Nerviano, il Pirellone: «Sciumè non si dimetta fino a bilancio approvato

di Simona Ravizza da il Corriere della sera

Tutti (o quasi) le volevano, ma adesso che le dimissioni di Alberto Sciumé dai vertici di Nerviano sono arrivate, al Pirellone tirano il freno: meglio aspettare l’approvazione del bilancio 2014. Così — con una lettera ufficiale — Antonio Lanzavecchia, alla guida della Fondazione per la ricerca biomedica, l’ente che controlla Nerviano per conto della Regione, chiede a Sciumé di non lasciare. Per il momento. Del resto, chi altro potrebbe mettere la firma sotto un bilancio ereditato in corsa? Il centro di ricerche è in (perenne) difficoltà. Gli ultimi conti disponibili — anche se non ancora ufficiale — sono del 2013: i debiti con Unicredit ammontano a 194 milioni, quelli verso i fornitori superano i 20 e il patrimonio netto (il capitale in garanzia per la continuità aziendale) è in negativo per 60 milioni. Per la prima volta il bilancio risulta in pareggio, ma i soldi troppo spesso non bastano neppure per pagare i 480 ricercatori. Eppure i manager incassano stipendi d’oro (quello dell’ad, Luciano Baielli, è di 450 mila euro l’anno) e vengono affidate consulenze esterne anche agli studi legali e fiscali dei vertici stessi di Nerviano (rispettivamente a quello di cui è socio Sciumé e a quello di cui è socio Marco Miccinesi, presidente dei revisori dei conti).

Non solo. Dalla Fondazione per la ricerca vengono denunciati anche problemi di trasparenza dei conti e viene deciso di porre un argine ai finanziamenti pubblici (Nerviano ha incassato 116 milioni in tre anni e, comunque, a breve arriveranno altri 18,1 milioni). In questo contesto si apre il caso politico al Pirellone, con l’auspicio di un cambio dei vertici. Così l’8 aprile Sciumé decide di mollare: «Spero che il mio passo indietro smorzi le polemiche — ha detto al Corriere —. Senza una nuova iniezione di fondi pubblici Nerviano non può andare avanti: quelli appena stanziati non bastano per garantire la continuità aziendale». Ma ora la Regione gli chiede di aspettare. Eppure con una mozione votata all’unanimità, su proposta di Umberto Ambrosoli, proprio ieri in consiglio regionale, è stato deciso di avviare una due diligence. Per ficcare il naso nei conti opachi. Paradossi della politica.

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »