Monza - Assolombarda entrerà nel capitale dell'Autodromo con 10 milioni di euro. Ma il GP d'Italia continua ad essere a rischio

di Pier Attilio Trivulzio

Tutto come previsto. Andrea Dell'Orto, presidente di Confindustria Monza Brianza, offre in dote ad Assolombarda l'invidiabile patrimonio composto da un migliaio di aziende brianzole ed in cambio ottiene 10milioni di euro.

Soldi che serviranno per acquisire, forse, la maggioranza delle quote di Sias SpA, società di gestione dal 1922 dell'Autodromo di Monza. Di cui dal 22 luglio dello scorso anno Andrea Dell'Orto è presidente. E di cui ricoprirà anche la carica di amministratore delegato.

Attualmente il capitale di Sias SpA è detenuto al 70 per cento dall'Automobile Club di Milano, il restante 30 dall'Immobiliare ACM.
Sulla fusione (o per meglio dire sulla rottamazione) di Confindustria Monza Brianza - che per inciso ha una storia lunga 113 anni essendo stata la prima Confindustria d'Italia nata “per difendere gli interessi del territorio” - si esprimerà a maggio l'assemblea generale di Assolombarda.

Il primo passo per la fusione era stato fatto in giunta dove la proposta portata da Dell'Orto aveva ottenuto 28 sì, 13 no e un paio di astenuti.
L'altro giorno, martedì 24 marzo, l'assemblea straordinaria ha approvato la bozza di fusione. “Così potremo far passare le nostre istanze a Roma e pensare a servizi sul territorio”, ha spiegato Dell'Orto. Traduzione. Riusciremo a convincere Matteo Renzi ad appoggiare il nostro progetto di rilancio dell'Autodromo Nazionale.

Di sicuro si sa che nelle casse della società inquisita dalla magistratura monzese – stamattina in udienza (pubblico ministero Walter Mapelli) si è parlato di usura, reato per il quale è a giudizio l'ex direttore Enrico Ferrari che rischia una condanna di 6 anni - e oberata da pesanti debiti entreranno 10milioni di euro. Vera e propria boccata d'ossigeno che tranquillizzerà i molti creditori che da tempo avevano iniziato a mostrare evidenti segni di nervosismo ed erano pronti a varcare il portone del Tribunale di via Vittorio Emanuele.

Dieci milioni però non sono che una goccia nel mare degli impegni finanziari a cui Sias – se vuole mantenere a Monza il Gran premio d'Italia di formula 1- deve far fronte.
I miglioramenti delle strutture comportano investimenti e – se saranno indette serie gare d'appalto non come quelle per Expo o di Sias sotto la gestione Ferrari-Beghella Bartoli – potrebbero bastare una cinquantina di milioni di euro. Non i 70 del progetto chiesto dal presidente dell'Automobile Club d'Italia Angelo Sticchi Damiani a tre ingegneri e depositato in Regione Lombardia.

A cui vanno aggiunti altri 7-8milioni per adeguare la pista (o meglio per modificare) la pista alle esigenze delle gare iridate della superbike. Lavori richiesti dalla Dorna che organizza il mondiale e già notificati a Sias. Lavori necessari per riottenere dalla Federazione Motociclistica Internazionale (FIM) l'omologazione del tracciato.

Per dar corso alle modifiche è necessario il benestare del Comune di Monza e del Parco della Valle del Lambro poiché c'è da disboscare alla prima variante e all'Ascari. E' previsto il sacrificio di circa 160 alberi. Facile pensare quanto sarà dura l'opposizione al progetto. In ogni caso, se passerà lo stretto di piazza Trento e Trieste, i lavori non potranno di certo essere pronti per il 2016. Dunque, eventualmente il Mondiale Superbike non potrà tornare prima del 2017.

Andrea Dell'Orto sponsorizza ad ogni piè sospinto il ritorno delle derivate di serie all'Autodromo. E ben si capisce. La sua azienda, la Dell’Orto Carburatori di Cabiate fornisce alla Dorna le centraline per la Moto3 e per le derivate di serie. Dunque...
E poi sua è anche la Do Design (vedi rettifica, sotto) di Monza che realizza cappellini e gadget legati alle gare motociclistiche.

