Monza senza GP? In fumo 28,5 milioni. È l’indotto per la città e la Brianza

di Giulio Masperi da la Gazzetta dello Sport

Un’altra doccia fredda per il futuro dell’Autodromo di Monza? Ieri l’emendamento sulla defiscalizzazione dei 20 milioni di euro che la Regione Lombardia è pronta a investire nel Consorzio Parco e Villa Reale di Monza (dove sorge il circuito), diventandone proprietaria con i Comuni di Monza e Milano, non ha passato il vaglio della commissione Bilancio alla Camera. Soldi che la Regione chiede d’investire con degli sgravi fiscali. Con i fondi, il primo passo per il piano di rilancio, si finanzierebbero l’ammodernamento e la messa in sicurezza dell’impianto.

SCOPPIA LA POLEMICA Il brianzolo Paolo Grimoldi, deputato leghista firmatario dell’emendamento, attacca il governo: «O Renzi ha deciso di uccidere il Gran Premio d’Italia, boicottandolo oppure come suo solito ha già stretto accodi con i signori della finanza per trasferirlo da qualche altra parte». Se i 20 milioni non sono stanziati, in modo diretto, per venire incontro alle richieste di Bernie Ecclestone (il contratto della F.1 scadrà nel 2016), gli stessi avrebbero effetti positivi. Rendendo l’impianto più attraente. Richiamando altri investitori privati.

«Non è stata una bocciatura politica, l’emendamento presentato in un decreto legge per una questione tecnica non era ammissibile — spiega il sindaco di Monza Roberto Scanagatti —. I punti di vista politici sono tutti d’accordo, anche il governo, si tratta solo di trovare la formula giusta per risolvere il problema. Sono fiducioso che lo si possa fare già nei prossimi giorni. Meglio evitare speculazioni politiche». Netto il commento del sindaco monzese eletto con il Pd: «No alla competizione tra Regione e Governo. È questione di giorni, si tratta solo di capire quando questo decreto andrà a conversione e se ci siano altre strade». Scanagatti guarda inoltre al ruolo della Lombardia. «La Regione chiede la neutralizzazione fiscale, ma nel passato ha finanziato interventi importanti in Autodromo senza diventare proprietaria del Consorzio, ha condizionato a questo i finanziamenti — dice il sindaco —. Il loro impegno non potrà concludersi con questa prima tranche, ma dovrà essere pluriennale».

PATRIMONIO Il Gp d’Italia genera ricchezza: nel 2014 furono 28,5 i milioni dell’indotto (tra alberghi, commerci, servizi) registrato tra Monza, Milano e hinterland. «I numeri parlano chiaro: l’indotto economico del GP è importantissimo e avvalora il brand di Monza nel mondo — continua Scanagatti —. Anche in ottica turistica non vogliamo rinunciarvi». Di patrimonio parla anche Antonio Rossi, assessore regionale allo Sport: «Speravamo che passasse l’emendamento per portare capitali freschi che avrebbero agevolato, poi, il rinnovo del contratto con Ecclestone. Per il territorio lombardo il GP di F.1 è quello che dà più visibilità in assoluto, seguito dalla Coppa del Mondo di sci: perderlo sarebbe da pazzi».

Andrea Dell’Orto, presidente di Sias, la società di AC Milano che gestisce il circuito, vuole fare da cerniera: «Chiederò un incontro con Regione Lombardia e Governo, forse c’è un problema politico che mi sfugge. L’investimento della Regione è essenziale per la riqualifica del parco e attrarrebbe investimenti privati in un asset fondamentale per la Brianza e l’Italia». Il tesoretto da 20 milioni darebbe ossigeno (e un segnale importante per il futuro) al circuito. Come spiega Massimo Manelli, direttore generale di Confindustria MB: «Se si sbloccassero quei soldi della Regione vi sarebbe una ricaduta, anche in termini di posti di lavoro, e noi potremmo lavorare per trovare altri investitori nelle aziende, fondamentali per discutere il rinnovo del contratto con Ecclestone».

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