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Niente nuovo motore per la Ferrari, ma Vettel è tranquillo

31/08/2017

di Pier Attilio Trivulzio

La Ferrari non avrà il nuovo motore. Ad annunciarlo è Sebastian Vettel nel corso della conferenza stampa.
“Come hai sentito Seb l'ha appena detto – dice Alberto Antonini, capo ufficio stampa della casa di Maranello -. Abbiamo deciso che lo useremo in un altro Gran Premio. A Singapore, Malesia o Suzuka. Vedremo”.

Seb è tranquillo. Anzi, tranquillissimo. Si è materializzato alle 16,45 in corsia box dove i tifosi con in tasca l'abbonamento del Gran Premio d'Italia valido 3 giorni lo attendevano da quasi un'ora. Tifosi in rosso che però avevano iniziato a mettersi in fila a mezzogiorno, in attesa che alle 16 aprissero il cancello.
Hanno trovato la sorpresa di una corsia box dimezzata rispetto agli scorsi anni., ampio spazio, esagerato, tra loro e l'antro dove i meccanici stavano lavorando attorno alle due monoposto: quella di Seb e quella di Kimi.

Il quattro volte campione del mondo ha firmato autografi e s'è messo in posa per il selfie con le persone diversamente abili. Chiamato a gran voce ha accontentato anche quanti stavano oltre le lontane transenne. Con quattro bodyguards a controllare i più esagitati.
Kimi Raikkonen si è invece limitato a comparire cinque minuti d'orologio ed è poi scomparso. Doveva prepararsi a guidare fino al Castello Sforzesco di Milano la Ferrari sport anni cinquanta durante la passerella fino al vicino Old Fashion. Passerella d'un chilometro e mezzo. Un drink e a nanna.

Il vincitore del Gran Premio del Belgio, Lewis Hamilton, secondo nel mondiale staccato di soli 7 punti in tarda mattinata ha partecipato alla presentazione ufficiale della Dallara che correrà l'anno prossimo le gare abbinate alla Formula Uno.
Si è fatto immortalare a fianco dell'ultima fatica di Giampaolo Dallara. Tecnico di grande valore che ha la factory a Varano de' Malegari (Parma).

Molte novità tecniche nascoste sotto la pelle di kevlar di questa vettura. A colpire è l'ALO, la protezione che sarà obbligatoria dal 2018 e che dovrebbe essere montato anche sulle Formula Uno.

Una sorta di tettuccio rigido per proteggere il pilota in caso di ribaltamento della monoposto. Non piace a molti.
Attorno a questa Dallara che richiederà 1,5 milioni di euro per gestire la stagione, i pilotini che aspirano ad ottenere un sedile nella massima categoria. Lecler, che viene dal vivaio della Ferrari Academy, è il più quotato a fare il salto di categoria. E' bravo e davvero talentuoso.
I politici oggi non hanno fatto passerella. Il loro struscio inizierà domani.

Immancabile Roberto Maroni che nei giorni scorsi si è allineato alle dichiarazioni del neo sindaco di Monza, Dario Allievi non sapendo cos'altro dire ha sparato: “ Monza Circuit dovrà avere il suo museo”.

Maroni si sbilancio e annuncia che Regione Lombardia è disposta a sganciare i fondi. Attenzione: del museo dell'Autodromo si parla da vent'anni.
Fu il sindaco Michele Faglia a dire nel 2004 “Adesso che sono state rinnovate le strutture il museo si deve fare”.

L'architetto svizzero Mario Botta, su incarico dell'ex presidente di Sias, Giulio Fumagalli Romario, presentò il progetto dello “Stadio della Formula Uno” che prevedeva appunto il museo e i posti numerati per gli spettatori. Sias pagò il progetto che venne presentato alla Soprintendenza. L'unica riunione indetta per dare un parere si chiuse dopo neanche un'ora. Bocciato. Senza appello.

Poi con la disastrosa gestione di Andrea Dell'Orto, nel 2015 il padiglione del Museo regalato a Monza negli Anni Sessanta dall'editore di Quattroruote, venne ristrutturato. Costo oltre 300 mila euro. Inaugurazione con quattro auto sportive che Sias s'è fatta prestare, modellini delle auto di Senna, tute dei piloti messe a disposizione di appassionati. Una presa in giro. In realtà i lavori fatti dovevano servire per l'hospitalità della Pirelli in occasione del Gran premio.

La mostra sulle ultime giornate di Ayrton Senna con foto di Ercole Colombo e testi di Giorgio Terruzzi richiamò circa 6.000 paganti. Troppo pochi.
Anche quest'anno il museo è destinato agli ospiti Pirelli.

Un problema sarà la ristorazione. Funziona un self service della società Mirtillo legata a Fandango, e poi c'è il solito bar vicino ai negozi che vendono modellini, caschi, tute e quant'altro serve ai piloti.
Il ristorante della tribuna gestito per oltre cinquant'anni dalla famiglia Anzani è stato convertito a ospitalità. La palazzina ex Beta è stata rilevata dalla Immobiliare 32.

Per la sicurezza è stato riasfaltato il rettilineo di partenza, dall'uscita della curva parabolica (interessata da lavori nel 2012 dopo le bolle in pista in occasione del Mondiale Superbike) alla prima variante.
Ed è stato asfaltato il rettilineo della pista d'alta velocità.

Il presidente di ACI Angelo Sticchi Damiani ha annunciato che l'anello di velocità verrà messo in sicurezza “per consentire alle auto senza guidatore di svolgere test su lunghi chilometraggi”.
Vedremo se e quando i lavori cominceranno e quanto costeranno.

Su progetto dell'ingegner Giuseppe Rapisarda consulente di Sias l'anello di velocità è stato interessato da lavori di riqualificazione costati 700 mila euro. Cifra che l'ex presidente Paolo Guaitamacchi destinò nel bilancio 2012 , ma i lavori vennero effettuati tre anni dopo.

Domani prove libere sotto la pioggia (che è prevista) , sabato al mattino ultima ora di libere e alle 14 le qualifiche.
Domenica la gara: partenza alle 14, 52 giri di pista.

Prima del via Francesca Miechelin canterà l'Inno di Mameli, a sentirla anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

 

Motori: 

Monza Circuit - L'autodromo cambia nome, la Ferrari spera nella vittoria

31/08/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Un'annata positiva per la Ferrari che arriva a Monza con Sebatian Vettel, leader del mondiale, con 7 punti di vantaggio su Lewis Hamilton.
La casa di Maranello celebrerà i suoi primi 70 anni, sperando di cogliere la ventesima vittoria nel Gran Premio di casa.
Lo scorso anno l'incasso dell'Heineken Gran Premio d'Italia è stato di 10.875.545 euro, 1.448.527 euro provenienti dalla vendita dei 19.000 biglietti di prato, mentre la promozione mirata per i soci delle Scuderie Ferrari Club portò il modesto
introito di 99.882 euro e soli 176 biglietti venduti.


In quell’occasione anche la casa di Maranello aveva girato le spalle a Sias preferendo l'hospitality del Paddock Club di Bernie Ecclestone.

Entrata col 75 per cento nel capitale di Sias, l'ACI ha deciso una massiccia campagna promozionale sull'avvenimento Gran premio d'Italia con la produzione di un “video emozionale” di 2 minuti costato 100 mila euro, un temporary manager per la comunicazione retribuito con 160 mila euro e 150 mila euro per produzione, monitoraggio e verifica del posizionamento dei banner del Gran Premio su Google.

Sarà da vedere a conti fatti a quanto ammonterà l'incasso, tenuto conto che ACI ha messo in vendita a prezzi speciali per i soci posti di tribuna e che alla vigilia dell'evento sono ancora disponibili diversi abbonamenti 3 giorni e biglietti per sabato e domenica per le tribune prima e seconda variante, sull'alta velocità a 450 euro, all'Ascari a 360 euro e per la tribuna coperta della curva parabolica, 255 per la parabolica interna che da quest'anno ha aggiunto altri 1000 posti.

Ma ciò che rende perplessi è (vedi www.monzanet.it F1 ticket) che a quattro giorni dal Gran Premio esiste la totale disponibilità dei posti all'Ascari della tribuna Amici dell'Autodromo con prezzi di 360 euro per l'abbonamento 3 giorni, 340 euro domenica e 120 euro sabato.
A giugno l'ACI ha fatto pervenire all'Associazione Amici dell'Autodromo una lettera nella quale in buona sostanza diceva: “troviamo un accordo”. Poiché l'accordo non è stato trovato, così, metà dei 450 posti è stata lasciata comuqnue agli Amici che hanno venduto i biglietti validi 3 giorni a 150 euro – riscuotendo l'incasso a titolo di quota associativa - con l'obbligo però di abbinarli all'acquisto del circolare prato.

Sarebbe intenzione di ACI, per l’anno prossimo, di sfrattare di fatto gli Amici dell'Autodromo, associazione nata dopo l'annuncio dell'Amministrazione di Elio Malvezzi che “a fine 1978 la convenzione con Sias non sarebbe stata rinnovata”.
Gli Amici la tribuna l'hanno costruita e pagata e dicono “è una operazione destinata a farci scomparire”.
Già, scomparire, così come la definizione di Autodromo Nazionale che
una sponsorizzazione da due milioni di euro l'anno (fino al 2019) ha cancellato, il nuovo nome è adesso Monza Circuit.

Se vogliamo dirla tutta l'impianto motoristico brianzolo torna alle origini.
Infatti, realizzato nel 1922 dentro al parco di Monza dopo soli 100 giorni di lavoro, per la gente era “il circuito”, il terzo nel mondo dopo Indianapolis e Brookland. L'unico impianto fisso in Italia alternativo alle gare automobilistiche, e motociclistiche, in salita.
Negli Anni Sessanta “il circuito” diventa per tutti “l'Autodromo” e qualche anno più tardi l'Autodromo Nazionale.
Da pochi giorni, grazie all'ENI, società di cui il Ministero del Tesoro detiene il pacchetto di maggioranza, l'Autodromo Nazionale diventa Monza Circuit .
Con il cane a sei zampe con la lingua infuocata, logo Agip che accoglie gli appassionati in arrivo al cancello di Porta Vedano.

