Brianza - Romantici ma troppo spesso abusivi. La carica dei B&B scuote il mercato

di Rossella Redaelli e Riccardo Rosa da il Corriere della sera del 22/03

MONZA Si può scegliere di dormire in un loft ultramoderno, o in un antico monastero del XII secolo a Bellusco, in un attico in zona stazione a Monza con terrazza e vasca Jacuzzi, oppure in un appartamento nuovo fronte parco a Vedano al Lambro. C’è chi affitta una camera e chi un’intera villa. Grazie alla riscoperta del patrimonio artistico locale (vedi il recupero di Villa Reale), ma anche e soprattutto per Expo 2015, in questi ultimi anni i Bed&Breakfast sono cresciuti in maniera esponenziale anche in Brianza. E, come altrove, cominciando da Milano, accanto alle strutture in regola, non mancano gli improvvisatori più o meno abusivi del settore. I siti Internet del settore, quelli che mettono in contatto proprietari e visitatori, contano oltre 180 indirizzi tra Monza e Brianza: 105 per l’intera proprietà e 89 per camere in condivisione.

E i dati della Camera di commercio parlano di un aumento dell’89,9% dei posti letto dal 2010 a oggi. «Questa crescita improvvisa deve essere controllata — conferma Luigi Nardi, presidente categoria albergatori Confcommercio —. Le prenotazioni per l’esposizione universale stanno arrivando, i segnali sono incoraggianti e proprio per questo dobbiamo evi tare un Far West». In attesa anche della nuova legge regionale in materia, anche per Nardi, il rischio concreto è rappresentato dall’abusivismo: troppe strutture sono nate senza preparazione e professionalità, con l’unico obiettivo di approfittare economicamente della situazione. I numeri dicono che in nessun’altra provincia lombarda (nemmeno a Milano) i Bed& Breakfast sono cresciuti così tanto.

A Cremona e a Sondrio i posti letto sono aumentati di circa il 70%, a Milano del 66% e a Lecco del 60%. Ma nessuno ha sfiorato il più 89,9% di posti letto registrato in Brianza. In Camera di commercio, che ha messo a punto un servizio di navetta gratuito fra gli hotel della zona e il sito dell’esposizione universale, è scattato l’allarme, così come tra gli operatori «storici»: esattamente come è avvenuto anche a Milano dove, a 8 milioni di biglietti già venduti per Expo, negli hotel restano vuoti due letti su tre. E sfumano, di pari passo, anche i propositi di aumentare le tariffe degli alberghi come tradizionalmente avviene per gli appuntamenti più attesi. A Monza, Casa Letizia è stato il primo Bed&Breakfast, aperto nel 2002 da Maria Letizia Marian: «All’inizio ero la sola alternativa all’albergo. Adesso i B&B ufficiali sono 15, ma poi c’è un sommerso spaventoso che ci penalizza moltissimo. Noi dobbiamo comunicare le presenze e far pagare la tassa di soggiorno di un euro e mezzo, come fossimo un hotel a tre stelle, gli altri no». L’Ufficio del turismo della Pro Monza conferma: «Noi forniamo esclusivamente i nominativi dei B&B ufficiali — spiega la responsabile Giusy Levati — ma è evidente che in Rete l’offerta sta crescendo a dismisura».

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