Vimercate

Vimercate - Referendum costituzionale, dibattito promosso da Anpi e comitato per il NO

La campagna che condurrà al voto sulla riforma costituzionale del prossimo 4 dicembre è ormai entrata nel vivo: ANPI Monza e Brianza promuove il dibattito pubblico che si terrà martedì 15 novembre presso Villa Gussi a Vimercate alle ore 20:45.
A sostegno delle ragioni del NO interverranno:

Armando Spataro, magistrato, procuratore della Repubblica
Loris Maconi, Presidente provinciale ANPI Monza e Brianza
Savinio Bosisio, Presidente ANPI Vimercate.

A.N.P.I. - Associazione Nazionale Partigiani d'Italia 
Comitato Provinciale di Monza e Brianza
 
Via F. Orsini 4A - 20900 Monza (MB)
Tel. 0392302976

info@anpimonzabrianza.it 
http://www.anpimonzabrianza.it

 

Vimercate - «Il brigadiere è stato assassinato». Incorvaia, chiesta la riapertura del caso

di Federico Berni da il Corriere della sera

 VIMERCATE La battaglia prosegue da 22 anni. Dalla mattina di quel 16 giugno 1994, quando il corpo senza vita del brigadiere Salvatore Incorvaia, vicecomandante della stazione dei carabinieri di Vimercate, venne trovato senza vita all’interno della sua Audi 80 parcheggiata a bordo strada tra le villette e i campi di Oreno (una frazione di Vimercate) seduto al posto di guida. Aveva 40 anni. Il foro di proiettile di entrata nella tempia destra, la pistola Beretta calibro 9 Parabellum appoggiata sulla coscia, a distanza di pochi centimetri dalla mano. «Suicidio», è il responso della magistratura sulla vicenda. Ma non per i familiari del militare.

Non per papà Giuseppe, 85 anni, una vita trascorsa a prestare anch’egli servizio nell’Arma, e la sorella Sabina, che oggi vive a Genova, e che insieme al padre si batte per far riaprire il caso. Perché, secondo loro, il suicidio è solo una messinscena: Salvatore è stato assassinato, e il suo corpo ricomposto ad arte nell’abitacolo della macchina.

È già pronta un’istanza alla procura generale di Milano per far ripartire le indagini, perché quella di Monza ha chiesto e ottenuto l’archiviazione. Il provvedimento del gip Pierangela Renda, tuttavia, parla di «criticità» ed «omissioni» non giustificabili, ma purtroppo «irrimediabili», a proposito del modo in cui all’epoca sono stati effettuati i rilievi sulla scena del decesso del brigadiere. Ed è con le nuove tecniche e conoscenze nel campo dell’investigazione scientifica che, secondo il criminologo Carmelo Lavorino e l’avvocato Eduardo Rotondi, schierati a fianco dei parenti del brigadiere, si può scrivere un nuovo capitolo di questa storia. Partendo proprio dalla scena del «delitto», e da otto minuscole macchie di sangue, trovate sulla manica destra della giacca indossata dal carabiniere. Elemento fondamentale, sostiene il professor Lavorino: «Analizzando la loro morfologia, grazie a nuove tecniche di studio, emerge che sono tutte macchiette a spruzzo rivolte verso il basso: non avrebbero potuto avere quella forma e disposizione, se avesse tenuto sollevato il braccio per spararsi».

Manca il sangue sulla parte sinistra dell’abitacolo, in corrispondenza della direzione d’uscita del proiettile. Il finestrino in frantumi non era quello del lato guida, come ha incredibilmente sbagliato a indicare il medico legale all’epoca del primo sopralluogo, ma quello del passeggero. Inoltre Incorvaia si sarebbe sparato senza posare la pistola alla tempia, modo di per sé anomalo e una ricostruzione tridimensionale dimostrerebbe che la traiettoria di uscita del proiettile dal capo del militare non coincide col punto in cui si è andato a infilare il colpo (una ventina di centimetri più in basso, nel montante dell’auto). La conclusione, di parte, è che Incorvaia è stato ammazzato in realtà fuori dalla macchina, e non all’interno. Ma da chi, e perché? Di ipotesi, in questi anni, se ne sono fatte tante.

