Città metropolitana - La Grande Milano è già in crisi «Troppi debiti, così si muore»

di Maurizio Giannattasio da il Corriere della sera

Situazione «disperata e disperante ». Con il «rischio di finire nel burrone». Metafore forti quelle usate da Giuliano Pisapia nella sua veste di sindaco della città metropolitana. Quella «Ferrari senza benzina» evocata dal sindaco un paio di mesi fa, ieri, si è trasformata in una carretta del mare che imbarca debiti a iosa e non riuscirà a chiudere in pareggio il suo primo bilancio: 114 milioni di profondo rosso solo per la parte corrente. Lapidario il commento di Pietro Romano, sindaco di Rho, con la delega ai conti della città metropolitana: «Un deficit incolmabile. Allo stato attuale è impossibile chiudere il bilancio in pareggio». Non solo. A questa cifra si devono aggiungere le penalità per lo sforamento del Patto di stabilità ereditato dalla Provincia. La stima parla di 12 milioni di euro. E siccome si sta lavorando sul bilancio triennale, ci sono le previsioni per il 2016 e il 2017. Dove le nubi sono ancora più nere: 163 milioni di squilibrio nel 2016 e 212 nel 2017.

Finito qui? No, perché c’è la voce dei trasferimenti dalla città metropolitana allo Stato. Avete letto bene. Non trasferimenti dello Stato alla città metropolitana, ma il contrario. In realtà sono i proventi delle imposte provinciali (in gran parte l’imposta di trascrizione dell’auto e l’aliquota della rc auto) che finiscono a Roma: 58 milioni di euro, pari al 47 per cento delle entrate fissate a 360 milioni di euro. «È vergognoso che una tale percentuale degli introiti vengano dirottati nelle casse dello Stato», dice sconsolato il sindaco Pisapia. Ancora più stridente il contrasto se si va a vedere quanto è stato risparmiato rispetto alla vecchia Provincia: soli 1,4 milioni di euro per minori spese di presidente, assessori e consiglieri provinciali. Il passaggio dai numeri alla realtà è breve e ancor più doloroso. In questa situazione di profondo dissesto finanziario le ricadute sui cittadini saranno pesanti. «La Provincia — spiega Romano — gestiva una serie di servizi, dagli aiuti per le persone disabili all’Idroscalo.

La legge Delrio ha stabilito che le funzioni fondamentali della città metropolitana siano quelle di un ente di coordinamento dei problemi di area vasta. Nella pancia della Provincia ci sono questi servizi delicati, impossibili da interrompere. Ci vuole un periodo di transizione prima di capire a chi verranno affidati. Noi li stiamo garantendo, ma potremo farlo fino a giugno perché poi non ci sono più risorse». Da qui l’appello di Pisapia: «O il Parlamento fa dei passi in avanti rivedendo le norme o si rischia di finire nel burrone». Intanto, il Consiglio si porta avanti nei compiti e ha approvato la delibera che riduce del 30 per cento il costo del personale, come richiesto dalla legge con un risparmio di 18 milioni, a partire dal biennio 2016, e ridefinisce a 43 milioni il valore della spesa. «Non sarà necessario ricorrere a liste di mobilità perché i pensionamenti e i prepensionamenti, programmati entro la fine del 2016, sono sufficienti a raggiungere il vincolo di spesa»

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