Salva Monza: altro stop. La Regione Lombardia: «Renzi vuole il GP al Mugello?»

di Andrea Cremonesi da la Gazzetta dello sport

Un altro no. L’emendamento che avrebbe dovuto consentire alla Regione Lombardia di investire 20 milioni di euro nell’Autodromo Nazionale di Monza (ma anche nella gestione di Villa Reale e Parco) senza pagare le tasse è stato di nuovo affossato dalle commissioni parlamentari, dopo essere migrato dalla Legge di Stabilità, al decreto Mille Proroghe per approdare alla fine nel Decreto sulle Banche Popolari, chiamato pure Investiment Compact. Stavolta la luce rossa della inammissibilità è stata accesa dalla Commissione Finanza e Attività produttive della Camera. Un colpo a sorpresa, dicono ambienti dell’Aci, perché la norma, riscritta, aveva ottenuto un consenso trasversale.

STOP Un brutto colpo per l’autodromo alle prese con il rinnovo del contratto per mantenere il GP di F.1 a Monza anche dopo il 2016. Intendiamoci: i 20 milioni, da dividere con Parco e Villa Reale, a fronte di un contratto quadriennale, che prevede un esborso complessivo 4 volte superiore, non risolve il problema di trovare la liquidità necessaria per pagare la Fom (e i team), ma il sì del Parlamento avrebbe mandato un inequivocabile segnale a Ecclestone: dimostrare che il sistema Italia tiene davvero alla F.1. Anche se per contro mettere sul piatto risorse pubbliche rischia di scatenare l’appetito finanziario di Mister E che infatti ha già manifestato l’intenzione di voler eliminare i «privilegi» (leggi sconto rispetto agli altri GP europei) che aveva sinora concesso a Monza per la sua storicità.

REAZIONI Ovviamente si è subito scatenata la polemica politica. «Sono molto deluso — ha commentato il presidente regionale Roberto Maroni —, quanto è accaduto è incomprensibile e vanifica la riqualificazione del Parco. Tutto ciò fa pensare che qualcuno stia lavorando per portare il GP al Mugello». L’assessore all’Expo Fabrizio Sala è stato pure più diretto: «Renzi dica chiaramente qual è il problema: non vuole più il GP d’Italia o semplicemente non lo vuole a Monza?». Alle accuse della giunta di centrodestra, ha replicato il deputato del Pd Roberto Rampi autore di un emendamento che chiede «di azzerare l’imposta immobiliare sui passaggi proprietà a costo zero tra enti pubblici che, nel caso di Monza, grazie all’ingresso nella proprietà del Parco della Regione, agevolerà iniziative e investimenti a sostegno del Parco e dell’Autodromo». «Ma quale bocciatura? Che cosa c’entra Renzi? — si domanda Rampi — La volontà politica del governo e della maggioranza a sostegno della proposta è chiara. Il governo si è speso e si sta spendendo ma esistono delle regole e gli interventi si fanno nel loro rispetto». Dunque l’ultima parola non è ancora detta e già oggi ci potrebbero essere piacevoli novità.

RISCHIO Tanto più che a una cospirazione pro Mugello non crede Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci (titolare del GP) e tra i vice di Todt alla Fia. «Ho parlato con Renzi e l’impressione è che abbia a cuore il problema e non ci sia alcun progetto per il Mugello. Il rischio vero è un altro: quello di trovarsi in una situazione simile a quella della Germania». Che, malgrado la Mercedes iridata e un Vettel alla Ferrari, non sa ancora se potrà organizzare il GP di quest’anno per mancanza di fondi.

APPELLO «Non abbiamo più tempo, ora il governo deve fare la sua parte» è l’invocazione di Andrea Dell’Orto, presidente della Sias, la società che gestisce Monza: «Vorrei chiarezza su questa vicenda che dal 20 novembre ad oggi continua a rimandare il vero rinnovamento dell’autodromo». Ed è pronto a recarsi a Palazzo Chigi.

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