Monza - Autodromo. I 16 consulenti preparano il piano industriale, mentre Ecclestone attende una firma. In Tribunale avanti con il processo

di Pier Attilio Trivulzio

Manca un mese all'inizio della stagione agonistica e due mesi e mezzo a Expo 2015. E, questione vitale, per tenere in vita la convenzione con i Comuni, una manciata di giorni in più per andare a Londra e sottoscrivere l'oneroso impegno con Bernie Ecclestone per confermare a Monza la Formula 1 dal 2017 al 2020. Si badi bene, non per contattare ma per firmare quelle 17 pagine da tempo in evidenza sulla scrivania di Sacha Woodward Hill, legale di fiducia di mister B.
Eppure dentro l'Autodromo di Monza non si muove foglia. E si che essendo l'impianto dentro al Parco di alberi ce ne sono in abbondanza...
Forse non si muove foglia perché ancora non è stato ufficializzato il nuovo Consiglio della società di gestione? O perché qualcuno è convinto che Sias non ce la farà a fare fronte all'impegno da 20milioni di euro e che, tutto sommato, “due ruote sono meglio di quattro”? Insomma, meglio trattare con Dorna per riportare il Mondiale Superbike puntando ad ottenere anche la Motogp che con la FOA?

Forse l'ufficializzazione del Consiglio di Sias avverrà oggi. Il Cda sarà composto da Andrea Dell'Orto, presidente, e dai consiglieri Alessandra Marzari (in rappresentanza dei Comuni di Monza e Milano), Ivan Capelli, Massimo Ciceri ed Enrico Radaelli.

E la conferenza stampa anticipata dal direttore in pectore Francesco Ferri lo scorso 16 gennaio per illustrare nei dettagli il piano industriale A e B (piano B senza il Gran premio d'Italia di Formula 1 dal 2017)? Probabilmente, è ancora nel limbo delle cose da programmare.
Del resto ben comprendiamo che 16 consulenti – sì, proprio 16 (vi sembrano tanti?) - che da novembre lavorano a tempo pieno per preparare nei dettagli il “piano industriale” non hanno tempo da perdere per illustrare alla stampa quel che stanno facendo.
E pensare che per predisporre il “piano industriale” questi cervelli hanno letto e riletto il dossier commissionato quattro anni fa dall'allora presidente dell'Automobile Club di Milano, Carlo Edoardo Valli, ad una società legata all'Università Cattolica. Costato ben 150mila euro e, per volere di Valli, tenuto segregato in un cassetto. Forse fosse stato preparato dalla Bocconi…

Il dossier illustrava quali attività oltre a quelle in pista erano realizzabili per incrementare gli introiti.

Sorge dunque spontanea una domanda: quanto peseranno i 16 consulenti sul bilancio 2015 di Sias? Quanto si mettono in tasca ogni mese, dal momento che è impensabile che lavorino gratis? O forse lo fanno solo per amore dello sport e del circuìto più famoso del mondo dopo Indianapolis?

Veniamo all'udienza del processo alla malagestione dell'Autodromo che si è svolta il 12 marzo scorso ed è stata tutta incentrata sulla turbativa d'asta relativa al bando di gara per la ristorazione con aggiudicazione all’associazione temporanea d'impresa costituita dalla Duepi, amministrata da Federica Evangelista con (il defunto) Emanuele Vialardi nel ruolo di amministratore di fatto, e da AM Servizi.

Duepi srl è nel frattempo fallita, il procedimento è presso il Tribunale di Monza. Per la turbativa devono rispondere Enrico Ferrari, Marco Luca Villa, Federica Evangelista e la dipendente comunale Giuseppina Panuccio, madre della Evangelista.

Fin dal primo esposto, l'allora presidente Paolo Guaitamacchi denunciò alla Procura l'anomalo iter di questo bando e la gestione dei fornitori di Sias – spiega il maresciallo Antonio Carotenuto della Guardia di finanza -. Un rapporto consolidato negli anni, quello con i fornitori e per capire esattamente quel che avveniva portò in Sias un suo consulente”.

