GP

Hamilton umilia la Ferrari. Stona la propaganda leghista per il referendum

04/09/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Sebastian Vettel lascia l'Autodromo di Monza perdendo la leadership del mondiale. Pesantissima batosta quella rifilata dalle Mercedes alla casa di Maranello, dopo l'allucinante sabato (per i tifosi che dal mattino presto alle 16.40 hanno atteso di vedere girare in pista le monoposto ed hanno visto soltanto la safety car di Maylander), in cui Lewis Hamilton, ha rifilato sull'asciutto ben 36 secondi a Sebastian Vettel e qualcosa come 60 secondi a Kimi Raikkonen la cui monoposto è stata letteralmente svernicata dalla Red Bull di Daniel Ricciardo all'inseguimento di Vettel. Vattlery Bottas è finito secondo staccato dal compagno di squadra di soli 4 secondi dal compagno di squadra.

Dalle tribune le giubbe rosse di Maranello hanno esultato quando Raikkonen al primo giro ha superato Bottas, subito però risuperato sul rettilineo; e quando Vettel ha superato Raikonen, Stroll (Williams-Mercedes) e Ocon (Force India). Poi zitti zitti. Avevano già capito come sarebbe finita.

Bisogna togliere il sorriso a questi qui (gli uomini di Maranello – ndr) mi hanno fatto girare le balle”, è stato il pesantissimo dell'amministratore delegato di Fca al termine della gara, che Hamilton ha vinto a oltre 243 di media, mentre Ricciardo è stato autore del giro più veloce a 250,174 km di media, Hamilton è risultato secondo – sul giro più veloce a 249,793.

La massima velocità raggiunta sul rettilineo dei box è stata di Verstappen: 338,7 km, Hamilton 326, Vettel 324, Raikkonen 322,8.

Secondo i dati forniti con un comunicato ufficiale diffuso in sala stampa, in totale nel week end a Monza sono arrivati 185.000 spettatori.
Così le presenze: 12.000 giovedì, 34.000 venerdì, 46.000 sabato sotto la pioggia battente e 93 domenica. Da noi intervistato il presidente dell'ACI Angelo Sticchi Damiani ha invece “sparato”, solo per oggi, 125.000 spettatori. Aspettiamo comunicazione sull'incasso.

Dopo pole e stratosferica gara Hamilton merita un 110 e lode, anche perché quando l'Autodromo piano piano si stava svuotando si è presentato ai suoi tifosi (nessuna divisa rossa) lanciandosi a pesce sul nutrito gruppo: un bel gesto.
Centodieci a Ricciardo, vero leone in pista.

Se Raikkonen merita un 5 per la gara un 110 lo merita per essere andato giovedì sera in albergo a salutare un tifoso bergamasco malato di Sla che aveva vissuto, seguito da medico e ambulanza, l'intera giornata dedicata agli autografi in corsia box. Gesto decisamente da apprezzare che dimostra il cuore del finlandese. Abbiamo già detto che Vettel ha perso per 3 punti la leadership del campionato mondiale piloti; nel mondiale costruttori la Mercedes ha 62 punti di vantaggio sulla Ferrari e la Red Bull è terza forza staccata di 223 lunghezze.

Veniamo ora a parlare di quello che proprio non c'è piaciuto. Anzitutto il mega striscione della Regione Lombardia sotto il podio della premiazione che invitava a votare SI al referendum del 22 settembre piazzato dopo il Cuore della passione rossa. Con le bandiere della Lega Nord a fare da valletti.
Militanti leghisti fin dal mattino hanno “aggredito” con insistenza gli spettatori fermandoli per spiegare l'obiettivo del referendum che costerà ai contribuenti lombardi tra i 40 e i 50 milioni.
Più di uno è stato allontanato a male parole. “Siamo qui le vedere la gara, il referendum proprio non ci interessa”, è stata la frase più gentile. Si sono sprecati i “Maroni deve dimettersi”.

E per quanto riguarda la spettacolarizzazione della cerimonia sotto il podio non abbiamo apprezzato i “capelli d'angelo” tricolori sparati da un cannone che hanno oscurato la telecamera mobile della corsia box, e i troppi fumogeni rossi che hanno impestato l'aria per una decina di minuti.

Domanda maliziosa, chi li ha fatti arrivare in Autodromo ha dribblato i controlli col metal detector?

