Odifreddi: il Movimento 5 Stelle ha un’ideologia new age che ne danneggia anche le cause giuste

di Paolo Conti da il Corriere della sera

ROMA Nel giro di pochi giorni, il Movimento 5 Stelle si ritrova su un fronte mediatico percepito come ostile alla ricerca scientifica e alla lotta contro i mali più crudeli. Il 4 maggio la scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo aveva duramente attaccato chi, come la senatrice Paola Taverna del M5S, aveva illustrato una mozione che impegnava il governo a promuovere la diffusione di metodologie alternative alla sperimentazione animale. Reazione della senatrice Cattaneo: «Cosa diranno i nostri figli o nipoti e gli storici quando, leggendo i dibattiti parlamentari, scopriranno che alcuni hanno lavorato per determinare il peggioramento delle loro condizioni di salute ed economiche?».

E adesso l’attacco di Beppe Grillo a Umberto Veronesi («pubblicizza le mammografie, ripete di continuo alle donne di farle. Probabilmente Veronesi parla così per avere sovvenzioni per il suo istituto. Dicono che bisogna fare una mammografia ogni due anni — prosegue — e le donne la fanno perché si informano male, leggono Donna Letizia, del resto la differenza di mortalità tra chi la fa e chi non si sottopone alla mammografia ogni due anni è di due su mille. Certo è qualcosa, ma comunque pochissimo»).

Parole che irritano anche chi ha simpatia per il Movimento 5 Stelle. Per esempio il matematico Piergiorgio Odifreddi, saggista, acuto critico del mondo della fede (Perché non possiamo essere cristiani e meno che mai cattolici, il suo libro più noto, uscì nel 2007 da Longanesi): «Grillo sicuramente capta molti malumori che anch’io ritengo doverosi nei confronti della classe politica tradizionale. E figuriamoci se io posso avere simpatia per il ministro Beatrice Lorenzin, esponente del governo Renzi... Ma quando Grillo afferma certe cose, sono costretto mio malgrado a darle ragione. Non si può scherzare con una malattia come il cancro, non si può scherzare con la prevenzione, che è una conquista». Secondo Odifreddi, «quando Grillo affronta certi temi svela un’ignoranza abissale. E simili sparate populiste attirano l’attenzione di chi nutre sospetto per le tecnologie contemporanee, quindi per le visite preventive che spesso sono anche costose».

C’è chi parla, professore, di una specie di nuovo oscurantismo alla radice di tutto questo... «In un certo senso è così. Il Movimento 5 Stelle sembra nutrirsi di una specie di ideologia new age, prova ne siano alcune deliranti teorie sul futuro dell’umanità care a Casaleggio. E tutto questo danneggia il Movimento. Gli sottrae le simpatie di chi è bene informato, ragiona col proprio cervello e magari condividerebbe tante giuste battaglie veramente politiche».

Più che indignato, è infuriato Edoardo Boncinelli, famoso genetista (il Corriere della Sera, nel 2011 in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ha inserito le sue scoperte tra le dieci prodotte dagli scienziati italiani da ricordare nella nostra Storia). Non concede sconti a Grillo: «Sostenere che le donne non debbano ricorrere alla mammografia non solo è criminale ma è anche pericolosissimo ». Ma perché Grillo ha scelto questo campo così delicato per la sua nuova polemica? «Perché in Italia tutto è politica. La politica è presente in tutti i Paesi ma da noi è ovunque, dalla ricerca scientifica all’arte. E poiché la politica è un’astrazione, allora tutto passa attraverso i politici. In questo preciso caso, ritengo delinquenziale lanciare un’accusa in chiave politica contro la ricerca scientifica e la prevenzione che è uno strumento di affrancamento dalle ingiustizie e dai pericoli».

Il sociologo Domenico De Masi paragona la sortita di Beppe Grillo alle tante paure legate alla modernità che si registrarono, più di un secolo fa, soprattutto a cavallo delle Rivoluzioni industriali europee: «C’è un’ombra di oscurantismo in questo ragionamento. Quando arrivò l’energia elettrica, certi parroci terrorizzavano le povere donne di campagna sostenendo che la luce artificiale faceva abortire. E così avvenne con i primi telai meccanici. Per fortuna, stiamo vivendo in un’era in cui il rapporto con le tecnologie è buono. L’informatica ci ha viziati, certi trastulli non solo ci divertono ma ci fanno parlare subito con chi vogliamo, magari guardandolo su uno schermo. Tutto questo ci fa risparmiare tempo e soldi ». Tutto questo per arrivare a quale conclusione, professor De Masi? «Che Grillo ha preso una clamorosa toppa, non solo politica ma anche mediatica. Una sortita del genere non gli aggiunge niente, anzi gli toglie molto. Escludo che donne normali, mediamente informate grazie appunto alle nuove tecnologie, possano dargli retta. Penso soprattutto che Grillo abbia commesso un clamoroso errore prendendosela con un personaggio del calibro di Veronesi. Gente del suo calibro, al di sopra di qualsiasi sospetto, andrebbe aiutata e soprattutto protetta dalle polemiche».

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