L’anziano padre Giuseppe non ha dubbi: «È stato qualcuno su cui mio figlio stava indagando. Salvatore era sposato e aveva una bambina di tre anni… non si sarebbe mai tolto la vita. Prima che morisse — continua Giuseppe — lo vedevo molto preoccupato. Quando gli ho chiesto spiegazioni, mi disse che non poteva raccontarmi nulla, perché si trattava di una vicenda che coinvolgeva persone ad alti livelli e avrebbe potuto mettere a rischio la sua vita e anche la nostra». In una memoria, l’85enne ha indicato i nomi e i cognomi di chi, secondo lui, ha lavorato per depistare le indagini: «Non posso renderli pubblici, ma sono in quel documento, consegnato alla magistratura perché faccia i debiti accertamenti. Sulla morte di mio figlio finora è stata data soltanto una spiegazione di comodo».

Processo Miriadi - Per la Cassazione non era tentato sequestro. Le pene verranno ridotte

di Pier Attilio Trivulzio

Occorrerà attendere le motivazioni, ma per la Cassazione non fu tentato sequestro bensì condotta estorsiva violenta quella di Giovanni Miriadi e Mario Girasole che nell'ottobre di quattro anni fa cercarono di caricare sulla loro Mercedes il costruttore di Vimercate Carlo Malaspina.

Per i giudici della 2/a sezione della Corte di Cassazione, l'azione di Miriadi e Girasole era finalizzata ad ottenere dal fratello di Carlo, Giuseppe Malaspina, con una condotta estorsiva violenta la proprietà del terreno di via Principato a Vimercate che rivendicavano quale proprietà del loro padre Assunto.

Per questo motivo, pur ritenendo valido il piano accusatorio, i giudici romani, hanno rinviato al Tribunale di Milano le sentenze di primo e secondo grado impugnate dai difensori degli imputati, vale a dire quella pronunciata il 25 novembre 2013 dal Tribunale di Monza (collegio giudicante Letizia Brambilla, Emanuela Corbetta, Pierangela Renda; pm Marcello Musso) e quella della Corte d'Appello di Milano del 17 giugno dello scorso (collegio giudicante Piero Gamacchio, Jole Milanesi, Alessandra Galli; pm Dello Russo) chiedendo che una diversa sezione di Corte d'Appello provveda a riformulare il conteggio delle pene e alla liquidazione delle spese sostenute dalle parti civili.

Soprattutto i magistrati romani hanno bacchettato i colleghi milanesi “in ordine alla mancata concessione delle attenuanti generiche” a Isidoro Crea, tuttora agli arresti domiciliari.

L'avvocato Andrea Orabona, aveva presentato istanza per la revoca del provvedimento al suo assistito Isidoro Crea nel corso dell'udienza del 17 luglio 2014 davanti al Tribunale di Monza (dopo avere inizialmente chiesto il patteggiamento) che però non era stata accolta nonostante il fatto che Crea, incensurato, aveva un lavoro stabile ed il suo datore di lavoro aveva espresso giudizi lusinghieri su di lui suo definendolo “preciso, coscienzioso e sempre presente”.

Secondo i giudici d'Appello “I pregressi rapporti di Isodoro Crea con Giuseppe Malaspina non indeboliscono, anzi esaltano gli elementi di prova”.

Proprio perché – aggiungono – prima di apportare un decisivo contributo causale all'azione intimidatoria dei Miriadi, Crea si era prestato ad aiutare i Malaspina; i fratelli (Carlo, Giuseppe e Antonio Malaspina – ndr) tenevano indenne l'odierno appellante da ogni conseguenza dopo i fatti. Davvero improvvido, dunque, risulta l'insistere delle difese sui pregressi rapporti del Crea con le persone offese. Così come improvvido è risultato da parte di Crea tentare nelle dichiarazioni spontanee rese di prendere le distanze dai Miriadi”.

In merito alla vicenda dell'ottobre 2011 che ha visto protagonista Carlo Malaspina, in Appello Giovanni Miriadi aveva riferito “che altre ragioni inerenti i propri rapporti personali con la vittima lo avevano spinto, nel caso di un incontro casuale, ad aggredirlo fisicamente”. Dunque, è scritto nella sentenza di secondo grado “non tentativo di sequestro ma dolo d'impeto di lesioni”.
Argomentano i giudici: “Il fatto però è corroborato da un vero e proprio tentativo di sequestro con l'esclusione di una semplice aggressione fisica perchè non è stata l'impressione che la vittima ha avuto. D'altra parte non è verosimile che i due imputati possano avere usato violenza fisica semplicemente con la finalità di riscuotere un presunto credito tra l'altro assai risalente nel tempo in considerazione dei rapporti amicali pregressi e pacificamente provati in atti
I testi Deni, Filippelli e Zaza non avevano parlato di percosse; era stato quell' aiuto ad entrare nella vettura che aveva focalizzato le rispettive informazioni testimoniali”. E ancora: “Nel caso di specie non è stata raggiunta la prova che la liberazione della persona offesa sarebbe stata subordinata al trasferimento della proprietà del terreno di cui si discute. Dal punto di vista delle condotte appare incontestabile, alla luce delle risultanze probatorie, che la condotta posta in essere da Giovanni Miriadi e Mario Girasole fosse destinata a privare la vittima della sua libertà personale”.