L'effetto “nuvola tricolore” che ha sovrastato gli spettatori sembra sia stata un'idea suggerita a Sias – che dovrà pagare la fattura – da qualcuno di Fratelli d'Italia. E' sperabile che la fattura non sia salata come il video di due minuti che ha aperto la conferenza stampa di presentazione del Gran Premio, “video emozionale” da 100.000 euro realizzato dalla Film Master di Roma.

Motori: 

Hamilton stratosferico nelle prove. Pubblico lasciato senza informazioni

03/09/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Nessun rispetto per il pubblico pagante. Nessuna informazione agli sportivi che al Monza ENI Circuit – da oggi il comunicato dell'ACI formalizza ufficialmente la cancellazione della denominazione di Autodromo Nazionale di Monza – avevano preso posto sulle tribune e nei prati fin dalle 7 del mattino. Pazientemente, senza momenti di isterismo collettivo, che sarebbero stati in ogni caso più che giustificati, hanno atteso l'attuazione del programma previsto. Vale a dire qualifiche della Formula Uno, Gp3 e Porsche, nonché gara 1 della Gp2.
Certo la pioggia ha disturbato, a tratti è venuta giù abbondante. Però gli organizzatori si sono nascosti.
Nessun annuncio per dire: il programma cambia, abbiate pazienza.

Alle 15,43 “the Voice” Gigi Vignando ha aperto il microfono per dire alle giubbe rosse di Maranello: “Esce Vettel, fatevi sentire”. A quel punto dalla tribuna fronte box è partita un'ovazione. Peccato che sulla soglia del box Ferrari non è apparso Sebastian bensì Giancarlo Fisichella. Il pubblico è tornato a sedersi. A quel punto si è davvero materializzato Vettel che con la mano ha salutato. Un batter di ciglia ed è scomparso nel garage. Forse per proseguire un summit con Sergio Marchionne e Piero Ferrari.
Pubblico da 110 e lode. In attesa di sapere cosa verrà deciso in modo particolare per le qualifiche della Formula Uno previste alle 14. In realtà dopo l'interminabile carosello della safety car con Maylander alla guida che cercava di capire se l'asfalto drenava la pioggia e i piloti del Circus potevano affrontare in sicurezza le qualifiche, è stata aperta la pit lane e 9 monoposto hanno affrontato la prima variante, la Roggia, la variante Ascari e la parabolica. Grojean con la HASS motorizzata Ferrari ha subito sbattuto, nove monoposto entrate in pista e tra questi Vettel, Raikkonen, Hamilton e Bottas sono state fatte rientrare. Ed è ripresa l'allucinante attesa.
Hanno trovato l'accordo – m'informa il tre volte campione del mondo Jackie Stewart -. Le qualifiche iniziano tra pochi minuti. E' meglio per i piloti, le squadre, gli organizzatori. Non si può rimandare a domani il programma. Sarebbe il caos, biglietti da rimborsare per chi oggi è rimasto in attesa dello spettacolo”.

Il pilota scozzese, il 4 agosto 1968 corse e vinse il Gran premio di Germania con la Matra-Ford. Il circuito era il vecchio Nuerburgring, taboga di 22 km nella Foresta Nera. “Ho corso per due ore con la pioggia, la nebbia e la neve. Si, anche la neve. Quel giorno Graham Hill, mio compagno in BRM quando esordii in formula Uno vincendo a Monza il Gran premio ritardando la frenata a parabolica, arrivò dopo quattro minuti. Dietro di lui Rindt e Ickx, staccato di 5 minuti. Realizzai anche il giro più veloce”.
Altri tempi Jackie, altri piloti, altre monoposto...”.
Certo. Su quel circuito la formula uno non corre più. E poi con le potenze dei motori di oggi e i pneumatici extralarge occorre tenere bene in considerazione la sicurezza”.

Alle 16,40 accordo trovato. Scattano le qualifiche con Bottas nel Q1 davanti a Hamilton, Vettel, Verstappen, Stroll e Raikonen. Q2 miglior tempo di Vettel. Q3 fantastico ed emozionantissimo con Lewis Hamilton che sfodera tutta la sua classe e sul circuito bagnato si prende la pole rifilando oltre 1 secondo a Verstappen. Seconda fila: Ricciardo e Stroll; terza fila Bottas e Ocon; quarta fila Raikkonen e Vettel; quinta fila Massa e Vandoorne.

