Hamilton umilia la Ferrari. Stona la propaganda leghista per il referendum

04/09/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Sebastian Vettel lascia l'Autodromo di Monza perdendo la leadership del mondiale. Pesantissima batosta quella rifilata dalle Mercedes alla casa di Maranello, dopo l'allucinante sabato (per i tifosi che dal mattino presto alle 16.40 hanno atteso di vedere girare in pista le monoposto ed hanno visto soltanto la safety car di Maylander), in cui Lewis Hamilton, ha rifilato sull'asciutto ben 36 secondi a Sebastian Vettel e qualcosa come 60 secondi a Kimi Raikkonen la cui monoposto è stata letteralmente svernicata dalla Red Bull di Daniel Ricciardo all'inseguimento di Vettel. Vattlery Bottas è finito secondo staccato dal compagno di squadra di soli 4 secondi dal compagno di squadra.

Dalle tribune le giubbe rosse di Maranello hanno esultato quando Raikkonen al primo giro ha superato Bottas, subito però risuperato sul rettilineo; e quando Vettel ha superato Raikonen, Stroll (Williams-Mercedes) e Ocon (Force India). Poi zitti zitti. Avevano già capito come sarebbe finita.

Bisogna togliere il sorriso a questi qui (gli uomini di Maranello – ndr) mi hanno fatto girare le balle”, è stato il pesantissimo dell'amministratore delegato di Fca al termine della gara, che Hamilton ha vinto a oltre 243 di media, mentre Ricciardo è stato autore del giro più veloce a 250,174 km di media, Hamilton è risultato secondo – sul giro più veloce a 249,793.

La massima velocità raggiunta sul rettilineo dei box è stata di Verstappen: 338,7 km, Hamilton 326, Vettel 324, Raikkonen 322,8.

Secondo i dati forniti con un comunicato ufficiale diffuso in sala stampa, in totale nel week end a Monza sono arrivati 185.000 spettatori.
Così le presenze: 12.000 giovedì, 34.000 venerdì, 46.000 sabato sotto la pioggia battente e 93 domenica. Da noi intervistato il presidente dell'ACI Angelo Sticchi Damiani ha invece “sparato”, solo per oggi, 125.000 spettatori. Aspettiamo comunicazione sull'incasso.

Dopo pole e stratosferica gara Hamilton merita un 110 e lode, anche perché quando l'Autodromo piano piano si stava svuotando si è presentato ai suoi tifosi (nessuna divisa rossa) lanciandosi a pesce sul nutrito gruppo: un bel gesto.
Centodieci a Ricciardo, vero leone in pista.

Se Raikkonen merita un 5 per la gara un 110 lo merita per essere andato giovedì sera in albergo a salutare un tifoso bergamasco malato di Sla che aveva vissuto, seguito da medico e ambulanza, l'intera giornata dedicata agli autografi in corsia box. Gesto decisamente da apprezzare che dimostra il cuore del finlandese. Abbiamo già detto che Vettel ha perso per 3 punti la leadership del campionato mondiale piloti; nel mondiale costruttori la Mercedes ha 62 punti di vantaggio sulla Ferrari e la Red Bull è terza forza staccata di 223 lunghezze.

Veniamo ora a parlare di quello che proprio non c'è piaciuto. Anzitutto il mega striscione della Regione Lombardia sotto il podio della premiazione che invitava a votare SI al referendum del 22 settembre piazzato dopo il Cuore della passione rossa. Con le bandiere della Lega Nord a fare da valletti.
Militanti leghisti fin dal mattino hanno “aggredito” con insistenza gli spettatori fermandoli per spiegare l'obiettivo del referendum che costerà ai contribuenti lombardi tra i 40 e i 50 milioni.
Più di uno è stato allontanato a male parole. “Siamo qui le vedere la gara, il referendum proprio non ci interessa”, è stata la frase più gentile. Si sono sprecati i “Maroni deve dimettersi”.

E per quanto riguarda la spettacolarizzazione della cerimonia sotto il podio non abbiamo apprezzato i “capelli d'angelo” tricolori sparati da un cannone che hanno oscurato la telecamera mobile della corsia box, e i troppi fumogeni rossi che hanno impestato l'aria per una decina di minuti.

Domanda maliziosa, chi li ha fatti arrivare in Autodromo ha dribblato i controlli col metal detector?

L'effetto “nuvola tricolore” che ha sovrastato gli spettatori sembra sia stata un'idea suggerita a Sias – che dovrà pagare la fattura – da qualcuno di Fratelli d'Italia. E' sperabile che la fattura non sia salata come il video di due minuti che ha aperto la conferenza stampa di presentazione del Gran Premio, “video emozionale” da 100.000 euro realizzato dalla Film Master di Roma.

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