Una sponsorizzazione che solleva un poco ACI dall'impegno triennale da 68 milioni di dollari firmato il 28 novembre dello scorso anno dal presidente Angelo Sticchi Damiani con FOMWC anche per via dello stato di crisi finanziaria in cui versa l'Automobile Club Milano (ACM), che, a marzo, obbliga l'ACI, ad acquisire la maggioranza della Società Incremento Automobilismo e Sport (Sias, valore del pacchetto azionario 550.000 euro) col 75 per cento delle azioni pagate 921.000 euro e presta ad ACM (socio al 25 per cento di Sias) due fideiussioni emesse dalla Banca Nazionale del Lavoro per 2,8 milioni di euro a favore del Comune di Monza per chiudere, con uno sconto del 30 per cento ed il pagamento dilazionato in 5 anni, il contenzioso per i tributi IMU e ICI relativi agli anni 2009-2016. Oneri finanziari dell'operazione a carico di Sias nell'ordine dell'1 % annuo sul capitale garantito.

Tra le clausole del contratto che regola il rapporto ACI-ACM, con Sias, a cui compete l'organizzazione del Gran premio d'Italia, è previsto entro il 30 giugno 2009 il diritto di ACI di rivendita all'Automobile Club di Milano delle azioni.

Alla luce della relazione della società di revisione Trevor srl - (che ha svolto la due diligence di Sias – ndr) è scritto nel contratto – il valore complessivo di Sias è stato stimato in misura pari ad euro 1.228.000 sul presupposto, tra l'altro, che Sias realizzi, per quanto riguarda l'annualità 2017, un reddito normalizzato (EBIT) al netto dei risultati relativi all'organizzazione e alla gestione del Gran premio pari ad euro 828.000, che ACI rimborsi a Sias i costi relativi al Gran Premio e che il patrimonio netto contabile di euro 700 mila di Sias rilevato nell'ultimo bilancio disponibile al 31 dicembre 2015 e rimanga invariato al 31 dicembre 2016. Il prezzo di rivendita delle azioni sarà rettificato in diminuzione o in aumento applicando la formula del metodo del valore medio all'EBIT di Sias del 2019 riferito alle attività diverse da quelle relative al Gran Premio di Formula Uno rispettivamente inferiori o superiori ad euro 828.000 e che ciò non dipenda dal mancato svolgimento di iniziative che abbiano marginalità positiva inserite nel budget di Sias 2017 già approvate”. Mentre nel caso in cui “all'atto della rivendita il costo del personale di Sias dovesse aumentare oltre il tetto di 2,75 milioni di euro è previsto un indennizzo pari al doppio del costo del personale”.

ACM tranquillizza ACI su alcune clausole previste dalla convenzione con il Comune di Monza. A tutto il 2014 sono stati realizzati lavori per 9.502.953 euro ed opere per 1.188.395 euro negli anni successivi.

In quanto all’indebitamento con Unicredit, Sias ha il debito di 1 milione di euro che scadrà a maggio 2020 e dal prossimo mese di novembre dovrà corrispondere gli interessi.
Inoltre, per effetto di sentenza definitiva emessa dal Tribunale di Milano dovrà pagare ad Agriverde 718.000 euro ed è in atto presso il Tribunale di Reggio Emilia il contenzioso di 77.000 euro chiesto da Jarno Zaffelli per l'aggiudicazione della gara indetta da Sias quando presidente era Andrea Dell'Orto per il progetto – irrealizzato - di una nuova pista per riportare a Monza il Mondiale Superbike.

Altra causa pendente quella di un cliente Porsche a cui è stata rubata nel paddock, sorvegliato da personale e da videocamere, una 924 durante un evento della casa tedesca.

Martedì 29 agosto prima riunione del Consiglio d'amministrazione di Sias composto da Giuseppe Redaelli (presidente di Sias), Giuseppina Fusco (vice presidente di ACI), Cristina Pagliara (presidente ACI Gorizia), Alberto Dossi (in rappresentanza dei Comuni di Monza e Milano), Enrico Radaelli (Automobile Club Milano).

Giovedì dalle 19 i piloti partecipanti al Gran Premio faranno passerella al Castello Sforzesco di Milano al volante di prestigiose auto d'epoca.
Parte anche a Monza Gp Green con manifestazioni di supporto in piazza Trento e Trieste e vie del centro.
Venerdi prove libere. Sabato qualifiche e domenica alle 14 partenza dell'Heineken Gran Premio d'Italia sulla distanza di 52 giri.

Motori: 

Monza - Autodromo: Alberto Dossi pronto ad entrare nel Cda di Sias

22/07/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Presidente del colosso industriale Sapio SpA, azienda produttrice di gas dal 1922, lo stesso anno d'inaugurazione dell'Autodromo di Monza, Alberto Dossi è in attesa di una telefonata del neo sindaco Dario Allevi per entrare nel Cda di Sias, società di gestione dell'impianto sportivo che ospita il Gran premio d'Italia di Formula Uno, in rappresentanza dell'Amministrazione comunale.

Tre anni fa mi venne offerta la presidenza di Sias e detti la mia disponibilità. Sapevo che avrei preso l'Autodromo in un momento difficile – racconta Alberto Dossi a InfonodoDopo essermi consultato in azienda con il mio socio Maurizio Colombo e miei stretti collaboratori, dissi alle persone che mi contattarono, Enrico Radaelli (allora presidente degli Amici dell'Autodromo, oggi delegato regionale del Coni e membro del Cda di Sias) e Pietro Mazzo, che avrei accettato a condizione di vedere prima i conti perché come presidente di un'azienda di cui assieme a Colombo deteniamo il 51 per cento del capitale e dal 1990 abbiamo come socio col restante 49 per cento la multinazionale americana Air Products, devo avere delle garanzie. Non posso occupare posti che possono arrecare danno all’immagine della mia persona e di riflesso all'azienda. Quindi ho precisato: voglio vedere bene la situazione finanziaria. Il giorno dopo a presiedere Sias hanno messo Andrea Dell'Orto”.

Alberto Dossi è al comando di un'azienda che ha 1.600 dipendenti, stabilimenti oltre che in Italia in Francia, Germania, Turchia, Slovenia, fattura 500 milioni di euro e ne investe circa 50 in ricerca e sviluppo.

Non è che si è spaventato quando ha visto i conti dell'Autodromo?
Non siamo mai arrivati alla presentazione dei conti! Eravamo alle fasi preliminari in cui io, fatta una serie di approfondimenti, sarei stato pronto a sciogliere le riserve. Vede, in Confindustria Monza e Brianza ero vice presidente con delega a ricerca e sviluppo. Dalla sera alla mattina mi hanno detto: no, no, tu sei figura troppo importante per ricerca e sviluppo, l'Autodromo è chiacchierato, tu non puoi entrare. Ti chiediamo di fare un passo indietro. Come uomo di squadra ho risposto: Va bene, non gradisco ma accetto. Ed ho fatto un passo indietro. Il giorno dopo sulla poltrona di Sias c'era seduto Andrea Dell'Orto. In Confindustria Monza e Brianza non si sono comportati male, di più. Ho dato le dimissioni e non ho più voluto saperne di Dell'Orto, di Massimo Mannelli, di Francesco Ferri, di nessuno. E poi abbiamo visto i risultati. A detta di tutti quella di Andrea Dell'Orto è stata la gestione dell'Autodromo più scellerata ed incapace.
Il passo successivo in Confindustria è stato l'ingaggio di Ivan Capelli per la presidenza dell'Automobile Club Milano; ma su questa fase della vicenda mi avvalgo della facoltà di non rispondere”.

Ora attendo tranquillo la chiamata di Dario Allevi che certo, appena insediato ha molti problemi da risolvere ma siamo sotto Gran premio d'Italia è l'Autodromo deve poter lavorare con un Cda a 5 e non a 3 come ora. Un Consiglio composto dal presidente Giuseppe Redaelli, Giuseppina Fusco in rappresentanza di ACI, ed Enrico Redaelli per l'Automobile Club Milano ed altri due elementi. Mi auguro d'essere scelto da Dario Allevi per rappresentare Monza. Sono certo di poter dare un valido contributo. Una donna di nomina ACI completerà la squadra”.

Ho visto il mio primo Gran premio nel 1962, avevo dieci anni. Vinse Graham Hill con la BRM, le Ferrari con Mairesse e Baghetti finirono al quarto e quinto posto. Sono stato amico dei fratelli Tino e Vittorio Brambilla; Tino ebbe da Enzo Ferrari le monoposto di Formula 2 che portavano il nome del figlio Dino e non riuscivano a vincere le gare. Tino riuscì a migliorarle e portarla al trionfo ad Hochemheim nel 1968 e l'anno dopo alla Temporada Argentina; Vittorio vinse sotto la pioggia con la Beta- March il Gran premio d'Austria 1975. Per i Brambilla avevo talento, partecipai ad un corso di guida di Henry Morrogh e m'iscrissi ad una gara. Mio padre lo scoprì e mi mise davanti all'alternativa: l'azienda o le corse. Optati per l'azienda. Anche se poi ho corso una Mille Miglia e qualche gara amatoriale”. 

Monza - La Ferrari fa volare la vendita dei biglietti per il GP d'Italia

18/07/2017

di Pier Attilio Trivulzio

La Ferrari fa scintille nella prima parte del mondiale con Sebastian Vettel davanti a Lewis Hamilton nella classifica di campionato, poi però la stupida bravata a Baku con la ruotata alla Mercedes dell'inglese e i problemi al pneumatico anteriore sinistro a Silverstone - non solo sulla sua monoposto ma anche a quella di Kimi Raikkon – vedono squagliarsi il vantaggio del tedesco da più 20 ad un solo punto.

Manca un mese e mezzo al Gran premio Heineken d'Italia di Formula 1 che si correrà a Monza il 3 settembre. Con però ancora due appuntamenti iridati in Ungheria e Belgio prima dell'arrivo del Circus della Formula 1 all'Autodromo.

Per la Ferrari la gara di Silverstone - giro di boa del mondiale - è stata una Caporetto: entrambe le monoposto frenate da problemi di gomme a pochi giri dalla conclusione. Raikkonen con un veloce pit stop è riuscito a conservare il gradino più basso del podio; Vettel è invece scivolato al settimo posto. E ora, nel mondiale piloti, ha un punto di vantaggio su Hamilton; mentre nel mondiale costruttori – il solo titolo che conta per l'amministratore di Fca Sergio Marchionne – la Mercedes è leader con 330 punti contro i 275 della Ferrari e i 174 della Red Bull.

Intanto in Sias, dal 1. aprile, i 46 dipendenti hanno il contratto della Confcommercio e non più quello dei Metalmeccanici.

Carlo Conti ha smesso di occuparsi dei conti dell'Autodromo. Il dirigente del settore amministrazione e finanza, in ACI dal 2003 e inviato dallo scorso autunno dal presidente Angelo Sticchi Damiani in missione a Monza per conoscere la reale situazione della società di gestione dell'Autodromo Nazionale, è stato nominato direttore centrale della neonata “direzione strategica per le politiche del gruppo”.