Per effetto delle penalità sulle power unit Renault sostituite sulle Red Bull di Verstappen e Ricciardo il giovane Lance Strole (Williams-Mercedes) partirà in prima fila al fianco di Hamilton. Vertappen è retrocesso 17°; Ricciardo, scatterà dall'ultima fila.

Dunque male le Rosse del Cavallino, peggior qualifica della stagione.
Oggi è previsto sole. Il popolo ferrarista spera comunque in un miracolo.

Motori: 

Mercedes davanti alle Ferrari. Personaggi del giorno Kubica e Hakkinen

02/09/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Com'era prevedibile è stata subito sfida in pista tra Ferrari e Mercedes con Lewis Hamilton in pole nelle libere del mattino a 255,770 di media e Valtteri Bottas a 256,182 al pomeriggio.
Il finlandese ha staccato di 56 millesimi il compagno di squadra.
Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, rispettivamente terzi e quarti in entrambe le sezioni, hanno rimediato distacchi contenuti: 140 e 398 millesimi. Seguono le Red Bull di Daniel Ricciardo e Mark Verstappen. Settima, a sorpresa, la Mc Laren-Honda di Stoffel Vandoorne davanti alla monoposto gemella di Fernando Alonso.

Detto del risultato della pista veniamo al personaggio del giorno: Robert Kubica. Polacco che quando correva in formula uno con la Sauber Bmw teneva la foto di papa Woytila sul cruscotto e, per sua ammissione “Mi ha salvato dallo spaventoso incidente avuto in Canada nel 2009 durante il Gran premio”. Due anni dopo, febbraio 2011, durante il Rally Ronde di Andora incappa in un altro incidente e questa volta davvero grave: perde l'uso del braccio destro. Cure mediche e forza di volontà lo aiutano a superare il brutto momento. Nei giorni scorsi è tornato al volante della Renualt F1 per capire se può superare il test FIA ed essere dichiarato abile a prendere parte al mondiale. E' fiducioso, potremmo già rivederlo il prossimo anno sulla monoposto gialla della casa francese.

E' stato il più gettonato del paddock. O meglio il gettonato del paddock monzese dal momento che davvero oggi la passerella non l'ha fatta nessun Vip, tutti assenti.

Vera disdetta dei fotografi che hanno dovuto accontentarsi dell'ex iridato (con la Mc Laren) Mika Hakkinen, anche lui un miracolato. Episodio accaduto nel novembre 1995 ad Adelaide per lo scoppio di un pneumatico durante le prove, dopo un paio di settimane giorni di coma si risvegliò, cinque mesi tornò al volante a Barcellona finendo 5°.

Nel 1999 diventò campione del mondo e due anni dopo si ritirò. E' rimasto negli annali il sorpasso mozzafiato a 300 all'ora fatto a Spa-Francorchamps a Michael Schumaher e Sergio Zonta che gli valse la vittoria.
Sono venuto a Monza per rivedere alcuni amici. Il ricordo che ho? Non bello: la pole conquistata, 29 giri al comando e il ritiro per un guasto al motore. Piansi”.
 

Motori: 

Ecclestone vuole che sia l'ACI e non Sias a portare avanti la trattativa per tenere a Monza la gara

Gp d'Italia: vince Hamilton, Vettel e Massa sul podio

di Pier Attilio Trivulzio

Bernie Ecclestone ha perso la pazienza. Si è stancato degli incontri inconcludenti con i dirigenti dell'Automobile Club di Milano e della Sias, di sentirsi chiedere sconti sulla cifra di 25milioni di euro per rinnovare il contratto con Sias per tenere a Monza il Gran premio d'Italia altri quattro anni dopo il 2016. Di sentirsi dire che andrebbero riviste alcune  clausole del  contratto di 40 pagine che Sias ha in mano da mesi. Di sentirsi ripetere che i problemi finanziari di Sias sono talmente pesanti che la società non può offrire più di 10milioni di dollari.