Vabbè, lui stravede per le due ruote.
Ma la Formula 1 che è il cardine per tenere in vita la concessione con i Comuni di Monza e Milano?
Sias rinnova con Bernie Ecclestone?
Una volta che Assolombarda entra nel capitale sociale di Sias chi mette i 20milioni di dollari che il patron del Mondiale Piloti chiede per il rinnovo quadriennale fino al 2020? Chiedendo anche l'esclusiva dell'intera struttura durante il Gran premio per il suo Paddock Club?

Il voto dell'assemblea generale di Assolombarda si esprimerà sul progetto di inglobamento di Confindustria Monza Brianza a maggio. Ecclestone ha fissato la scadenza per la firma del nuovo contratto prima del Gran premio di Montecarlo. Leggi entro metà maggio. Dunque i tempi sono strettissimi.

Siamo sicuri che Sias andrà per tempo a firmare il contratto con la FOM a Londra? Ad oggi, verbalmente, Andrea Dell'Orto ha confermato la consulenza all'avvocato Federico Bendinelli. E' l'uomo che Bernie ha voluto per interfacciarsi con Sias da quando in pista è entrata la magistratura monzese.
Bendinelli avrà mandato di dare assicurazione a Ecclestone per il rinnovo o avrà il compito di comunicare, come accade dopo ogni disgrazia, che il paziente è defunto?
Speriamo proprio di no. Comunque incrociamo le dita.

Di certo l'ingresso a gamba tesa di Assolombarda in Sias SpA non piacerà all'Automobile Club d'Italia che nel 2012 – dopo lo scandalo - aveva deliberato d'entrare nell'azionariato con un investimento di 300 o 600mila euro. 

Non so se Assalombarda entrerà con questi dieci milioni e non so neanche se lo possono fare” ha dichiarato a infonodo.org il presidente di ACI Sticchi Damiani.

- Questo ingresso le dispiacerrebe?
No, mi  farebbe solo piacere. Bisognerà solo vedere con quale formula entreranno. ACI o non ACI, l’importante è trovare i soldi da dare a Bernie Ecclestone.
Al di là di aspetti tecnici che sono complessi trattandosi di società a capitale pubblico, per Sias  sarebbe un grosso vantaggio, ma dieci milioni non sono sufficienti
”. 

Per la cronaca Sias, dal 2007 al 2013, ha ricevuto dall'ACI sovvenzione per l'organizzazione del Gran premio d'Italia (di cui ha i diritti) per 2milioni 450mila euro così ripartiti: 400mila nel 2007; 500mila nel 2008; 420mila nel 2009; 350mla nel 2010; 280mila nel 2011; 300mila nel 2012; 200mila nel 2013.
Dopo la vicenda delle “bolle” in pista nel 2012, comparse alla curva parabolica in occasione della gara superbike (bolle scoperte soltanto grazie alle intercettazioni telefoniche) l'ammistratore delegato di Sias Fabrizio Turci chiese ad ACI un finanziamento di “almeno 400mila euro per lavori richiesti dalla Fia per il Gran premio d'Italia”.

Nient'affatto: i lavori furono necessari perchè c'erano infiltrazioni d'acqua che uscivano sull'asfalto che la società a cui erano stati appaltati l'anno precedente (la CCC – ndr) non erano stati fatti a dovere. L'ACI comunque deliberò un contribuito di 300mila euro.

Rettifica

Contrariamente a quanto scritto l'ing. Dell'Orto non partecipa direttamente o indirettamente alla Do Design srl di Monza. Ci scusiamo per l'errore con il presidente di Sias e con la Do Design. 
Pubblichiamo di seguito integralmente le richieste di rettifica che ci sono state inviate da parte dello stesso Andrea Dell'Orto (pag.1-2) e della società Do Design (pag.3), nella persona del suo legale rappresentante, Maurizio Mangiarotti.
Nelle due lettere sia Dell'Orto sia Mangiarotti contestano, oltre l'errata attribuzione della proprietà di Do Design, anche altri particolari contenuti nell'articolo.
Rimandiamo per un quadro più esaustivo alla lettura delle due missive e, più sotto, alla risposta dell'estensore dell'articolo, Pier Attilio Trivulzio.