In attesa che il bando per la ricerca di un direttore amministrativo di Sias trovi persona competente a questo incarico, Sticchi Damiani ha quindi dovuto affidare ad Alfredo Scala, amministratore delegato e direttore generale di Vallelunga SpA le deleghe previste per Carlo Conti, fatta eccezione per quella relativa alla sicurezza. Scala è una garanzia per Monza e per ACI.

Scrupoloso e pignolo, documenti alla mano, Carlo Conti aveva relazionato ACI sul rischio di entrare in società con Sias. Anche in considerazione della decisione di Regione Lombardia di non acquisire quote (dopo aver annunciato la volontà di entrare col 20 per cento) ed elargire il solo contributo di 5 milioni per l'edizione 2017.

Ma in ballo c’era la firma dell'accordo con la FOM per tenere a Monza il Gran premio d'Italia, dopo che Sticchi Damiani s'era già formalmente e pubblicamente impegnato a rinnovare l'oneroso contratto con Bernie Ecclestone prima per 4 anni (fino al 2020) e poi per 3 (fino al 2019), dopo il defilarsi di Regione Lombardia che del resto aveva già disatteso l'annunciata messa a disposizione di Sias di “70 milioni in dieci anni per il rinnovo delle strutture”.

Su incarico del presidente ACI, gli ingegneri Pietro Giannattasio, Maurizio Crispino e Francesco Sylos Labini con la collaborazione di Francesco Rapisarda, il 30 aprile 2013, avevano preparato una dettagliata relazione che prevedeva le opere da eseguirsi in tre fasi tra il 2014 e il 2016 comprendenti tra l'altro la demolizione e ristrutturazione della pista, l'intervento di manutenzione straordinaria della pit lane che presenta “diverse criticità funzionali e strutturali”, lavori di adeguamento dei sovra e sottopassi, in particolare dei sottopassi del rettifilo delle tribune il cui costo era stimato in 600 mila euro e la “riqualificazione e impletamento dei bagni pubblici” con un costo di 500 mila euro; la riqualificazione della tribuna d'onore (2,8 milioni) e 2,4 milioni per riqualificazione di 25 tribune a cui dovevano aggiungersi 1,6 milioni per il paddock e 5 milioni per il nuovo ristorante-bar da realizzarsi nell'ex area Festival.

Inutile dire che non avendo Regione Lombardia mantenute le promesse, i lavori neppure sono iniziati.

Soltanto da alcuni mesi nuovi bagni pubblici sono stati realizzati dietro alla tribuna centrale ed una visita, sollecitata da Angelo Sticchi Damiani dopo una rovente telefonata del presidente Jean Todt allertato dagli organizzatori francesi di ACO (24 Ore Le Mans) agli ingegneri Giannattasio e Crispino piombati a Monza all'indomani della gara di 4 Ore ELMS sono stati deliberati i lavori dei servizi igienici dentro al paddock. Mentre opere di ammodernamento delle tribune, per renderle più comode, sono state eseguite ed a breve inizieranno anche lavori alla pista.

Lavori annunciati a marzo da Ivan Capelli, presidente dell'Automobile Club di Milano, nel corso della premiazione dei soci sportivi. “Aci Milano ha investito tutta la propria energia e determinazione per tenere a Monza il Gran premio – aveva dichiarato -. Il Gran premio 2016 ha chiuso un'era e ne apre un'altra, abbiamo davanti un futuro di nuove iniziative e migliorie per il circuito”.

Al 30 aprile l'ACI ha versato alla FOM i 22 milioni di dollari previsti dal contratto siglato il 29 novembre 2016 (fino allo scorso anno il pagamento avveniva il giorno dopo il Gran premio – ndr).

Grazie ai numeri di immatricolazioni PRA, il bilancio ACI ha chiuso con un segno positivo di 49 milioni prima del pagamento delle tasse. Mentre in negativo per 35 milioni sono state invece le attività istituzionali.

Le prestazioni della Ferrari hanno dato una bella spinta alle vendite dei biglietti del Gran premio; anche se c'è da dire che bastava acquistare la tessera ACI da 30 euro per aver diritto a biglietti di tribuna parabolica interna scontati da 250 a 140 euro (rivista ACI L'Automobile – Giugno 2017).
Sarà quindi da verificare quanto ha reso alla fine la biglietteria, tenuto conto che l'organizzazione del Gran premio richiede una cifra attorno ai 19 milioni di euro.

Finora gli incassi non hanno mai raggiunto gli 11 milioni di euro.
Quest'anno, poi, c'è un'altra voce di spesa: “spettacolarizzazione del Gran premio”, affidata a Fandango SpA.
Di cosa si tratta non si sa. Si ipotizza legata alla pubblicizzazione dell'evento Gran premio a Milano, come da accordi con Liberty Media.

Motori: 

Monza - Redaelli presidente di Sias, solo 5 milioni da Regione Lombardia per il GP

06/05/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Quando nel 2015 il Gran premio d'Italia di Formula 1 rischiò di essere cancellato dal calendario mondiale, il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni e il suo vice, Fabrizio Sala, scesero in campo, annunciando il contributo di 70 milioni di euro in dieci anni per il parco della Villa Reale e per Autodromo.
Secondo il loro piano, Regione Lombardia sarebbe entrata nell'azionariato di Sias con una quota del 20 per cento, contribuendo con 10 milioni di euro l'anno fino al 2019 alla firma del contratto con la FOM di Bernie Ecclestone che aveva fissato il prezzo per il rinnovo triennale a 68 milioni di dollari.

Poi, però, letta la due diligence della società di revisione Trevor, che ha redatto il documento ufficiale su cui è poi stato deliberato il valore delle azioni di Sias, Regione Lombardia ha deciso di defilarsi ed ha deliberato il solo contributo di 5 milioni di euro anziché 10 milioni di euro per l'edizione 2017 del Gran premio d'Italia.
Un dietrofront che ha costretto ACI, nel corso del suo ultimo Consiglio generale, ad approvare la rimodulazione del budget di bilancio con una previsione inferiore ai 20 milioni di euro: “Sapevamo prima di firmare il contratto con Ecclestone che sarebbe stata dura – spiega il presidente dell'ACI - e però siamo gente seria che mantiene gli impegni e le responsabilità e per questo ci siamo accollati l'oneroso impegno. Fortunatamente l'inizio di stagione positivo con la Ferrari che è leader del campionato ci sta dando una mano”.

Per la corsa di settembre, già alcune tribune sono sold out e se il trend positivo continuerà, Sias riuscirà a superare l'incasso 2016 che è stato di poco superiore ai 10 milioni, a fronte dei costi per organizzare l’evento che si aggirano tra i 19 e i 21 milioni di euro.

L'assemblea di Sias tenutasi ieri a Milano ha annunciato il cambio al vertice dell'Autodromo Nazionale.
A presiedere Sias, società di gestione dell'impianto automobilistico, l'Automobile Club d'Italia – ora socio di maggioranza col 75 per cento del capitale, il restante 25 per cento resta all'Automobile Club Milano – ha designato Giuseppe Redaelli, 67 anni (li compirà il 7 maggio) , industriale di Varese, nonno brianzolo di Barzanò, gradito a Regione Lombardia. “Abbiamo voluto privilegiare il territorio nominando Redaelli che è anche a capo del Comitato degli Automobile Club regionali”, precisa Angelo Sticchi Damiani.
Titolare di una tipografia che da anni ha commesse di lavoro dalla Regione, Redaelli è dal 2010 presidente dell'Automobile Club Varese.
Tra i fondatore dell'associazione Varesevive; nel 2012 ha ricevuto dal Coni la medaglia d'oro quale vincitore del campionato di regolarità auto storiche e il premio “Lombardia per il lavoro” consegnatogli dall'allora presidente Roberto Formigoni.

Esordisce così il neo presidente, concedendo la sua prima intervista in esclusiva a Infonodo: “Discontinuità col passato e il desiderio di costruire un nuovo futuro. Senza alimentare aspettative che potrebbero non concretizzarsi. Il nostro obiettivo è che Monza da fiore all'occhiello del territorio diventi fiore all'occhiello nazionale”.

La gestione di Sias con l'ACI socio di maggioranza è totalmente cambiata, così com'è cambiata la gestione della FOM di Ecclestone ceduta a Liberty Media. Ieri in Autodromo abbiamo incontrato Chase Carey,Ceo del colosso americano che ha rilevato da Ecclestone la Formula Uno e che prima di venire a Monza è stato a colloquio con Roberto Maroni e con il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Con loro, presente anche Angelo Sticchi Damiani sono state pianificate iniziative per tenere alto l'avvenimento Gran premio senza dimenticare il brand Monza. Occorre una nuova filosofia: Monza dev'essere Monza tutto l'anno e non soltanto a settembre quando corre la Formula Uno”.

Presidente, Liberty Media ha in mano un contratto che gli garantisce 66 milioni di dollari in tre anni, il presidente dell'ACI è convinto che potrà rinegoziare al ribasso la cifra?
Sticchi Damiani è dell'avviso che si possa arrivare ad un accordo più efficiente e performante per tutti. Non penso proprio ad una revisione del contratto firmato a novembre dello scorso anno. Liberty Media ci ha fatto intendere una parziale disponibilità di progetto per il futuro. La mia è una sensazione, Chase Carey non appare un despota. Insomma, non dice: avete firmato un contratto e lo dovete rispettare. E' un imprenditore e quindi è chiaro che non vorrà perdere il suo vantaggio. Anzi, vorrà acquisire un ulteriore vantaggio! Non ci vedrà nemici ma amici con cui trovare intese. Non sarà un percorso facile e neppure breve. Quale imprenditore dopo aver acquisito un'azienda che gli garantisce 66 milioni di dollari richiama per dire gli altri hanno scherzato, adesso rivediamo la cifra al ribasso? Carey sa bene che dovremo trovare un'intesa. Se il business funziona per Monza funziona anche per lui, altrimenti...”

Regione Lombardia dopo aver promesso 10 milioni l'anno inizialmente per quattro anni e poi per tre ed aver lasciato intendere che sarebbe entrata come socia in Sias si è defilata e per il Gran premio – come ci ha confermato il presidente dell'ACI metterà a disposizione soltanto 5 milioni...
Credo che essendo state fatte promesse tra gentiluomini in un modo o nell'altro le promesse saranno mantenute”.