E' poi fortemente irritato per le frasi pronunciate dal Governatore Roberto Maroni in occasione della presentazione del Gran premio d'Italia a Expo 2015. “Maroni – dice - avrebbe molto da imparare dal nostro humor”.
Non ha gradito la raccolta di firme, il modo in cui la Lega ha tentato di entrare a gamba tesa nella trattativa. “Fu Valli a volere che incontrassi Maroni qui a Monza nel settembre di tre anni. E allora ci lasciammo, come ho già ricordato, con una stretta di mano che voleva dire: siamo d'accordo. In quell'occasione dissi chiaro: nuovo contratto da 25milioni di dollari e una serie di richieste che sintetizzo così: dissi, gestirò ogni aspetto Gran premio dal 2017 al 2020.
Le vicende che hanno riguardato la Sias hanno portato alla FOM un notevole danno. Ricordo che tre anni il Gran premio d'Italia non ha il main sponsor e questo ha significato un danno non indifferente”.

Per porre fine a questa situazione ieri mattina nel motorhome della Ferrari c'è stato un summit al quale erano presenti Bernie Ecclestone, Sergio Marchionne, Angelo Sticchi Damiani presidente dell'Automobile Club d'Italia e Giovanni Malagò presidente del Coni. Bernie è stato chiaro: “Non voglio più incontrare né Sias né Ac Milano. Attendo dal presidente dell'ACI (Sticchi Damiani – ndr) entro dicembre una risposta relativa alla firma del contratto così come da copia conforme che Sias ha da mesi in mano e che io ho consegnato a Londra all'avvocato Federico Bendinelli”. Alle 12 è arrivato Matteo Renzi che si è intrattenuto nel motorhome della Ferrari per una decina di minuti e sembra abbia dato la disponibilità a trovare una soluzione al problema in tempi rapidi.
Ci sono rimasti male i consiglieri di Ac Milano presenti nel paddock così come Andrea Dell'Orto che si aspettavano d'essere chiamati a presenziare al summit, ma non è avvenuto.

Roberto Rampi, deputato del Pd , ex vice sindaco di Vimercate era anche lui in attesa nel paddock ha rivelato che fu proprio il presidente del Consiglio a decidere pochi minuti prima della votazione sulla defiscalizzazione chiesta dalla Regione Lombardia Lombardia per i 20milioni da destinare al Parco di Monza e l'Autodromo.
Lasciato il motorhome Ferrari, Matteo Renzi ha visitato il box del Cavallino e quindi ha fatto passerella in griglia.

Quindi via all'86° Gran premio con Lewis Hamilton subito primo e Sebastian Vettel alle sue spalle. Disastrosa invece la partenza di Kimi Raikkonen che da secondo si è ritrovato ultimo!
Gara senza grandi emozioni, un solo piccolo brivido proprio quando Raikkonen, rientrato per il cambio gomme ha rischiato d'essere tamponato all'entrata della corsia box dalla Manor Marussia di Stevens.
Come sempre antisportivi i tifosi ferraristi hanno lanciato grida di gioia quando a pochi giri dal termine è andato in fumo il motore Mercedes di Nico Rosberg, secondo, costretto a fermarsi alla variante della Roggia. Applausi per Felice Massa che ha portato la Williams sul podio. E lì sia Vettel che Massa hanno accontentato i tifosi che li osannavo sotto il podio rivolgendosi loro in italiano.
E mentre tutto ciò avveniva con i tifosi in rosso, una sola bandiera della Lega e una della Regione Lombardia a sventolare, il giallo della decisione degli stewart della gara di convocare i dirigenti della Mercedes per presunta irregolarità della pressione dei pneumatici di Lewis Hamilton misurata in griglia.

L'attesa è durata fino alle 18 quando il comunicato degli stewart ha sentenziato che l'articolo contestato alla Mercedes è che l'irregolarità c'era e però non è punibile essendo l'articolo stesso poco chiaro e quindi da riscrivere. Dunque vittoria confermata e 25 punti all'inglese che ora ne ha 252 contro i 199 di Rosberg e i 178 di Vettel. Con Massa che per 5 punti ha sorpassato Raikkonen.
 

Monza - Un giro di pista per Jackie Stewart in ricordo della leggendaria vittoria all'ultima curva

di Pier Attilio Trivulzio

Cinquant'anni vissuti velocemente. Cinquant'anni da vincente. Cinquant'anni con il ricordo della prima vittoria. A Monza.
Vittoria conquista con uno straordinario sorpasso al compagno di squadra Graham Hill alla parabolica, l'ultima curva prima del traguardo. Primo con 3 secondi e 3 centesimi su Hill. 
Era il 12 settembre 1965. Jackie Stewart, scozzese classe 1939, arrivò per la prima volta all'Autodromo. Era stato ingaggiato dalla BRM per correre in Formula Uno dopo la brillante stagione 1964 con la Cooper-BMC della Ecurie Ecosse, il team di Ken Tyrrel.
“Ho vinto e a dire il vero non so neppure io come ho fatto a fare lo sgambetto a Graham all'ultima curva”. Fu questa la sua prima dichiarazione.

