Monza - L'Autodromo ha i debiti e vuole firmare un contratto con Ecclestone da 25 milioni di dollari

di Pier Attilio Trivulzio

E' tempo di Gran Premio a Monza. Sebastian Vettel e la Ferrari con una vittoria autoritaria in Ungheria, hanno mosso la caccia al biglietto per l'evento della prossima settimana. Anche se poi la doccia fredda di Spa-Francorchamps ha notevolmente raffreddato i tifosi, a cui non resta che incrociare le dita e sperare nel nuovo supermotore del Cavallino preparato per il tracciato brianzolo.
Solo nell'ipotetico caso che Vettel o Raikkonen dovessero fare meglio delle Mercedes e conquistare la pole straordinaria come accadde nel 1994 a Jean Alesi, allora sì che Monza, durante la notte, tornerebbe ad essere inondata di tifosi provenienti da tutta Italia. Con gran sollievo per la società di gestione dell'Autodromo Nazionale che ne ha davvero un gran bisogno.
Soltanto con il record di 150mila spettatori paganti nei tre giorni riuscirebbe a guadagnare qualcosa dall'evento.

Con 13,5milioni di euro di debiti da pagare entro fine anno di cui 8,4milioni verso i fornitori, e l'inderogabile impegno di 7milioni di euro per migliorie al circuito, l'Autodromo Nazionale di Monza si presenta a Bernie Ecclestone per ottenere da Formula One World Championship Ltd il rinnovo del contratto per tenere a Monza il Gran premio d'Italia fino al 2020.

Contratto da 25milioni di dollari (100milioni nei quattro anni dal 2017 al 2020) senza più alcuna fattura di ritorno da 8milioni di dollari come da contratto in scadenza per compensare pubblicità e ospitalità.

Mister B impone, inoltre, a Sias l'esclusiva gestione del Paddock Club, vale a dire la fruizione della intera terrazza sopra il fabbricato box e della salette di ospitalità poste al primo piano. Con gli spazi in esclusiva a Ecclestone l'Autodromo perderà 3milioni di euro.

Lo scorso anno la vendita dei biglietti ha portato nelle casse dell'Autodromo 21,7milioni di euro contro i 23,6 del 2013. Ed i costi diretti per l'organizzazione sono passati dai 16,7milioni del 2013 a 17,3. Con un risultato positivo di 4,3milioni, nettamente inferiore ai 6,9 dell'anno precedente.

Alla luce di questi numeri ufficiali con l'Autodromo Nazionale che ha visto calare il valore della produzione da 32,4milioni di euro a 28,5milioni e tre sole manifestazioni motoristiche che nel 2014 hanno portato utili: 352,6mila euro il Monza Rally Show, 59,1mila il Ferrari Challenge e 96,4mila il Blancpain, viene spontaneo chiedersi come farà Sias a rinnovare il contratto con Bernie Ecclestone?

S'indebiterà ulteriormente con le banche a cui deve 2.268.409 euro di cui 994.371 euro entro quest'anno e 1.214.038 oltre il 2016?
A maggio Sias ha ottenuto 1milione di euro come finanziamento e la disponibilità di 2milioni per smobilizzi di contratti e fatture estere.
Va anche tenuto conto che per le note vicende giudiziarie del 2012 che hanno coinvolto l'ex direttore Enrico Ferrari per il giro di biglietti del Gran Premio d'Italia stampati a go go, oltre il limite consentito degli omaggi, l'Agenzia delle Entrate ha già presentato un primo conto relativo agli anni dal 2007 al 2009 di 2.493.246 euro.

Sias ha concordato la rateizzazione di 1.023.000 euro e attende la definizione per gli anni 2010-2011.

Inoltre pure il Comune di Monza si è fatto avanti chiedendo 893.687 euro per IMU e ICI relativamente agli anni dal 2009 al 2013, nonché 50mila euro di multa per il ritardo dei lavori sulla pista sopraelevata. Che l'Autodromo contesta anche se la multa di euro 1.000 per ogni giorno di ritardo nell'inizio dei lavori era stato accettato nella convenzione in atto valida fino al 2026.

Nel merito va ricordato che l'ex presidente Paolo Guaitamacchi aveva destinato l'accantonamento di 700mila euro per i lavori di restauro conservativo del “catino di velocità” nel primo bilancio firmato relativo al 2010.
Dunque, se i soldi erano stati accantonati perché si è lasciata scadere la data fissata in convenzione iniziando i lavori – costati 498.151 euro - soltanto nel luglio dello scorso anno?

