Monza - Processo autodromo. Tutto rinviato al 3 luglio. Ferrari ricorre in Cassazione per il dissequestro dei beni

di Pier Attilio Trivulzio

Certo, l'Autodromo di Monza è noto per essere il Tempio della Velocità, il circuito più veloce del Mondiale di Formula 1, ma é anche il posto che ha visto all’opera un’altra velocità, quella dell'ex direttore Enrico Ferrari, capace per anni (ma non solo lui) di attingere velocemente e con costanza alla cassa e rapidissimo nel far sparire milioni di euro.

L'inchiesta della Guardia di finanza di Monza, partita a gennaio 2012 da una denuncia dell'allora presidente Paolo Guaitamacchi, è arrivata a processo il 18 settembre dello scorso anno.

Il processo è iniziato ma pochi elementi sono emersi. Non si è parlato di “bolle” in parabolica, né di soldi spariti. Di questi si parla nella seconda tranche. Gli uomini della Guardia di finanza di Monza hanno fatto un grande lavoro ricostruendo la vendita in nero dei biglietti del Gran premio d'Italia. Molti tagliandi sono finiti ai bagarini che li rivendevano all'ingresso dell'Autodromo. Ferrari – secondo la ricostruzione della Procura – si metteva in tasca la metà del costo di noleggio della pista con i clienti svizzeri Kumo e Moto Center Thun e i tedeschi del Porsche Nurbuerburgring. Ed altro ancora.

In data 19 giugno 2014 i sostituti procuratori Walter Mapelli e Caterina Trentini hanno chiesto il sequestro di beni per 3 milioni di euro a Enrico Ferrari e Claudio Viganò, quest’ultimo ha optato per il rito immediato.
Ferrari, invece, aveva chiesto al riesame di poter riavere i soldi sequestrati e la risposta è stata picche.

Venerdì udienza di un'ora davanti al Gup Rosaria Pastore.
Degli 11 indagati unico presente era Giovanni Giardina accusato dai pm di essersi appropriato, al fine di procurarsi un ingiusto profitto, di 17.000 euro in possesso del presidente del Motoclub Biassono, Gabriele Aliprandi, “in funzione della sua carica”.

Raffaele Delle Valle, difensore di Enrico Ferrari, ha subito fatto presente d'essersi rivolto alla Corte di Cassazione che si pronuncerà tra settembre e ottobre in merito alla richiesta del suo cliente di riavere parte della cifra sequestrata.

Diversa la posizione di Franco Becchere – difeso dall'avvocato Pepe non in aula perché é indisposto e, secondo l'avvocatessa che l'ha sostituito, “ne avrà per un paio di mesi”, a processo, “perchè con più azioni esecutivo del medesimo disegno in tempi diversi, in concorso, Ferrari, Becchere quale responsabile amministrativo di Sias e Martino quale agente Siae per la zona di Monza e dunque pubblico ufficiale si accordavano tra loro per il versamento da Sias SpA a Martino di denaro non inferiore ad euro 80mila annue (dal 2008 al 2011) quale corrispettivo per l'omissione e/o un blando esercizio dei poteri di controllo Siae in occasione degli eventi organizzati da Sias nell'Autodromo Nazionale in violazione dei doveri di imparzialità e correttezza propri del pubblico ufficiale”

In considerazione del fatto che su l'ex contabile di Sias, Becchere pende a Milano un processo per pedopornografia, l’avvocato Raffaele Della Valle si è opposto allo stralcio della posizione di Becchere ed ha chiesto di far slittare l'udienza.

“Se la decisione della Cassazione arriverà entro settembre/ottobre le difese chiederanno il rito alternativo o l'ordinario ed è quindi giusto accordare un rinvio – ha detto il pubblico ministero Walter Mapelli -. E' una questione di opportunità visto che, almeno una volta, i tempi si incastrano”.

Il Gup rivolge ai legali “Un invito a riflettere vista la complessità delle indagini e la delicatezza del tema. Si rimette istanza di rinvio indicando una guarigione (del legale di Becchere – ndr) tra un paio di mesi”.

Il difensore dell'imputato Ferrari chiede anch'egli nuova data subordinata all'esito del ricorso in Cassazione avverso al provvedimento del giudice del riesame. Il Tribunale di Monza in data 18 aprile 2015 – aggiunge la dottoressa Pastore - confermava l'ordinanza del Gup del 4 aprile di sequestro parziale. Della Valle chiede un rinvio a settembre/ottobre e fa presente che eventuali problemi di sospensione sono superati dai relativi termini di economia processuale. Dall'esito della impugnazione in Cassazione dipende la scelta difensiva al rito ordinario o abbreviato”.

“Allo stralcio mi rimetto”, annuncia l'avvocatessa che sostituisce l'avvocato Pepe difensore di Becchere”.

Raffaele Della Valle detta a verbale: “La difesa Ferrari invita il Gup a valutare se sussistano, come la difesa ritiene, motivi di opportunità e “sensibilità” idonei a suggerire e praticare una astensione considerato che il Gup in una recnte ordinanza, ritualmente impugnato ed attualmente pendente davanti alla Suprema Corte di Cassazione ha pronunciato una decisione che asserisce anche in merito di cui ai reati A-B-C-D-E-F (altri capi di imputazione - ndr) nella richiesta del decreto di citazione in giudizio essendo in particolare il Gup pronunciato sulla posizione delle sussistenze del superamento delle soglie dalla cui risoluzione dipende la sussistenza o meno dei reati stessi”.

Ultima parola al pm Walter Mapelli. “Il rito abbreviato (per Enrico Ferrari) assolutamente no!”.
Il Gup Rosaria Pastore ha fissato la nuova udienza venerdì 3 luglio ore 9.15

 

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