Al primo consiglio di Sias Giuseppe Redaelli non siederà sulla poltrona a lui riservata. “Non lo faccio mai – spiega -. Non mi piacciono i presidenti che fanno pesare il loro potere. In Sias decideremo a livello collegiale, non sono abituato a fare il despota. Programmi e progetti si concordano in gruppo. Faccio molto squadra. Poi magari faccio anche battaglie e litigo. E però discuto. Stimolo la discussione”.
Prima di congedarsi manda un particolare ringraziamento a Pier Lorenzo Zanchi che l'ha preceduto. “E' doveroso. Lo scorso anno ha fatto un buon lavoro. Mi aiuterà per alcuni mesi ad entrare nello spirito della gestione di Sias”.

Inizialmente saranno tre e non cinque i membri del Consiglio. Con Giuseppe Redaelli e Giuseppina Fusco (una carriera all'ENI prima di passare all'ACI) designati dall'ACI nel Cda ci sarà Enrico Radaelli a rappresentare il socio di minoranza, l'Automobile Club Milano. Non appena il Comune di Monza annuncerà il suo rappresentante (potrebbe essere riconfermata Alessandra Marzari) ACI comunicherà il nome scelto per completare il Consiglio. Nel caso Monza non dovesse confermare la Marzari e nominare un uomo, il quinto consigliere di nomina Aci sarà una donna.

Monza - Autodromo: Enrico Radaelli silura il presidente Zanchi e all'ACMilano è rissa

4 aprile 2017

di Pier Attilio Trivulzio

E' bufera sul Consiglio dell'Automobile Club Milano.
Giovedì i cinque membri: Ivan Capelli, Marco Coldani, Pietro Meda, Geronimo La Russa ed Enrico Radaelli dovevano votare il nome del rappresentante in seno al nuovo Cda di Sias. Risultato: 3 voti a favore di Radaelli e solo 2 voti per Pierlorenzo Zanchi, da un anno presidente della società di gestione dell'Autodromo Nazionale, che aveva avuto assicurazione della riconferma da Angelo Sticchi Damiani presidente di ACI socio di maggioranza in Sias col 75 per cento delle azioni (il restante 25 per cento è di ACM).

I tre voti ad Enrico Radaelli hanno scatenato immediatamente la bagarre e sono volati pesanti insulti.
È partita anche una lettera. “...Mio malgrado e con grande rammarico annuncio le mie immediate ed irrinunciabili dimissioni”, ha scritto Pierlorenzo Zanchi denunciando “l'anomala pratica di autovoto da parte del diretto interessato Radaelli due (La Russa e Meda – ndr) erano quelli che più di altri si erano adoperati a convincermi di accettare il gravoso incarico di presidente di Sias. Mi stupisce molto perché motivato da ragioni che non riferiscono minimamente al merito”.
Tengo a significarvi – conclude la lettera – che dal momento in cui sono stato presidente ad oggi, con tutte le risorse e competenze che a vario titolo mi hanno aiutato, in primis il procuratore Marco Coldani, si sono ottenuti risultati notevoli”.

Zanchi non precisa se i “risultati notevoli” sono riferiti al bilancio 2016 che il Cda di Sias voterà domani (4 aprile) - senza la presenza di Zanchi - prima di decadere, o al rinnovo triennale del Gran premio di Formula 1.
Oppure all'essere riusciti a portare a Monza, per i test FIA precampionato, le straordinarie vetture dell'European Le Mans Series (torneranno in pista per la gara di campionato il 14 maggio) e del World Endurance Championship che tra sabato e domenica, nonostante la pioggia, ha visto l'Autodromo tornare a riempirsi di pubblico: 20 mila persone.
Certamente un buon biglietto da visita per la nuova società a maggioranza ACI.
I due giorni di test del WEC con attività in pista fino alle 21, sono serviti per proseguire il discorso in vista del ritorno all'Autodromo della “Mille Chilometri” nata per volere dell'Automobile Club di Milano e merito della tenacia e del carisma di Romolo Tavoni. Una “Mille” che negli Anni Sessanta richiamava più spettatori del Gran premio di Formula 1.

Tre mesi dopo aver firmato con la FOM di Bernie Ecclestone il contratto da 68 milioni di dollari per tenere a Monza il Gran premio d'Italia di Formula 1 fino al 2019 ed essersi assicurato la maggioranza delle quote di Sias, il presidente dell'Automobile Club d'Italia, aveva quasi completato il puzzle della nuova Sias scegliendo per il Cda Carlo Conti (direttore centrale finanza ACI) e Alessandra Rosa (direttrice AC Firenze). In sospeso le candidature di Alfredo Scala e di Fabrizio Turci. Giovedì (6 aprile) durante il Consiglio generale a Roma Sticchi Damiani annuncerà il nome del presidente della Nuova Sias che potrebbe essere un lombardo. Ed a completare il quintetto del Cda Enrico Radaelli (ACM) e il designato dal Comune di Milano.

Nella foto Pierlorenzo Zanchi

Monza - Autodromo. Nasce la nuova società di gestione, ad ACI il 75% delle quote

15/03/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Roma - Automobile Club d'Italia (ACI) e Automobile Club di Milano (ACM) hanno, ieri, unito le loro quote - rispettivamente 75 e 25 per cento - per dare continuità a Sias, la società che dal 1922 gestisce l'Autodromo di Monza : un matrimonio per necessità.
Scelta difficile in quanto per 85 anni ACM ha deciso in autonomia programmi e investimenti. Invece, d'ora in poi a Monza l'ACI sarà il padrone di casa.

Una sorta di realizzazione del sogno di Franco Lucchesi ex presidente dell'ACI che sedici anni fa dette vita alla società Formula Grand Prix SpA che aveva per oggetto sociale “la costruzione, allestimento e gestione di circuiti automobilistici, motociclistici, la gestione di gare, competizioni e manifestazioni automobilistiche, motociclistiche e sportive in genere”. Società con capitale di 100 mila euro: 99.000 azioni Automobile Club d'Italia, 1.000 azioni della sanmarnese Fincompany SA.

Formula Grand Prix SpA era stata costituita con l'obiettivo di sottrarre all'Automobile Club di Milano il Gran premio d'Italia e a all'Automobile Club di Bologna quello di Imola.
La società venne, però, messa in liquidazione l'11 marzo 2004; il capitale azzerato da consulenze ed emolumenti ai consiglieri; la perdita fu di 14.856 euro.

Quella di chiedere aiuto all'ACI è stata per ACM una scelta obbligata dal momento che le gestioni dell'ex direttore Enrico Ferrari tra il 1997 e il 2012 (il Tribunale lo ha condannato ad una pena di 4 anni e 4 mesi ed risarcire 1,5 milioni di euro) e di Andrea Dell'Orto nel biennio 2014-2015 hanno fatto sprofondare Sias sull'orlo del fallimento.
Per salvare la società e continuare ad organizzare il Gran premio d'Italia di Formula Uno il presidente dell'ACI Angelo Sticchi Damiani ha portato avanti la trattativa con la FOM di Bernie Ecclestone disposta a confermare a Monza l'avvenimento iridato a fronte di un nuovo oneroso contratto da 68 milioni di dollari per il triennio 2017-2019.

Dopo che a fine 2015 il Governo Renzi aveva autorizzato l'ACI a utilizzare i proventi del Pra (Pubblico Registro) il Consiglio Generale dell'ACI ha dato mandato al presidente Sticchi Damiani di utilizzare risorse per 37,5 milioni. Ora però l'ambiente romano è in fibrillazione poiché il decreto attuativo deve passare per le commissioni e potrebbe subire modifiche.

Speriamo veramente di no. Se però ciò accadesse ci penalizzerebbe – analizza lucidamente un componente del Consiglio -. Il Parlamento potrebbe modificare la legge finanziaria del 2015 ed a noi verrebbe a mancare l'approvvigionamento economico per il Gran premio d'Italia. Lo stesso discorso vale per Regione Lombardia. Senza i loro soldi non facciamo il Gran premio. La loro parte la devono mettere perchè sono venuti a cercarci, hanno partecipato alle riunioni, hanno fatto annunci. Non può l'ACI restare col cerino acceso in mano”.

Ai 37,5 milioni di dollari di ACI per il triennio, ACM aggiunge l'incasso dei biglietti e gli stanziamenti di Regione Lombardia.

Inizialmente era stato annunciato che la Regione avrebbe partecipato alla società con una quota del 20 per cento. Spaventata, però, dal report della due diligence si è in ultimo chiamata fuori, decidendo di restare soltanto sponsor con una cifra di 10 milioni l'anno per il 2017 e 2018.
In realtà, al momento in cui scriviamo, il solo impegno di spesa è di 7 milioni, di cui 5 andrebbero all'Autodromo per il Gran premio e 2 sono stati utilizzati per i lavori di preparazione del Parco per la visita di Papa Francesco del 25 marzo.

Quindi, a conti fatti, sommando ai 37,5 milioni di dollari di ACI i circa 30 della vendita biglietti ed i 20 di Regione Lombardia (nessun contributo in ogni caso per il 2019) si arriva a 87,5 milioni; 19,5 in più del contratto FOM. Occorre però tenere conto che le spese di organizzazione del Gran premio sono nell'ordine dei 60 milioni e dunque, nel triennio, il Gran premio d'Italia è destinato a produrre un disavanzo economico di 40,5 milioni.
Anche se il presidente della Regione, Roberto Maroni, ottimisticamente, dichiara: “L'investimento nel Gran premio serve a creare ricchezza per il nostro territorio”, contando sull’indotto che l’evento Gran Premio produce: accoglienza, ristorazione. trasporti, ecc.

Arrivare alla sigla del contratto ACI-ACM, che dovrà però ancora ottenere il benestare della Corte dei Conti e dell'Antitrust, non è stata una passeggiata facile. O meglio, per dirla tutta, è stato un viaggio ad ostacoli.
Il gruppo di lavoro dell'ACI coordinato da Carlo Conti, direttore dell'area amministrativa e finanziaria, ha passato al vaglio la documentazione degli ultimi 5 anni di Sias estrapolando in modo analitico le negatività aziendali che potrebbero in futuro creare problemi di gestione societaria.
ACI ha puntualizzato che le posizioni civilistiche e penali ancora aperte saranno di sola competenza di ACM.

Angelo Sticchi Damiani potrebbe assumere almeno inizialmente il ruolo di presidente della nuova Sias. Al momento per quanto riguarda i tre componenti il cda in quota ACI circolano solo i nomi di Alfredo Scala e Fabrizio Turci; Enrico Radaelli sarà il rappresentate di ACM mentre il quinto nominativo dovrebbe essere indicato dal Comune di Milano, e non da Monza com'è avvenuto fino ad ora.

