Como - Appalti, sanità e gioco d’azzardo. Così cresce il potere delle cosche

di Anna Campiello da il Corriere della sera

COMO L’edilizia e gli appalti pubblici, ma anche la sanità e i servizi e le nuove forme della «zona grigia», quella dei rapporti tra il mondo legale e i clan mafiosi. La presenza della criminalità organizzata in Lombardia è da tempo una certezza, suffragata da inchieste sempre più vaste e allarmanti. Dopo Milano, tra le situazioni più preoccupanti è emersa quella della provincia di Como, dove oggi arriverà la Commissione Antimafia. Il territorio lariano, con quattro «locali» della ‘ndrangheta tra Como e Lecco e oltre 120 beni confiscati alla mafia, compare in tutte le recenti inchieste con un ruolo da protagonista. Tra le questioni ancora aperte, anche quella del possibile scioglimento del Comune di Fino Mornasco per infiltrazioni mafiose, un caso scoppiato nel dicembre scorso con le dimissioni del presidente del consiglio comunale Luca Cairoli, intercettato mentre parlava al telefono con un uomo vicino alle cosche.

Questa mattina, una delegazione della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie, guidata dalla presidente Rosy Bindi, arriverà a Como per una serie di audizioni volute per approfondire la situazione della criminalità organizzata nelle province di Como e Lecco. Tra gli altri saranno sentiti il prefetto Bruno Corda, i comandanti provinciali delle forze dell’ordine e il procuratore Giacomo Bodero Maccabeo. Le audizioni, a porte chiuse, saranno seguite da un incontro pubblico nella biblioteca di Como per la presentazione del secondo rapporto dell’Osservatorio dell’Università di Milano sulla criminalità organizzata. Oltre a Rosy Bindi interverranno Antonio Girelli, presidente della Commissione speciale Antimafia della Lombardia e Nando Dalla Chiesa, docente e direttore dell’Osservatorio.

Il rapporto approfondisce tutti i più importanti aspetti della presenza della criminalità nel Nord Italia. «I settori economici dei clan — è uno dei punti di partenza dell’indagine — sono molti e in espansione , al punto che è stato necessario raggrupparli in grandi campi omogenei». Si parte con «il settore di sviluppo per antonomasia dell’economia mafiosa, quello delle costruzioni, al cui interno primeggia il ciclo della terra e del cemento». Si procede con «la presenza dei clan nelle grandi imprese e nelle grandi opere» per passare poi alla sanità, definita dagli esperti «un settore di importanza cruciale e crescente per il potere mafioso» e finire con il terziario privato, settore ideale per il riciclaggio. C’è poi un secondo filone, quello legato al gioco d’azzardo, «in netta fase espansiva». Tra i nuovi campi di azione della mafia in Lombardia, il rapporto evidenzia «le attività sportive, a suggello dell’inventiva e dell’inesauribile spinta diffusiva dei clan».

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