In Appello l'avvocato Attilio Villa, difensore di Mario Girasole aveva detto: “La sentenza (di primo grado – ndr) aveva escluso le finalità estorsive delle condotte qualificate come tentato sequestro. La condotta di Mario Girasole restava in buona sostanza avulsa e non conferente con l'attività relativa all'acquisizione del noto terreno di Vimercate”.

Dichiarazione che non aveva però trovato d'accordo i giudici.
Per loro: “Scatta il movente di quello che non è due spintoni e via, ma un vero tentativo di sequestro che avrebbe caratterizzato quelli che si chiamano sequestri lampo. Di lì a poco perchè il rogito (del terreno di via Principato a Vimercate – ndr) doveva essere firmato il 31 ottobre, fine mese, ed avrebbe comportato l'incasso di una rilevante somma”.

Non si può che confermare la sentenza impugnata anche in riferimento al trattamento sanzionatorio, salvo per Miriadi Vincenzo la correzione di alcuni calcoli nei quali il primo giudice è incorso e per Giovanni Miriadi gli effetti del riconoscimento del vincolo della continuazione per tutti i reati. La pena da infliggere a Vincenzo Miriadi non è quella di 12 anni e 13.500 euro di multa ma di 11 anni e 6 mesi. Non vi è motivo alcuno per la concessione delle attenuanti generiche, si aggiunge che era proprio Vincenzo Miriadi ad intrattenere rapporti con Foti Giuseppe ed altri personaggi gravitanti nell'ambiente della criminalità organizzata”.

La pena comminata a Giovanni Miriadi è stata di 14anni 9 mesi, 15.200 euro di multa; a Mario Girasole 8 anni 11 mesi e 10.000 euro di multa; Isidoro Crea, 4anni 4 mesi e 5.000 euro multa.

Per Crea Isidoro – scrivono i giudici milanesi - si è tenuto conto delle circostanze attenuanti mentre non è stato giustamente valorizzato tale elemento per la concessione delle circostanze attenuanti generiche. Il Tribunale ha sottolineato il causale apporto rilevante del Crea e per questo motivo il trattamento sanzionatorio applicato al Crea merita dunque di ricevere conferma”.

Questo passaggio non ha trovato d'accordo i colleghi della Corte di Cassazione che hanno rinviato gli atti a Milano. Chiedendo altresì di rivedere la liquidazione alle parti civili che in Appello erano state fissate in 3.000 euro per Giuseppe Malaspina e 3.000 euro per le restanti parti civili. In primo grado il Tribunale aveva deciso la liquidazione di 25.000 euro a Giuseppe Malaspina e 20.000 a Carlo Malaspina.

 

Vimercate - Nello stabilimento Alcatel tra speranze e timori. «No a nuovi tagli dell’occupazione

di Lella Codecasa da il Corriere della sera

VIMERCATE L’ingegner Franco Mazzarella era arrivato da Napoli a Vimercate nell’aprile 1986. Ventisette anni, in mano un contratto di assunzione per Telettra di Vimercate. È ancora a Vimercate, ancora nella stessa azienda. «Solo che — spiega — nel frattempo è passata ad Alcatel, poi è diventata Alcatel Lucent. Ed ora l’accordo con Nokia». Ieri mattina l’ingegner Mazzarella era tra siti e giornali a cercare informazioni sui nuovi cambiamenti di proprietà: «Ne ho visti di passaggi, colleghi rimasti a casa, altri che hanno lottato. L’azienda che cambia, l’intero Vimercatese che cambia. Chissà dove finiremo ». Non era il solo a chiederselo, ieri, in Brianza. In Alcatel ieri pomeriggio la Rsu ha convocato una riunione urgente per parlare della notizia, secondo cui c’è un «accordo di fusione tra l’azienda finlandese e il gruppo franco-americano.

