Da 300 a mille euro a notte, Hotel mezzi vuoti per Expo

di Gianluca Veneziani e Marianna Baroli da Libero

La metà degli alberghi vuota. E i prezzi delle camere raddoppiati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nonostante il protocollo d’intesa firmato a metà febbraio tra Apam (Associazione albergatori Confcommercio Milano), Assolombarda ed Explora, che fissava l’aumento delle tariffe d’albergo a un prezzo calmierato del 30%, i costi per i sei mesi dell’evento rischiano di crescere del 50%, se non addirittura di raddoppiare. Come fa notare Maurizio Naro, membro di Apam, «l’oscillazione media sarà del 50% sugli alberghi a quattro stelle per i mesi di luglio e agosto»: ciò significa, conferma il vicepresidente di Confcommercio Giorgio Rapari, che «i prezzi per una notte in un quattro stelle potrebbero arrivare a 450 euro ».

L’aumento potrebbe essere ancora più significativo in «quei weekend in cui, in coincidenza con alcuni congressi o eventi paralleli a Expo a Milano, il prezzo potrebbe schizzare fino a un 70% in più». Discorso simile anche per glihotel extralusso a cinque stelle, in cui, assicura Naro, «in caso di poche stanze disponibili, le tariffe potrebbero raddoppiare toccando la quota di 500-600 euro » (e fino a 1000 euro, per quanto riguarda le suite). Non vanno molto meglio i tre stelle in cui, per via del rincaro, sostiene Rapari «si potrebbe raggiungere una cifra di 300 euro a notte», praticamente il triplo rispetto all’attuale. Ecco perché gli alberghi, di lusso e non, faticano a far registrare il tutto esaurito anche nel periodo clou dell’Esposizione Universale.

Per il primo weekend dimaggio (dall’1 al 3, proprio i giorni caldi dell’apertura di Expo) gli hotel milanesi vantano solo il 43% di stanze occupate. E per giugno si parla di un 30%.
Un dato che fa riflettere se si pensa che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, vi è stato addirittura un aumento del 200%, ma che fa storcere il naso a chi, a 57 giorni dal via di Expo 2015, si aspettava un sold out totale. Il motivo di tanta lentezza nelle prenotazioni potrebbe dipendere dalla mancata corrispondenza tra ampiezza dell’offerta (tante le strutture ricettive nate in questo periodo) e crescita della concorrenza in termini di prezzi.

È infatti vero che,come spiega ancora Maurizio Naro, «i dati effettivi si potranno avere solo a 30 giorni dal via dell’Esposizione ». Ma è anche vero che, sebbene con l’apertura di bed and breakfast e l’affitto di camere tramite i servizi come Air B&B a Milano sia incrementato il numero di posti letto disponibili, a essere aumentati sono pure i prezzi, con picchi che raggiungono il 219,15% nel mese di maggio rispetto alle tariffe del 2014, come nel caso dell’hotel Florida di via Lepetit, in zona Stazione Centrale. «Il prezzo medio di una camera per notte si attesta sui 266 euro nella prima settimana dell’evento, quasi il doppio dell’anno scorso», ha commentato Giulia Eremita, marketingmanager di Trivago Italia, aggiungendo come «la disponibilità alberghiera nella prima settimana Expo è ancora alta, pari al 45 per cento, ovvero quasi un hotel su due è ancora disponibile».

Addirittura Ciro Pascale della Confesercenti parla di appena il 5% delle stanze d’albergo prenotate per il periodo compreso tra il 1 maggioe il 1 ottobre 2015, dato molto al di sotto del % perché fa riferimento alle prenotazioni singole in alberghi di piccole o medie dimensioni. Facendo una breve ricerca sui principalimotori di ricerca di viaggio, si scopre anche che le giornate più costose della prima settimana di Expo 2015 risultano essere il 4 e 7maggio, il lunedì appena dopo l’inaugurazione e il giovedì successivo con tariffe che, rispetto al 1˚ maggio 2014, sono salite del 98 per cento.

Facendo esempi pratici, per dormire in un hotel di lusso cinque stelle come l’Armani Hotel in via Manzoni, a due passi da piazza Scala, la notte del1˚maggio 2015 si arriverà a pagare addirittura 1050 euro a stanza.
A scagliarsi contro i rincari, l’associazione Codici (centro per i diritti del cittadino) che ha sottolineato come «aMilano non arriveranno solo turisti per Expo ma anche persone in cerca di cure sanitarie ». Per questo motivo, come sottolineato da Codici, «dati alla mano si troveranno in seria difficoltà a trovare un alloggio a un prezzo ammissibile per seimesi a partire damaggio».

A fronte di queste previsioni, il direttore generale Eventi di Expo Piero Galli si mostra però ottimista e, confermando un afflusso totale di visitatori nella città pari a 20 milioni (di cui 12 italiani e 8 stranieri, con la prospettiva di circa 1 milione di turisti cinesi), garantisce che il 43% di questi trascorrerà almeno una notte fuori casa, scegliendo nel 37% dei casi come sistemazione un albergo. Ciò significa che, tra Milano e area metropolitana, circa 3milioni e 200mila visitatori pernotteranno in alberghi durante i sei mesi di Expo (mentre circa 3 milioni e 600mila cercheranno alloggio in un bed and breakfast). Ipotizzando dunque, come fa Expo, una spesa media per notte di 61 euro e una permanenza media di 1,8 notti per ciascun visitatore, la previsione di guadagno per gli operatori del settore è di circa 750 milioni di euro.
Una boccata d'ossigeno per albergatori e gestori di strutture ricettive, che rischia però di essere pagata a caro prezzo proprio dai turisti.

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