Giovedì 16 marzo in Tribunale a Monza il pubblico ministero Rosario Ferracane (ha sostituito Walter Mapelli promosso procuratore capo a Bergamo) terrà la sua requisitoria chiedendo le pene per Enrico Ferrari, Giorgio Beghella Bartoli, Marco Luca Villa, Giuseppina Panuccio, Federica Evangelista e Stefano Tremolada. Pesanti i capi d'accusa: usura, corruzione, peculato, falso, turbativa d'asta, omissione dolosa di cautele, distruzione di patrimonio arboreo. Sias si è costituita parte civile con l'avvocata Angela Fortuna.

Monza - Autodromo: Regione Lombardia non entrerà nella società di gestione

02/02/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Regione Lombardia non entrerà nella nuova società di gestione dell’Autodromo, ma sosterrà per due anni il Gran premio d'Italia di Formula 1 con un contributo di 10 milioni di euro: “Abbiamo valutato molto rischiosa l'operazione di ingresso nel capitale e quindi abbiamo optato per il solo finanziamento di 10 milioni per le edizioni del Gran premio di quest'anno e dell'anno prossimo”, è il commento ufficioso di una persona vicina al presidente Roberto Maroni.


Spaventata dalla pesante esposizione finanziaria di Sias, società che da sempre gestisce l'Autodromo di Monza, e convinta che a conti fatti sia un affare troppo rischioso, Regione Lombardia mette oggi in discussione quello che a settembre si dava per scontato, quando, un visibilmente soddisfatto Angelo Sticchi Damiani (presidente di Aci) dichiarò: “Con un lungo lavoro di continuo e costante avvicinamento con gli enti territoriali locali è stata accettata la sfida di prolungamento del contratto per altri tre anni. Una sfida che da domani la nuova compagine composta da ACI, Regione Lombardia e Sias raccoglierà per gestire il Gran premio”.
A suggellare l'accordo raggiunto, Angelo Sticchi Damiani, Roberto Maroni, Bernie Ecclestone con l’aggiunta di Flavio Briatore, posando a beneficio di fotografi e televisioni, stesero e sovrapposero le loro mani destre come i moschettieri di Dumas.

L'accordo prevedeva l'entrata di Regione Lombardia nella nuova società col 20 per cento di azioni.
I risultati della due diligence e i primi indicativi dati di bilancio post Gran premio hanno fatto cambiare idea ai politici lombardi che hanno preferito optare per il solo finanziamento di 10 milioni e per sole due edizioni, quindi niente per il 2019, data di scadenza del contratto con la FOM.
La nuova società che sostituirà Sias nella gestione dell’Autodromo vedrà, quindi, l'ACI socio di maggioranza col 75 per cento e l'Automobile Club Milano col restante 25.

ACI manderà in Consiglio tre persone, i cui nomi verranno annunciati dopo l'avvenuto passaggio societario. Il quarto componente, per decisione presa in accordo con il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, e con Roberto Maroni, sarà designato dal Comune di Monza, mentre il quinto dovrà deciderlo l'Automobile Club di Milano. E non sembra una decisione facile.

Quello che è certo è che ACI dovrà far fronte ad una cifra ben superiore ai 12,5 milioni annunciati.
La ricerca, per il momento infruttuosa, di un solido sponsor per alleggerire i 68 milioni del contratto triennale diventa, così, vitale e sarà decisiva sul futuro del GP d’Italia a Monza.

ps: è stato, recentemente, pubblicato il calendario con gli eventi e le manifestazioni che si svolgeranno in Autodromo durante il 2017 e che potete trovare a questo indirizzo.

 

Monza - Gp d'Italia: 15mila biglietti invenduti. Cambio di strategia di Aci per l'anno prossimo

27 gennaio 2017

di Pier Attilio Trivulzio

A settembre 15 mila posti di tribuna per il Gran premio sono rimasti vuoti. Biglietti invenduti” - ha detto Ivan Capelli, presidente dell'Automobile Club di Milano ai colleghi degli Automobile Club locali chiamati mercoledì a raccolta all'Autodromo -. Ci fosse stato l'impegno di tutti gli Automobile Club sarebbero stati bruciati in un attimo”.
E proprio per scongiurare un nuovo, pesante, mancato incasso, da tutta Italia è arrivata a Monza la task force dell'ACI.
Blazer e grisaglie sotto i loden; cravatte di Marinella, scarpe Tod's, la squadra di Angelo Sticchi Damiani – 106 presidenti ed altrettanti direttori degli ACI provinciali - ha risposto compatta all'invito.

L'Autodromo da sempre definito nazionale, gestito per anni benissimo dall'Automobile Club di Milano – ha esordito il nuovo padrone dell'impianto brianzolo – per effetto delle condizioni contrattuali imposte da Ecclestone per tenere a Monza la Formula 1 ha richiesto il nostro intervento e dunque, da adesso, presidenti e direttori questa è la vostra casa. Realizzeremo un villaggio con tanto di tribuna affacciata sulla pista, sarà il villaggio degli Automobile Club provinciali dove potrete portare i vostri ospiti. E poiché questa è la vostra casa dovrete impegnarvi a vendere i biglietti del Gran premio d'Italia” .
Il Villaggio ACI sarà allestito all'esterno della prima variante. Verrà realizzata una struttura di accoglienza nell'area della piscina.
Per volere di Sticchi Damiani il meeting si è tenuto nella sala da sempre utilizzata dall'ACI in occasione del Gran premio.

Questo spazio l'abbiamo difeso con le unghie e con i denti”, ha sottolineato. In realtà è stata l'unica concessione fatta dall'ex patron della FOM Bernie Ecclestone, ufficialmente messo a riposo nei giorni scorsi dal colosso americano Liberty Media, che ha rilevato il business da 8 miliardi di dollari del Circus. “Cercheremo di aprire un discorso con la nuova proprietà per vedere di ottenere, nel rispetto del contratto, qualche area di ospitalità in più”, ha quindi aggiunto.

Il nuovo contratto triennale firmato il 29 novembre prevede un impegno finanziario di 68 milioni di dollari, la cessione di tutti gli spazi a Paddock Club compreso salette e terrazze del Manpower Building che rendevano a Sias 3 milioni di euro.
Oltre a Sticchi Damiani erano presenti Alfredo Scala, Marco Ferrari, Marco Rogano e, al completo, il Consiglio dell'Automobile Club di Milano.

Nessuno a rappresentare la Regione Lombardia che investirà 10 milioni all'anno per il biennio 2017-2018 e che però ancora non è certo se entrerà con una percentuale nella società. Potrebbe decidere di limitarsi ad erogare il contributo di 20 milioni che verrebbe prelevato – in parte - dall'annunciato fondo di 70 milioni in 10 anni messo a disposizione, non ancora però deliberato, del Consorzio Parco e Villa Reale.
Ad oggi tutto è fermo all'ipotesi di ACI col 60 per cento, 20 per cento Regione Lombardia e il restante 20 per cento dell'Automobile Club Milano.
In Regione Lombardia ci sono diverse scuole di pensiero. C'è anche chi ritiene sia più saggio mettere a disposizione il contributo annuo di 10 milioni senza entrare nella gestione della società. Quindi senza avere responsabilità in Sias”, ragiona un dirigente di Piazza Lombardia.

Se questa dovesse essere la decisione, Aci si vedrebbe obbligata ad aumentare la percentuale di quota capitale. Al momento il Consiglio Generale ha autorizzato 12,5 milioni, i fondi PRA, (Pubblico Registro Automobilistico).

Aci avrà, anche, a disposizione il ricavato della biglietteria che nel triennio 2013-2015 ha reso 27 milioni con il maggior incasso (2013) di 9,9 milioni. Considerando l'impegno di tutti gli ACI nella vendita dei biglietti è ipotizzabile un incasso annuo di 11 milioni che uniti ai 12,5 porterebbe il contributo a 23,5 milioni.

Automobile Club Milano si prenderà in carico i debiti di Sias che sono nell'ordine dei 10 milioni, e quindi aggiungendo i 10 milioni di Regione Lombardia il totale salirebbe a 33,5 milioni.
Sufficienti a pagare il contratto con la FOM, non sufficienti però a chiudere in utile poiché l'organizzazione del Gran premio richiede dai 17 ai 20 milioni. Quindi, nell'ipotesi migliore resterebbe uno scoperto di 16,5 milioni.
Insomma, a conti fatti, il Gran premio d'Italia non sarà un affare.

Ne sapremo di più il 31 gennaio quando, a Roma, si riuniranno al mattino il Consiglio generale dell'ACI e al pomeriggio l' Esecutivo. Sarà l'occasione per capire se la firma sul contratto della FOM, è stato un passo obbligato per tenere, giustamente, in Italia il Gran premio di Formula 1 dal momento che corre la Ferrari e se l'ACI avrà davvero trovato lo sponsor in grado di far pareggiare i conti all'Autodromo dove, parola di Sticchi Damiani, “ci sarà attività sportiva tutti i giorni”.

Nessuna notizia invece è stata data sugli interventi alle strutture.
Il piano preparato nel 2012 e illustrato in Regione giace in un cassetto. Solo l'ingresso dell'Autodromo ha cambiato volto. Il vecchio casello autostradale verrà finalmente rimosso.
Vincitori del concorso sono tre giovani architetti liguri: Maria Ramella, Andrea Barla e Antonio Battuelli.
Per il loro lavoro incasseranno 5 mila euro.

Monza - Maquillage all'Autodromo. Arrivano i nuovi soci: ACI e Regione Lombardia

19/101/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Maquillage per l'Autodromo Nazionale, ruspe e operai sono stati impegnati a demolire gli ultimi simboli di storia come il vecchio ponte prima della variante della Roggia un tempo sponsorizzato Dunlop, identico a quello, simbolo intoccabile, che c'è sul circuito di Le Mans dove si corre la 24 Ore. L'hanno demolito in tre giorni. Ora la squadra di operai si cura delle strutture moderne.

Già, perché l'autodromo ha cambiato padrone. Non più l'Automobile Club Milano che lo volle costruire nel 1922, ma l’Automobile Club d'Italia con sede a Roma.

Blazer blu, pantaloni di vigogna grigia, Angelo Sticchi Damiani, 70 anni, ingegnere, presidente dell'Automobile Club d'Italia, nella veste di nuovo socio di maggioranza di Sias accoglierà, mercoledì prossimo 25 gennaio, presidenti e direttori dei 106 Automobile Club provinciali per illustrare l'accordo da 68 milioni di dollari siglato il 29 novembre con la FOM (Formula One Management) di Bernie Ecclestone per tenere a Monza fino al 2019 la gara mondiale della Formula Uno.

