Monza - Maroni vorrebbe strappare a Ecclestone un contratto decennale per il Gran premio d'Italia

di Pier Attilio Trivulzio

Settanta milioni di euro in dieci anni per migliorare l'Autodromo di Monza e il Parco a patto però che Bernie Ecclestone garantisca la continuità del Gran premio d'Italia oltre il 2016. Li metterà la Regione Lombardia avallando il progetto da tempo sul tavolo di Roberto Maroni, preparato da tre ingegneri chiamati a redigerlo nel 2013 da Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'Automobile Club d'Italia. Progetto di cui Sias ha già onorato la fattura di 19mila euro.
Il progetto di riqualificazione del “Tempio della Velocità” però partirà soltanto – come ha sottolineato Maroni nel corso della conferenza stampa di presentazione del Gran premio d'Italia tenutasi quest'anno nella sede di Expo 2015 - “se il patron della Formula Uno deciderà di firmare un contratto di lunga scadenza con la società di gestione dell'Autodromo Nazionale”.

E se le parole hanno davvero un senso anche se non esplicitamente espresso, Ecclestone dovrebbe sottoscrivere con Sias non un contratto di quattro anni (2017-2020) come da sempre è stato detto, bensì di dieci anni. In scadenza quindi esattamente con la convenzione in atto con i Comuni di Monza e Milano.

Cosa peraltro impossibile dal momento che il Patto della Concordia, l'accordo che regola la partecipazione e il trattamento economico delle Scuderie che prendono parte al campionato mondiale di Formula Uno scadrà nel 2020 e prevede clausole che riguardano il “dopo Ecclestone”. Clausole espressamente volute da Fia e Scuderie per evitare che CVC, la società che possiede i diritti della Formula Uno, decida di nominare al vertice persona a loro non gradita.

E' questa la sola, e però clamorosa novità, uscita dalla conferenza stampa che per la prima volta ha abbandonato la tradizionale sede finendo all'Expo.
Maroni ha assicurato che porterà a Ecclestone i libri con le 40mila firme raccolte. “Monza ha un valore storico, non basterà – ha chiosato -. Certo, come dice lui ci voglio anche i dané però Monza è Monza caro Bernie. Monza è Monza, ricordati”.

Ha ragione il Governatore della Lombardia quando parla di valore storico, si dimentica però di dire che se l'Autodromo è nelle condizioni pietose in cui oggi si ritrova è soltanto colpa dei vent'anni di gestione dell'ex direttore Enrico Ferrari.

Nel 2000, anche la costruzione di un fabbricato box che ha stravolto la fisionomia dell'Autodromo e creato pesante buco finanziario. Sarebbe dovuto costare 30milioni, alla fine è invece costato 64milioni. E per costruirlo sono stati cancellati tutti i caratteristici segni storici: dalle due torri dell'ingresso pista alle torri luminose poste all'inizio e alla fine del rettilineo di partenza che per quarant'anni hanno segnato la posizione dei piloti lungo il tracciato agli spettatori.

A detta dell'ex direttore tecnico Giorgio Beghella Bartoli dopo la ristrutturazione avrebbero dovuto tornare a funzionare. In realtà sono state trasformate in area di ospitalità. E, se verrà firmato il contratto per tenere a Monza il Gran Premio d'Italia oltre il 2016, passeranno sotto la esclusiva gestione di Bernie Ecclestone. Così come la tribuna coperta della parabolica su cui Sias ha fatto l'investimento di 300 sedili. Così, finalmente, gli spettatori che hanno acquistato il biglietto da 633 euro per i tre giorni o da 562 euro per la sola domenica, non appoggeranno più le loro terga sul cemento com'è avvenuto dal 1955 ad oggi.

Resta in ogni caso l'interrogativo più importate: Sias riuscirà a garantire al patron della Formula Uno i 25milioni di euro (oltre alle indicizzazioni annuali) richiesti? C'è chi parla di un intervento governativo visto che Matteo Renzi sarà a Monza domenica. Abbiamo qualche dubbio sull'intervento. Non ci sono soldi per i trasporti, scuole, sanità e quant'altro, perché il governo dovrebbe finanziare coi nostri soldi un avvenimento di Formula Uno?
Allora non resta che aspettare domani. Quando Berni Ecclestone arriverà in Autodromo conosceremo la fine di questa storia infinita.

Intanto sul fronte della vendita biglietti dal sito dell'Autodromo si evince che sono ancora disponibili posti pressoché in tutte le tribune compresa quella centrale da 630 euro. Così alla Roggia (Seconda Variante) e all'Ascari storicamente sold out pochi giorni dopo l'inizio della vendita. E ciò nonostante il massiccio taglio dei prezzi con la proposta di posti in alcune tribune per ragazzi da 0 a 11 anni (così scrive Sias) a 15 euro!

 

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