L’obiettivo è diventare leader mondiale della produzione di reti per le comunicazioni». A Vimercate però sono allerta: «Chiederemo un incontro urgente — anticipa Gigi Redaelli della Fim Cisl — . Quando Nokia è arrivata in Siemens ci sono stati problemi. E Alcatel è un’azienda in perenne ristrutturazione. Ha in corso una procedura di mobilità unilaterale per 42 persone, un episodio mai visto. E in Italia sono solo 1.465 dipendenti, di cui 864 a Vimercate. Dieci anni fa erano 15 mila. Bastano i numeri a dire qual è stata la linea della riorganizzazione in questi anni». Eppure il premier Renzi nel novembre scorso era arrivato ad inaugurare in pompa magna la nuova sede Alcatel a Vimercate: «Per questo serve che il governo batta un colpo e chieda garanzie», spiega Redaelli. E il presidente della Provincia Gigi Ponti rilancia: «Siamo sulla stessa linea. I cambi di proprietà non possono significare altre ripercussioni sulla Brianza». Più possibilista invece l’onorevole Pd Roberto Rampi, vimercatese: «Potrebbe essere un segnale per il rilancio della Silicon Valley italiana a cui stiamo lavorando da tempo su vari fronti».

Gigi Redaelli, brianzolo, da tredici anni segue la crisi del settore: «È un continuo arginare e reagire — rivela — l’anno scorso Micron di Agrate aveva dichiarato esuberi per 419 persone, abbiamo recuperato, ora restano solo 15 esuberi a Vimercate per cui non vediamo soluzioni. Nell’area ex Ibm, poi Celestica, a Vimercate ci sono meno di 400 lavoratori di Bames e Sem in mobilità, dopo che la proprietà è fallita e speriamo nel riutilizzo almeno del sito, che ha tante potenzialità. I dipendenti di Compel-Linkra di Cornate e di Agrate sono in contrato di solidarietà. Ibm si è trasferita a Segrate ». Qualche segnale positivo c’è: «St Microelectronics — dice Redaelli — regge bene. E la Regione ha approvato sei mesi fa una delibera in cui individua il Vimercatese come area strategica per l’hi tech. Si erano dati sei mesi di tempo per partire. Finora nulla». Di questo, ed altro, sindacati e lavoratori parleranno in un incontro fissato per martedì con l’assessore regionale alle attività produttive Mario Melazzini.

Costi troppo alti Tagli ai bus nel Vimercatese «Siamo isolati»

di Lella Codecasa da il Corriere della sera del 17/03

AGRATE BRIANZA La comunicazione è arrivata ai Comuni una decina di giorni fa: una parte delle corse dell’autolinea Nord Est Trasporti (Net) deve esser soppressa o ridotta per abbassare i costi di gestione, come richiesto dalla legge regionale di Stabilità. Il provvedimento nella zona è in vigore da ieri. E, a farne le spese, è tutto il Vimercatese: da Carnate a Trezzo sull’Adda, da Agrate a Monza fino a Gessate.

E, mentre gli altri Comuni hanno solo preso atto della comunicazione, Agrate Brianza protesta: ieri l’assessore alla Mobilità, Margherita Brambilla, è andata nell’ufficio trasporti provinciale (da cui dipende il provvedimento) «per avere chiarimenti, dati e motivazioni concrete sui criteri di taglio e per protestare per la situazione in cui si troverà Agrate, di fatto tagliata fuori da un collegamento con Monza nei festivi, con disagi per i giovani e per chi è senz’auto. Siamo disarmati e delusi: al di là di Agrate è un intero territorio ad essere danneggiato da questi tagli». Riduzioni anche sulle linee che collegano Trezzo a Vimercate e a Monza, quelle dove spadroneggiano vandali e bulli: i sindaci della zona, a novembre, erano saliti sui bus per verificare la situazione. Avevano promesso interventi, ma nulla in realtà è stato fatto.

Da Vimercate a Melegnano e Melzo. Nasce una rete di 70 biblioteche

di Lella Codecasa da il Corriere della sera del 08/03

 VIMERCATE Tanti quadratini bianchi e azzurri, che da un quadrato più grande si muovono per arrivare altrove. È il simbolo di Cubi (Culture biblioteche in rete) il nuovo Sistema bibliotecario che dal Vimercatese si estende fino all’Est milanese. É nato dalla fusione di due sistemi bibliotecari storici in Lombardia: Sbv (Sistema bibliotecario Vimercatese) e Sbme (Sistema Milano-Est di Melzo). Nato ufficialmente il primo marzo, presentato ieri, sarà attivo a pieno regime dal 16 marzo. Da quel giorno ogni piccolo o grande lettore avrà a disposizione 1.324.000 documenti tra libri, dvd, riviste, fumetti, cd audio, audiolibri, e-book.

