città

Seveso: Giovanna D'Arco di Verdi in diretta dalla Scala di Milano

7 Dicembre 2015
Cinema Politeama Seveso
ore 17.00 In diretta dal Teatro Alla Scala di Milano
Introduzione storica a cura di Luigi Inzaghi
Negli intervalli tra i tre atti è previsto un buffet.

prenotazione obbligatoria
Biblioteca Civica - tel. 0362 508845

 

Locandina Seveso

comunicati

Seregno - Lealtà Azione e Memento, l'uso delle lapidi per legittimare il nazifascismo

18/11/2015

di k.ts.

C’è anche il nome di un marinaio morto prima del 23 settembre 1943, data ufficiale della costituzione della Repubblica di Salò, sulla lapide posta settimana scorsa dal Comitato nazionale ricerche ed onoranze dei caduti della Repubblica sociale italiana Carlo Borsani, nel cimitero di Seregno.

La lapide, posizionata sul monumento dei caduti delle guerre, reca la scritta: 
Caddero vittima della violenza. Nel nome di una patria straziata. I combattenti seregnesi della Repubblica Sociale Italiana”. Di seguito i nomi di diciotto caduti, tra i quali quello di Carlo Dell’Orto, il cui corpo era già in fondo al mare quando Mussolini nel piccolo paese in riva al Lago di Garda diede vita alla tristemente famosa Repubblica Sociale Italiana o Repubblica di Salò. 

Monza - Processo Vivacqua. Radaelli: “Odio Giarrana ma non fino al punto di dire che ha ucciso Vivacqua”

di Pier Attilio Trivulzio

“In questa inchiesta ci sono zone d'ombra com'era piena di ombre la vita di Paolo Vivacqua che frequentava persone che lo volevano vivo quante altre che lo volevano morto”.

Nel processo al rotamat di Ravanusa, Monica Sala assiste Antonino Radaelli, l'ex camionista 54enne che, senza giri di parole, nel corso di dichiarazioni spontanee dice: “Odio Antonio Giarrana che ho conosciuto frequentando il bar di Desio dove tutti gli avventori sono di Ravanusa. Lo odio ma sono certo che con l'uccisione di Vivacqua non c'entra. Che è innocente come me”.

FOA Boccaccio: buone ricette in tempi difficili (progamma)

Nell’ambito del ciclo BUONE RICETTE IN TEMPI DIFFICILI
Giovedì 19 novembre 2015, FOA Boccaccio 003, via Rosmini 11, Monza
CRONACHE DAL KURDISTAN
http://boccaccio.noblogs.org/files/2015/11/19112015web.jpg
ore 20.00 cena tradizionale curda (5 euro bevanda inclusa)
ore 21.00 “Il cammino di pace di Ocalan” (documentario)
ore 21.30 Assieme ai nostri compagni tornati da un viaggio in Bakur
proveremo a comprendere come viene messo in pratica il confederalismo

comunicati

Monza - Omicidio Vivacqua. L'avvocato Cacciuttolo: "Il killer ha atteso nascosto nell'ufficio"

di Pier Attilio Trivulzio

“Il killer attendeva Paolo Vivacqua dentro l'ufficio. Lo attendeva nascosto dentro lo sgabuzzino che fungeva da bagno. Ha sparato 7 colpi, l'ottavo bossolo è stato rinvenuto proprio in quel minuscolo locale. Sette colpi di pistola calibro 7,65 sparati orizzontalmente. Dal basso verso l'alto. Ce lo dice la relazione del dottor Zoia: “I colpi hanno un andamento orizzontale, come fossero frecce”. Paolo era alto 1,65, il killer non era più basso di Paolo. Ha sparato dallo sgabuzzino a cui si accede scendendo tre gradini. Si é trattato di una vera e propria esecuzione”.

“Il killer ha sparato a Vivacqua quand'era seduto o in ginocchio – aggiunge Manuela Cacciuttolo, Perry Mason in gonnella che difende Germania Biondo –. Guardando le foto si vede la polvere sui pantaloni all'altezza delle ginocchia. E' stata un'esecuzione a tutti gli effetti. Paolo Vivacqua era diventato ingestibile e per questo andava eliminato”. Alle 18.28 di quel 14 novembre 2011 la compagna di Paolo, Lavinia Mihalache parlando al telefono con Mariana Rusnac dice: “Lo aspettavano lì dentro”.

Seregno - Lapide Rsi, appello a Prefetto e Procura

Comunicato stampa

Martedì sera la maggioranza del Consiglio Comunale di Seregno ha respinto l'Ordine del Giorno urgente presentato dalla lista civica Noi per Seregno, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Ripartiamo per Seregno Civica e W Seregno, che avrebbe impegnato Sindaco e Giunta a far rimuovere la contestata lapide apposta presso il Comitero cittadino a memoria dei caduti seregnesi della Repubblica Sociale Italiana in qualità di "vittime della violenza in nome di una Patria straziata".

rassegna

V° edizione Brianza Film Corto

Festival V° edizione 2015 Serata di premiazione 13 Novembre 2015 ore 21 Autorium Disarò Piazza M. Arrigoni Cesano Maderno Ingresso gratuito

comunicati

Seregno - Lapide dei repubblichini. Anpi Verano: E' una violenza contro la storia, deve essere rimossa

LA LAPIDE POSTA AL CIMITERO DI SEREGNO CHE RICORDA I MILITARI SEREGNESI APPARTENENTI ALLA REPUBBLICA DI SALO' E' UN ATTO DI VIOLENZA CONTRO LA STORIA, LA VERITA' E LA GIUSTIZIA, 
DEVE ESSERE RIMOSSA.