Per rilanciare il “Tempio della velocità”, Sticchi Damiani da cinque anni al comando del “partito degli automobilisti” - che conta un milione di tesserati – ha deciso di mettere in moto la propria task force con il compito di convincere i soci ad acquistare fino ad esaurimento totale i biglietti per assistere all'88° Gran premio d'Italia in programma dal 2 al 4 settembre – costo per l'abbonamento della tre giorni: dai 590 euro per un posto in tribuna centrale ai 90 euro del circolare prato.

L'ingresso di ACI nella società dell'autodromo è stato un passo obbligato. La personalistica gestione ventennale del direttore Enrico Ferrari conclusasi con il blitz della Guardia di finanza (a seguito della denuncia del presidente Paolo Guaitamacchi) e l'incriminazione da parte della Procura di Monza dello stesso Ferrari, del presidente Claudio Viganò, di Giorgio Beghella Bartoli, Marco Villa ed altri, la successiva gestione di Andrea Dell'Orto e Francesco Ferri che hanno portato Sias ad accumulare debiti superiori ai 10 milioni obbligando i soci ACM e Immobiliare ACM a svalutare il capitale ridotto da 1,1 milioni a 550 mila euro, avevano di fatto spalancato la porta verso la messa in liquidazione se non al fallimento della società.

Il “gioiello” di Sias è il contratto con Ecclestone per il Gran premio d'Italia che, in scadenza 2016, doveva essere rinnovato. La prima richiesta era stata di 27,5 milioni, accordo definito poi a 22 milioni di dollari.

L'ultimo bilancio di ACI ha chiuso con un avanzo di 20 milioni di euro, 12,5 serviranno per pagare la FOM din Ecclestone.

ACI avrà il controllo della biglietteria che rende attorno ai 22 milioni quando le Rosse di Maranello sono in lizza per il titolo.
Regione Lombardia, che entra nella nuova società, metterà 10 milioni per le edizioni 2017 e altrettanti 2018.

Decisione dell'ultima ora dal momento che fino a pochi giorni fa lo stesso presidente Sticchi Damiani aveva confidato ai più stretti collaboratori d'essere preoccupato. “Regione Lombardia mette solo 10 milioni per il biennio 2017-2018”, diceva aggrottando le ciglia. Il fatto è che la delibera regionale di 20 milioni per il rinnovo del contratto di 4 anni (fino al 2020) con Ecclestone a cui tutta la stampa aveva dato ampio risalto non è mai stata firmata. Per un motivo molto semplice: non poteva essere firmato un impegno di spesa quadriennale fino al 2020 dal momento che nel 2018 ci saranno le elezioni regionali. Ecco perché con Ecclestone l'impegno è stato di soli tre anni e non i quattro chiesti da Andrea Dell'Orto e Ivan Capelli (inizialmente erano addirittura 7, fino al 2022).

Va poi ridimensionata l'annunciata notizia dei 70 milioni in 10 anni che Regione Lombardia metteva a disposizione del Consorzio Parco Villa Reale di cui una parte sarebbe andata all'autodromo per opere di miglioramento delle strutture. “Di cifre a suo tempo si era parlato, in realtà occorrerà attendere la definizione dell'Accordo di Programma che ancora non c'è”, spiegano in Regione.

L'Automobile Club Milano farà la sua parte accollandosi i debiti di Sias che continuerà ad organizzare l'evento Gran premio d'Italia il cui costo è nell'ordine dei 18-19 milioni.

A conti fatti, se la task force di ACI lavorerà a pieno regime vendendo i biglietti della Formula Uno, ma soprattutto se la Ferrari tornerà alla competitività delle stagioni di Michael Schumacher, in cassa resteranno 5 milioni. E con questa cifra l'autodromo dovrà fare fronte alle spese correnti e cercare di soddisfare almeno qualche creditore. A meno che, come anticipato dal presidente Sticchi Damiani, l'autodromo avrà un munifico sponsor che però non potrà esporre il suo logo in occasione dell'avvenimento clou stagionale di settembre, essendo Heineken il title sponsor del Gran premio d'Italia.

Sias paga salata la gestione Dell'Orto-Ferri che ha bruciato in sole consulenze e collaborazioni 2,6 milioni. E si ritrova con un organico sovradimensionato: 45 dipendenti di cui uno staff di 4 a gestire la biglietteria che lavora anche con Ticket One e Platinium Group.

Per quanto riguarda gli uomini scelti da ACI per gestire la nuova società si fanno i nomi di Pier Lorenzo Zanchi, riconfermato alla presidenza, Alfredo Scala procuratore e, forse, una persona in quota Regione Lombardia per la direzione. In Consiglio ACI disporrà di 3 voti, 1 voto Regione Lombardia, 1 voto Comune di Monza.
L'ACI ha anticipato al sindaco di Monza Roberto Scanagatti che verrà chiesta all'Amministrazione una nuova convenzione meno onerosa. Attualmente Sias paga un canone di 800 mila euro e dallo scorso anno deve al Comune il 2 per cento degli incassi delle manifestazioni motoristiche.
Con la nuova gestione l'impianto dovrebbe rinnovare le sue strutture che secondo il piano presentato 5 anni fa in Regione da Angelo Sticchi Damiani e dall'allora presidente di ACM Edoardo Valli richiedeva l'impegno di 80 milioni di euro. Purtroppo è rimasto nel cassetto dei sogni.

 

Monza - Gp d'Italia, ancora una fumata nera sulla firma del contratto. Lievitano i costi per l'Autodromo

23/11/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Lunedì Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'Automobile Club d'Italia accompagnato da Marco Ferrari, direttore centrale di ACI Sport e da due legali, è volato a Londra per incontrare Bernie Ecclestone, patron del Circus della Formula Uno; scopo del viaggio, il contratto triennale da 68 milioni di dollari per confermare il Gran premio d'Italia nel calendario mondiale.

Doveva essere il viaggio della firma ufficiale, già annunciata con tanto di conferenza stampa a settembre.
Nel pomeriggio, i quattro di ACI sono, però, tornati a Roma senza il contratto firmato e recando un’ulteriore brutta notizia: oltre ai 68 milioni di dollari per tenere a Monza il Gran premio d'Italia nel prossimo triennio, la “nuova Sias” partecipata da ACI, Regione Lombardia, Automobile Club Milano, dovrà far fronte a mancati ricavi e a benefit da corrispondere, portando il costo complessivo dell’operazione a oltre 70 milioni di dollari.

C'erano ostacoli da rimuovere e l'incontro è servito a spazzarli via – minimizza il presidente Sticchi Damiani -. I documenti che abbiamo portato verranno attentamente analizzati dai legali di Bernie. Siamo vicinissimi alla firma ed anche se per il 30 novembre quando a Vienna si terrà il Consiglio mondiale della FIA che ratificherà il calendario della Formula 1 non avremo firmato con la FOM, Monza ne farà parte”. Quindi, un po' piccato, puntualizza, “Non sono un venditore di fumo”.

Certo, nessuno gli ha mai dato del “venditore di fumo” però se fin dallo scorso luglio avesse spiegato all'opinione pubblica quali erano i veri nodi che ritardavano la firma, avremmo capito.

Eccoli allora i nodi che ancora impediscono la firma.
Già nel primo contratto datato marzo 2015 Ecclestone chiedeva “la disponibilità totale dell'impianto”. Niente più doppio contratto con il secondo che riconosceva (fino a quest'anno) il pagamento a Sias della pubblicità.
La newco che subentrerà a Sias dovrà farsi totalmente carico dell'organizzazione dell'evento (costo circa 20 milioni di euro) e terrà l'incasso della biglietteria (8-9 milioni di euro). A FOM e Paddock Club spetterà in esclusiva la gestione logistica, pubblicità e salette d'ospitalità; prevista anche la cessione a Paddock Club di 5.000 biglietti di tribuna centrale.

Ci ha provato il presidente a forzare la mano a Ecclestone chiedendo di lasciare disponibile almeno una parte della palazzina, ma Mister E – anche durante l'incontro di lunedì - è stato irremovibile.
Ha acconsentito soltanto a mettere a disposizione di ACI una saletta che potrà ospitare 200 persone.

Quando il 28 luglio, Sticchi Damiani portò al Consiglio Generale di ACI il conteggio su quanto sarebbe costato il Gran Premio, dal totale mancavano sia il costo relativo ai 5.000 biglietti (250.000 euro) sia l'introito per la cessione delle terrazze e salette d'ospitalità del building Manpower e del museo, circa 3 milioni di euro.

Dunque, è questa la cifra che manca ad ACI per chiudere l'accordo.

Vedremo quale sarà il responso del Consiglio generale di ACI convocato per il 14 dicembre sull'operazione Gran Premio d'Italia a Monza, anche se fonti romane riferiscono che la firma verrà annunciata a fine novembre come ringraziamento a Matteo Renzi che ha consentito ad ACI di utilizzare i fondi del Pra: “Sarà un assist per il referendum”.

Tenendo conto del cambio in questo momento sfavorevole con un dollaro vicino alla parità con l’euro, gli ulteriori costi da sopportare non sono bruscolini.

Così come non sono bruscolini i debiti di Sias.
La stagione 2016 che si chiuderà ai primi di dicembre col Monza Rally Show, non ha portato grandi incassi. Con il concerto di Ligabue sono entrati 70mila euro (0,67 centesimi a biglietto) e la tre giorni del centenario Bmw ha portato nella casse della società che gestisce l’Autodromo 200mila euro.
In più, quest'anno Sias dovrà versare al Comune di Monza oltre al canone di locazione il 2 per cento degli introiti della gare motoristiche (circa 180 mila euro).

Intenzionata ad entrare nella nuova società di gestione del circuito, Regione Lombardia che parteciperà alla newco mettendoci 20 milioni spalmati su tre anni, ha chiesto la revisione dei bilanci con la certificazione dei debiti.

Debiti che sono nell'ordine di oltre 10 milioni di euro e che, per decisione di ACI, nei prossimi tre anni, verranno accollati all'attuale socio di maggioranza di Sias, l'Automobile Club di Milano. I cui conti, d’altra parte, non sono certamente floridi.
E' prevista una drastica riduzione del personale che passerà  53 a 30-35 elementi.
Nessun rinnovo per i nuovi contratti (fatto salvi quelli a tempo indeterminato) firmati durante la gestione Andrea Dell'Orto-Francesco Ferri che hanno pesato negativamente per 2,7 milioni sul bilancio di Sias.