Chi era già utente dei sue Sistemi è iscritto automaticamente a Cubi, ma chiunque può decidere di registrarsi e poi gli basta andare in biblioteca, scegliere un titolo,in pochi giorni arriverà da una delle 70 biblioteche del circuito, sparse in 57 Comuni tra Vimercate, Melzo e Melegnano. Oppure può collegarsi al sito (www.cubinrete.it) e in pochi clic scegliere titolo e biblioteca di ritiro. «L’idea — spiega Alessandro Agustoni, coordinatore del Sistema Vimercatese — di fondere e potenziare la rete delle biblioteche ha preso forma nel novembre 2013, aumentare le dimensioni della rete bibliotecaria porta vantaggi ai cittadini e ai Comuni. In pratica vuole dire: un catalogo a disposizione più ampio, una rete di prestito affidabile, gratuita e capillare, investimenti tecnologici pensati per semplificare la vita di tutti i giorni dei lettori». Ovvero: ogni iscritto può prendere in prestito materiali non presenti nella sua biblioteca, può richiedere tutto ciò che è presente nelle biblioteche che aderiscono a Cubi, può ricevere e riconsegnare nella biblioteca Cubi più comoda.

Può anche decidere di starsene seduto a casa, o davanti ad uno smartphone e utilizzare i servizi online, ad esempio prenotare quel che vuole, da ritirare in seguito, oppure leggere subito ebook e quotidiani online ovunque si trovi. «Ma non dobbiamo dimenticare — continua Agustoni — che la biblioteca è anche molto altro: un luogo dove incontrarsi, condividere stimoli e aggiornarsi». Ci sono biblioteche infatti che già da tempo organizzano spettacoli, letture, visite guidate, incontri letterari, concorsi di lettura per bimbi e adulti, come pugilati letterari (scontri a suon di parole pro o contro un libro) aperitivi (lettura accompagnate da qualcosa da bere e gustare) progetti per permettere a tutti di leggere (ipovedenti, persone con difficoltà intellettive, dislessici), comunità di lettori. «Sono tutte buone pratiche — chiarisce Agustoni — che, messe in rete, permetteranno di fare sistema per creare un solido polo culturale sul territorio tra la Brianza e il milanese ». I lettori brianzoli possono quindi contare su due poli bibliotecari: Brianzabiblioteche (che dal 2003 raggruppa le biblioteche di Monza e dintorni con cui si era ipotizzata anni fa una fusione, non andata in porto per motivi tecnici e gestionali), e il neonato Cubi. «Dobbiamo tutelare — ha commentato Antonio Bruschi, presidente del Sistema Milano- Est e Sindaco di Melzo — quello che non può venire meno anche in un contesto di difficoltà economica e di diminuzione delle risorse disponibili: la qualità della vita delle persone. Ciò che offre una biblioteca pubblica è una parte importante di questa qualità. Partecipare a Cubi è un modo per garantire questo risultato».

Vimercate - Alcatel, mobilità e licenziamenti Atteso incontro in Assolombarda

di Lella Codecasa da il Corrriere della sera del 02/03

VIMERCATE (MB) Stato di agitazione all’Alcatel in vista l’incontro in Assolombarda, previsto per questa settimana. «Il giorno è ancora da definire — ha detto Gianluigi Redaelli, segretario Fim Cisl Monza Brianza Lecco —, c’è un balletto di date. Ma la situazione è preoccupante. Il 17 febbraio al ministero dello Sviluppo Economico l’azienda ha scoperto le sue carte, dichiarando di volere aprire la procedura di mobilità che porterà al licenziamento collettivo di lavoratori in esubero. Il rappresentane del ministero si è dichiarato contrario a tale procedura e ha invitato l’azienda a ripensarci. Anche il rappresentante della Regione Lombardia, che era al tavolo, si è espresso in tal senso». Sono almeno 43 i lavoratori a rischio, 37 dei quali nella sede di Vimercate. «Ma il licenziamento collettivo — ha continuato Redaelli — non riguarderà solo 43 lavoratori ora in cassa integrazione straordinaria, perché coinvolgerà anche altre persone. Come sindacato territoriale abbiamo chiesto un incontro alle istituzioni locali, Regione Lombardia, Provincia di Monza e Brianza, Comune di Vimercate. Come sindacato nazionale è stato chiesto un incontro alla Presidenza del Consiglio, oltre che al ministero dello Sviluppo Economico».

Esuberi all’Alcatel di Vimercate. Saranno «ceduti» 256 lavoratori

di Lella Codecasa da il Corriere della sera

VIMERCATE Cessione di ramo d’azienda confermato per il settore «Optics» con il recupero di 256 lavoratori. Altri 17 dipendenti però restano esclusi dal passaggio. A questo risultato hanno portato gli incontri che si sono tenuti ieri e martedì al ministero dello Sviluppo economico tra sindacati e dirigenti di Alcatel Lucent. Il futuro dei 256 dipendenti «ceduti» non è chiaro: il passaggio avverrà il prossimo 1 dicembre, per un solo anno i lavoratori resteranno a Vimercate, poi saranno trasferiti, forse a Cologno Monzese. Il sindacato ha anticipato che monitorerà la situazione, che insisterà in tutte le sedi per trovare una soluzione anche per i diciassette esuberi e che considera ancora aperta la questione del piano industriale dell’azienda, non ancora comunicato compiutamente dai vertici aziendali. 

Vimercate - Esuberi Alcatel Lucent: siglata ipotesi di accordo con Siae Microlettronica

Comunicato stampa Fiom-Cgil Monza e Brianza

Ieri sera, al Ministero dello Sviluppo Economico, è stata siglata l'ipotesi d'accordo per la cessione del ramo optics OMSN e NM di Alcatel Lucent a Sm Optics, azienda del gruppo Siae Microelettronica. "Dopo mesi di discussioni e mobilitazioni significative delle lavoratrici e dei lavoratori una parte degli esuberi dichiarati da Alcatel  Lucent nel suo piano di ristrutturazione trova una soluzione  di continuità occupazionale e d'impiego nella  ricerca  e sviluppo. Ora occorre capire come stabilizzare l'occupazione per i colleghi  in cassa integrazione, e come consolidare  la presenza della multinazionale  in Italia", dichiara il Segretario generale della Fiom Cgil Monza e Brianza.
Nella serata di ieri è  stato anche presentato il piano industriale della nuova società che si insedierà nell'area ex celestica.

Il piano industriale prevede, oltre alla continuità  di sviluppo per gli apparati di Alcatel Lucent, lo sviluppo di prodotti di nuova generazione  e di convergenza fisso mobile, produzioni che consentiranno di mantenere la capacità innovativa del gruppo e le competenze oggi presenti.

L'obiettivo dichiarato da SM OPTICS è la crescita occupazionale attraverso nuove assunzioni, le quali includeranno il possibile utilizzo del personale Alcatel Lucent attualmente in Cigs.

"Seguiremo  con attenzione  lo sviluppo della nuova azienda in sede di Ministero  dello sviluppo  economico, il quale si è  impegnato a sostenere questo nuovo progetto industriale", conclude il Segretario generale della Fiom Cgil Mb Angela Mondellini. 

Vimercate - Emergenza Alcatel. Futuro incerto per 256 dipendenti

di Lella Codecasa da il Corriere della sera

Due giorni di incontri, oggi e domani a Roma, al ministero dello Sviluppo economico, per parlare del futuro di Alcatel in Italia (nella foto, la protesta del 6 novembre a Vimercate). Sul tavolo: il piano industriale e la cessione del settore «Optics» ad una nuova società, con un passaggio di 256 dipendenti. 

Vimercate - Raccolta della spazzatura. Adesso anche New York copia il «modello Brianza

di Leila Codecasa da il Corriere della sera

CAVENAGO BRIANZA La spazzatura a New York? La raccoglieranno secondo il modello brianzolo. Tant’é vero che qualche settimana fa una delegazione della Grande Mela è arrivata in visita nel Vimercatese per capire come fare e cosa copiare. E ieri il guru del progetto internazionale «Rifiuti zero», Paul Connett, è venuto al Cem Ambiente Spa (che gestisce i rifiuti nell’Est Brianza) per tenersi aggiornato e dare suggerimenti per fare ancora meglio. C’era già venuto nove anni fa, quando il modello brianzolo era appena partito. Lo aveva invitato uno dei tecnici che lo aveva seguito, Enzo Favoino dela Scuola Agraria del Parco di Monza, che lo aveva portato prima di tutto a Bellusco, dove il modello era nato.

E Favoino lo ricorda bene: «Era il 1993 quando quel piccolo Comune decise di introdurre la raccolta differenziata porta a porta della frazione organica. Una novità assoluta. Lì a dire il vero già raccoglievano casa per casa anche ferro e cartone, ma altrove l’unica modalità erano i sacchi neri o i cassonetti per la strada. Bene, il Comune con il nostro supporto studiò quel modello nuovo. Funzionò. É stato proposto prima nel Vimercatese — continua Favoino — poi nel resto d’Italia, vi si fa riferimento anche nei testi di legge in materia. E col tempo è stato esportato in Catalunya, nei Paesi Baschi, nel Regno Unito ed ora addirittura New York ci chiede consigli». Non che sia tutto semplice. «Certo — spiega l’amministratore unico di Cem, Virginio Pedrazzi — è un modello che richiede impegno e costanza: ad esempio Cem Ambiente chiede a cittadini e alle attività produttive dei 49 Comuni aderenti di differenziare 25 tipi di rifiuti. E noi investiamo costantemente in attrezzature e progetti, ma i risultati ci sono e i costi per gi utenti si abbassano. Dati alla mano, le nostre tariffe sono le più basse in Brianza, e i costi di smaltimento sono di gran lunga inferiori a quelli del resto d’Italia. Stiamo introducendo poi un diverso tipo di tariffa, quella puntuale, che ci permetterà di far risparmiare ancora di più».

Una novità, quella della tariffa puntuale, lodata ieri anche da Connett: «È uno degli elementi inseriti nella strategia verso rifiuti zero. Anche se è difficile arrivare a quel risultato, sarà sempre meglio che togliere la speranza ai nostri bambini». Accanto al guru, al tavolo dei relatori, c’era anche il sindaco di Bellusco, Roberto Invernizzi, a raccontare con orgoglio l’esperienza del suo Comune.

Vimercate - Villa Sottocasa Sindaco ed ex vice rinviati a giudizio

di Federico Berni da il Corriere della sera

VIMERCATE A processo per il recupero di Villa Sottocasa. Così ha deciso il gup Alfredo De Lillo, che ieri ha decretato il rinvio a giudizio nei confronti del sindaco di Vimercate, Paolo Brambilla, e per l’ex vice, e attuale deputato, Roberto Rampi, entrambi Pd. Stessa sorte toccata ad altri quattro imputati, tra cui un dirigente dell’ufficio urbanistica. I reati, contestati a vario titolo, sono di falso, violazione di norme sulla tutela dei Beni Culturali, e abuso d’ufficio.

Vimercate - In corsia solo medici con il tablet

di Lella Codecasa da il Corriere della sera

VIMERCATE Prima di iniziare il suo giro in reparto, il dottor Mauro Molteni indossa il camice e accende il tablet. Tutti i dati dei suoi pazienti, di tutti i pazienti ricoverati a Vimercate, sono lì. Basta connettersi alla rete Wifi dell’ospedale e accedere alla banca dati riservata al personale. Poi il dottor Molteni inizia il giro nelle camere, con gli infermieri. Dà indicazioni, stabilisce terapie, prescrive esami. Ma non ci sono cartelle cliniche scritte a mano o stampate al pc: gli infermieri inseriscono le informazioni sul loro tablet, se serve un esame, il referto arriva on line, se serve un medicinale mandano la richiesta via internet alla farmacia interna, automatizzata, che prepara i dosaggi, li invia con un sistema di trasporto automatico all’infermeria del reparto con tanto di barcode di sicurezza.

Tutta la storia dei pazienti ricoverati è a portata di clic in ogni momento e in ogni parte dell’ospedale, per terapie o per emergenze, Quando finisce il suo turno, il dottor Molteni e gli altri infermieri non hanno quasi bisogno di lasciare consegne. A chi entra in servizio basterà accendere il tablet o il personal computer per entrare subito in sintonia con i pazienti da seguire. Così fanno tutti i 230 medici e 450 infermieri, perché l’ospedale di Vimercate funziona in questo modo. Superinformatizzato. É l’unico in Lombardia, uno dei tre in Italia, uno dei quaranta in Europa, tanto da aver ricevuto nei giorni scorsi un premio da un’organizzazione no profit indipendente, la Himss, che fa indagini e cerca di promuovere il miglioramento dei servizi sanitari con l’utilizzo dell’Information Technology.

Himms ha preparato un modello per rilevare il livello raggiunto dai vari ospedali nel mondo: in una scala da uno a sette soltanto due in Europa hanno raggiunto il settimo livello (in Spagna e in Germania) mentre hanno raggiunto il sesto livello solo l’ospedale di Vimercate, Rovigo e l’Ismett a Palermo. Lo hanno confermato gli ispettori di Himms con sopralluoghi organizzati nei mesi scorsi nell’ospedale, inaugurato quattro anni fa.

«Hanno riscontrato in particolare — ha spiegato il direttore generale Pietro Caltagirone — caratteristiche innovative per quanto riguarda l’utilizzo della cartella clinica elettronica e sull’automazione dei processi, grazie al sistema informatico studiato ad hoc, ai tablet, alla rete wifi e alle automazioni di alcune procedure a servizio dei circa ventimila pazienti ricoverati ogni anno».

Un sistema che funziona in modo quasi uguale, anche se non altrettanto informatizzato, in altri due ospedali dell’Azienda ospedaliera, Desio e Seregno: là mancano ancora alcuni elementi, come ad esempio la farmacia completamente automatizzata, per esser allo stesso livello di Vimercate. «In ogni caso questo riconoscimento internazionale — ha continuato il direttore generale Caltagirone — rappresenta il risultato di anni di interventi effettuati a livello regionale e locale in queste tecnologie. Vogliamo mantenere e migliorare il livello raggiunto con altri investimenti per perfezionare i servizi offerti.

Brianza - Scambio di azioni societarie tra Cem e Bea per 750mila euro

Comunicato stampa

CAVENAGO BRIANZA-DESIO, 24/10/2014 - Scambio di azioni societarie tra Cem Ambiente (CEM) di Cavenago di Brianza e Brianza Energia Ambiente (BEA) di Desio. Un passaggio di 750mila euro di quote azionarie tra le due società esaminato in due step: il 16 ottobre nell’Assemblea dei soci di CEM  e il 23 ottobre in Assemblea dei soci di BEA. L’operazione avvia una collaborazione sempre più stretta tra le due società, finalizzata a condividere risorse, competenze in un’ottica di crescita, indispensabile per poter competere su un mercato sempre più complesso. L’operazione, infine, è anche la risposta alla necessità di maggior efficienza dei servizi pubblici e di ottimizzazione delle risorse richiesta dal Programma di razionalizzazione delle partecipazioni locali che porta la firma del Commissario straordinario Carlo Cottarelli, ribadito anche dalla Legge di stabilità 2015 (art. 43).

«Dopo anni di scambio e confronto che hanno portato a reciproci benefici - spiega l’Amministratore unico di Cem Ambiente Spa, Virginio Pedrazzi - è arrivato il momento di avviare un percorso più stringente di collaborazione di cui entrambe le aziende, i Comuni e il territorio potranno beneficiare. Le due aziende condividono i principi generali della sostenibilità ambientale nelle sue diverse forme e dell’incentivazione della raccolta differenziata come modello di riferimento per la riduzione del rifiuto da avviare a smaltimento e per il recupero di materie prime e seconde. Su questo terreno abbiamo lavorato per costruire l’operazione, consapevoli che l’ambizioso obiettivo non sarà senza qualche difficoltà. Ma anche forti della convinzione che oggi sia più che mai necessaria la costituzione di un soggetto pubblico forte, capace di rispondere con efficacia ed economicità a un tema così delicato. La storia e i risultati di Cem e Bea sono indicatori concreti di una risposta credibile e adeguata alle esigenze del territorio. Al di là di ogni strumentale polemica».

«Piena soddisfazione» viene espressa anche da parte del Presidente di Bea, Silvio Boselli, «per questo primo passo verso la creazione di una realtà estesa su un'area più vasta ma sempre fortemente radicata nel territorio, che segna una svolta epocale nella storia pluridecennale delle due Società. Con questo passaggio ci indirizziamo con convinzione verso un ciclo integrato di rifiuti che permetterà di valorizzare tutte le fasi, dalla raccolta al recupero, dal riciclo allo smaltimento, in un percorso a chilometro zero rispettoso dell’ambiente, virtuoso per il territorio, economico per gli utenti».

L’aggregazione tra CEM e BEA nasce da alcuni presupposti

l         di natura storica: entrambe le realtà sono nate e si sono sviluppate sin dagli anni Sessanta sulla base dello spirito mutualistico e della capacità imprenditoriale che hanno sempre mostrato i Comuni del nostro territorio;

l         di natura economica: entrambe le realtà sono sane economicamente e solide patrimonialmente e collaborano da anni in specifici settori di attività;

l         di natura industriale: le due realtà, per ragioni diverse, hanno sviluppato specializzazioni complementari che troverebbero grande valorizzazione in caso di integrazione;

l         di natura geografica, per la vicinanza dei Comuni soci.

I benefici derivanti dall’operazione consisteranno principalmente nel contenimento dello smaltimento dei rifiuti all’interno del proprio bacino territoriale e nella gestione totale del sistema integrato dei rifiuti da parte delle due realtà: dalla raccolta al recupero energetico.

I numeri della collaborazione:

60 Comuni coinvolti

740 mila abitanti

scambio di azioni per il 5% al valore nominale (750mila euro)

372mila tonnellate di rifiuti gestiti

I prossimi passaggi:

Nelle prossime settimane i Comuni soci dovranno portare l’accordo tra CEM e BEA nei rispettivi Consigli comunali e dare riscontro alle due società nel corso dell’Assemblea dei soci che si svolgerà a dicembre 2014.

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