Monza - I rapporti tra Fabrizio Sala e Narducci, il costruttore delle false bonifiche

di k.ts.

Ci sono anche i rapporti tra l’ex assessore all’Ambiente della Provincia di Monza e Brianza, Fabrizio Sala, adesso sottosegretario regionale all’ Expo, e il costruttore Angelo Narducci, condannato per le false bonifiche, nell’inchiesta di Fabrizio Gatti pubblicata sull’ultimo numero dell’Espresso in edicola da oggi.

Le bonifiche, per cui Narducci è stato condannato dal tribunale di Monza a un anno e quattro mesi, erano fatte solo sulla carta con la collaborazione di un dirigente dell’Arpa di Monza e Brianza, Sebastiano Pupillo ( condannato a 2 anni e sei mesi) di Desio.
Coinvolto nell’inchiesta e condannato anche l’architetto Gianfranco Tremolada (1 anno e 8 mesi), per lui un passato da tangentista all’epoca di Mani Pulite.


L’inchiesta condotta dagli uomini della Polizia Provinciale di Monza e Brianza aveva accertato che in 120 siti le bonifiche erano state fatte solo sulla carta, mentre su alcuni terreni su cui si era costruito era stata verificata la presenza di inquinanti tra cui metalli pesanti.

A guardarla bene - aveva dichiarato il comandante della Polizia Provinciale, Flavio Zanardo - si può paragonare per area interessata a una Santa Giulia, però non concentrata ma dispersa sul territorio”.

Per le bonifiche mai eseguite di Santa Giulia sui cui terreni inquinati è sorto un intero quartiere è in corso il processo a Milano che corre per evitare l’incombente prescrizione ( vedi Processo Santa Giulia, niente prescizione (per ora) ).
Sul banco degli imputati non salirà il re delle bonifiche, Giuseppe Grossi, nel frattempo deceduto.
Un filo legava Giuseppe Grossi a Massimo Ponzoni, ex assessore regionale all’Ambiente, un filo che passava da Rossana Gariboldi, moglie di Giancarlo Abelli.

Un filo più diretto lega Angelo Narducci e Fabrizio Sala, i due sono in ottimi rapporti come dimostrano le telefonate intercettate nel 2010 e pubblicate sul sito dell’Espresso.
Devo darti un mucchio di soldi per quel conto che mi avevi aperto lì” dice Narducci a Fabrizio Sala nell’intercettazione (vedi Caro assessore c’è un conto per te).
Fabrizio Sala si é giustificato così con l’Espresso: “Svolgo dal 1997 attività da promotore finanziario. Sono tenuto al rispetto del segreto professionale, del segreto bancario e soprattutto della privacy”.

In un’altra è il politico di Forza Italia a chiedere un favore a Narducci, il costruttore, un favore per un amico onorevole (vedi L’onorevole cerca casa).
Nell’intercettazione, Narducci si lamenta anche per avere venduto un appartamento a un “prezzo amico” all’ex consigliere provinciale Federico Romani, figlio di Paolo Romani, capogruppo al Senato di Forza Italia, ma successivamente il padre, incassato l’appartamento scontato per il figlio, non si faceva trovare mentre Narducci aveva l’urgenza di parlargli.

L’appartamento è poi stato messo in vendita, attraverso lo stesso Narducci, nell’agosto del 2014 da Federico Romani, secondo quanto scrive Marco Pirola, il “Mino Pecorelli” della Brianza, il cui giornalismo sembra più interessato a mandare messaggi che devono essere letti da chi di dovere piuttosto che ad informare l’opinione pubblica (vedi Monza, Romani è di nuovo cambio casa).

Ma quella che più colpisce è una terza telefonata, in cui il controllore, l’assessore all’Ambiente Fabrizio Sala, e il controllato, Angelo Narducci, si danno di gomito parlando della bonifica di terreni sui quali Narducci poi andrà a costruire.
E’ Fabrizio Sala ad andare sull’argomento.

Sala: “ Vedo che te costruisci case, ma le costruisci solo su terreni edificabili”.
Narducci: “Non è vero, ho provato anche a costruirle su terreni agricoli”.
Sala: “ Agricoli non interessa ancora me, passi da me se c’è una bonifica
Narducci: “Putroppo ho anche una bonifica da fare, pensa”.
Sala: “E allora sei nelle mie grinfie”.
Narducci: “Quindi mi sa che devo passare da te”.
Sala: “Cazzo, allora sarai tra le mie grinfie, preparati a un carotaggio profondo un chilometro e a uno sbancamento di 50 cm”.
I due ridono.

Si parla di grinfie ma sembrano carezze (vedi Se c’è una bonifica sei nelle mie grinfie) .

D’altronde è questo il leitmotiv delle bonifiche di questi anni in Brianza e in Lombardia.
Cordialità , scambio di favori, affari fatti assieme da politici e costruttori, funzionari comunali e dell’Arpa corrotti: Sebastiano Pupillo a Monza, Paolo Perfumi a Milano nell’inchiesta Santa Giulia, e terreni da bonificare che non vengono bonificati.

Degli inquinanti che rimangono nei terreni con il rischio di finire nella falda a nessuno importa.
O del potenziale rischio alla salute di chi ha comprato quei nuovi appartamenti e si è fidato: del costruttore, della politica, dei controlli dell’amministrazione pubblica che poi si sono rivelati fasulli. E’ vero, interviene la magistratura ma il danno ormai è fatto e le leggi sui reati ambientali restano in questo paese di “manica larga”.

Gente come Angelo Narducci dovrebbe cambiare mestiere e invece scontata la pena irrisoria ce li si ritrova nuovamente attivi sul mercato immobiliare.
Fra un po' un suo avvocato manderà una email alle testate giornalistiche online con la richiesta di rimozione di tutti gli articoli che citano il suo nome legato a questa inchiesta sulle false bonifiche, appellandosi al diritto alla privacy, al diritto all'oblio e minacciando cause legali. Di solito i condannati che possono permettersi buoni avvocati fanno così.

Gente come Fabrizio Sala meriterebbe di essere mandata a casa dagli elettori e invece ce lo ritroviamo a gestire il più importante avvenimento lombardo e italiano del 2015, l’Expo.

L’inchiesta di Fabrizio Gatti, oltre alla Brianza, si allarga a tutta Italia e tocca la questione delle Province e degli sprechi che ancora vi si annidano dopo la loro parziale messa in liquidazione (vedi Province, lo spreco che resiste. Viaggio fra Gattopardi e privilegi).

 

Commenti

e bravo il nostro fabrizio....

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