Sembrava sorpreso mentre saliva su quel podio con i tre gradini di legno che gli addetti alla pista avevano collocato davanti al cancello principale. Mentre gli mettevano al collo una enorme corona d'alloro e gli consegnavano la coppa minuscola.

Festeggiò a cena la sera con la moglie Helen e pochi altri nella modesta trattoria di “Nisciola” a Biassono.  Sopra la trattoria c'erano un paio di camere dove per anni passò le notti Bernie Ecclestone allora non ancora ricco. Cenammo con risotto e ossobuco. Pagò lui, scozzese, le 3000 lire del conto.

Alla vittoria all'Autodromo ne seguirono altre 26. Tre titoli mondiali conquistati con la Tyrrel nel 1969, 1971 e 1973, la sua ultima stagione.

Ha ottenuto 17 pole e per 42 volte è partito in prima fila; 11 volte è arrivato 2° e 5 volte terzo. Nel suo brullante palmares anche 15 volte il giro più veloce del Gran premio. Ritirato 8 volte per incidente.

“Ho provato cos'è la paura quando ebbi l'incidente a Spa-Francorchamps. Era il primo giro e sul circuito all'improvviso s'era scatenato un forte temporale. Ero dentro la Brm capovolta e sentivo la benzina inondare l'abitacolo. La tuta inzuppata. Pensai, una scintilla ed è il rogo. Non potevo uscire perché ero incastrato. Furono minuti di vera paura. Per questo mi sono poi battuto dando vita all'associazione dei piloti impegnati per la sicurezza”.

La vittoria più bella di Sir John Young “Jackie” Stewart?
Quel Gran premio di Germania sul circuito del Nuerburgring lungo 22 chilometri e 835 metri da percorrere 14 volte, con il volo della monoposto sulle quattro ruote.
“Jackie Ickx con la Ferrari ottenne la pole. Le Ferrari erano andate forte, Amon era dietro di lui. La mia partenza fu buona ma non eccezionale e però cercai subito di farmi largo perché pioveva forte, in qualche punto c'era nebbia e poi venne anche a nevicare. Rimasi concentrato e non commisi errori. Quando vidi il direttore di gara sventolare la bandiera dissi tra me: finalmente la gara è finita. Cominciai a respirare. A godermi il successo. Ero arrivato primo battendo come a Monza quattro anni prima Graham (Hill – ndr). Questa volta però lui arrivò dopo 4 minuti”.

“La prima vittoria è come il primo amore: davvero, non si dimentica. E io Monza non l'ho dimenticata. L'ho sempre nel cuore. Ecco perché dico: Monza non può sparire dal calendario del mondiale. Non deve sparire. Bernie Ecclestone deve trovare un accordo. E del resto dico che negli scorsi anni anche Silverstone ha rischiato di sparire. C'erano da fare investimenti del circuito. Bernie mise a disposizione 20mla sterline per i lavori...”.

Oggi, per ricordare quel suo primo successo Sir Jackie Stewart ha girato all'Autodromo con la BRM del 1965. Gli hanno regalato una coppa. Così come avvenne dieci anni fa. A consegnargliela nel 2005 fu Bernie Ecclestone. 

Stewart è stato il primo pilota a strappare un contratto milionario. La Rolex gli firmò il primo assegno da 100milioni di lire. E ancora oggi Jackie è testimonial Rolex.  La Ford lo ha ancora come consulente e gli ha dato il supporto finanziario per la monoposto Stewart di Formula 1 che ha corso tre stagioni ottenendo una vittoria e una pole. Poi la squadra diventò Jaguar.  

 

Motori: 

Monza - Autodromo. Dopo l'incontro con Bernie Ecclestone, Maroni da i numeri: "Accordo al 99,9%"

di Pier Attilio Trivulzio

Maroni si presenta a Ecclestone e il patron della Formula Uno gli vede al collo il pass che da accesso al paddock e gli chiede: “Chi glielo ha detto?”. Una battuta.
Maroni i libri, promessi, con le firme per tenere a Monza il Gran premio d'Italia, non li ha portati. “Li ha portati in Tribunale” è la battuta del sindaco di Monza, Roberto Scanagatti.

