Monza – Ecclestone sul rinnovo del contratto per il GP: Forse certe persone di Sias non sono adatte

Due anni e mezzo fa una stretta di mano aveva suggellato l'accordo raggiunto per Monza. Poi però nessuno è venuto a firmare il contratto

di Pier Attilio Trivulzio

Motorhome di Bernie Ecclestone nel paddock di Monza settembre 2013. Il patron della Formula 1 riceve Carlo Edoardo Valli (presidente dell'Automobile Club di Milano) e il Governatore della Lombardia Roberto Maroni. Soliti convenevoli e quindi, concreto come sempre, detta le sue condizioni: “Volete continuare ad avere il Gran premio qui a Monza per altri quattro anni dopo il 2016? Le condizioni sono queste: firmate un contratto che prevede 25milioni di euro con indicizzazione di anno in anno”.

Carlo Edoardo Valli, che non parla l'inglese e fa commenti in brianzolo, scuote leggermente la testa ed alla fine del breve incontro con un sorriso stringe la mano a Mister B; stessa cosa fa Bobo Maroni mentre l'immancabile segretario di Bernie, Pasquale Lattuneddu, provvede a fornire un paio di ombrelli perché fuori il tempo minaccia pioggia. Quel che non è dato sapere è il commento che l'uomo a cui piace stare seduto su di un mare di poltrone che contano fa dell'incontro. Certo deve aver detto a Maroni: “A me sembrano tanti soldi”.

Lo scorso anno Valli perde la poltrona dell'Automobile Club di Milano e quella di vice presidente dell'Automobile Club d'Italia (che gli versa 305mila euro che lui, munificamente, lascia in gestione al direttore di Acm Fabrizio Turci, nel frattempo anche amministratore di Sias, la società di gestione dell'Autodromo Nazionale) affinché ne faccia un uso appropriato a favore del sodalizio di corso Venezia.

Ivan Capelli prende il suo posto, a presiedere Sias ci va Andrea Dell'Orto, presidente di Confindustria Monza e Brianza e per  gestire la società spolpata dall'ex direttore Enrico Ferrari e da altri nomina Francesco Ferri titolare di Innext specialista nella ristrutturazione di aziende in crisi.

Ferri, il “tagliatore di teste, mette alla porta un dirigente (fa però  firmare la lettera a Turci), approva l'uscita di Daniele Galbiati, figlio dell'ex custode di Vedano che lucrava sui biglietti (processo in corso, si riprende il 1. Ottobre), dopo di che, inspiegabilmente, l'Autodromo Nazionale diventa un porto di mare. Secondo l'ultimo bilancio i dipendenti sono 40 ma un mare di consulenti con contratto a termine dicembre 2015. In totale attorno a Sias con bilancio pesantissimo in rosso, si materializzano oltre 80 persone.

L'obiettivo dell'esercito di consulenti é portare il bilancio in utile a fine anno di almeno 500mila euro.

Il problema più impellente è però quello di andare a rinnovo del contratto con la FOM (Formula one Management) di Bernie Ecclestone. Ivan Capelli e Andrea Dell'Orto vanno a Montecarlo “per aprire una trattativa”. Prima di loro a Londra era andato l'avvocato Federico Bendinelli e Bernie gli aveva ricordato “Se hanno bisogno di una penna per firmare il contratto gliela presto”.
Insomma, nulla di fatto fino a questa sera.

Nessun incontro e però chiare, limpidissime dichiarazioni di Ecclestone alla testata inglese Autosport. “ E' due anni e mezzo che andiamo avanti con questa vicenda del rinnovo, tocca a Sias dire se firmano il contratto oppure no. Noi (FOM)abbiamo qualcosa da vendere e loro (Sias) vogliono comperarlo. Il prezzo è lo stesso degli altri paesi europei: 25milioni di euro. Sias ha avuto per anni l'opportunità di fare un buon affare (quando pagava 10milioni di euro ndr), vorrebbero continuare con lo stesso contratto. Il fatto è che non è più così e poi, forse, certe persone di Sias non sono adatte. Qualcosa di cui hanno goduto in passato (sotto la dirigenza di Enrico Ferrari – ndr) non potranno goderlo in futuro”.
Accordo dunque improbabile?” chiede il giornalista. “Al momento probabilmente direi di sì sulla base del fatto che loro non vogliono pagare”.

Il problema è che due anni e mezzo fa abbiamo preso accordi per un affare conclusosi con la consueta stretta di mano. I contratti avrebbero dovuto essere formalizzati nel giro di un paio di mesi però non è successo niente. Ora dobbiamo aspettare e vedere”.

Oggi subito dopo i primi due turni di prove libere dell'86° Gran premio d'Italia rendez-vous in direzione gara presenti i piloti Alonso, Hamilton, Rosberg, Vettel, tecnici delle squadre, Arrivabene, team principal della Ferrari, Toto Wolff della Mercedes, Niki Lauda, Tronchetti Provera presidente di Pirelli e Paul Hembery responsabile in pista della casa di pneumatici da poco partecipata dai cinesi, e Bernie Ecclestone.

Incontro durato oltre un'ora nel corso del quale Hembery ha spiegato nei dettagli i risultati delle accurate verifiche tecniche sui pneumatici posteriori dechappati della Mercedes di Rosberg e della Ferrari di Vettel a Spa-Francorchamps. Meeting quanto mai utile considerato che  Monza è la pista più veloce del mondiale dove le monoposto raggiungono i 350 all'ora in fondo al rettilineo dei box.

 

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