Al cimitero di Seregno è stata posta una lapide a ricordo delle vittime seregnesi che appartenevano alla Repubblica Sociale Italiana, che sono riconosciute come “vittime della violenza nel nome di una patria straziata”.
Quella lapide è un insulto alla storia italiana, alla memoria collettiva, alla giustizia e alla verità.

rassegna

Seregno - Lapide dei repubblichini. NO al revisionismo antistorico del periodo fascista

Come ex consigliere comunale, antifascista e figlia di partigiano, esprimo indignazione e vergogna per l'esposizione di simboli fascisti sulla lapide che ricorda i morti della Repubblica Sociale posta al cimitero di Seregno il 4 novembre. E' evidente che questo fatto non rappresenta una forma di "pietà per i morti" ma rientra nell'opera di revisione e di rivalutazione di un periodo storico (in questo caso la RSI) attuata attraverso l'equiparazione tra oppressori ed oppressi.

rassegna

Monza - Autodromo. ACI al lavoro per salvare il GP. In Tribunale Guitamacchi denuncia le pressioni avute dal consiglio di Sias

di Pier Attilio Trivulzio

Chi domenica ha visto il Gran premio del Messico di Formula1 sul circuito interamente ridisegnato dall'architetto Hermann Tilke si è reso conto di come dovranno essere gli autodromi che vorranno accogliere in futuro il Circus della Formula 1. Tribune accoglienti, visibilità totale del tracciato, servizi.

Esattamente il contrario di quanto avviene all'Autodromo Nazionale di Monza. Il circuìto monzese è stato inaugurato nel 1922 ed interamente rifatto nel 1955.
Stravolto nelle strutture, con la totale e vergognosa cancellazione di elementi storici, quindici anni fa, quando ai vertici c'erano il direttore Enrico Ferrari e il responsabile tecnico Giorgio Beghella Bartoli che mai si sono posti il problema delle esigenze del pubblico pagante.

Meda: bocciata da Caimi e dal Pd la mozione su indagini ambientali aggiuntive sull'area At1 ex Medaspan

La mozione di Sinistra e Ambiente di Meda che impegnava Sindaco e Giunta a richiedere, con approcio cautelativo, un approfondimento con indagini chimiche mirate sull'area dismessa ex Medaspan, ora oggetto del Piano attuativo presentato dalla società PABEL spa per la realizzazione d'una struttura commerciale + albergo + servizi in iter di Variante parziale, E' STATA BOCCIATA dalla maggioranza del PD.

comunicati

Centemero, sindaco di Gelsia, entra in Cogeme. Lega Nord: multiutility, consulenze e poltrone

di k.ts.

Alla fine Giulio Centemero, membro del collegio sindacale di Gelsia Ambiente, non ce l’ha fatta a diventare presidente di Cogeme, ma é entrato comunque nel cda della municipalizzata di Rovato come consigliere con deleghe. 
Dopo un braccio di ferro durato tre mesi è stato rinnovato la scorsa settimana il consiglio di amministrazione di Cogeme (vedi Eletto il nuovo Cda di Cogeme), società del gruppo LGH che unisce le municipalizzate di Cremona, Crema, Pavia, Lodi e Rovato.

La candidatura di Giulio Centemero alla presidenza è stata bocciata una prima volta a luglio dalla maggioranza dei comuni bresciani soci di Cogeme, perché vissuta come imposizione dei vertici milanesi della Lega Nord - Centemero fa parte del comitato amministrativo del partito - ed estranea alla realtà territoriale.

Processo Vivacqua - La difesa: “Paolo è stato ucciso perché non ha più risposto a chi l'aveva incoronato imperatore dei rottami”

di Pier Attilio Trivulzio

Quel lunedì di novembre di quattro anni fa il killer di Paolo Vivacqua era sulla Bmw del rotamat di Ravanusa, con lui è entrato nell'ufficietto di Desio e appena dentro gli ha scaricato in corpo sette colpi di pistola calibro 7,65. E se n'è andato portandosi via una sedia. Forse perchè un ottavo proiettile era rimbalzato indietro e lo aveva colpito finendo conficcato nella sedia che s'era macchiata di sangue.
Dunque Vivacqua conosceva il suo assassino, di lui si fidava. Tanto da farlo salire in auto e farlo entrare dentro quell'ufficio minuscolo nel quale erano ammessi soltanto poche persone e dove trattava i suoi affari più riservati.
I colpi sparati furono otto e non sette? Giallo nel giallo.

All'ultima udienza l'avvocato Salvatore Manganello che con il collega Alessandro Frigerio difende La Rocca inizia la sua arringa dando una inedita ricostruzione dell'omicidio.

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