Monza – Arriva la Mille Miglia mentre Acm e Sias vanno in trasferta a Montecarlo a incontrare Ecclestone per il futuro del GP d'Italia


di Pier Attilio Trivulzio

Domenica nel Tempio della Velocità arriva la Mille Miglia, manifestazione ricca di fascino e di storia, come il Gran Premio di Monza che però alla sua storia dovrà presto dire addio.

Parole chiarissime quelle di Bernie Ecclestone:“Ho parlato con loro un paio d'anni fa per spiegare quali sarebbero stati i termini. Devono soltanto accettare questo contratto e firmarlo. Per quanto mi riguarda io ho una penna e quindi è fattibile. Se loro hanno i soldi li portino”.
Dunque nessuna trattativa per tenere a Monza la Forrnula Uno dopo il 2016.

Due settimane al Gran premio più glamour della Formula Uno. Due settimane a disposizione del presidente dell'Automobile Club di Milano Ivan Capelli e di quello di Sias, Andrea Dell'Orto per rendersi conto che non hanno in mano le carte giuste (pardon, gli euro) per giocare nel Principato monegasco la decisiva partita con Bernie Ecclestone e mantenere a Monza il Gran premio d'Italia dopo il 2016.

Come nel film ”I sogni muoiono all'alba”, tratto dal romanzo di Indro Montanelli quando spunterà l'alba di venerdì 22 maggio (tre anni esatti dal blitz della guardia di finanza -ndr) i due presidenti non potranno far altro che dire a Mister B: “Fino all'ultimo abbiamo sognato e sperato e però non possiamo permetterci di darti quanto chiedi”. E per Monza sarà rivoluzione.

Quel che Bernie vuole da Ac Milano e Sias si sa da settembre 2013 quando alla presidenza del sodalizio milanese c'era Carlo Edoardo Valli, che da Ecclestone andò con Roberto Maroni e l'allora amministratore di Sias, Fabrizio Turci. Non più due contratti con FOM per i diritti del Gran premio e con AllSport per la pubblicità; ma uno soltanto. Poco più di 20milioni di euro e la disponibilità dell'intero fabbricato dell'Autodromo per il Paddock Club gestito da Ecclestone. Il che, tradotto in cifre reali, equivale ad un esborso che sfiora i 25milioni di dollari perché Sias non potrà più vendere salette e terrazza del Sassoli Building che, nell'occasione del Gran premio, rendevano oltre 3milioni di euro.

Il rientro da Montecarlo dei due presidenti sarà dunque amarissimo.

E, ovviamente, su Sias si apriranno altri scenari. Già oberata da pesanti debiti, con fornitori che minacciano di ricorrere al Tribunale, la Società Incremento Automobilismo e Sport dovrà inevitabilmente confrontarsi con i Comuni di Monza e Milano e rivedere la convenzione.
Venendo meno la Formula Uno la convenzione decade. I Consigli (Monza in particolare visto che all'atto pratico Milano di fatto si è finora disinteressata) dovranno nuovamente esprimersi. Andrea Dell'Orto potrà allora giocare il jolly del Mondiale Superbike facendo forse anche balenare la possibilità di un futuro ritorno della MotoGp.
A Monza l'ultimo Gran premio del Motomondiale si è corso nell'87. E' possibile che il presidente di Sias Andrea Dell'Orto pensi a riportare esattamente 30 anni dopo il successo di Jorge Martinez Fausto Grasini, Anton Mang e Wyaine Gardner quel Gran premio delle Nazioni che assieme al Gran premio d'Italia di Formula Uno un tempo erano, a settembre, le due settimane dei motori.

Per realizzare questo ambizioso progetto Sias deve prima far approvare importanti modifiche alla pista stradale con l'abbattimento di non pochi alberi. E si sa che toccare un albero dentro al parco secolare scatena le ire degli ambientalisti.

Senza contare che i lavori richiedono un investimento stimato tra i 3,5 e i 4milioni di euro. E i bilanci di Sias sono in pesante sofferenza, con la società
che sta rimborsando alla banca quel prestito di 3milioni di euro ricevuto un paio d'anni fa. Prestito garantito dall'Immobiliare ACM il cui bene di maggior pregio è la sede di corso Venezia.
Investimenti Sias non può farne. Per ristrutturare il padiglione museo costruito negli Anni Sessanta e regalato da Mazzocchi, editore di Quattroruote il cui costo è superiore ai 200mila euro (c'è chi dice addirittura 300mila) non ha neppure indetto la gara d'appalto, obbligatoria per le società a capitale pubblico come Sias, con l'Automobile Club di Milano socio al 70 per cento di Sias mentre il restante 30 è dell'Immobiliare ACM.