E parlando di soldi veniamo a parlare di quei 20milioni di euro defiscalizzati che il Parlamento ha approvato. C'è chi ha fatto confusione scrivendo che la somma era destinata a rinnovare il contratto con Ecclestone. Nient'affatto, la cifra servirà a Regione Lombardia per entrare dentro al Consorzio dei Comuni di Monza e Milano che oltre alla Villa Reale e al Parco aggiungerà l'Autodromo. Il quale riceverà soltanto un terzo dei 20milioni, quindi poco più di 6,5milioni che dovranno servire esclusivamente per lavori di rinnovamento dell'impianto.

Secondo il piano industriale approvato nel marzo scorso Sias riqualificherà alcune strutture. Già eseguiti dalla ditta Locati di Monza quelli sull'immobile la cui destinazione originale negli Anni Sessanta (fu costruito con il contributo di Quattroruote) era Museo con costi nell'ordine di 300mila euro.

Appena ultimati i lavori, eseguiti in previsione della cessione della struttura come ospitalità alla Pirelli in occasione del prossimo Gran Premio d'Italia, qualche dirigente con tanto di martellante battage sui mass media, conferenza stampa presenti Angelo Sticchi Damiani presidente dell'Automobile Club d'Italia, il 15 volte campione del mondo Giacomo Agostini e, ovviamente il Cda di Ac Milano, spacciò come Museo (a pagamento, 10 euro) la collocazione di due showcar Mercedes e Ferrari e della Maserati Eldorado che partecipò nel 1958 alla 500 Miglia chiesta in prestito al Museo Panini di Modena; qualche tuta di piloti recuperata all'ultimo minuto, la MV Agusta di Giacomo Agostini - subito scomparsa così come Maserati, Ferrari e Mercedes – occhiali video che indossati accompagnavano il visitatore ad un giro di pista virtuale sulla moto guidata da Fabrizio Pirovano nonché un pannello con modellini di Formula uno di nessun valore.
Senza dimenticare il totem con l'elenco dei giochi motoristici da acquistare con carta di credito. E questo sarebbe il Museo del Tempio della Velocità? “Ma mi faccia il piacere” direbbe Totò.

Irriferibili i commenti dei visitatori, in gran numero usciti imbufaliti chiedendo il rimborso del biglietto.

Oltre al museo, con i soldi defiscalizzati della Regione Lombardia si dovranno fare i lavori in tribuna centrale e sulla parabolica. Al momento Sias ha comunque già pagato la fattura di 19mila euro del progetto di riqualificazione dell'Autodromo con opere per 70milioni di euro approvato dalla Regione Lombardia.

I soldi regionali serviranno anche per le modifiche alla pista stradale affinché Monza possa tornare a riavere, dalla Federazione Motociclistica Internazionale, l'omologazione “B” del circuito e la gara del Mondiale Superbike.

Il progetto del differente tracciato stradale che prevede un cospicuo numero di alberi da abbattere è già sul tavolo della Sovrintendenza e del Parco della Valle del Lambro che dovranno dare il loro parere.

In caso di assenso al progetto, l'ultimo ostacolo sarà il Consiglio comunale monzese. E' certo comunque che, al di la dei troppi annunci del presidente ed amministratore delegato Andrea Dell'Orto, la Superbike non tonerà a Monza l'anno prossimo.

A sette mesi dall'arrivo della nuova gestione col piano industriale di Sias predisposto dalla Innext di Francesco Ferri, nominato direttore a 20mila euro al mese, si può dire che davvero pochi euro sono entrati in cassa dalle manifestazioni motoristiche: solo 1500 paganti per vedere transitare la Mille Miglia; pressoché andate deserte gare ed esibizioni delle moto con una perdita di 50mila euro, poco pubblico anche in occasione dell'Historic Monza. A dispetto delle vetture storiche di alto lignaggio portate dall'organizzatore francese.

Il concerto di Manu Chao che ha richiamato 45mila spettatori, è stata la manifestazione di maggior successo all'Autodromo.

Flop, invece, di visitatori provenienti da Expo 2015. Gli stranieri hanno snobbato il Tempio della Velocità.
In compenso s'ingrossa sempre di più il numero di quanti lavorano per rilanciare l'impianto. Oltre alle 40 persone regolarmente assunte ce ne sono altrettante con contratto di consulenza in scadenza a fine anno.
Sias è diventata un porto di mare, e forse dovremo abituarci a vedere in un prossimo futuro ai posti di comando persone vicine ai politici di Regione Lombardia.

Una Sias destinata a diventare un'altra (inutile) società partecipata, con minor un peso dell'Automobile Club di Milano?

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