 

Rettifica Dell'Orto-Do Deseign

Risponde l'autore dell'articolo Pier Attilio Trivulzio

Da parte di chi scrive non c'è stata alcuna volontà di ledere l'immagine e la dignità dell'ingegner Andrea Dell'Orto e della società Do Design.
Parlando di Sias, Società Incremento Automobilismo e Sport che gestisce l'Autodromo di Monza di cui Andrea Dell'Orto è presidente dal luglio 2014 non si può prescindere dal ricordare che la passata gestione è attualmente a processo con pesanti accuse penali. E delle udienze in Tribunale Infonodo ne ha dato e continuerà a dare puntuale resoconto.
Una sola doverosa precisazione: l'accordo della Dall'Orto SpA per la fornitura della centralina è soltanto per le Moto3 e non per le derivate di serie. Questione di lana caprina puntualizzare che la Dell'Orto ha partecipato e vinto il bando indetto dalla Federazione Motociclistica Internazionale (FIM) e non della Dorna. Sappiamo benissimo che i regolamenti li fa la FIM e quindi a lei spettano le scelte tecniche e che Dorna è invece l'organizzatore dei campionati: sia Motomondiale che World Superbike (WSBK).
Detto questo puntualizziamo: il marchio De Design è nato all'interno della Dell'Orto SpA, ed è stato registrato come Do Design - Beyond the Race all'Ufficio Italiano Marchi  e Brevetti il 16 luglio 2010 e a livello internazionale il 16 settembre 2010 (vedi link), cioé anni prima che Maurizio Mangiarotti desse vita alla società Do Design.

Secondo quanto si legge dalla visura camerale della Do Design il marchio é stato acquistato dalla Do Design dello stesso Mangiarotti - in rapporto d'affari con la Dell'Orto SpA – per 48mila euro. Questa cifra figura tra le immobilizzazioni della società iscritte a bilancio, oltre a 4mila euro serviti per dare vita al sito www.do-design.it. Nelle banche dati italiane e internazionali, il marchio Do Design, nella stessa grafia usata dal sito Do Design, risulta però ancora di proprietà della Dell'Orto spa, mentre rappresentante (representetive) é l'azienda di abbigliamento Abit srl di Sommariva del Bosco (Cuneo). Non sappiamo se questo è dovuto a un ritardo nelle comunicazioni agli uffici brevetti oppure se il contratto intercorso tra la Dell'Orto spa e la Do Design non sia stato di cessione del marchio ma un contratto di licenza del marchio.

Dalla visura camerale risulta che la società Do Design srl, che ha un capitale di 15mila euro - equamente suddiviso al 50 % tra Maurizio Mangiarotti ed Energy RE srl - è stata iscritta alla Camera di Commercio di Monza e Brianza il 24 gennaio 2013 ed ha iniziato ad operare dal 20 febbraio successivo.

Mi chiedo come mai nel sito ufficiale della Dellorto Motosport (vedi link)  è presente la pagina DoDesign, e sul sito della Do Design é scritto nella pagina About us adesso rimossa (vedi sotto) che “Per il quarto anno consecutivo TM Racing si affida a DoDesign per la realizzazione del Team wear e della collezione replica dei colori tipici dell'azienda pesarese”?
E ancora: “DoDesign progetta e realizza merchandising ufficiale dei piloti del WSBK”. Ed infatti il marchio DoDesign ha iniziato a circolare nel 2010 con i capi d'abbigliamento di Max Biaggi, tornato a correre le gare del Mondiale Superbike in sella all'Aprilia.
Ed ancora: “DoDesign attraverso la rete Dellorto distribuisce la linea MA-FRA Bike line”.
Due indizi fanno una prova. Andrea Dell'Orto non è titolare della DoDesign, e di ciò chiediamo venia per quanto scritto, però è sicuramente vicino alla società che realizza utili con abbigliamento, cappellini e altro merchandising  di team e  piloti che corrono le varie specialità delle due ruote. Motociclismo che Dell'Orto - nel ruolo di presidente di Sias - sponsorizza ad ogni pié sospinto. Com'è avvenuto nel corso della recente presentazione alla stampa del piano industriale per rilanciare l'Autodromo Nazionale di Monza. Vedi la dieci giorni di Moto dal 1. al 10 maggio organizzata nel paddock.

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