Ma c'è di più: nei giorni scorsi l'Autodromo Nazionale ha inviato ad alcuni possibili fornitori una email invitandoli a far pervenire offerte “per servizi” necessari per il Gran premio. Nella email viene specificato che il pagamento avverrà entro 120 giorni.

La email così si conclude. “Sias si riserva di non procedere all'assegnazione del servizio nel caso in cui le offerte non trovino riscontro nelle disponibilità di budget 2015 riservate al servizio”.

In pratica la società chiede delle offerte ma non sa se esiste la copertura a bilancio.
Da novembre in Autodromo il piano industriale è gestito dal procuratore Francesco Ferri che con la sua Innext ha portato in autodromo un elevato numero di consulenti.
Da una settimana è operativo il direttore finanziario Francesco Ippolito, esperienze in Parma Football Club, Parmalat, Viaggi del Ventaglio, Aedes SpA…

A breve è previsto l'inserimento del responsabile marketing. Candidato che potrebbe occupare la posizione è Luca Mantovani, collaboratore del circuito di San Martino del Lago (Cremona), esperienza a Franciacorta dove ha fatto partire la start up della scuola guida dell'ACI.

Sono stato chiamato per un colloquio ma di più non so”, ci risponde.

Da Franciacorta arriva anche Umberto Andreoletti, nominato a fine gennaio Direttore Operations.
Intanto la nuova Sias ha archiviato la dieci giorni di Biker Fest.
Un buon numero di partecipanti a Reunion organizzato da Cafè Race, con la presenza di motociclisti tornati a girare in pista. Le moto erano assenti da tre anni, da quando l'allora presidente Paolo Guaitamacchi decise di annullare – per una questione di sicurezza - le date già a calendario per le due ruote “circolazione turistica” dopo la scoperta delle bolle in parabolica: tutto il tracciato aveva perso l'omologazione.

Un deciso flop sono state invece le gare del campionato tricolore della supermoto. Avvenimento scippato a Lissone che da anni l'organizzava nella piazza del Mercato utilizzando un vicino campo sterrato di proprietà di un privato.

E' stato Riccardo Tagliabue della TVO a portare l'avvenimento all'Autodromo Nazionale ipotizzando grandi presenze. Di certo si è dimenticato di come finì dodici anni fa con l'analoga manifestazione il cui tracciato utilizzava parte del rettilineo dei box e per lo sterrato la via fuga della parabolica. Fu un bagno di sangue economico. Mai più ripetuto. Ed anche questa dieci giorni Bike Fest è stata, a conti fatti, un investimento sbagliato. Un altro buco nel bilancio 2015.

Mentre quello relativo alla scorsa stagione verrà presto sottoposto al Consiglio. Tutti i consiglieri sono preparati a leggere i dati in rosso. Più profondo tenendo conto che c'è anche il salasso dell'evasione fiscale scoperta dalla Guardia di Finanza di Monza.

A questo proposito il 21 maggio nuova udienza in Tribunale. Convocati come testi l'ex presidente di Sias Paolo Guaitamacchi e gli ex consiglieri Pietro Mazzo ed Enrico Radaelli.

E' slittata invece al 26 giugno l'udienza preliminare davanti al Gip Rosaria Pastore che dovrà decidere il rinvio a giudizio di Claudio Viganò, Enrico Ferrari (secondo il suo legale chiederà il rito abbreviato con lo sconto di pena, dell'ex contabile Franco Becchere e dell'ex responsabile della Siae Americo Martino che tra l'altro è chiamato a rispondere del possesso di una pistola Q149 e di 63 munizioni di armi comuni senza averne denunciato il possesso. Oltre a loro l'ex presidente del Moto Club Biassono Gabriele Aliprandi ed altre sei persone.

Domenica prossima in Autodromo arriva il museo viaggiante della Mille Miglia. Controllo a timbro dei concorrenti in Villa Reale e quindi in pista per le due ultime prove a tempo imposto che decideranno la classifica.

L'Automobile Club di Milano ha voluto ricordare la scomparsa di Alberto Ascari avvenuta il 26 maggio 1955 E la sua vittoria con la Lancia D24 alla Mille Miglia del 1954 istituendo un trofeo intitolato al pilota milanese che portò a Maranello i primi due titoli iridati che verrà consegnato da Corinna Ascari figlia del campione e della figlia Veronica Elisa.

Il Trofeo Ascari sarà aggiudicato all'equipaggio vincitore assoluto della “Freccia rossa”; mentre ai tre equipaggi che s'aggiudicheranno le prove di regolarità di Monza, sulla pista stradale e sulla sopraelevata riceveranno una coppa.

 

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