esperienza di Seveso sta facendo scuola anche in altri Comuni brianzoli. Nelle ultime settimane si sono rivolti all’amministrazione di centrosinistra i sindaci di Brugherio, Lentate sul Seveso, Caponago e Mariano Comense, interessati a stimolare la nascita di osservatori del territorio anche nelle loro città.

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