Monza - Autodromo in confusione, il Giro d'Italia scaccia il Ferrari Challenge dalla pista

05/10/2016

di Pier Attilio Trivulzio

L’Autodromo di Monza è allo sbando. A due mesi dall'annuncio ufficiale, non c'è, ancora, la certezza che il prossimo anno vi si correrà il Gran premio d'Italia di Formula Uno.
Manca, ancora, la firma sul contratto FOM da 68 milioni di euro che il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani deve siglare per tenere in Brianza la tappa del Mondiale FIA fino al 2019.

In questi giorni è poi spuntata la grana del Giro d'Italia.
Il 28 maggio 2017 si disputerà in Autodromo la tappa finale - una cronometro individuale di 28 chilometri - del 100° Giro d’Italia, organizzato come sempre dalla Gazzetta dello Sport e da Rcs.
Sennonché nello stesso fine settimana (26-27-28 maggio) è fissato il Ferrari Challenge.
Non appena gli organizzatori hanno dato notizia della tappa ciclistica sul circuito della Formula Uno, da Maranello è partita un infuocata telefonata.

La Ferrari sta valutando la possibilità di fare causa dal momento che, dopo aver concordato con gli organizzatori dei circuiti le date – mobilitando anche la struttura logistica per riservare alberghi e altro -, si vede ora costretta a rivedere il calendario 2017 del Challenge. Non è escluso che la Ferrari decida di annullare l'appuntamento di Monza o di rivolgersi ad un altro circuito.
Impossibile pensare che RCS abbia deciso di programmare la tappa del Giro d'Italia all'Autodromo di Monza senza contattare i dirigenti di Sias che gestisce l'impianto. Impossibile pensare che non ci siano stati incontri, scambi di telefonate, email e sopralluoghi.

Come è stato, allora, possibile impegnare la pista contemporaneamente per due eventi importanti come il Giro d'Italia e il Ferrari Challenge, manifestazione questa che negli ultimi due anni è tra le poche che ha generato utili?

E' credibile che né il presidente Pier Lorenzo Zanchi né il procuratore Marco Coldani fossero informati della coincidenza di date e ne siano venuti a conoscenza soltanto quando RCS ha presentato ufficialmente il Giro d'Italia alla stampa? E' credibile che Ivan Capelli, presidente di AC Milano, socio di maggioranza dell'impianto, non fosse a conoscenza della tappa in Autodromo del Giro?
L'ufficio stampa di Sias da noi contattato ci aveva promesso una dichiarazione che, però, non è arrivata.

A mezza voce c'è chi assicura che RCS abbia avuto l’approccio proprio con Capelli in occasione del Gran premio d'Italia.

Nell’assemblea del consiglio di amministrazione di Sias convocata per il 17 novembre all’ordine del giorno ci sarà la questione del Giro d'Italia e dei 200mila euro da dare a RCS per avere la tappa a cronometro in Autodromo.
Il Cda dovrà esprimersi anche sulla possibilità di mettere a calendario le gare motociclistiche. E' stata, infatti, avanzata una richiesta alla Federazione Motociclistica Italiana per l'omologazione di grado B così da poter organizzare una manifestazione endurance dopo le necessarie modifiche per la sicurezza che la Federazione imporrà.

Il “giallo” sulla tappa del Giro d'Italia è la ciliegina sulla torta del momentaccio che sta attraversando la società di gestione dell’Autodromo di Monza, sommersa dai debiti e insicura per quanto riguarda il suo futuro.

Siamo nell'impossibilità di emettere un giudizio” questo è in sintesi il giudizio della società Ernst & Young che ha certificato l'ultimo bilancio di Sias, mentre nel verbale del Collegio sindacale si legge: “In merito alla sussistenza di eventuali operazioni manifestamente imprudenti, azzardate, in potenziale conflitto d'interessi o tali da compromettere l'integrità del patrimonio sociale ribadiamo quanto scritto nella nostra email del 22 aprile 2016 (ore 13.46) in cui denunciavamo fatti censurabili ed irregolarità”. Con ciò è stato certificata la cattiva gestione della presidenza di Andrea Dell'Orto.

Detto che manca la firma sul contratto della FOM per tenere a Monza il Gran premio d'Italia dal 2017 al 2019, c'è da capire quali nodi devono ancora essere sciolti prima che l'ACI assuma l'impegno da 68 milioni di dollari.

Angelo Sticchi Damiani ha delegato Marco Ferrari e Alfredo Scala (quest'ultimo già nel Cda di Sias) a rappresentarlo agli incontri per capire quanto è grave lo stato di criticità della società il cui capitale è passato da 1,1 milioni a 550mila euro; che in due anni ha visto il suo patrimonio di 4.764.032 ridursi a 699.619 euro.
Sias, sotto la gestione di Andrea Dell'Orto e Francesco Ferri, ha accumulato a fine 2015 debiti per 16.291.525 . Sul dato hanno pesato anche molte consulenze, da molti considerate inutili, per 2.761.244 euro. Anche tenendo conto che i 5.471.346 di crediti siano tutti esigibili, la società ha un indebitamento netto di 10.820.179.

Sempre sotto la gestione Dell'Orto il costo di organizzazione del Gran premio d'Italia è stato di 20,1 milioni di euro contro i 17,4 del 2014 (Turci-Bendinelli) e il ricavato dalla vendita dei biglietti è oscillato tra gli 8,3 e gli 8,5 milioni. Sottoscrivendo l'accordo con Ecclestone il Gran premio d'Italia verrebbe a pesare negativamente per circa 30 milioni sui bilanci.

Il nuovo contratto con FOM stabilisce che solo i proventi della biglietteria restino all'Autodromo. Non c'è più il secondo contratto che prevedeva il pagamento da parte di FOM a Sias della pubblicità in pista.
Le altre richieste - avanzate fin dal marzo 2015 e ribadite da Bernie Ecclestone a settembre a Monza al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni - contemplano la disponibilità della intera palazzina (ex Sassoli Group ora Manpower) e 5000 biglietti di tribuna.

Il canone triennale, come detto, è fissato in 68 milioni di dollari.
Il pagamento è fissato in 22 milioni di dollari nel 2017 e annualmente 23 milioni di dollari nei due anni successivi.
Il mandato ricevuto dal presidente dell'ACI è stato di portare avanti la trattativa con Ecclestone avendo disponibili 12,5 milioni di dollari. L'Automobile Club di Milano, socio di maggioranza di Sias, si è impegnata a mettere a disposizione la quota di sua spettanza nell'ordine di 6,5 milioni.
E Regione Lombardia?
L'idea è di entrare attraverso Finlombarda nella nuova società di gestione dell'Autodromo con una quota di 5 milioni di euro l'anno, 15 per il triennio del contratto con FOM.
I silenzi di Maroni e di Fabrizio Sala lasciano ipotizzare un raffreddamento da parte della Regione che ha, però, confermato l’impegno da 7 milioni all'anno per i prossimi 10 anni decisi in favore del Consorzio Parco Villa Reale.
Denaro che servirà all’Autodromo per migliorare le strutture ma anche volendo non potrà utilizzarlo per pagare Ecclestone.

Resta in silenzio anche Scanagatti, sindaco di Monza, che è anche presidente del Consorzio Parco Villa Reale. È, ovviamente, pro Gran premio, ma fa fatica ad avallare le richieste che a più riprese gli sono arrivate da Sias.
La società vorrebbe ridiscutere la convenzione e ottenere un canone meno oneroso, tra l'altro da quest'anno Sias deve versare al Comune il 2 per cento degli incassi delle gare.
La nuova convenzione richiederà il voto del Consiglio Comunale.

Il 17 novembre il Consiglio di Sias incontrerà i dirigenti di Eurosport per capire se c'è la possibilità di far tornare a Monza il WTCC (World Touring Car Championship), gara iridata non più organizzata dal 2013 dopo i risultati negativi per 268.360 euro nel 2012 e di 150.206 nel 2011.

 

Monza - Ferrari datti una mossa, 70mila tifosi sbadigliano

05/09/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Il Gran premio d'Italia a Monza? Una noia pazzesca.
Passeggiata in solitario con vittoria di Nico Rosberg (Mercedes) perché l'autore della pole stratosferica, Lewis Hamilton è rimasto al palo ritrovandosi subito sesto, superato anche dalla Williams di Valtteri Bottas e dalla Red Bull di Daniel Ricciardo qualificati in terza fila.
Per la gioia degli uomini in rosso che hanno monopolizzato i 6000 posti della “tribuna Monza” - grazie ai biglietti offerti in saldo superscontato da Sias - i tifosi delle Scuderia Club hanno avuto un orgasmo nel vedere lo scatto dei loro idoli Vettel e Raikonen che si sono subito messi all'inseguimento di Rosberg.


Così per quattordici giri, poi i cambi di pneumatici hanno rivoluzionato la classifica riportando il tandem delle frecce d'argento al comando per 9 giri. Identica la strategia decisa e adottata dal team Mercedes: pneumatici medium a fascia bianca, mentre la Ferrari aveva optato per quelle soffici a fascia rossa, insomma, ton sur ton.
Dal 34° fino al 53° giro sono stati solo sbadigli, sbadigli e ancora sbadigli da parte dei 70mila presenti.
Le due Mercedes hanno preso salde il comando della corsa con le due Ferrari ad inseguire, quindi Ricciardo, Bottas, Verstappen e Perez, con un arrivo fotocopia della griglia di partenza.
Per Rosberg il successo è stato un riscatto sulla sfortuna che lo scorso anno lo costrinse al ritiro per guasto meccanico.
Hamilton resta leader del mondiale con solo 2 punti di vantaggio su Rosberg. Ricciardo è terzo ed ha un vantaggio di 18 lunghezze su Vettel e 25 su Raikkonen.
Nico Rosberg ha vinto a 237 di media; a Fernando Alonso (Mc Laren-Honda) - che ha chiuso 14° fuori dalla zona punti – la soddisfazione del giro più veloce a oltre 244.
Quando 20 secondi dopo Rosberg, a Vettel è stata sventolata la bandiera a scacchi i seimila della “tribuna Monza” hanno smesso di sbadigliare e, mentre venivano srotolati i due maxi striscioni col simbolo del Cavallino rampante e la scritta “Save Monza”per essere pronti a invadere la pista, è stato tutto uno sventolio di bandiere rosse, come alle sfilate sindacali o alle feste dell'Unità, per la gioia del sottosegretario alla presidenza Luca Lotti inviato a Monza a rappresentare Matteo Renzi, e dell'onorevole pidinno di Vimercate, Roberto Rampi.