Chi era?”, chiede il presidente Alessandro Rossato. “.
Luigi Sangalli”.
Persona inattendibile, giusto per problemi di cronaca”, commenta l'avvocato Maurizio Boifava difensore dell'ex direttore Enrico Ferrari.

La pubblica accusa Caterina Trentini chiede al teste di spiegare perchè alla luce dei rapporti consolidati tra Sias e fornitori, Sias decide di indire una gara d'appalto.
Prima parliamo della gara d'appalto e poi spaziamo”, interviene il presidente il quale sull'affermazione del pm relativa all'indizione di un unico bando per quattro diverse tipologie obietta che “sarebbe stato il caso di specificarlo nel capo d'imputazione poiché il bando oltre alla ristorazione prevedeva anche altro”.

AI teste Carotenuto viene chiesto di specificare il rapporto con gli ambulanti. “Non abbiamo trovato contratti, venivano gestiti direttamente da Stella Anzani (per 50 anni gestore del ristoranzte della Tribuna – ndr) per conto di Acp&Partner di Marco Villa. In occasione del Gran premio venivano allestite 25 piazzole, qualcuno in meno per la Superbike; e gli affitti pagati venivano divisi tra Anzani, Acp e Sias.
In occasione di questi eventi clou girava molto nero. La signora Anzani predisponeva delle buste per Villa e Ferrari che Roberto Bianchi (impiegato di Acp& Partner – ndr) si occupava di distribuire” .

Somme dunque non pagate a Sias bensì a persone fisiche trattandosi di soldi in nero?”, chiede conferma il presidente.
Sì, dalle telefonate tra Ferrari e Grugni (di AM Servizi – ndr) si capisce che il bando di gara (confezionato nello studio dell'avvocato Boifava) evidenzia diverse problematiche - dichiara il maresciallo della Guardia di finanza - Proprio dalle telefonate si evince che c'era il confronto con il legale avvocato Boifava”.
Il quale nel corso del controesame del teste chiede perchè non è stata acquisita la convenzione tra l'Automobile Club di Milano e la Sias. “Non avendola acquisita non sapete che é l'Automobile Club di Milano che detiene i titoli per le gare”.

Il difensore di Enrico Ferrari si guarda bene però dallo specificare che si tratta di gare motoristiche e non gare d'appalto per la ristorazione....

Ricorda il legale che il bando è stato sottoposto al Consiglio di Sias che fin dal 30 novembre 2011 ha preso atto del documento indirizzato dallo studio Boifava per email a Enrico Ferrari ed Emanuele Vialardi e discusso dal Cda il 21 dicembre. In quella occasione su richiesta del consigliere Luca Ronzoni viene presa la decisione di togliere dal bando il passaggio relativo alla “evidenza pubblica in quanto ultronea”.

Il testo del bando così modificato – aggiunge l'avvocato Boifava - doveva essere pubblicato sui quotidiani il 27 e 28 dicembre”.

Noi abbiamo il disciplinare e l'avviso di pubblicazione del bando sembra un testo precedente – fa presente il presidente -. In nostro possesso abbiamo l'avviso relativo alla manifestazione d'interesse..”.

Quello pubblicato sui quotidiani e sul sito di Sias non è uguale a quello deciso dal Consiglio”, è costretto ad ammettere il legale il quale poi, nel tentativo di smontare le accuse contro il suo cliente, domanda perché non è stato sequestrato il documento della Commissione interna nominata appositamente per valutare il bando.
Commissione composta da Guaitamacchi, Giuliani, Ronzoni, Ferrari e Beghella Bartoli che decide di non concedere proroghe di bando”.

Un bando che prevedeva un guadagno di 205mila euro l'anno per 5 anni ed una percentuale del 10 % sugli incassi. Era anche richiesta una fidejussione di 400mila euro per i lavori di sistemazione del ristorante della Tribuna. Duepi presentò la fidejussione accesa con Confidi; un controllo fatto fare dal presidente Paolo Guaitamacchi dette esisto positivo. Poi però la fidejussione è stranamente sparita. E nessuno in Sias ha provveduto a denunciare la sparizione. Perché?

Si torna in aula giovedì 19 marzo, udienza tutta dedicata alle accuse contro l'ex custode Davide Galbiati.

 

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »