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Monza - Autodromo: Enrico Radaelli silura il presidente Zanchi e all'ACMilano è rissa

4 aprile 2017

di Pier Attilio Trivulzio

E' bufera sul Consiglio dell'Automobile Club Milano.
Giovedì i cinque membri: Ivan Capelli, Marco Coldani, Pietro Meda, Geronimo La Russa ed Enrico Radaelli dovevano votare il nome del rappresentante in seno al nuovo Cda di Sias. Risultato: 3 voti a favore di Radaelli e solo 2 voti per Pierlorenzo Zanchi, da un anno presidente della società di gestione dell'Autodromo Nazionale, che aveva avuto assicurazione della riconferma da Angelo Sticchi Damiani presidente di ACI socio di maggioranza in Sias col 75 per cento delle azioni (il restante 25 per cento è di ACM).

I tre voti ad Enrico Radaelli hanno scatenato immediatamente la bagarre e sono volati pesanti insulti.
È partita anche una lettera. “...Mio malgrado e con grande rammarico annuncio le mie immediate ed irrinunciabili dimissioni”, ha scritto Pierlorenzo Zanchi denunciando “l'anomala pratica di autovoto da parte del diretto interessato Radaelli due (La Russa e Meda – ndr) erano quelli che più di altri si erano adoperati a convincermi di accettare il gravoso incarico di presidente di Sias. Mi stupisce molto perché motivato da ragioni che non riferiscono minimamente al merito”.
Tengo a significarvi – conclude la lettera – che dal momento in cui sono stato presidente ad oggi, con tutte le risorse e competenze che a vario titolo mi hanno aiutato, in primis il procuratore Marco Coldani, si sono ottenuti risultati notevoli”.

Zanchi non precisa se i “risultati notevoli” sono riferiti al bilancio 2016 che il Cda di Sias voterà domani (4 aprile) - senza la presenza di Zanchi - prima di decadere, o al rinnovo triennale del Gran premio di Formula 1.
Oppure all'essere riusciti a portare a Monza, per i test FIA precampionato, le straordinarie vetture dell'European Le Mans Series (torneranno in pista per la gara di campionato il 14 maggio) e del World Endurance Championship che tra sabato e domenica, nonostante la pioggia, ha visto l'Autodromo tornare a riempirsi di pubblico: 20 mila persone.
Certamente un buon biglietto da visita per la nuova società a maggioranza ACI.
I due giorni di test del WEC con attività in pista fino alle 21, sono serviti per proseguire il discorso in vista del ritorno all'Autodromo della “Mille Chilometri” nata per volere dell'Automobile Club di Milano e merito della tenacia e del carisma di Romolo Tavoni. Una “Mille” che negli Anni Sessanta richiamava più spettatori del Gran premio di Formula 1.

Tre mesi dopo aver firmato con la FOM di Bernie Ecclestone il contratto da 68 milioni di dollari per tenere a Monza il Gran premio d'Italia di Formula 1 fino al 2019 ed essersi assicurato la maggioranza delle quote di Sias, il presidente dell'Automobile Club d'Italia, aveva quasi completato il puzzle della nuova Sias scegliendo per il Cda Carlo Conti (direttore centrale finanza ACI) e Alessandra Rosa (direttrice AC Firenze). In sospeso le candidature di Alfredo Scala e di Fabrizio Turci. Giovedì (6 aprile) durante il Consiglio generale a Roma Sticchi Damiani annuncerà il nome del presidente della Nuova Sias che potrebbe essere un lombardo. Ed a completare il quintetto del Cda Enrico Radaelli (ACM) e il designato dal Comune di Milano.

Nella foto Pierlorenzo Zanchi

Monza - Autodromo. Nasce la nuova società di gestione, ad ACI il 75% delle quote

15/03/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Roma - Automobile Club d'Italia (ACI) e Automobile Club di Milano (ACM) hanno, ieri, unito le loro quote - rispettivamente 75 e 25 per cento - per dare continuità a Sias, la società che dal 1922 gestisce l'Autodromo di Monza : un matrimonio per necessità.
Scelta difficile in quanto per 85 anni ACM ha deciso in autonomia programmi e investimenti. Invece, d'ora in poi a Monza l'ACI sarà il padrone di casa.

Una sorta di realizzazione del sogno di Franco Lucchesi ex presidente dell'ACI che sedici anni fa dette vita alla società Formula Grand Prix SpA che aveva per oggetto sociale “la costruzione, allestimento e gestione di circuiti automobilistici, motociclistici, la gestione di gare, competizioni e manifestazioni automobilistiche, motociclistiche e sportive in genere”. Società con capitale di 100 mila euro: 99.000 azioni Automobile Club d'Italia, 1.000 azioni della sanmarnese Fincompany SA.

Formula Grand Prix SpA era stata costituita con l'obiettivo di sottrarre all'Automobile Club di Milano il Gran premio d'Italia e a all'Automobile Club di Bologna quello di Imola.
La società venne, però, messa in liquidazione l'11 marzo 2004; il capitale azzerato da consulenze ed emolumenti ai consiglieri; la perdita fu di 14.856 euro.

Quella di chiedere aiuto all'ACI è stata per ACM una scelta obbligata dal momento che le gestioni dell'ex direttore Enrico Ferrari tra il 1997 e il 2012 (il Tribunale lo ha condannato ad una pena di 4 anni e 4 mesi ed risarcire 1,5 milioni di euro) e di Andrea Dell'Orto nel biennio 2014-2015 hanno fatto sprofondare Sias sull'orlo del fallimento.
Per salvare la società e continuare ad organizzare il Gran premio d'Italia di Formula Uno il presidente dell'ACI Angelo Sticchi Damiani ha portato avanti la trattativa con la FOM di Bernie Ecclestone disposta a confermare a Monza l'avvenimento iridato a fronte di un nuovo oneroso contratto da 68 milioni di dollari per il triennio 2017-2019.

Dopo che a fine 2015 il Governo Renzi aveva autorizzato l'ACI a utilizzare i proventi del Pra (Pubblico Registro) il Consiglio Generale dell'ACI ha dato mandato al presidente Sticchi Damiani di utilizzare risorse per 37,5 milioni. Ora però l'ambiente romano è in fibrillazione poiché il decreto attuativo deve passare per le commissioni e potrebbe subire modifiche.

Speriamo veramente di no. Se però ciò accadesse ci penalizzerebbe – analizza lucidamente un componente del Consiglio -. Il Parlamento potrebbe modificare la legge finanziaria del 2015 ed a noi verrebbe a mancare l'approvvigionamento economico per il Gran premio d'Italia. Lo stesso discorso vale per Regione Lombardia. Senza i loro soldi non facciamo il Gran premio. La loro parte la devono mettere perchè sono venuti a cercarci, hanno partecipato alle riunioni, hanno fatto annunci. Non può l'ACI restare col cerino acceso in mano”.

Ai 37,5 milioni di dollari di ACI per il triennio, ACM aggiunge l'incasso dei biglietti e gli stanziamenti di Regione Lombardia.

Inizialmente era stato annunciato che la Regione avrebbe partecipato alla società con una quota del 20 per cento. Spaventata, però, dal report della due diligence si è in ultimo chiamata fuori, decidendo di restare soltanto sponsor con una cifra di 10 milioni l'anno per il 2017 e 2018.
In realtà, al momento in cui scriviamo, il solo impegno di spesa è di 7 milioni, di cui 5 andrebbero all'Autodromo per il Gran premio e 2 sono stati utilizzati per i lavori di preparazione del Parco per la visita di Papa Francesco del 25 marzo.

Quindi, a conti fatti, sommando ai 37,5 milioni di dollari di ACI i circa 30 della vendita biglietti ed i 20 di Regione Lombardia (nessun contributo in ogni caso per il 2019) si arriva a 87,5 milioni; 19,5 in più del contratto FOM. Occorre però tenere conto che le spese di organizzazione del Gran premio sono nell'ordine dei 60 milioni e dunque, nel triennio, il Gran premio d'Italia è destinato a produrre un disavanzo economico di 40,5 milioni.
Anche se il presidente della Regione, Roberto Maroni, ottimisticamente, dichiara: “L'investimento nel Gran premio serve a creare ricchezza per il nostro territorio”, contando sull’indotto che l’evento Gran Premio produce: accoglienza, ristorazione. trasporti, ecc.

Arrivare alla sigla del contratto ACI-ACM, che dovrà però ancora ottenere il benestare della Corte dei Conti e dell'Antitrust, non è stata una passeggiata facile. O meglio, per dirla tutta, è stato un viaggio ad ostacoli.
Il gruppo di lavoro dell'ACI coordinato da Carlo Conti, direttore dell'area amministrativa e finanziaria, ha passato al vaglio la documentazione degli ultimi 5 anni di Sias estrapolando in modo analitico le negatività aziendali che potrebbero in futuro creare problemi di gestione societaria.
ACI ha puntualizzato che le posizioni civilistiche e penali ancora aperte saranno di sola competenza di ACM.

Angelo Sticchi Damiani potrebbe assumere almeno inizialmente il ruolo di presidente della nuova Sias. Al momento per quanto riguarda i tre componenti il cda in quota ACI circolano solo i nomi di Alfredo Scala e Fabrizio Turci; Enrico Radaelli sarà il rappresentate di ACM mentre il quinto nominativo dovrebbe essere indicato dal Comune di Milano, e non da Monza com'è avvenuto fino ad ora.

Giovedì 16 marzo in Tribunale a Monza il pubblico ministero Rosario Ferracane (ha sostituito Walter Mapelli promosso procuratore capo a Bergamo) terrà la sua requisitoria chiedendo le pene per Enrico Ferrari, Giorgio Beghella Bartoli, Marco Luca Villa, Giuseppina Panuccio, Federica Evangelista e Stefano Tremolada. Pesanti i capi d'accusa: usura, corruzione, peculato, falso, turbativa d'asta, omissione dolosa di cautele, distruzione di patrimonio arboreo. Sias si è costituita parte civile con l'avvocata Angela Fortuna.

Monza - Autodromo: Regione Lombardia non entrerà nella società di gestione

02/02/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Regione Lombardia non entrerà nella nuova società di gestione dell’Autodromo, ma sosterrà per due anni il Gran premio d'Italia di Formula 1 con un contributo di 10 milioni di euro: “Abbiamo valutato molto rischiosa l'operazione di ingresso nel capitale e quindi abbiamo optato per il solo finanziamento di 10 milioni per le edizioni del Gran premio di quest'anno e dell'anno prossimo”, è il commento ufficioso di una persona vicina al presidente Roberto Maroni.


Spaventata dalla pesante esposizione finanziaria di Sias, società che da sempre gestisce l'Autodromo di Monza, e convinta che a conti fatti sia un affare troppo rischioso, Regione Lombardia mette oggi in discussione quello che a settembre si dava per scontato, quando, un visibilmente soddisfatto Angelo Sticchi Damiani (presidente di Aci) dichiarò: “Con un lungo lavoro di continuo e costante avvicinamento con gli enti territoriali locali è stata accettata la sfida di prolungamento del contratto per altri tre anni. Una sfida che da domani la nuova compagine composta da ACI, Regione Lombardia e Sias raccoglierà per gestire il Gran premio”.
A suggellare l'accordo raggiunto, Angelo Sticchi Damiani, Roberto Maroni, Bernie Ecclestone con l’aggiunta di Flavio Briatore, posando a beneficio di fotografi e televisioni, stesero e sovrapposero le loro mani destre come i moschettieri di Dumas.

L'accordo prevedeva l'entrata di Regione Lombardia nella nuova società col 20 per cento di azioni.
I risultati della due diligence e i primi indicativi dati di bilancio post Gran premio hanno fatto cambiare idea ai politici lombardi che hanno preferito optare per il solo finanziamento di 10 milioni e per sole due edizioni, quindi niente per il 2019, data di scadenza del contratto con la FOM.
La nuova società che sostituirà Sias nella gestione dell’Autodromo vedrà, quindi, l'ACI socio di maggioranza col 75 per cento e l'Automobile Club Milano col restante 25.

ACI manderà in Consiglio tre persone, i cui nomi verranno annunciati dopo l'avvenuto passaggio societario. Il quarto componente, per decisione presa in accordo con il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, e con Roberto Maroni, sarà designato dal Comune di Monza, mentre il quinto dovrà deciderlo l'Automobile Club di Milano. E non sembra una decisione facile.

Quello che è certo è che ACI dovrà far fronte ad una cifra ben superiore ai 12,5 milioni annunciati.
La ricerca, per il momento infruttuosa, di un solido sponsor per alleggerire i 68 milioni del contratto triennale diventa, così, vitale e sarà decisiva sul futuro del GP d’Italia a Monza.

ps: è stato, recentemente, pubblicato il calendario con gli eventi e le manifestazioni che si svolgeranno in Autodromo durante il 2017 e che potete trovare a questo indirizzo.

 

Monza - Gp d'Italia: 15mila biglietti invenduti. Cambio di strategia di Aci per l'anno prossimo

27 gennaio 2017

di Pier Attilio Trivulzio

A settembre 15 mila posti di tribuna per il Gran premio sono rimasti vuoti. Biglietti invenduti” - ha detto Ivan Capelli, presidente dell'Automobile Club di Milano ai colleghi degli Automobile Club locali chiamati mercoledì a raccolta all'Autodromo -. Ci fosse stato l'impegno di tutti gli Automobile Club sarebbero stati bruciati in un attimo”.
E proprio per scongiurare un nuovo, pesante, mancato incasso, da tutta Italia è arrivata a Monza la task force dell'ACI.
Blazer e grisaglie sotto i loden; cravatte di Marinella, scarpe Tod's, la squadra di Angelo Sticchi Damiani – 106 presidenti ed altrettanti direttori degli ACI provinciali - ha risposto compatta all'invito.

L'Autodromo da sempre definito nazionale, gestito per anni benissimo dall'Automobile Club di Milano – ha esordito il nuovo padrone dell'impianto brianzolo – per effetto delle condizioni contrattuali imposte da Ecclestone per tenere a Monza la Formula 1 ha richiesto il nostro intervento e dunque, da adesso, presidenti e direttori questa è la vostra casa. Realizzeremo un villaggio con tanto di tribuna affacciata sulla pista, sarà il villaggio degli Automobile Club provinciali dove potrete portare i vostri ospiti. E poiché questa è la vostra casa dovrete impegnarvi a vendere i biglietti del Gran premio d'Italia” .
Il Villaggio ACI sarà allestito all'esterno della prima variante. Verrà realizzata una struttura di accoglienza nell'area della piscina.
Per volere di Sticchi Damiani il meeting si è tenuto nella sala da sempre utilizzata dall'ACI in occasione del Gran premio.

Questo spazio l'abbiamo difeso con le unghie e con i denti”, ha sottolineato. In realtà è stata l'unica concessione fatta dall'ex patron della FOM Bernie Ecclestone, ufficialmente messo a riposo nei giorni scorsi dal colosso americano Liberty Media, che ha rilevato il business da 8 miliardi di dollari del Circus. “Cercheremo di aprire un discorso con la nuova proprietà per vedere di ottenere, nel rispetto del contratto, qualche area di ospitalità in più”, ha quindi aggiunto.

Il nuovo contratto triennale firmato il 29 novembre prevede un impegno finanziario di 68 milioni di dollari, la cessione di tutti gli spazi a Paddock Club compreso salette e terrazze del Manpower Building che rendevano a Sias 3 milioni di euro.
Oltre a Sticchi Damiani erano presenti Alfredo Scala, Marco Ferrari, Marco Rogano e, al completo, il Consiglio dell'Automobile Club di Milano.

Nessuno a rappresentare la Regione Lombardia che investirà 10 milioni all'anno per il biennio 2017-2018 e che però ancora non è certo se entrerà con una percentuale nella società. Potrebbe decidere di limitarsi ad erogare il contributo di 20 milioni che verrebbe prelevato – in parte - dall'annunciato fondo di 70 milioni in 10 anni messo a disposizione, non ancora però deliberato, del Consorzio Parco e Villa Reale.
Ad oggi tutto è fermo all'ipotesi di ACI col 60 per cento, 20 per cento Regione Lombardia e il restante 20 per cento dell'Automobile Club Milano.
In Regione Lombardia ci sono diverse scuole di pensiero. C'è anche chi ritiene sia più saggio mettere a disposizione il contributo annuo di 10 milioni senza entrare nella gestione della società. Quindi senza avere responsabilità in Sias”, ragiona un dirigente di Piazza Lombardia.

Se questa dovesse essere la decisione, Aci si vedrebbe obbligata ad aumentare la percentuale di quota capitale. Al momento il Consiglio Generale ha autorizzato 12,5 milioni, i fondi PRA, (Pubblico Registro Automobilistico).

Aci avrà, anche, a disposizione il ricavato della biglietteria che nel triennio 2013-2015 ha reso 27 milioni con il maggior incasso (2013) di 9,9 milioni. Considerando l'impegno di tutti gli ACI nella vendita dei biglietti è ipotizzabile un incasso annuo di 11 milioni che uniti ai 12,5 porterebbe il contributo a 23,5 milioni.

Automobile Club Milano si prenderà in carico i debiti di Sias che sono nell'ordine dei 10 milioni, e quindi aggiungendo i 10 milioni di Regione Lombardia il totale salirebbe a 33,5 milioni.
Sufficienti a pagare il contratto con la FOM, non sufficienti però a chiudere in utile poiché l'organizzazione del Gran premio richiede dai 17 ai 20 milioni. Quindi, nell'ipotesi migliore resterebbe uno scoperto di 16,5 milioni.
Insomma, a conti fatti, il Gran premio d'Italia non sarà un affare.

Ne sapremo di più il 31 gennaio quando, a Roma, si riuniranno al mattino il Consiglio generale dell'ACI e al pomeriggio l' Esecutivo. Sarà l'occasione per capire se la firma sul contratto della FOM, è stato un passo obbligato per tenere, giustamente, in Italia il Gran premio di Formula 1 dal momento che corre la Ferrari e se l'ACI avrà davvero trovato lo sponsor in grado di far pareggiare i conti all'Autodromo dove, parola di Sticchi Damiani, “ci sarà attività sportiva tutti i giorni”.

Nessuna notizia invece è stata data sugli interventi alle strutture.
Il piano preparato nel 2012 e illustrato in Regione giace in un cassetto. Solo l'ingresso dell'Autodromo ha cambiato volto. Il vecchio casello autostradale verrà finalmente rimosso.
Vincitori del concorso sono tre giovani architetti liguri: Maria Ramella, Andrea Barla e Antonio Battuelli.
Per il loro lavoro incasseranno 5 mila euro.

Monza - Maquillage all'Autodromo. Arrivano i nuovi soci: ACI e Regione Lombardia

19/101/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Maquillage per l'Autodromo Nazionale, ruspe e operai sono stati impegnati a demolire gli ultimi simboli di storia come il vecchio ponte prima della variante della Roggia un tempo sponsorizzato Dunlop, identico a quello, simbolo intoccabile, che c'è sul circuito di Le Mans dove si corre la 24 Ore. L'hanno demolito in tre giorni. Ora la squadra di operai si cura delle strutture moderne.

Già, perché l'autodromo ha cambiato padrone. Non più l'Automobile Club Milano che lo volle costruire nel 1922, ma l’Automobile Club d'Italia con sede a Roma.

Blazer blu, pantaloni di vigogna grigia, Angelo Sticchi Damiani, 70 anni, ingegnere, presidente dell'Automobile Club d'Italia, nella veste di nuovo socio di maggioranza di Sias accoglierà, mercoledì prossimo 25 gennaio, presidenti e direttori dei 106 Automobile Club provinciali per illustrare l'accordo da 68 milioni di dollari siglato il 29 novembre con la FOM (Formula One Management) di Bernie Ecclestone per tenere a Monza fino al 2019 la gara mondiale della Formula Uno.

Per rilanciare il “Tempio della velocità”, Sticchi Damiani da cinque anni al comando del “partito degli automobilisti” - che conta un milione di tesserati – ha deciso di mettere in moto la propria task force con il compito di convincere i soci ad acquistare fino ad esaurimento totale i biglietti per assistere all'88° Gran premio d'Italia in programma dal 2 al 4 settembre – costo per l'abbonamento della tre giorni: dai 590 euro per un posto in tribuna centrale ai 90 euro del circolare prato.

L'ingresso di ACI nella società dell'autodromo è stato un passo obbligato. La personalistica gestione ventennale del direttore Enrico Ferrari conclusasi con il blitz della Guardia di finanza (a seguito della denuncia del presidente Paolo Guaitamacchi) e l'incriminazione da parte della Procura di Monza dello stesso Ferrari, del presidente Claudio Viganò, di Giorgio Beghella Bartoli, Marco Villa ed altri, la successiva gestione di Andrea Dell'Orto e Francesco Ferri che hanno portato Sias ad accumulare debiti superiori ai 10 milioni obbligando i soci ACM e Immobiliare ACM a svalutare il capitale ridotto da 1,1 milioni a 550 mila euro, avevano di fatto spalancato la porta verso la messa in liquidazione se non al fallimento della società.

Il “gioiello” di Sias è il contratto con Ecclestone per il Gran premio d'Italia che, in scadenza 2016, doveva essere rinnovato. La prima richiesta era stata di 27,5 milioni, accordo definito poi a 22 milioni di dollari.

L'ultimo bilancio di ACI ha chiuso con un avanzo di 20 milioni di euro, 12,5 serviranno per pagare la FOM din Ecclestone.

ACI avrà il controllo della biglietteria che rende attorno ai 22 milioni quando le Rosse di Maranello sono in lizza per il titolo.
Regione Lombardia, che entra nella nuova società, metterà 10 milioni per le edizioni 2017 e altrettanti 2018.

Decisione dell'ultima ora dal momento che fino a pochi giorni fa lo stesso presidente Sticchi Damiani aveva confidato ai più stretti collaboratori d'essere preoccupato. “Regione Lombardia mette solo 10 milioni per il biennio 2017-2018”, diceva aggrottando le ciglia. Il fatto è che la delibera regionale di 20 milioni per il rinnovo del contratto di 4 anni (fino al 2020) con Ecclestone a cui tutta la stampa aveva dato ampio risalto non è mai stata firmata. Per un motivo molto semplice: non poteva essere firmato un impegno di spesa quadriennale fino al 2020 dal momento che nel 2018 ci saranno le elezioni regionali. Ecco perché con Ecclestone l'impegno è stato di soli tre anni e non i quattro chiesti da Andrea Dell'Orto e Ivan Capelli (inizialmente erano addirittura 7, fino al 2022).

Va poi ridimensionata l'annunciata notizia dei 70 milioni in 10 anni che Regione Lombardia metteva a disposizione del Consorzio Parco Villa Reale di cui una parte sarebbe andata all'autodromo per opere di miglioramento delle strutture. “Di cifre a suo tempo si era parlato, in realtà occorrerà attendere la definizione dell'Accordo di Programma che ancora non c'è”, spiegano in Regione.

L'Automobile Club Milano farà la sua parte accollandosi i debiti di Sias che continuerà ad organizzare l'evento Gran premio d'Italia il cui costo è nell'ordine dei 18-19 milioni.

A conti fatti, se la task force di ACI lavorerà a pieno regime vendendo i biglietti della Formula Uno, ma soprattutto se la Ferrari tornerà alla competitività delle stagioni di Michael Schumacher, in cassa resteranno 5 milioni. E con questa cifra l'autodromo dovrà fare fronte alle spese correnti e cercare di soddisfare almeno qualche creditore. A meno che, come anticipato dal presidente Sticchi Damiani, l'autodromo avrà un munifico sponsor che però non potrà esporre il suo logo in occasione dell'avvenimento clou stagionale di settembre, essendo Heineken il title sponsor del Gran premio d'Italia.

Sias paga salata la gestione Dell'Orto-Ferri che ha bruciato in sole consulenze e collaborazioni 2,6 milioni. E si ritrova con un organico sovradimensionato: 45 dipendenti di cui uno staff di 4 a gestire la biglietteria che lavora anche con Ticket One e Platinium Group.

Per quanto riguarda gli uomini scelti da ACI per gestire la nuova società si fanno i nomi di Pier Lorenzo Zanchi, riconfermato alla presidenza, Alfredo Scala procuratore e, forse, una persona in quota Regione Lombardia per la direzione. In Consiglio ACI disporrà di 3 voti, 1 voto Regione Lombardia, 1 voto Comune di Monza.
L'ACI ha anticipato al sindaco di Monza Roberto Scanagatti che verrà chiesta all'Amministrazione una nuova convenzione meno onerosa. Attualmente Sias paga un canone di 800 mila euro e dallo scorso anno deve al Comune il 2 per cento degli incassi delle manifestazioni motoristiche.
Con la nuova gestione l'impianto dovrebbe rinnovare le sue strutture che secondo il piano presentato 5 anni fa in Regione da Angelo Sticchi Damiani e dall'allora presidente di ACM Edoardo Valli richiedeva l'impegno di 80 milioni di euro. Purtroppo è rimasto nel cassetto dei sogni.

 

Monza - Gp d'Italia, ancora una fumata nera sulla firma del contratto. Lievitano i costi per l'Autodromo

23/11/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Lunedì Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'Automobile Club d'Italia accompagnato da Marco Ferrari, direttore centrale di ACI Sport e da due legali, è volato a Londra per incontrare Bernie Ecclestone, patron del Circus della Formula Uno; scopo del viaggio, il contratto triennale da 68 milioni di dollari per confermare il Gran premio d'Italia nel calendario mondiale.

Doveva essere il viaggio della firma ufficiale, già annunciata con tanto di conferenza stampa a settembre.
Nel pomeriggio, i quattro di ACI sono, però, tornati a Roma senza il contratto firmato e recando un’ulteriore brutta notizia: oltre ai 68 milioni di dollari per tenere a Monza il Gran premio d'Italia nel prossimo triennio, la “nuova Sias” partecipata da ACI, Regione Lombardia, Automobile Club Milano, dovrà far fronte a mancati ricavi e a benefit da corrispondere, portando il costo complessivo dell’operazione a oltre 70 milioni di dollari.

C'erano ostacoli da rimuovere e l'incontro è servito a spazzarli via – minimizza il presidente Sticchi Damiani -. I documenti che abbiamo portato verranno attentamente analizzati dai legali di Bernie. Siamo vicinissimi alla firma ed anche se per il 30 novembre quando a Vienna si terrà il Consiglio mondiale della FIA che ratificherà il calendario della Formula 1 non avremo firmato con la FOM, Monza ne farà parte”. Quindi, un po' piccato, puntualizza, “Non sono un venditore di fumo”.

Certo, nessuno gli ha mai dato del “venditore di fumo” però se fin dallo scorso luglio avesse spiegato all'opinione pubblica quali erano i veri nodi che ritardavano la firma, avremmo capito.

Eccoli allora i nodi che ancora impediscono la firma.
Già nel primo contratto datato marzo 2015 Ecclestone chiedeva “la disponibilità totale dell'impianto”. Niente più doppio contratto con il secondo che riconosceva (fino a quest'anno) il pagamento a Sias della pubblicità.
La newco che subentrerà a Sias dovrà farsi totalmente carico dell'organizzazione dell'evento (costo circa 20 milioni di euro) e terrà l'incasso della biglietteria (8-9 milioni di euro). A FOM e Paddock Club spetterà in esclusiva la gestione logistica, pubblicità e salette d'ospitalità; prevista anche la cessione a Paddock Club di 5.000 biglietti di tribuna centrale.

Ci ha provato il presidente a forzare la mano a Ecclestone chiedendo di lasciare disponibile almeno una parte della palazzina, ma Mister E – anche durante l'incontro di lunedì - è stato irremovibile.
Ha acconsentito soltanto a mettere a disposizione di ACI una saletta che potrà ospitare 200 persone.

Quando il 28 luglio, Sticchi Damiani portò al Consiglio Generale di ACI il conteggio su quanto sarebbe costato il Gran Premio, dal totale mancavano sia il costo relativo ai 5.000 biglietti (250.000 euro) sia l'introito per la cessione delle terrazze e salette d'ospitalità del building Manpower e del museo, circa 3 milioni di euro.

Dunque, è questa la cifra che manca ad ACI per chiudere l'accordo.

Vedremo quale sarà il responso del Consiglio generale di ACI convocato per il 14 dicembre sull'operazione Gran Premio d'Italia a Monza, anche se fonti romane riferiscono che la firma verrà annunciata a fine novembre come ringraziamento a Matteo Renzi che ha consentito ad ACI di utilizzare i fondi del Pra: “Sarà un assist per il referendum”.

Tenendo conto del cambio in questo momento sfavorevole con un dollaro vicino alla parità con l’euro, gli ulteriori costi da sopportare non sono bruscolini.

Così come non sono bruscolini i debiti di Sias.
La stagione 2016 che si chiuderà ai primi di dicembre col Monza Rally Show, non ha portato grandi incassi. Con il concerto di Ligabue sono entrati 70mila euro (0,67 centesimi a biglietto) e la tre giorni del centenario Bmw ha portato nella casse della società che gestisce l’Autodromo 200mila euro.
In più, quest'anno Sias dovrà versare al Comune di Monza oltre al canone di locazione il 2 per cento degli introiti della gare motoristiche (circa 180 mila euro).

Intenzionata ad entrare nella nuova società di gestione del circuito, Regione Lombardia che parteciperà alla newco mettendoci 20 milioni spalmati su tre anni, ha chiesto la revisione dei bilanci con la certificazione dei debiti.

Debiti che sono nell'ordine di oltre 10 milioni di euro e che, per decisione di ACI, nei prossimi tre anni, verranno accollati all'attuale socio di maggioranza di Sias, l'Automobile Club di Milano. I cui conti, d’altra parte, non sono certamente floridi.
E' prevista una drastica riduzione del personale che passerà  53 a 30-35 elementi.
Nessun rinnovo per i nuovi contratti (fatto salvi quelli a tempo indeterminato) firmati durante la gestione Andrea Dell'Orto-Francesco Ferri che hanno pesato negativamente per 2,7 milioni sul bilancio di Sias.

Monza - Autodromo in confusione, il Giro d'Italia scaccia il Ferrari Challenge dalla pista

05/10/2016

di Pier Attilio Trivulzio

L’Autodromo di Monza è allo sbando. A due mesi dall'annuncio ufficiale, non c'è, ancora, la certezza che il prossimo anno vi si correrà il Gran premio d'Italia di Formula Uno.
Manca, ancora, la firma sul contratto FOM da 68 milioni di euro che il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani deve siglare per tenere in Brianza la tappa del Mondiale FIA fino al 2019.

In questi giorni è poi spuntata la grana del Giro d'Italia.
Il 28 maggio 2017 si disputerà in Autodromo la tappa finale - una cronometro individuale di 28 chilometri - del 100° Giro d’Italia, organizzato come sempre dalla Gazzetta dello Sport e da Rcs.
Sennonché nello stesso fine settimana (26-27-28 maggio) è fissato il Ferrari Challenge.
Non appena gli organizzatori hanno dato notizia della tappa ciclistica sul circuito della Formula Uno, da Maranello è partita un infuocata telefonata.

La Ferrari sta valutando la possibilità di fare causa dal momento che, dopo aver concordato con gli organizzatori dei circuiti le date – mobilitando anche la struttura logistica per riservare alberghi e altro -, si vede ora costretta a rivedere il calendario 2017 del Challenge. Non è escluso che la Ferrari decida di annullare l'appuntamento di Monza o di rivolgersi ad un altro circuito.
Impossibile pensare che RCS abbia deciso di programmare la tappa del Giro d'Italia all'Autodromo di Monza senza contattare i dirigenti di Sias che gestisce l'impianto. Impossibile pensare che non ci siano stati incontri, scambi di telefonate, email e sopralluoghi.

Come è stato, allora, possibile impegnare la pista contemporaneamente per due eventi importanti come il Giro d'Italia e il Ferrari Challenge, manifestazione questa che negli ultimi due anni è tra le poche che ha generato utili?

E' credibile che né il presidente Pier Lorenzo Zanchi né il procuratore Marco Coldani fossero informati della coincidenza di date e ne siano venuti a conoscenza soltanto quando RCS ha presentato ufficialmente il Giro d'Italia alla stampa? E' credibile che Ivan Capelli, presidente di AC Milano, socio di maggioranza dell'impianto, non fosse a conoscenza della tappa in Autodromo del Giro?
L'ufficio stampa di Sias da noi contattato ci aveva promesso una dichiarazione che, però, non è arrivata.

A mezza voce c'è chi assicura che RCS abbia avuto l’approccio proprio con Capelli in occasione del Gran premio d'Italia.

Nell’assemblea del consiglio di amministrazione di Sias convocata per il 17 novembre all’ordine del giorno ci sarà la questione del Giro d'Italia e dei 200mila euro da dare a RCS per avere la tappa a cronometro in Autodromo.
Il Cda dovrà esprimersi anche sulla possibilità di mettere a calendario le gare motociclistiche. E' stata, infatti, avanzata una richiesta alla Federazione Motociclistica Italiana per l'omologazione di grado B così da poter organizzare una manifestazione endurance dopo le necessarie modifiche per la sicurezza che la Federazione imporrà.

Il “giallo” sulla tappa del Giro d'Italia è la ciliegina sulla torta del momentaccio che sta attraversando la società di gestione dell’Autodromo di Monza, sommersa dai debiti e insicura per quanto riguarda il suo futuro.

Siamo nell'impossibilità di emettere un giudizio” questo è in sintesi il giudizio della società Ernst & Young che ha certificato l'ultimo bilancio di Sias, mentre nel verbale del Collegio sindacale si legge: “In merito alla sussistenza di eventuali operazioni manifestamente imprudenti, azzardate, in potenziale conflitto d'interessi o tali da compromettere l'integrità del patrimonio sociale ribadiamo quanto scritto nella nostra email del 22 aprile 2016 (ore 13.46) in cui denunciavamo fatti censurabili ed irregolarità”. Con ciò è stato certificata la cattiva gestione della presidenza di Andrea Dell'Orto.

Detto che manca la firma sul contratto della FOM per tenere a Monza il Gran premio d'Italia dal 2017 al 2019, c'è da capire quali nodi devono ancora essere sciolti prima che l'ACI assuma l'impegno da 68 milioni di dollari.

Angelo Sticchi Damiani ha delegato Marco Ferrari e Alfredo Scala (quest'ultimo già nel Cda di Sias) a rappresentarlo agli incontri per capire quanto è grave lo stato di criticità della società il cui capitale è passato da 1,1 milioni a 550mila euro; che in due anni ha visto il suo patrimonio di 4.764.032 ridursi a 699.619 euro.
Sias, sotto la gestione di Andrea Dell'Orto e Francesco Ferri, ha accumulato a fine 2015 debiti per 16.291.525 . Sul dato hanno pesato anche molte consulenze, da molti considerate inutili, per 2.761.244 euro. Anche tenendo conto che i 5.471.346 di crediti siano tutti esigibili, la società ha un indebitamento netto di 10.820.179.

Sempre sotto la gestione Dell'Orto il costo di organizzazione del Gran premio d'Italia è stato di 20,1 milioni di euro contro i 17,4 del 2014 (Turci-Bendinelli) e il ricavato dalla vendita dei biglietti è oscillato tra gli 8,3 e gli 8,5 milioni. Sottoscrivendo l'accordo con Ecclestone il Gran premio d'Italia verrebbe a pesare negativamente per circa 30 milioni sui bilanci.

Il nuovo contratto con FOM stabilisce che solo i proventi della biglietteria restino all'Autodromo. Non c'è più il secondo contratto che prevedeva il pagamento da parte di FOM a Sias della pubblicità in pista.
Le altre richieste - avanzate fin dal marzo 2015 e ribadite da Bernie Ecclestone a settembre a Monza al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni - contemplano la disponibilità della intera palazzina (ex Sassoli Group ora Manpower) e 5000 biglietti di tribuna.

Il canone triennale, come detto, è fissato in 68 milioni di dollari.
Il pagamento è fissato in 22 milioni di dollari nel 2017 e annualmente 23 milioni di dollari nei due anni successivi.
Il mandato ricevuto dal presidente dell'ACI è stato di portare avanti la trattativa con Ecclestone avendo disponibili 12,5 milioni di dollari. L'Automobile Club di Milano, socio di maggioranza di Sias, si è impegnata a mettere a disposizione la quota di sua spettanza nell'ordine di 6,5 milioni.
E Regione Lombardia?
L'idea è di entrare attraverso Finlombarda nella nuova società di gestione dell'Autodromo con una quota di 5 milioni di euro l'anno, 15 per il triennio del contratto con FOM.
I silenzi di Maroni e di Fabrizio Sala lasciano ipotizzare un raffreddamento da parte della Regione che ha, però, confermato l’impegno da 7 milioni all'anno per i prossimi 10 anni decisi in favore del Consorzio Parco Villa Reale.
Denaro che servirà all’Autodromo per migliorare le strutture ma anche volendo non potrà utilizzarlo per pagare Ecclestone.

Resta in silenzio anche Scanagatti, sindaco di Monza, che è anche presidente del Consorzio Parco Villa Reale. È, ovviamente, pro Gran premio, ma fa fatica ad avallare le richieste che a più riprese gli sono arrivate da Sias.
La società vorrebbe ridiscutere la convenzione e ottenere un canone meno oneroso, tra l'altro da quest'anno Sias deve versare al Comune il 2 per cento degli incassi delle gare.
La nuova convenzione richiederà il voto del Consiglio Comunale.

Il 17 novembre il Consiglio di Sias incontrerà i dirigenti di Eurosport per capire se c'è la possibilità di far tornare a Monza il WTCC (World Touring Car Championship), gara iridata non più organizzata dal 2013 dopo i risultati negativi per 268.360 euro nel 2012 e di 150.206 nel 2011.

 

Monza - Ferrari datti una mossa, 70mila tifosi sbadigliano

05/09/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Il Gran premio d'Italia a Monza? Una noia pazzesca.
Passeggiata in solitario con vittoria di Nico Rosberg (Mercedes) perché l'autore della pole stratosferica, Lewis Hamilton è rimasto al palo ritrovandosi subito sesto, superato anche dalla Williams di Valtteri Bottas e dalla Red Bull di Daniel Ricciardo qualificati in terza fila.
Per la gioia degli uomini in rosso che hanno monopolizzato i 6000 posti della “tribuna Monza” - grazie ai biglietti offerti in saldo superscontato da Sias - i tifosi delle Scuderia Club hanno avuto un orgasmo nel vedere lo scatto dei loro idoli Vettel e Raikonen che si sono subito messi all'inseguimento di Rosberg.


Così per quattordici giri, poi i cambi di pneumatici hanno rivoluzionato la classifica riportando il tandem delle frecce d'argento al comando per 9 giri. Identica la strategia decisa e adottata dal team Mercedes: pneumatici medium a fascia bianca, mentre la Ferrari aveva optato per quelle soffici a fascia rossa, insomma, ton sur ton.
Dal 34° fino al 53° giro sono stati solo sbadigli, sbadigli e ancora sbadigli da parte dei 70mila presenti.
Le due Mercedes hanno preso salde il comando della corsa con le due Ferrari ad inseguire, quindi Ricciardo, Bottas, Verstappen e Perez, con un arrivo fotocopia della griglia di partenza.
Per Rosberg il successo è stato un riscatto sulla sfortuna che lo scorso anno lo costrinse al ritiro per guasto meccanico.
Hamilton resta leader del mondiale con solo 2 punti di vantaggio su Rosberg. Ricciardo è terzo ed ha un vantaggio di 18 lunghezze su Vettel e 25 su Raikkonen.
Nico Rosberg ha vinto a 237 di media; a Fernando Alonso (Mc Laren-Honda) - che ha chiuso 14° fuori dalla zona punti – la soddisfazione del giro più veloce a oltre 244.
Quando 20 secondi dopo Rosberg, a Vettel è stata sventolata la bandiera a scacchi i seimila della “tribuna Monza” hanno smesso di sbadigliare e, mentre venivano srotolati i due maxi striscioni col simbolo del Cavallino rampante e la scritta “Save Monza”per essere pronti a invadere la pista, è stato tutto uno sventolio di bandiere rosse, come alle sfilate sindacali o alle feste dell'Unità, per la gioia del sottosegretario alla presidenza Luca Lotti inviato a Monza a rappresentare Matteo Renzi, e dell'onorevole pidinno di Vimercate, Roberto Rampi.

Nel gruppo in rosso svetta il bandierone verde con la rosa camuna simbolo della Regione Lombardia ed una marea di identiche bandierine formato mini. Immancabili vessilli della Lega che salvò l'Autodromo dalla cancellazione del Gran premio nel 1994 e che ha salvato per la seconda volta grazie a Roberto Maroni il Gran premio assicurandogli la vita per altri tre anni.

Visto il layout del circuito e la cura maniacale della squadra Mercedes, si prospettano ancora tre anni di potenti sbadigli.

“Per quanti anni ancora vogliamo vincere il titolo? Ancora per tre anni”, risponde con un sorriso Toto Wolff coordinatore di tutte le attività sportive della casa tedesca.
Mattia Binotto, messo da Sergio Marchionne a capo della squadra tecnica di Maranello, dovrà darsi da fare e preparare una Rossa in grado di battere le “frecce d'argento”. Altrimenti davvero ai tifosi non resterà che sbadigliare e spostare di anno in anno il sogno del titolo iridato.
Del resto un po' ci sono abituati ai lunghi periodi di vacche magre.

Grazie alla vittoria a Monza del 9 settembre 1979, con una oceanica invasione di pista durata fino a notte fonda perché secondo arrivò Gilles Villeneuve, Jody Scheckter si laureò campione del mondo. Ci vollero ventun anni per rivedere un pilota Ferrari laurearsi Campione del Mondo, nel 2000 con Michael Schumacher che riuscì a riportare il titolo a Maranello.

Hamilton in pole per la vittoria, Fabrizio Sala festeggia le poltrone in Autodromo

03/09/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Due pole a Monza. Quella reale in pista é di Lewis Hamilton.
Quella dietro la scrivania, per il prossimo assetto dell'Autodromo targato ACI-Regione Lombardia, é di Fabrizio Sala, eletto nelle file di Forza Italia, assessore alla casa nonché vice presidente di Regione Lombardia, che è pronto a piazzare qualche suo stretto collaboratore nel prossimo Cda dell’Autodromo.

Venerdì, appena il presidente di ACI Sticchi Damiani ha dato l'annuncio dell'accordo raggiunto con FOM-FOWC per tenere a Monza il Gran premio d'Italia per altri tre anni, ha sceso due piani di scale, si è infilato dentro la sala della Regione Lombardia dove era in corso la premiazione di Confartigianato Motori e subito sono saltati una decina di tappi di champagne. Euforia totale. “Ce l'abbiamo fatta. Grazie a te Fabrizio”, gli ha sussurrato all'orecchio un collega di partito. E lui gongolava.

Flavio Briatore é tornato sulla vicenda:
“Sono stato un facilitatore. Negli ultimi due mesi la trattativa con Bernie si era incasinata e rischiava di saltare. A questo punto, sollecitato, sono intervenuto. Non è stato un accordo facile. Tutt'altro. Guarda, gli avvocati di Ecclestone, ACI e Regione Lombardia hanno trovato l'accordo soltanto mezz'ora prima della conferenza stampa”, poi cambia discorso e parla del suo futuro. Assicura che non tornerà nel mondo dei motori.

“Ho 66 anni, tra quattro anni ne avrò 70 ed allora cederò in toto il gruppo di società di “food&beverage”, che dà lavoro a 2000 persone e mi ritiro”.
A Malindi? In Kenia?
“Macché, Montecarlo. Costa azzurra...Non vado più a Malindi, ho venduto. Stiamo costruendo un albergo a Nairobi e tre casinò. Con lo yacht (Force Blu” venne sequestrato nel maggio 2010 -ndr) che affitto in charter e può ospitare 12 persone, quest'anno ho fatto 2,5 milioni di euro. In totale però questa “barchetta” mi ha reso 20 milioni di euro”.

Briatore resta l'unico personaggio di questo mondo della Formula 1intervistabile del paddock dove oramai le donne sono mosche rarissime.
I giornalisti prendono d'assalto Sergio Marchionne. “Le tre vittorie dello scorso anno ci avevano illuso, lo abbiamo capito subito in Australia. Dovevamo dare uno scossone, affidando a Binotto che ha allevato un squadra di giovani ingegneri è stata la mossa giusta che avremmo dovuto fare prima. Binotto ci risolleverà. Un successo qui a Monza può cambiare la storia ma le tedesche volano”.

Vedi i risultati delle qualifiche e capisci che il sogno rosso potrebbe restare davvero allo stato di sogno.
Perchè piede-nero-pesante Lewis Hamilton lascia i colleghi di sale e rifila 5 decimi al compagno di squadra Nico Rosberg.
Le rosse, staccate di 8 decimi, finiscono in seconda fila con Sebastian Vettel di poco davanti a Kimi Raikonen.

Oggi non c'è stata passerella di politici. Domani chissà. Cammina solitario nel paddock il sindaco di Monza e sorride. “Tre anni di contratto sono meglio di niente, no. L'importante era portare a casa il risultato. Ha visto quanta gente ieri nelle tribune”.

Già, tribune (quasi) piene. Ma soltanto perchè il venerdì basta il biglietto di prato per sedersi su tutte le tribune e quest'anno anche in quella centrale.
Torniamo a parlare del contratto.

Finlombarda (finanziaria della Regione – ndr) ha deliberato 4 anni di finanziamenti, quindi 20 milioni. Però – particolare inedito – l'ACI dopo aver deliberato di mettere a disposizione per il rinnovo 12,5 milioni di dollari ne avrebbe preparata un'altra – che è stata secretata – in cui sarebbe scritto un impegno di gran lunga maggiore.
La questione cessione totale degli spazi di ospitalità è stata una dei punti cruciali della trattativa che solo all'ultimo momento ha trovato la quadra. Ecclestone fin dai primi giorni di trattativa aveva chiarito che tutti gli spazi sarebbero stati occupati da Paddock Club ed ha tenuto duro.
Per conoscere tutti i particolari dell'accordo raggiunto su questo punto occorrerà attendere ancora qualche giorno.
Domani 87° Gran premio d'Italia. Partenza ore 14.

Monza - Autodromo c'è l'accordo per il rinnovo del GP, la firma a Londra la prossima settimana

02/09/2016

di Pier Attilio Trivulzio

L'estenuante trattativa per tenere a Monza il Gran premio d'Italia è arrivata al capolinea, o quasi.
Ieri pomeriggio alle 15 nella sala di ospitalità dell'ACI all’autodromo, Angelo Sticchi Damiani presidente dell'ACI ha annunciato che:

“È stata accettato la sfida di prolungamento per altri tre anni del contratto che scade domenica, con un lungo lavoro di continuo e costante avvicinamento con gli enti territoriali locali. Una sfida che da domani la nuova compagine composta da ACI, Regione Lombardia e Sias raccoglierà per gestire il Gran premio”.
Bernie Ecclestone, lapidario, strappa un sorriso e gli applausi:
“Il contratto è di tre anni, dopo potremo pensare di rinnovarlo per altri cento”.
In questa frase c'è tutto il pensiero sull'operazione di tenere all'Autodromo di Monza la gara iridata di Formula 1 per altre tre edizioni, quindi fino al 2019.

Non c'è però stata la formale firma del voluminoso contratto. Verrà messa a Londra da Angelo Sticchi Damiani presente anche Roberto Maroni.
Perché a Londra e non a Monza?
Semplice, dovessero sorgere problemi Ecclestone vuole che sia la giustizia inglese e non quella italiana ad esaminare le carte.

“Gli avvocati di Bernie e quelli dell'ACI hanno lavorato in simbiosi per mettere a punto tutti i dettagli del contratto e solo questa mattina l'accordo è stato raggiunto – rivela il presidente dell'ACI – Era importate che la gara restasse a Monza e la sua storia rispettata. Gli aspetti economici seguono in seconda linea”. Già alcuni sponsor si sono affacciati.
“L'obiettivo che ci premeva raggiungere era tenere la Formula 1 a Monza perché Monza è Monza. La firma ufficiale avverrà a Londra e io ci sarò. Una volta, bastava la stretta di mano. Viva Monza!”.
I tre anni di contratto costeranno 68 milioni di dollari a cui va aggiunta la percentuale d'aggiornamento annuo del 2,5 % e l’eventuale variazione del cambio euro-dollaro che in anni recenti a inciso negativamente sui conti di Sias.

Anche il presidente della Fia, Jean Todt ha benedetto l'accordo. C'è stato pure il ringraziamento per Flavio Briatore (presente) che a maggio, accompagnando Ecclestone da Maroni in Regione Lombardia ha consentito di sbloccare la trattativa.
Il quadretto di famiglia si chiude con quella che viene chiamata parola di lupetto:Ecclestone, Sticchi Damiani, Maroni e Briatore (foto Giorgio Aroldi) sovrappongono le loro mani, come suggello dell’accordo ad uso di televisione e fotografi.

Tutto bene? Fine della lunga, snervante, per certi versi asfissiante storia? Domandiamo al presidente dell'ACI: “E quel pesante comunicato emesso da Formula Imola?” Risposta: “Non ne parliamo neanche...”.

Questo il documento di Formula Imola: “Per evitare prese di posizioni illegittime da parte di ACI i mancanza di una deliberazione di merito il presidente del Tar del Lazio ha fissato per il 26 ottobre prossimo l'udienza per la decisione definitiva sul ricorso di Formula Imola...qualora il presidente dell'ACI
intenda procedere con la firma del Gran premio d'Italia a Monza in spregio alle istanze del promotore del Gran premio d'Italia a Imola – tra l'altro meno oneroso per la finanza pubblica – prima della decisione dei giudici amministrativi nel merito e della definizione delle ulteriori stanze comunitarie, si prenderà a responsabilità d'aver firmato un contratto potenzialmente viziato con tutte le conseguenti implicazioni”.

Dunque, piaccia o meno, la querelle continua.

Intanto si è conclusa la prima giornata di prove libere. Hamilton a quasi 251 di media davanti a Rosberg quindi Vettel e Raikkonen staccati rispettivamente di 453 e 628 millesmi e quindi i due della Red Bull Vertappen e Ricciardo. Settimo Alonso con la Mc Laren in contino progresso. Undicesimo Felipe Massa che ha annunciato il ritiro a fine stagione. Dopo 14 stagion in Formula 1 di cui 8 passate in Ferrari, unidici vittorie e 41 podi. Vice campione nel 2008 anche se per un attimo virtualmente campione del mondo. Quella domenica, disputatasi il giorno dei morti (2 novembre) a Interlagos lo vide vincitore. Soto il diluvio la Toyota di Glock fu costretta a cedere il 5° posto alla Mc Laren di Lewis Hamilton che, per un punto, fu proclamato campione del mondo.

Monza - Gran Premio a tutta birra. Nel circo milionario i "dannati" da 5 euro all'ora

01/09/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Gran premio d'Italia a tutta birra? Già, sembrerebbe di sì dal momento che title sponsor della gara iridata è Heineken. Il birrificio olandese ha chiuso con Bernie Ecclestone una sponsorizzazione da 250 milioni di dollari per 9 Gran premi, tre già nel 2016 e altri 6 fino al 2020.
Da quando la Guardia di finanza ha perquisito il “Tempio della Velocità” e inquisito i suoi vertici, per tre anni la gara della Formula 1 è stata indicata denominata semplicemente “Gran premio d'Italia”.

Per Mister E. una perdita secca, indicativa - mancando conferme ufficiali - nell'ordine di tre milioni di euro.
Agganciata l’Heineken, l'ex venditore di auto inglese è riuscito a spuntare, per il solo appuntamento monzese di quest'anno un contratto da 2 milioni di euro, concedendo, per la serata di ieri, l'uso del rettilineo di partenza per un incontro di calcio a 5 tra piloti di Formula ed ex calciatori che ha visto la partecipazione di Verstappen, Alonso, Perez, Ricciardo, Palmer per la squadra piloti e Trezeguet, Dida, Pires, Salgado, Karembeau per i calciatori

L' Heineken Champions of the Grid” oltre a finalità benefiche alle popolazioni colpite dal terremoto del Centro Italia divulgherà il messaggio “Chi guida non beve”. A ricordarcelo, domani sera, nel paddock saranno due scozzesi: il tre volte campione del mondo Jackie Stewart che a Monza ha vinto il suo primo Gran premio nel 1965 con la BRM superando all'ultimo giro, in parabolica, il compagno di squadra Graham Hill e ripetendosi con la Matra-Ford nel 1968; e David Coulthard vincitore nel 1997 con la Mc Laren-Mercedes.

Selva di cappellini rossi (ferraristi) e maglie arancioni (tifosi del 18enne olandese Verstappen, il più giovane vincitore in Formula 1) nel pomeriggio quando è stato dato libero accesso alla pit lane per la sessione autografi ai possessori di abbonamenti validi tre giorni. Un'onda lunga promettente che però, difficilmente, si ripeterà sabato e domenica dal momento che, nonostante le invitanti promozioni di Groupon e Trenord ancora tantissimi posti di tribuna risultano disponibili.
E' vero, la Ferrari non ha ancora fatto strike e quindi è pura utopia pensare sia possibile battere il record dei 160.532 spettatori del 2000, annata d'orto di Michael Schumacher che riportò il mondiale a Maranello dopo 25 anni. Però non si sa mai, storicamente all'Autodromo il Cavallino ha sempre dato il meglio. Fatta eccezione per le due ultime edizioni con Alonso che accosta la Rossa davanti al traguardo col motore in fumo e lo scorso anno quando Raikkonen, che s'era guadagnato la prima fila, cannò la partenza facendosi infilare dai piloti due file più indietro.
Però, mai dire mai. E se nel 50° anniversario della vittoria di Ludovico Scarfiotti, Raikkonen e Vettel dovessero dare scacco a Mercedes e Red Bull, allora sì che, giustamente, si scatenerebbero i tifosi.
In questo momento, é solo un sogno da cullare.
Tra i tifosi c’è anche Wolf Gruhle, barba e capelli bianchissimi, tedesco di Francoforte, a Monza per vedere il Gran premio ma soprattutto però per far firmare autografi ai piloti su fotografie formato cartolina. “Ho una collezione con oltre 600 album zeppi. Ho iniziato a raccoglierli negli anni 70. Ero tifoso di Ronnie Peterson, non ero però a Monza nel 1978 quando ebbe l'incidente mortale. Questo è il quarto anno che vengo”.

La cronaca del paddock è scarna.
Inferiore agli altri anni l'arruolamento di hostess.
Reclutate da Manpower, prendono 60 euro al giorno con 11 ore di presenza. Abbondano invece i body guard.
C'è chi si é fatto esperienza a Expo 2015 ricevendo una paga di 3,5 euro orari con turni talvolta al limite dell'impossibile e più d'uno rivela di non essere stato pagato per le ore straordinarie fatte.
E' accaduto a tanti all’Expo – racconta un arruolato all'Autodromo -. Ci dicevano: vuoi lavorare? E allora non lamentarti, se ti va è così, altrimenti grazie e arrivederci. Le dirò di più, dentro Expo una società importate impiegava guardie giurate senza autorizzazione prefettizia. Molti li ho rivisti questa mattina qui, in servizio”.

Il montaggio del Circus dentro l'Autodromo quest'anno è andato a rilento rispetto agli anni scorsi. A tarda mattina gli operai stavano ancora allestendo l'ufficio di Bernie Ecclestone che difficilmente dichiarerà nel week-end: “Accordo fatto”.
Gli avvocati di ACI hanno incontrato i legali di FOM-FOWC per gli ultimi dettagli del contratto valido tre anni: 2017-2018-2019. Al costo di 68 milioni di dollari va aggiunto il 2,5 per cento per il 2018 e 2019 e il cambio euro-dollaro. Insomma, un investimento duro da digerire che potrebbe portare ACI a a chiedere nel 2018 al Governo il via libera all’aumento del costo di registrazione delle auto al Pra.
Insomma, a pagare per tenere in Italia il Gran premio di Formula 1, sarà, come sempre pantalone: l’automobilista, il cittadino.
 

Monza - La Ferrari snobba l'Autodromo e si affida ad Ecclestone. Biglietti invenduti per il GP

10/08/2016

di Pier Attilio Trivulzio

In un anno economicamente difficile per l'Autodromo Nazionale la Ferrari gira le spalle alla pista che l'ha vista trionfare 18 volte nella gara più importante, il Gran premio d'Italia. L'ultima vittoria nel 2010 con Fernando Alonso.

La Ferrari ha comunicato all'ufficio commerciale di Sias che rinunciava ad utilizzare la terrazza P1 dell'Hospitality Building. Per la società di gestione dell'Autodromo una perdita secca nell'ordine di 500mila euro che s'aggiungono ad una stagione di pesante crisi finanziaria aggravata da assurde consulenze stipulate dalla gestione Dell'Orto-Ferri e dal fatto che ad oggi – cosa mai successa – sono SOLD OUT soltanto queste tribune: Alta velocità n. 16 settore A; Uscita Ascari n. 18 settore A; Laterale parabolica n. 21 settore C; Interna parabolica n. 23 settore A.

Storicamente appena messe in vendita le tribune della prima e seconda variante oltre all'Ascari andavano esaurite. A tre settimane dal Gran premio invece ci sono ancora troppi posti disponibili. Certo, la Ferrari non ha ancora vinto un Gran premio, però questi posti invenduti sono davvero preoccupanti.
Il rischio è un Gran premio con scarso pubblico, com'è avvenuto in Germania.
A Hockehaim, la domenica c'erano circa 60 mila spettatori (la maggior parte invitati Mercedes) mentre venerdì e sabato i posti sono rimasti desolatamente vuoti e per mascherare il vuoto delle tribune è stato fatto ricorso a grandi pubblicità dello sponsor Rolex.

Perché la Casa di Maranello ha deciso all'ultimo minuto di non utilizzare come sempre per i suoi ospiti la terrazza P1? Di certo non per un risparmio di spesa. Sembra che questa decisione sia stata suggerita da Bernie Ecclestone che ha offerto, a prezzi di saldo (?) gli spazi di Paddock Club per i Vip del Cavallino. Un gesto di Ecclestone per far capire a Sias (e ad ACI) che non ha affatto gradito il giochino dei contratti FOM-FOWC mai rinviati firmati, delle richieste di un allungamento per 7 anni oltre il 2016 ridotti poi a 4 ed infine a 3 (secondo l'ultima estensione che il presidente di ACI Angelo Sticchi Damiani ha inviato a Londra nei giorni scorsi alla Formula One Management Ltd).
Con una cifra totale offerta da ACI di 68 milioni di dollari che sono così ripartiti: 22 milioni nel 2017 e 2018, 24 milioni nel 2019. Un gran bel ritocco al ribasso visto che le richieste della FOM erano di 28 milioni di dollari con un aumento del 2,5 per cento all'anno.

In ogni caso, prima di confermare l'accordo per estendere il contratto del Gran premio d'Italia oltre il 2016, Ecclestone ha deciso che attenderà i pronunciamenti del Tar del Lazio al quale Formula Imola e ultimamente anche il Comune di Monza si è rivolto (decisione il 30 agosto), del successivo Consiglio di Stato ed infine dell’Unione Europea alla quale si sono rivolti sia Formula Imola sia Movimento Cinque Stelle. Per inciso lo scorso anno il Gran premio di Germania a Hockenheim era stato cancellato dal calendario proprio perché per risolvere il problema economico era intervenuto il Governo federale Renania Palatinato e la Ue, aperta un'inchiesta, aveva giudicato l'intervento come aiuto di Stato.
In buona sostanza la stessa situazione l’Unione Europea potrebbe individuarla nell'intervento della Regione Lombardia che ha deliberato aiuti di 70 milioni di euro l'anno per i prossimi dieci anni ed un ulteriore contributo di 20 milioni per quattro anni. Quest'ultima cifra a patto d'entrare nella newco di ACI e Automobile Club Milano con una quota del 25 per cento Quindi anche per Monza il rischio è grossissimo e Mister E. non è disposto a confermare accordi fino a totale esaurimento dell'iter giudiziario che di certo non ha tempi brevi.

In aggiunta, a leggere i dati delle vendite del Gran premio d'Italia (www.monzanet.it) il rischio di un calo delle presenze è forte.
Come farà, allora, Sias a pagare il 5 settembre a Bernie Ecclestone i circa 10 milioni di dollari previsti dal contratto in scadenza?

La presenza di pubblico a Monza è sempre stata alternante e il numero di spettatori è sempre dipeso dai risultati della Rossa di Maranello.
Al contrario dello scorso anno quando il Circus arrivò in Brianza con tre Gran premi vinti da Sebastian Vettel tra cui la straordinaria vittoria all'Hungaroring, quest'anno il Cavallino ha dovuto accontentarsi di 6 podi ed a Hockenheim abbiamo assistito al sorpasso di Daniel Ricciardo, terzo nel mondiale piloti con 133 punti, 11 più di Kimi Raikkonen e 18 più di Sebastian Vettel.
Nel mondiale marche dietro alla Mercedes che ha raccolto 415 punti, grazie a 11 vittorie (7 di Lewis Hamilton, 4 di Nico Rosberg), troviamo la Red Bull a 256 punti e la Ferrari, solo terza, a 242.

Post scriptum
Nel 1955 il GP d’Italia senza Ferrari.
Quell'anno il Gran premio si corse per la prima volta sul rinnovato circuito di 10 km comprendente anche la pista sopraelevata. Durante le prove i pneumatici Englebert delle monoposto Ferrari-Lancia di Giuseppe Farina e Gigi Villoresi si sbriciolarono mentre percorrevano il “catino di velocità”. La Lancia che aveva un contratto di fornitura per la stagione 1955 con la Pirelli, dopo la morte a maggio di Alberto Ascari, si ritirò dalle corse donando le sue monoposto D50 alla Ferrari, cercando di convincere la Casa di Maranello ad utilizzare a Monza i suoi pneumatici, senza però raggiungere l'accordo. Enzo Ferrari decise quindi, per motivi di sicurezza, di ritirare le vetture. Acconsentendo, dopo lunga trattativa e l'impegno scritto ad assumersi tutte le responsabilità in caso di incidente, ad Eugenio Castellotti di correre con il muletto, vettura solitamente utilizzata per i test privati.

 

Niente GP d'Italia 2017, la lite tra Monza e Imola rischia di farlo saltare

28/07/2016
di Pier Attilio Trivulzio

Con tutta probabilità l'anno prossimo il Gran premio d'Italia di Formula Uno non figurerà nel calendario delle gare FIA valide per il Mondiale Piloti e Costruttori.
Bernie Ecclestone ha fatto calare il silenzio sul rinnovo del contratto per la gara iridata, in attesa delle decisioni del Tar del Lazio che si deve pronunciare (l’udienza è fissata per il 30 agosto) sul ricorso presentato da Formula Imola.
La società di gestione dell’autodromo romagnolo ha chiesto “l'annullamento del provvedimento con cui ACI ha rigettato la proposta di Formula Imola di organizzazione del Gran Premio d’Italia e ogni più opportuna misura cautelare volta a precludere all'ACI l'indebita erogazione di risorse pubbliche a solo beneficio esclusivo di Sias”.

In sostanza chiediamo la pari dignità sancita dalla Costituzione e dai principi etici delle istituzioni sportive. Quello che ci aspettiamo é dimostrare alle forze politiche che è in atto un'ingiustizia e meritiamo anche una tutela comunitaria perché quello che é stato fatto va a toccare corde importanti che vanno garantite “, ha spiegato Selvatico Estense, presidente di Formula Imola, che ha anche ricordato la censura da parte della Ue degli aiuti pubblici - in violazione alle norme comunitaria in materia di trasparenza e concorrenza - concessi dalla regione Renania-Palatinato all’impianto del Nuerburgring.

L'anno scorso il Gran premio di Germania é stato cancellato e questo fine settimana la gara si correrà sull’altro circuito tedesco di Hockenheim.

Dagli uffici londinesi della FOM uno stretto collaboratore di Ecclestone, chiedendo l'anonimato, ci ha raccontato: “E' quattro anni che va avanti la vicenda di Monza e davvero Bernie si è stancato. Dopo l'incontro a febbraio di Sticchi Damiani e Capelli qui a Londra sembrava tutto risolto e la firma una semplice formalità ed invece non é successo nulla.
Quello di Monza é un caso politico e Bernie non iscriverà a calendario il Gran premio d'Italia fino a quando tutto l'iter sarà definitivamente concluso. Perché dopo il Tar ci sarà il ricorso al Consiglio di Stato e chissà quale altro passo legale.... Il precedente contratto in scadenza quest'anno, fu firmato da Enrico Ferrari e Claudio Viganò per conto di Sias; ma Sias non ha soldi ed allora é intervenuto l'ACI che ha chiesto ed ottenuto dai politici di poter usare soldi pubblici (quelli del Pubblico Registro Automobilistico – ndr). Vista l'intricata situazione, con l’ultimatum di febbraio scaduto, Bernie ha deciso di rivolgersi a Imola e con Imola il dialogo è stato positivo. Il contratto è tornato a Londra firmato con una sola condizione: ottenere dall'ACI i 12,5 milioni di euro approvati con il Patto di stabilità. Le ricordo che a luglio del 2015, quando neppure si parlava di un possibile intervento economico da parte dell'ACI, Uberto Selvatico Estense e Daniele Manca sindaco di Imola avevamo avuto il primo incontro con Bernie e s'erano detti disposti a porsi come alternativa a Monza”.

Già, l'alternativa tra Monza Imola.
Sia chiaro, non ci poniamo come sostituti di Monza ma come supporto” spiega il presidente di Formula Imola aggiungendo: “I campanilismi non portano da nessuna parte. Unendo le forze si può andare lontano. Importante che si remi tutti nella stessa direzione”.
Quindi la stilettata: “Se in futuro non ci sarà un Gran Premio d'Italia sarà solo per colpa di Sticchi Damiani che non ha approvato l'accordo”.

Da diversi giorni è possibile firmare sul sito Change.org la petizione “Pari opportunità all'Autodromo di Imola per l'assegnazione del Gran Premio d'Italia di Formula Uno” da inviare ai presidenti di Coni e ACI.

Martedì Angelo Sticchi Damiani ha sottoposto al Consiglio Generale dell'ACI per l'approvazione la proposta che intende formalizzare alla FOM: 88 milioni di dollari per un contratto dal 2017 al 2020 partendo da una base di 22 milioni di dollari all’anno.
ACI contribuirà con 50 milioni di euro, Regione Lombardia con 20 milioni e quindi Automobile Club di Milano (socio di maggioranza di Sias) con 18 milioni e non con 26 milioni come inizialmente previsto.
Somma derivante dalla vendita dei biglietti che nelle ultime edizioni ha reso una cifra inferiore ai 10 milioni, c'è, però, poi da considerare il costo di organizzazione dell'evento che supera i 6 milioni di euro all’anno.

Negli ultimi mesi Ecclestone ha sollecitato l'ACI a firmare il contratto (“Metto io a disposizione la penna”, ha più volte detto). Resta quindi da vedere se il titolare della FOM accetterà la proposta che gli é stata inviata dopo una trattativa durata quattro anni!

Il contratto FOM – spedito dall'avvocato Chloé Target alla società di gestione dell'impianto monzese – prevedeva 28 milioni di dollari con un adeguamento annuo del 2,5 per cento e la durata di sette anni.

C'è poi da considerare il cambio euro/dollaro che incide e non di poco sul costo finale del contratto anche se non per il milione di euro dichiarati e a quanto sembra posti a bilancio dalla gestione dell'ex presidente Andrea Dell'Orto.
È infine prevista la totale cessione alla società Paddock Club di Ecclestone di tutti gli spazi di ospitalità che a Sias fruttano 3 milioni di euro a Gran Premio.

Tra il 2007 al 2014 l'ACI ha deliberato (vedi documento) il contributo di 2,7 milioni di euro a Sias ed ha pagato all'Autodromo tra i 5 e i 6milioni di euro per l'affitto della saletta d'ospitalità e della terrazza.

Illustrate le ultime novità sul contratto e le cifre ecco una breve cronologia dell'ingerenza recente della politica nella storia dell'Autodromo Nazionale di Monza.

1980: A Montecarlo Bernie Ecclestone indice un incontro per decidere il calendario dei Gran premi. Impossibilitato a presenziare perché impegnato in una importante votazione a Montecitorio il senatore Carlo Ripamonti delega il conte Giovanni Lurani Cernuschi a rappresentarlo. Lurani ha già però fissato per quella data un impegno e diserta. “Tanto Monza é Monza e quindi é scontato, non ci saranno problemi”, si giustifica.
Invece Mister E. se la prende, contatta Enzo Ferrari e decide che il Gran premio si correrà a Imola. È il primo Gran premio titolato sul circuito del Santerno che dall'anno dopo e fino al 2006 organizza – senza alcun aiuto dell'ACI - il Gran Premio di San Marino.

Agosto 1994: La FIA dall'Hungaroring, dove il Circus della Formula Uno é in trasferta, annuncia la cancellazione del Gran premio a Monza se non verranno eseguiti i lavori per le urgenti misure di sicurezza introdotte dopo la morte di Ayrton Senna e Roland Ratzemberger a Imola.
E' allarme rosso, dopo mesi Sias non ha ancora iniziato i lavori.
Ci sono piante da abbattere alla variante della Roggia, alla seconda curva di Lesmo e alla variante Ascari ma mancano le autorizzazioni.
Il leader della Lega, Umberto Bossi va a Nizza ad incontrare il presidente della FIA, Max Mosley rassicurandolo che i lavori partiranno. Quindi, alle tre di notte, in canottiera, va ad Arcore dal premier Silvio Berlusconi. La soluzione viene trovata: la Regione Lombardia approva d'urgenza una delibera da 10 miliardi di lire che prevede la riqualificazione del patrimonio arboreo del Parco di Monza.
Così, a ridosso della corsa, con squadre e piloti pronti ad andare in pista, viene abbattuta la storica quercia alla Roggia e “spostati” sul vialetto laterale del Mirabello gli alberi presenti all'esterno della seconda curva di Lesmo. Quelli dell'Ascari vengono sacrificati.
Grazie alle Lega Nord e ai 10 miliardi di lire della Regione, l'11 settembre il Gran Premio d'Italia si svolge regolarmente.
Memore del successo di quella operazione condotta nel momento in cui Sias veniva spolpata dal direttore Enrico Ferrari & company (condannato in primo grado a 4 anni e 4 mesi ed a pagare a Sias una provvisionale di 1,5 milioni di euro) la Lega Nord è intervenuta nella recente trattativa tra Sias e ACI mettendo sul piatto inizialmente 70 milioni di euro per dieci anni, soldi per i lavori nel Parco, alla Villa Reale e all'Autodromo.
Dopo l'incontro dell'aprile scorso a Milano tra Roberto Maroni e Bernie Ecclestone con la mediazione di Flavio Briatore, altri 20 milioni di euro dei cittadini lombardi escono dalle casse regionali per tenere a Monza il Gran Premio d'Italia.
In cambio Regione Lombardia chiede l'ingresso con una quota del 25 per cento nella newco che gestirà la prova mondiale e le manifestazioni motoristiche. La costituzione della nuova società richiederà la stipula con i Comuni di Monza e Milano di una nuova convenzione che facilmente prevederà una nuova perimetrazione dei confini dell'Autodromo con l'esclusione dell'area della Gerascia che sarà concessa soltanto in occasione del Gran Premio di settembre per l'atterraggio degli elicotteri.