Nel gruppo in rosso svetta il bandierone verde con la rosa camuna simbolo della Regione Lombardia ed una marea di identiche bandierine formato mini. Immancabili vessilli della Lega che salvò l'Autodromo dalla cancellazione del Gran premio nel 1994 e che ha salvato per la seconda volta grazie a Roberto Maroni il Gran premio assicurandogli la vita per altri tre anni.

Visto il layout del circuito e la cura maniacale della squadra Mercedes, si prospettano ancora tre anni di potenti sbadigli.

“Per quanti anni ancora vogliamo vincere il titolo? Ancora per tre anni”, risponde con un sorriso Toto Wolff coordinatore di tutte le attività sportive della casa tedesca.
Mattia Binotto, messo da Sergio Marchionne a capo della squadra tecnica di Maranello, dovrà darsi da fare e preparare una Rossa in grado di battere le “frecce d'argento”. Altrimenti davvero ai tifosi non resterà che sbadigliare e spostare di anno in anno il sogno del titolo iridato.
Del resto un po' ci sono abituati ai lunghi periodi di vacche magre.

Grazie alla vittoria a Monza del 9 settembre 1979, con una oceanica invasione di pista durata fino a notte fonda perché secondo arrivò Gilles Villeneuve, Jody Scheckter si laureò campione del mondo. Ci vollero ventun anni per rivedere un pilota Ferrari laurearsi Campione del Mondo, nel 2000 con Michael Schumacher che riuscì a riportare il titolo a Maranello.

Hamilton in pole per la vittoria, Fabrizio Sala festeggia le poltrone in Autodromo

03/09/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Due pole a Monza. Quella reale in pista é di Lewis Hamilton.
Quella dietro la scrivania, per il prossimo assetto dell'Autodromo targato ACI-Regione Lombardia, é di Fabrizio Sala, eletto nelle file di Forza Italia, assessore alla casa nonché vice presidente di Regione Lombardia, che è pronto a piazzare qualche suo stretto collaboratore nel prossimo Cda dell’Autodromo.

Venerdì, appena il presidente di ACI Sticchi Damiani ha dato l'annuncio dell'accordo raggiunto con FOM-FOWC per tenere a Monza il Gran premio d'Italia per altri tre anni, ha sceso due piani di scale, si è infilato dentro la sala della Regione Lombardia dove era in corso la premiazione di Confartigianato Motori e subito sono saltati una decina di tappi di champagne. Euforia totale. “Ce l'abbiamo fatta. Grazie a te Fabrizio”, gli ha sussurrato all'orecchio un collega di partito. E lui gongolava.

Flavio Briatore é tornato sulla vicenda:
“Sono stato un facilitatore. Negli ultimi due mesi la trattativa con Bernie si era incasinata e rischiava di saltare. A questo punto, sollecitato, sono intervenuto. Non è stato un accordo facile. Tutt'altro. Guarda, gli avvocati di Ecclestone, ACI e Regione Lombardia hanno trovato l'accordo soltanto mezz'ora prima della conferenza stampa”, poi cambia discorso e parla del suo futuro. Assicura che non tornerà nel mondo dei motori.

“Ho 66 anni, tra quattro anni ne avrò 70 ed allora cederò in toto il gruppo di società di “food&beverage”, che dà lavoro a 2000 persone e mi ritiro”.
A Malindi? In Kenia?
“Macché, Montecarlo. Costa azzurra...Non vado più a Malindi, ho venduto. Stiamo costruendo un albergo a Nairobi e tre casinò. Con lo yacht (Force Blu” venne sequestrato nel maggio 2010 -ndr) che affitto in charter e può ospitare 12 persone, quest'anno ho fatto 2,5 milioni di euro. In totale però questa “barchetta” mi ha reso 20 milioni di euro”.

Briatore resta l'unico personaggio di questo mondo della Formula 1intervistabile del paddock dove oramai le donne sono mosche rarissime.
I giornalisti prendono d'assalto Sergio Marchionne. “Le tre vittorie dello scorso anno ci avevano illuso, lo abbiamo capito subito in Australia. Dovevamo dare uno scossone, affidando a Binotto che ha allevato un squadra di giovani ingegneri è stata la mossa giusta che avremmo dovuto fare prima. Binotto ci risolleverà. Un successo qui a Monza può cambiare la storia ma le tedesche volano”.

Vedi i risultati delle qualifiche e capisci che il sogno rosso potrebbe restare davvero allo stato di sogno.
Perchè piede-nero-pesante Lewis Hamilton lascia i colleghi di sale e rifila 5 decimi al compagno di squadra Nico Rosberg.
Le rosse, staccate di 8 decimi, finiscono in seconda fila con Sebastian Vettel di poco davanti a Kimi Raikonen.

Oggi non c'è stata passerella di politici. Domani chissà. Cammina solitario nel paddock il sindaco di Monza e sorride. “Tre anni di contratto sono meglio di niente, no. L'importante era portare a casa il risultato. Ha visto quanta gente ieri nelle tribune”.

Già, tribune (quasi) piene. Ma soltanto perchè il venerdì basta il biglietto di prato per sedersi su tutte le tribune e quest'anno anche in quella centrale.
Torniamo a parlare del contratto.

Finlombarda (finanziaria della Regione – ndr) ha deliberato 4 anni di finanziamenti, quindi 20 milioni. Però – particolare inedito – l'ACI dopo aver deliberato di mettere a disposizione per il rinnovo 12,5 milioni di dollari ne avrebbe preparata un'altra – che è stata secretata – in cui sarebbe scritto un impegno di gran lunga maggiore.
La questione cessione totale degli spazi di ospitalità è stata una dei punti cruciali della trattativa che solo all'ultimo momento ha trovato la quadra. Ecclestone fin dai primi giorni di trattativa aveva chiarito che tutti gli spazi sarebbero stati occupati da Paddock Club ed ha tenuto duro.
Per conoscere tutti i particolari dell'accordo raggiunto su questo punto occorrerà attendere ancora qualche giorno.
Domani 87° Gran premio d'Italia. Partenza ore 14.

Monza - Autodromo c'è l'accordo per il rinnovo del GP, la firma a Londra la prossima settimana

02/09/2016

di Pier Attilio Trivulzio

L'estenuante trattativa per tenere a Monza il Gran premio d'Italia è arrivata al capolinea, o quasi.
Ieri pomeriggio alle 15 nella sala di ospitalità dell'ACI all’autodromo, Angelo Sticchi Damiani presidente dell'ACI ha annunciato che:

“È stata accettato la sfida di prolungamento per altri tre anni del contratto che scade domenica, con un lungo lavoro di continuo e costante avvicinamento con gli enti territoriali locali. Una sfida che da domani la nuova compagine composta da ACI, Regione Lombardia e Sias raccoglierà per gestire il Gran premio”.
Bernie Ecclestone, lapidario, strappa un sorriso e gli applausi:
“Il contratto è di tre anni, dopo potremo pensare di rinnovarlo per altri cento”.
In questa frase c'è tutto il pensiero sull'operazione di tenere all'Autodromo di Monza la gara iridata di Formula 1 per altre tre edizioni, quindi fino al 2019.

Non c'è però stata la formale firma del voluminoso contratto. Verrà messa a Londra da Angelo Sticchi Damiani presente anche Roberto Maroni.
Perché a Londra e non a Monza?
Semplice, dovessero sorgere problemi Ecclestone vuole che sia la giustizia inglese e non quella italiana ad esaminare le carte.

“Gli avvocati di Bernie e quelli dell'ACI hanno lavorato in simbiosi per mettere a punto tutti i dettagli del contratto e solo questa mattina l'accordo è stato raggiunto – rivela il presidente dell'ACI – Era importate che la gara restasse a Monza e la sua storia rispettata. Gli aspetti economici seguono in seconda linea”. Già alcuni sponsor si sono affacciati.
“L'obiettivo che ci premeva raggiungere era tenere la Formula 1 a Monza perché Monza è Monza. La firma ufficiale avverrà a Londra e io ci sarò. Una volta, bastava la stretta di mano. Viva Monza!”.
I tre anni di contratto costeranno 68 milioni di dollari a cui va aggiunta la percentuale d'aggiornamento annuo del 2,5 % e l’eventuale variazione del cambio euro-dollaro che in anni recenti a inciso negativamente sui conti di Sias.

Anche il presidente della Fia, Jean Todt ha benedetto l'accordo. C'è stato pure il ringraziamento per Flavio Briatore (presente) che a maggio, accompagnando Ecclestone da Maroni in Regione Lombardia ha consentito di sbloccare la trattativa.
Il quadretto di famiglia si chiude con quella che viene chiamata parola di lupetto:Ecclestone, Sticchi Damiani, Maroni e Briatore (foto Giorgio Aroldi) sovrappongono le loro mani, come suggello dell’accordo ad uso di televisione e fotografi.

Tutto bene? Fine della lunga, snervante, per certi versi asfissiante storia? Domandiamo al presidente dell'ACI: “E quel pesante comunicato emesso da Formula Imola?” Risposta: “Non ne parliamo neanche...”.

Questo il documento di Formula Imola: “Per evitare prese di posizioni illegittime da parte di ACI i mancanza di una deliberazione di merito il presidente del Tar del Lazio ha fissato per il 26 ottobre prossimo l'udienza per la decisione definitiva sul ricorso di Formula Imola...qualora il presidente dell'ACI
intenda procedere con la firma del Gran premio d'Italia a Monza in spregio alle istanze del promotore del Gran premio d'Italia a Imola – tra l'altro meno oneroso per la finanza pubblica – prima della decisione dei giudici amministrativi nel merito e della definizione delle ulteriori stanze comunitarie, si prenderà a responsabilità d'aver firmato un contratto potenzialmente viziato con tutte le conseguenti implicazioni”.

Dunque, piaccia o meno, la querelle continua.

Intanto si è conclusa la prima giornata di prove libere. Hamilton a quasi 251 di media davanti a Rosberg quindi Vettel e Raikkonen staccati rispettivamente di 453 e 628 millesmi e quindi i due della Red Bull Vertappen e Ricciardo. Settimo Alonso con la Mc Laren in contino progresso. Undicesimo Felipe Massa che ha annunciato il ritiro a fine stagione. Dopo 14 stagion in Formula 1 di cui 8 passate in Ferrari, unidici vittorie e 41 podi. Vice campione nel 2008 anche se per un attimo virtualmente campione del mondo. Quella domenica, disputatasi il giorno dei morti (2 novembre) a Interlagos lo vide vincitore. Soto il diluvio la Toyota di Glock fu costretta a cedere il 5° posto alla Mc Laren di Lewis Hamilton che, per un punto, fu proclamato campione del mondo.

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