Sulla vicenda dell'Autodromo di Monza il Governatore della Lombardia apre la bocca e rifila ai giornalisti presenti frasi che dimostrano una certa confusione su quel che Ecclestone può fare per Sias e cosa vuole fare Sias.

Capiamoci. Oggi ha detto: “Mettiamo 35 milioni per cinque anni”. A Expo pochi giorni fa aveva detto “Metteremo 70 milioni per dieci anni”.
Sapete perché? A Expo pensava alla scadenza della convenzione tra Sias e i Comuni che ha data fine 2026. Oggi, davanti al motorhome di Bernie ha dimezzato gli anni cannando ancora una volta: l'eventuale contratto, ammesso che venga firmato, sarà di 4 anni e non 5 perché – come abbiamo già scritto – l'attuale Patto della Concordia tra squadre e FOM (di Bernie) ha scadenza 2020. Dice che al 99,9 per cento la firma ci sarà.

Le ultime novità sono quelle che Ecclestone ha dato ancora pochi mesi di tempo a Sias per decidere. Chiede 25milioni di dollari e l'Autodromo interamente a disposizione. Penserà lui a pubblicità, ospitalità e quant'altro. Sias avanza la proposta di trovare un accordo su alcuni punti della bozza di contratto di 40 pagine che come dice Ivan Capelli presidente dell'Automobile Club di Milano socio di Sias col 70 per cento delle azioni “fitte di paletti e scritto in avvocatese”.

In mattinata è arrivato anche Matteo Salvini con in braccio la figlia. Chissà se ha chiesto al procuratore Francesco Ferri un ticket a prezzo di saldo per la tribuna centrale (ancora con posti liberi!)  per la figlia, i famosi biglietti riservati a ragazzi e ragazze under 12 anni .

Domani arriva Matteo Renzi ed andrà a colloquio.
E' certo però che il Governo non metterà un euro. C'è l'idea che i 15milioni di dollari che mancano li metta una società partecipata che però non potrà farsi pubblicità col Gran premio vista la clausola dell'esclusiva di FOM.

Sicuro è che se davvero i soldi verranno trovati il management di Innext oggi insediato in Sias verrà azzerato.
Dentro ad una società piena di debiti Innext ha creato una struttura elefantiaca: 40 dipendenti e altrettanti consulenti. Che crescono come funghi giorno dopo giorno. L'ultimo arrivato è Mario Didato, trentenne genero del socio di Francesco Ferri nella Innext. Il suo ruolo: ricerca e sviluppo.

Sotto la gestione di Enrico Ferrari e Giorgio Beghella Bartoli l'unica ricerca è stata quella degli amici che intascavano consulenze facendo proposte irrealizzabili e davvero mai realizzate. Sviluppo? Questo sì: i debiti sono davvero lievitati.

 

Monza - Qualifiche GP d'Italia, Raikkonen con la Ferrari in prima fila al fianco di Hamilton

di Pier Attilio Trivulzio

Arriva Sergio Marchionne e in qualifica la Ferrari di Kimi Raikkonen artiglia la prima fila a fianco della “freccia d'argento” Mercedes di Lewis Hamilton leader del mondiale che conquista la pole a 250 km/h di media.
L'altra Rossa, con Sebastian Vettel, fa meglio della Mercedes di Nico Rosberg, facendo esultare i tifosi del Cavallino.

La cura Marchionne che l'anno scorso proprio in occasione di Monza tuonò contro la stagione negativa della Ferrari mentre in mondovisione la Rossa di Fernando Alonso esalava l'ultimo respiro fermandosi ammutolita proprio sul rettilineo del traguardo, ha funzionato.

Quest'anno l’amministratore delegato di FCA ha messo a disposizione della casa di Maranello un extra budget di 100milioni di euro chiedendo il riscatto. Le due vittorie di Vettel oltre ai podi e alla qualifica odierna sono il segno che a Maranello hanno lavorato sodo e bene, anche se va detto che le Mercedes al momento hanno ancora un discreto margine di vantaggio.