E di Sias che ne sarà? I dipendenti sono in fibrillazione, con i pesanti debiti accumulati negli ultimi tre anni il rischio che la società venga messa in liquidazione é concreto.
Per alcuni di loro, passati alla scricchiolante Sias per decisione di Fabrizio Turci dopo che l’Automobile Club di Milano si é visto costretto a chiudere la controllante Acinnova, sarebbe la seconda procedura di liquidazione in pochi anni.

Secondo le stime della Camera di Commercio di Monza, ora finita sotto Milano, l'indotto del Gran Premio vale 28,5 milioni di euro.
 

Autodromo: prima condanna per l'ex direttore Enrico Ferrari 4 anni e 4 mesi

13/07/2016
di Pier Attilio Trivulzio

Quattro anni e quattro mesi per Enrico Ferrari direttore dell'Autodromo di Monza dal 1983 al 2013. E' questa la sentenza decisa in Camera di consiglio letta ieri mattina dal pubblico ministero Federica Centonze. Ferrari, che assieme all'ex contabile Franco Becchere aveva scelto il rito abbreviato era accusato d'aver venduto per anni un consistente numero di biglietti del Gran Premio di Formula Uno tenendo per sé il guadagno e d'aver emesso tra il 2007 e il 2011, sempre per giustificare incassi in nero, fatture a società inglesi inesistenti come AD Evolution Ltd, Blast Events Ltd, ARA Service Ltd .

A Blast Events erano stati fittizimente fatturati da Sias nel 2007 204.991 euro e 364.539 euro nel 2009; nel 2008 ad AD Evolution 415.234 euro e 397.904 nel 2010; nel 2011 ad ARA Service 217.199 euro. A confermare l'emissione di fatture per importi inesistenti era stata Franca Vigani, responsabile amministrativa della Sias.
Enrico Ferrari e Franco Becchere – per lui già condannato in via definitiva a 18 mesi per pedofilia dal Tribunale di Milano, la pena è di un anno e 4 mesi – in solido dovranno risarcire una provvisionale di 1,5 milioni di euro alla Sias, società di gestione dell'impianto monzese e 50mila euro alla Siae costituitasi parte civile. Tra il 2008 e il 2011 Sias aveva pagato all'allora dirigente della Società Italiana Autori ed Editori, Amerigo Martino, una tangente di 80 mila euro annua affinché effettuasse blandi controlli sulla gestione dei biglietti d'ingresso in occasione delle manifestazioni motoristiche. Per Enrico Ferrari il Tribunale ha deciso anche la confisca di 890 mila euro e il sequestro conservativo di 1,9 milioni euro preventivamente richiesto il 19 giugno 2014 dai sostituti procuratori Walter Mapelli e Caterina Trentini.
Altri processi attendono però l'ex direttore. A breve il pm Walter Mapelli – promosso capo del Tribunale di Bergamo – dovrebbe formulare le richieste per Enrico Ferrari che deve tra l'altro rispondere del reato d'usura e per gli altri imputati del primo filone d'inchiesta scattata dopo le “bolle” in pista durante la gara iridata della Superbike del 2012 e la denuncia dell'ex presidente Paolo Guaitamacchi.
Oltre a Enrco Ferrari sono a processo Giorgio Beghella Bartoli, Stefano Tremolada, Davide Galbiati, Giuseppina Panuccio, Federica Evangelista, Francesco Falsetti, Silvia Villa, Gianni Zongaro e Marco Luca Villa.
Al Tribunale di Milano è intanto in corso un altro processo per Ferrari, Beghella Bartoli, Juri Cecconi, Ronnie Cazzaniga e Marco Luca Villa legato a lavori di “bonifica ambientale” richiesti da Sias all'indomani del blitz del maggio 2012 della Guardia di finanza.
Non è stato invece ancora fissato il processo contro Claudio Viganò presidente di Sias fino al 2010 che ha chiesto il rito immediato ed a cui sono stati preventivamente sequestrati nel giugno di due anni fa beni per 1,167 milioni di euro. Anche lui come Enrico Ferrari dovrà rispondere di corruzione, fatturazione per importi inesistenti nonché per “aver indicati nei bilanci di Sias elementi attivi inferiori di 2.219.824 euro nel 2008 e il 2.346.187 nel 2009”.
In quanto all'ex direttore della Siae, Amerigo Martino che ha chiesto il rito ordinario, dovrà rispondere oltre che di corruzione anche di possesso d'arma e bossoli trovati durante la perquisizione effettuata nella sua abitazione.

Monza - Autodromo, Coldani nel cda di Sias. Ancora sull'appalto a Jarno Zaffelli


di Pier Attilio Trivulzio

Francesco Ferri esce dalla società di gestione dell'Autodromo.
Marco Coldani, 58 anni, direttore generale di un'azienda multinazionale del settore petrolchimico e membro della giunta esecutiva di Confcommercio Milano, entra nel consiglio di Sias.
Coldani, ritenuto vicino alla Lega Nord, ricopre anche la carica di vice presidente dell'Automobile Club di Milano.
Mentre Sias modifica e completa il suo board, sarà la magistratura ad accertare se il bando per il progetto di un nuovo layout della pista, ostinatamente voluto dall'ex presidente Andrea Dell'Orto, è stato costruito su misura per favorire un unico concorrente.
Il bando di gara di cui parliamo è quello indetto da Sias il 7 agosto dello scorso anno “per l'affidamento del servizio di progettazione di pista per auto e moto presso l'Autodromo di Monza”.

Al punto 5.2 il bando richiedeva tra gli altri requisiti:
f) di possedere una o più attestazioni rilasciate da ente certificante (sono escluse le Federazioni sportive) relative ai servizi di simulazione prestazionale e valutazione del rischio di pista, sia per auto che per moto, già utilizzati in passato per ottenere omologhe internazionali in almeno 3 autodromi.

La dicitura “sono escluse le Federazioni sportive al paragrafo f” che non compare nel nuovo bando di gara è giudicata motivo favorevole allo Studio Dromo del perito industriale diplomato in meccanica sperimentale Jarno Zaffelli é in possesso di un suo personale database che utilizza per i layout degli impianti sportivi che progetta, ma che non possiede certificazione alcuna rilasciata dalle Federazioni sportive.

Il sospetto che il bando sia stato confezionato ad hoc sorge dal fatto che, su invito del dimissionato presidente di Sias, Andrea Dell’Orto, Jarno Zaffelli è venuto a Monza per un sopralluogo a febbraio e poche settimane dopo ha presentato lo studio preliminare dei lavori da eseguire e lo studio di fattibilità. Entrambi i lavori gli sono stati pagati tra giugno e inizio agosto: 27.000 euro lo studio preliminare e circa 70.000 per quello di fattibilità.

Rifatto il bando dopo le contestazioni sollevate da Tilke, il progettista di Ecclestone, e da un un altro concorrente all’appalto, se lo aggiudica non lo Studio Dromo ma lo Jaz Studios di Jarno Zaffelli per 163.800 euro.
Se si aggiungono a questi i circa 100.000 già liquidati e le parcelle dei legali il progetto di modifica della pista per ospitare le moto ha inciso negativamente sul bilancio per oltre 300.000 euro.

L'ultimo colpo di coda della gestione di Andrea Dell'Orto è stato inoltrare a Regione Lombardia - il 4 maggio scorso, quando non era già più presidente di Sias - la pratica per la Via (la valutazione impatto ambientale - ndr).

L’appalto è stato assegnato alla Jaz Studios di Jarno Zaffelli con delibera approvata dal consiglio di amministrazione di Sias, riunitosi il 23 dicembre in teleconferenza.
Nel successivo consiglio del 18 gennaio 2016, senza che fosse all'ordine del giorno e senza documentazione alcuna, a Dell'Orto vengono assegnati 55.000 euro per la trattativa atta a tenere a Monza la Formula 1 oltre il 2017 e i consiglieri gli danno mandato di preparare il rinnovo del contratto di procuratore per Francesco Ferri fissandone anche il compenso, che passa da 220.000 a 240.000 euro.

Il contratto non risulta però essere stato protocollato da Sias e quindi, non avendo data certa, Ferri difficilmente potrà farlo valere per ottenere la buonuscita di 500.000 euro che pretenderebbe.

Insediatosi nei giorni scorsi il nuovo consiglio di Sias nominato dall'assemblea alla quale non sono intervenuti né Ivan CapelliEnrico Radaelli (hanno delegato gli avvocati), il neo presidente Pier Lorenzo Zanchi ha diffidato lo sfiduciato Francesco Ferri dal firmare documenti.

In 13 mesi il bocconiano della Innext ha contribuito non poco a far lievitare le passività della società di gestione dell'Autodromo con scelte alquanto discutibili.
Ad esempio, ha deciso di affidare all’avvocato monzese Andrea Galbiati, genero del titolare del Sassoli group, l’incarico di chiudere il contenzioso che Sias aveva da tempo proprio con Sassoli per l'intitolazione del building e l'affitto della saletta in occasione del Gran premio d'Italia.
Un evidente conflitto di interessi che sembra avere prodotto un pessimo accordo per Sias e molto buono per il gruppo Sassoli (la scrittura privata che ha nominato Francesco Ferri procuratore dell’autodromo il 30 marzo 2015 é stata predisposta e firmata a Desio presso lo studio notarile di Valentina Sassoli, moglie di Andrea Galbiati).

Intanto il presidente dell'ACI Angelo Sticchi Damiani, delegato a portare avanti la trattativa con la FOWC per tenere a Monza la gara mondiale oltre il 2017, puntualizza: “Non abbiamo intenzione di fare braccio di ferro con Ecclestone per il gusto di imporre condizioni; ma non possiamo creare problemi al bilancio dell'ACI. Per firmare il contratto dobbiamo trovare un main sponsor che stiamo cercando”. Mancherebbero 2 o 3 milioni di dollari per arrivare alla firma del contratto che – precisa il presidente - “comporterà sicuramente delle perdite perché l'incasso dei biglietti, purtroppo, non permette il pareggio”.

Il patron della Formula 1, Bernie Ecclestone ha giudicato “non efficiente” la gestione Dell'Orto-Ferri. “Non vedo perché io debba pagare le conseguenze di ciò che voi non fate o fate male. Se voi spendete denaro per qualcosa che non è la Formula 1, che non riguarda il Gran premio, se impegnate risorse per le moto, io ne prendo atto. Non vedo però perché dovrei farvi sconti?”.

 

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