Lombardia - Studenti in mezzo al guado. Uno su tre non si diploma

di Elena Gaiardoni da il Giornale

Chi sono i Neet? Neet è l’acronimo inglese di «Not(engaged) in education, employment or training », in italiano anche né- né, utilizzato in economia e in sociologia per indicare i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non hanno un lavoro.  In Lombardia un giovane su tre è un Neet. Oggi non falliscono solo gli imprenditori ma anche gli allievi della secondaria di secondo grado. Perché il dato allarma? Un giovane non butta via i libri per cercare un impiego, anzi va a alimentare un bacino di persone inattive che, se entrassero nel sistema produttivo nazionale, ci farebbero guadagnare più di 2 punti di Pil.
La percentuale lombarda della dispersione scolastica è inquietante ed è socialmente al disopra della median azionale, ma il dato fondamentale è che «inizia nelle scuole medie - dice Simone Poli, direttore della fondazione Sicomoro -. Nelle nostre due aule alla Barona e a Gratosoglio abbiamo ragazzini che ritornano a studiare con professori che vengono dagli stessi istituti da loro lasciati. E’ molto importante. Sono fragili perché vivono in condizioni di fragilità economica e sociale. Bisogna lavorare sul loro concetto di autostima e ce la fanno ».

Di questo si è parlato ieri a Palazzo Marino durante il convegno «Scuole della Seconda opportunità – radici e germogli a Milano», ideato e promosso dalla fondazione Sicomoro per l’istruzione onlus, l’ordine dei Padri Barnabiti e la Caritas Ambrosiana. La dispersione scolastica è un fenomeno agghiacciante. Nella graduatoria dei 27 paesi della Ue, l’Italia occupa il quart’ultimo posto.

Tra le regioni italiane è l’Umbria con un tasso d’abbandono del 18,2% ad avere la situazione migliore, seguita da Marche e Molise con il 21,1%.

Le performance peggiori si registrano in Sardegna (36,2%), Sicilia (35,2%) e Campania (31,6%). Le regioni del Nord Ovest sono tutte sopra la media nazionale, con la Lombardia che sfiora il 30%.
Il 45% di chi possiede solo la licenza media non riesce ad inserirsi nel mondo del lavoro. Secondo l’Istat i Neet sono 2,2 milioni, pari al 23,9% dei giovani che passano dall’adolescenza, ovvero 14 o 15 anni, all’età adulta, ovvero 30anni, senza avere il coraggio e la forza d’affrontare le leggi competitive dell’esistenza.
Per Confindustria rappresentano un costo sociale di 32,6 miliardi di euro. E’ qui che intervengono le scuole della Seconda opportunità ideate dalla Sicomoro, la cooperativa Farsi Prossimo di Caritas Ambrosiana e l’ordine dei padri Barnabiti. Un’analisi su un campione di alunni milanesi mostra che il 90% di chi ha frequentato le scuole della Seconda opportunità è stato promosso alla fine dell’anno.

Il progetto, noto con il nome di scuola popolare «I Care», è una realtà che si batte per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica soprattutto nei quartieri delle Zone 5  e 6. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’ufficio scolastico Regionale in sinergia con sette scuole meneghine e altri otto istituiti scolastici nelle provincie di Milano, Monza e Lodi, ha coinvolto fino a oggi più di quattrocento ragazzi e ragazze, dati per persi ma invece recuperati.

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