La doppietta nelle qualifiche a cui la casa di Stoccarda teneva molto a livello d'immagine per accostarla a quella storica del Gran Premio d’Italia del 1955 di Juan Manuel Fangio e Stirling Moss – sul circuito di 10 km con il “catino d'alta velocità” - nel rinnovato Autodromo Nazionale non è riuscita.

Vedremo domani se in partenza, come in Ungheria, Vettel saprà scattare meglio e insediarsi subito davanti a tutti facendo da lepre e forzando Hamilton all'errore.
O se sarà Raikkonen a “bruciare” l'inglese rovinando il sogno tedesco.
Se la doppia manovra riuscisse sarebbe una sorta di riscatto, sessant'anni dopo, a quel Gran premio d'Italia con una sola Ferrari “ufficiale” alla partenza che il Drake decise all'ultimo momento d'affidare ad Eugenio Castellotti che finì terzo sul podio, a fianco di Fangio e Taruffi. Nel corso delle qualifiche ci fu la moria di pneumatici Englebert montati sulle Lancia-Ferrari che sul “catino d'alta velocità” dechappavano.

Una situazione simile a quella verificatasi due settimane fa a Spa-Franchamps con le Pirelli montate da Rosberg e Vettel.

Per completezza d'informazione è giusto dire che i tecnici della casa italiano, dopo attenta analisi della coperture di Rosberg e Vettel, hanno imputato il dechappamento, nel caso di Rosberg, ai detriti raccolti in pista mentre per Vettel la squadra aveva deciso il rischio di una sola sosta contro le due degli altri team. La copertura, purtroppo, ha ceduto quando mancavano meno di due giri alla bandiera a scacchi.

Per tornare al risultato delle qualifiche odierne la terza fila vede affiancate le Williams-Martini di Massa e Bottas, in quarta Perez con la Sahara Force India e la Lotus di Grosjean.

Clamorose le posizioni delle Infiniti-Red Bull di Kvyat e Ricciardo, rispettivamente 14° e 15°.
Ha fatto meglio il giovane promettente Carlos Sainz con la “cugine” Toro Rosso motorizzata Ferrari qualificato 13° mentre due campioni del mondo, Jenson Button e Fernando Alonso con la McLaren-Honda occupano la penultima fila. Purtroppo la squadra di Ron Dennis sta soffrendo per colpa dei problemi di gioventù del motore giapponese.  

Photo credits: Giorgio Aroldi

Motori: 

Monza - Autodromo. Vendita di biglietti per il GP in calo del 12% rispetto al 2013

di Marco Galvani da il Giorno del 03/09

È VERO, il 2013 è stato «un grande anno, nel quale è stato raggiunto l’85% della capienza dell’impianto». Ma nel 2014 ci si aspettava comunque qualcosa di più. L’ultimo bollettino della direzione dell’Autodromo certifica una prevendita di biglietti in netto calo.

LA FAVOLA dell’anno scorso, quando arrivarono oltre 156mila appassionati nell’intero fine settimana di gara, è acqua passata. Svanita con la stagione in penombra della Ferrari e con un listino prezzi che, in un periodo di difficoltà economica, tiene lontani da prato e tribune molti tifosi, soprattutto le famiglie. Anche nonostante le offerte speciali e i pacchetti scontati: «Siamo gli unici in Europa a proporre tre giorni in tribuna a 150 euro. E comunque i nostri prezzi sono allineati ai listini medi degli altri circuiti europei», giustifica il presidente dell’Automobile club di Milano, Ivan Capelli. L’anno scorso era andato tutto a gonfie vele, mentre quest’anno il «reclutamento» dei tifosi non è mai decollato. O meglio, «prima che il circus della Formula Uno arrivasse in Europa si era registrato un +30% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso - spiega Capelli -. Poi, quando sono iniziate le gare europee, ad aprile, siamo piombati a un -30%. Col passare delle settimane, però, è stata registrata una risalita a valori accettabili e attualmente siamo a -12% rispetto al 2013».

C’È SEMPRE la possibilità di acquistare on line sul sito dell’Autodromo all’indirizzo www.monzanet.it e comunque il management della Sias confida sempre negli acquisti degli ultimi giorni direttamente agli ingressi dell’Autodromo per riuscire a riempire le gradinate prima dell’arrivo di Bernie Ecclestone e dimostrare che di Monza nel calendario mondiale non si può fare a meno.

Monza - Anche con la crisi la Formula 1 resta un buon affare. Indotto da 16 milioni per la Brianza, 1 meno del 2011

di Monica Guzzi da il Giorno

C’È la crisi, ma il tifoso al Gran premio non rinuncia. Però tira la cinghia e magari al posto della cena al ristorante si accontenta del panino.

LO DICONO i dati dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza. Solo per la settimana della gara, l’indotto generato dall’accoglienza turistica è di quasi 31 milioni, di cui circa 16 in Brianza, ma rispetto al 2011 quest’anno arriverà in cassa un milione di euro in meno, legato proprio alla contrazione dei consumi. La parte del leone nell’indotto da Formula 1 la continuerà a fare il sistema della ricettività alberghiera ed extralberghiera, che assorbe il 33 per cento dell’indotto turistico (10,1 milioni), oltre allo shopping con il 32,6 dell’indotto (10 milioni). Benefici anche al settore della ristorazione per 8,2 milioni e al comparto della mobilità che fra trasporti e parcheggi guadagnerà 2,3 milioni.

A beneficiare dell’indotto dell’evento non è tuttavia solo la Brianza. La Camera di commercio ha stimato infatti che altri 9 milioni ricadranno sulle attività di Milano, 3 su quelle di Como e 1 su Lecco.
In questo scenario la Provincia di Monza e Brianza ripropone l’esperienza di «Fuori Gp», un cartellone di eventi finalizzato a dare maggiore visibilità al territorio. La tesi: anche in tempi di crisi il circuito resta un eccezionale volano economico per la Brianza, bisogna solo saperlo sfruttare. Da giovedì a domenica nei cinque Comuni affacciati sul Parco saranno quindi ospitati 50 eventi, 8 concorsi, 11 mostre e 28 concerti. «Abbiamo intenzione di allargarci sempre di più perché l’Autodromo diventi sempre più un’opportunità per la Brianza - sostiene l’assessore provinciale a Sport, turismo e autodromo, Andrea Monti -. Certo, quest’anno non è stato facile perché tutto ha remato contro di noi: la crisi economica, la crisi degli enti locali e gli episodi legati al nostro impianto con vicende che non hanno certo creato un clima positivo. Ma sono convinto che l’evento Fuori Gp continuerà anche nel 2013».

IL BRAND Gran premio d’Italia è stato stimato dall’Ufficio studi della Camera di commercio in 3,8 miliardi di euro sulla base di diversi parametri che vanno dalla conoscenza della manifestazione alla competitività economica del territorio. E il mondo economico continua a scommettere su questo marchio. «In questi momenti di crisi - conclude il presidente di Confartigianato Giovanni Barzaghi - pensiamo a quello che ci porta il Gran premio nell’immediato e nel futuro».

Monza - Il Gran Premio della legalità e della discontinuità

comunicato Stampa de L’Osservatorio Antimafie di Monza e Brianza
 
COMUNE DI MONZA: “CORRI IL GRAN PREMIO DELLA LEGALITA’ E DELLA DISCONTINUITA’”

Un pò per opportunità davanti alla crisi, un pò per le inchieste che hanno travolto i massimi vertici dell’ACI e della SIAS (gestori dell’Autodromo di Monza) ed essendoci in programma il prossimo Gran Premio di Formula 1, chiediamo alla amministrazione di Monza di rompere col passato.
Cioè di non accettare i biglietti omaggio di entrata nei giorni del GP per manifestare con piccoli ma significativi atti la rottura con la vecchia amministrazione e con i vertici di SIAS.

Inoltre chiediamo che per i giorni del GP. siano allertare e mobilitate la Polizia Locale e la Guardia di Finanza per contrastare il fenomeno del bagarinaggio che è gestito solitamente dai “soldati” di camorra e ndrangheta; contrastare i fenomeni degli ambulanti non autorizzati che vendono  merce  contraffatta e per monitorare i contratti di lavoro e la sicurezza in essere negli stand “regolari” spesso fuori norma e con lavoratori in nero.

Crediamo che i tempi dell’austerità possano essere usati per ridurre spese e illegalità. Inoltre si contrasta quel sistema clientelare di uso dei biglietti “omaggio” che non si addice ad un Sindaco che ha sottoscritto un manifesto dove la legalità era al primo posto. Per questo gli chiediamo coerenza e fermezza e coraggio.
 

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »