Brianza

Elezioni in Brianza, l'Anpi chiede ai candidati un impegno antifascista

27 maggio 2017

Comunicato stampa

L'ANPI MONZA E BRIANZA CHIEDE AI CANDIDATI UN IMPEGNO ANTIFASCISTA
L’11 giugno prossimo si terrà una tornata elettorale che in Brianza interesserà otto importanti comuni.
Per affrontare le criticità della nostra società quali la mancanza di lavoro, l’immigrazione, le intollerabili ingiustizie sociali abbiamo bisogno di ricostruire le basi di un’etica pubblica e di attenerci ai grandi valori che hanno ispirato la nostra Costituzione.

Le amministrazioni comunali sono state e saranno le istituzioni più vicine ai cittadini, LE PRIME CHIAMATE AD affrontare le tante emergenze sociali.
Abbiamo bisogno che i nostri paesi siano amministrati da persone oneste e da forze politiche che
assumano come orientamento la difesa dei più deboli, la solidarietà, la costruzione di una società
solidale e accogliente.

Nella situazione di crisi hanno preso vigore forze politiche che puntano sulle paure dei cittadini e sull’egoismo degli individui.
Hanno alzato la testa perfino movimenti ed associazioni che si richiamano apertamente al fascismo e al nazismo, segnaliamo che il fenomeno ha ormai assunto dimensioni preoccupanti: sono ormai troppi gli episodi e le provocazioni dei gruppi neofascisti:
- occupazione dei consigli comunali a Monza e a Desio
- apertura di sedi in vari paesi della nostra provincia
- innumerevoli oltraggi e danneggiamenti contro i simboli della Resistenza come la distruzione dello striscione esposto in onore dell’eroe della Resistenza Gianni Citterio.
A tutti i candidati l'ANPI chiede un forte impegno per contrastare questa deriva e li invitiamo ad esprimere chiaramente la loro volontà di rafforzare la credibilità delle istituzioni e di contrastare
le inaccettabili iniziative delle forze NEOFASCISTE.
Invitiamo, altresì, i nostri iscritti, i simpatizzanti e tutti i cittadini a dare il loro voto a quei candidati e a quelle forze politiche che si sono sempre dimostrati coerenti con i valori della democrazia, della giustizia sociale e del contrasto ad ogni forma di rinascente neofascismo.

 

Costruzion.e e Idra Patrrimonio: dopo le indagini interne BrianzAcque sporge denuncia alla Procura

12/05/2017

Comunicato Stampa
 
Appalti tra  Idra Patrimonio  e Costruzion.e: conclusi gli accertamenti, BrianzAcque sporge denuncia all’Autorità Giudiziaria
Monza, 12  maggio 2017 - Si sono concluse le verifiche contabili ed amministrative svolte dai consulenti incaricati da Brianzacque S.r.l. nell’ambito dell’attività di controllo e supervisione dell’operato delle società da essa acquisite.


Gli accertamenti hanno avuto per oggetto la gestione degli appalti tra Idra Patrimonio S.p.a. e Costruzion.e S.r.l. per l’esecuzione, negli anni 2009 e 2010, delle opere fognarie nei comuni di Agrate Brianza e Ornago. 
La presenza di numerose anomalie, incongruità ed irregolarità nella contabilità  in relazione agli appalti  ha portato Brianzaque S.r.l. a presentare denuncia – querela alla competente Autorità Giudiziaria per l’accertamento delle eventuali ipotesi di reato configurabili e delle conseguenti  responsabilità penali dei soggetti coinvolti. 
Sono attualmente in corso da parte della Procura della Repubblica le necessarie indagini preliminari, all’esito delle quali la Società si riserva ogni più opportuna azione a tutela dell’immagine e del patrimonio aziendale.
Idra Patrimonio e Costruzion.e oggi non esistono più. La ex  Costruzion.e  è   società confluita in Brianzacque nel 2015  attraverso Idra Patrimonio, nell’ambito del vasto processo di aggregazione,  che ha dato vita al primo gestore unico del servizio idrico integrato su base provinciale della Lombardia. 
Nel  luglio del 2016, a seguito di un accertamento notificato a BrianzAcque da parte dell’Agenzia delle Entrate, il Presidente della public company dell’acqua brianzola, Enrico Boerci, di pieno accordo con il Comitato di Controllo Analogo dell’azienda,  aveva  dapprima fatto scattare un’indagine interna e quindi, nominato una speciale commissione composta da due esperti: la dott.sa Giovanna Ceribelli, commercialista e revisore dei conti e Pier Carlo Beretta, ingegnere civile ed esperto di collaudi e di contabilità di cantiere, che di recente hanno concluso il proprio lavoro, a seguito del quale  è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica.  

 

I nodi dell'accoglienza in Brianza. E' necessario evitare il passaggio dall'urgenza all'emergenza

COMUNICATO STAMPA
 
I NODI DELL'ACCOGLIENZA IN BRIANZA
E' necessario evitare il passaggio dall'urgenza all'emergenza
 
 
La distribuzione dei richiedenti asilo in Brianza prosegue in modo costante ma senza grandi allarmismi, a esclusione di quelli nati da puro intento propagandistico. 
L’unico episodio di dubbia gestione riguarda il famoso caso “Via Asiago”, nel comune di Monza, dove l’ente gestore non ha ben considerato il contesto ricreando di fatto quello che potrebbe essere un Hub in 10 appartamenti di un condominio, con ovvio disagio dei richiedenti protezione internazionale e dei residenti. Per ovviare a situazioni di questo tipo e per poter gestire con più tranquillità i nuovi arrivi crediamo sia urgente l’ampliamento della rete di accoglienza sul nostro territorio.
In Brianza  Prefettura, Comuni, Provincia e associazioni, sindacali e non, giocano un ruolo importante, certo la distribuzione territoriale dei richiedenti asilo non è del tutto equilibrata (alcune giunte da tempo hanno manifestato scarso senso di responsabilità), ma l’assenza che pesa maggiormente rispetto a questa faccenda è sicuramente quella della Regione Lombardia che non ha assunto un ruolo nella gestione dell’accoglienza.
A fronte di attori che cercano su più tavoli di cercare soluzioni il più possibile sostenibili, Regione Lombardia interviene solo per negare spazi fisici e di intervento, mentre il livello regionale sarebbe fondamentale per veicolare le buone prassi e creare rete.
Da molto tempo segnaliamo questo atteggiamento che riteniamo sia la causa di molti disagi per il nostro territorio. La richiesta  emersa nell'ultimo anno per la messa a disposizione di due strutture regionali (quali il Vecchio Ospedale di Monza e Vimercate), pur non costituendo l’ideale di accoglienza diffusa che auspichiamo, potrebbe garantire il numero di posti necessario a riequilibrare la presenza territoriale dei richiedenti asilo e garantire una gestione che non si faccia trascinare dall’urgenza e dall’emergenza. Due strutture che potrebbero essere i nodi mancati di una rete di accoglienza Brianzola che ci auguriamo diventi sempre più sostenibile e inclusiva.
 
 
 

L'accordo CEM-BEA è l'ennesimo tentativo di salvare l'inceneritore di Desio?

Il 18 dicembre c.m. è stata annunciata (http://www.infonodo.org/content/verso-la-fusione-tra-cem-ambiente-e-bea%...) la nascita di DIFFERENTIA SpA, la società che, nei piani di Brianza Energia Ambiente (BEA) e CEM Ambiente dovrebbe realizzare il tanto desiderato ciclo integrato dei rifiuti della Brianza. La Rete Rifiuti Zero Lombardia si oppone fermamente a tale progetto e rispedice una lettera alle due società e ai sindaci dei comuni di Monza e Brianza, così come aveva fatto esattamente un anno fa.

Nella lettera spedita ai vertici di CEM Ambiente e BEA, la Rete Rifiuti Zero Lombardia ribadisce la propria contrarietà al progetto di fusione delle due società. La lettera riprende un comunicato analogo dello scorso fine anno, quando sembrava cosa fatta la fusione delle due società, poi naufragata per gravi errori di carattere giuridico. Il giudizio sull'operazione rimane sostanzialmente identico, ma è abbastanza severo il giudizio anche sul mancato coinvolgimento di soggetti (comitati e associazioni ambientaliste) da sempre impegnati nel settore della gestione dei rifiuti. La lettera si sofferma sulle contraddizioni insite proprio nella mission delle due società, di fatto alquanto antitetiche, ma sottolinea come sia irresponsabile continuare a porre la questione sotto un piano esclusivamente economico e non ambientale e sanitario.

Seregno - Noi per Seregno: milioni di euro lasciati inutilizzati nella casse comunali

Milioni di euro pronti per essere investiti in opere pubbliche e invece lasciati inutilizzati nella casse comunali.

Tiziano Mariani di Noi per Seregno, insieme con William Viganò del Partito Democratico, denuncia il mancato sfruttamento da parte dell’Amministrazione Comunale di Seregno dell’occasione offerta dal comma 410 della Legge di Stabilità 2016.

L'importante novità consente di utilizzare nel 2016 (e solo per il 2016) il Fondo Pluriennale Vincolato (FPV) in conto capitale anche ai fini del Patto di stabilità, cosa oggi non possibile.

Sembra una questione prettamente tecnica – spiega Mariani-, ma in realtà ha un risvolto molto interessante: se con l'assestamento del 2015 si applica, o meglio si fosse applicato oramai, una quota di avanzo dell'anno 2014 per finanziare una o più opere, con il relativo progetto approvato entro il 31/12/2015 con contestuale avvio della procedura di gara (basta l'avvio del procedimento, non serve l'aggiudicazione della gara), il residuo riferito all'opera viene reimputato all'anno 2016 con il riaccertamento e di fatto viene finanziata con il Fondo Pluriennale Vincolato nel 2016”.

“All'atto del pagamento di suddette opere, nel 2016, considerandosi il FPV una entrata rilevante ai fini Patto – prosegue Mariani -, automaticamente l'uscita di cassa non incide nel conteggio del Patto di stabilità comunale, e si crea così una sorta di “autospazio” finanziario generato dal proprio avanzo, che rende possibile l'applicazione dello stesso per il finanziamento degli investimenti, per il solo anno 2016, con residui che devono essere reimputati dal 2015”.

Quindi è utile applicare l'avanzo nel 2015, per opere facilmente progettabili e appaltabili entro il 31/12/2015, spostare il residuo al 2016 con il riaccertamento e pagare l'opera nel 2016, senza che la stessa incida ai fini Patto di stabilità sul Comune.

“La novità è recentissima – spiega Mariani - e molti Comuni si stanno attrezzando in merito per poter sfruttare l'occasione di utilizzare gli avanzi che da anni sono bloccati. Il consiglio, nostro e del Partito Democratico, era quello di inserire nel bando la clausola di revoca della gara ad insindacabile giudizio dell'Ente, nell'ipotesi in cui ci fosse stata una retromarcia nella Legge di Stabilità, e in tal caso le somme sarebbero ritornate in avanzo senza problemi”.

“Se però fosse tutto confermato dall’attuale progetto di Legge di Stabilità 2016 – conclude Mariani - sarebbe stato utile farsi trovare pronti con la variazione approvata e progetti appaltabili entro la fine dell'anno, per poter avviare opere che difficilmente saranno  ancora realizzabili a breve. Una occasione mancata frutto di una svista o, peggio, di incompetenza.”
 
 

Comunicato Infonodo - pubblicazione di eventi

Vi informiamo che da oggi potete pubblicare le vostre iniziative culturali gratuitamente sul sito web www.infonodo.org
Il sito è fortemente localizzato, ha circa 2000 visite uniche giornaliere quasi tutte provenienti dal territorio (brianza).
Occorre crearsi un account ed utilizzare il form per la creazione degli eventi. Tutto molto veloce e semplice.
La pubblicazione non è immediata perché necessita di una validazione redazionale.
Poi, per gli utenti abituali,  sarà diretta.

Ecco un esempio della pagina
http://www.infonodo.org/content/eventi-spettacoli

CGIL MB: Legge di Stabilità – “Basta con i tagli al Fondo Patronati”

La Legge di stabilità 2016 interviene in modo pesante per il secondo anno consecutivo sul Fondo Patronati proponendo un taglio di 28 milioni di euro. Tale intervento si aggiunge a quello di 35 milioni di euro già stabilito lo scorso anno, risultato di una riduzione dell'enorme cifra inizialmente ipotizzata, ottenuta grazie alla straordinaria mobilitazione, alla sensibilità di tanti parlamentari e al milione e 180.000 firme dei cittadini che hanno sottoscritto la petizione popolare.  In una lettera inviata ai Senatori e Deputati, il Ce-Pa (Centro Patronati)  spiega le ragioni per le quali si  chiede la soppressione della norma che infligge un altro colpo duro alla rete dei patronati, considerando tale ipotesi ”intollerabile” quanto “inspiegabile” Il Ce-Pa denuncia soprattutto il carattere, ancora una volta, strutturale della riduzione delle risorse, con ulteriore intervento sull'aliquota di alimentazione del fondo che, nel prossimo triennio, prevede un taglio del finanziamento, rispetto a quanto si attendeva fino all'anno scorso, di ben 284 milioni di euro per il periodo 2015-2018.
Per queste ragioni se dovessero essere confermati questi ulteriori tagli i patronati non potranno più garantire lo stesso livello di servizi; e saranno costretti ad una drastica riduzione, se non alla scomparsa degli uffici periferici ed  a una riduzione del 40% degli sportelli nelle sedi provinciali.
Questo provvedimento crea disuguaglianze in quanto i patronati non potranno fare più consulenza gratuita per far valere i diritti dei cittadini, soprattutto nelle fasce deboli della popolazione già messe a dura prova dalla crisi economica di questi anni. Oggi il Patronato si occupa, gratuitamente, di sostegno ai lavoratori migranti, tutela previdenziale e sostegno alla disabilità e al lavoro di cura , consulenza al sostegno al reddito, congedi parentali, e invia telematicamente tutte le pratiche di assistenza alla persona  agli istituti previdenziali e assistenziali, tutela degli infortuni, ecc.   
La maxi-sforbiciata è stata ben studiata, costituisce il più pesante attacco al patronato (è per questa via ai servizi di welfare) mai realizzato nella storia repubblicana. Il che è tanto più grave nel momento in cui la telematizzazione spinta dei servizi degli enti previdenziali (Inps in testa) ha eliminato di fatto il rapporto diretto tra uffici e il pubblico, con un ruolo di essenziale supplenza svolto proprio dai patronati. E' evidente che, per impedire quello che considerano un atto di guerra al welfare, tutto il sistema dei patronati è pronto alla più sostenuta e intensa mobilitazione della sua storia. Non vogliamo assistere inermi alla distruzione di questo patrimonio vitale del paese e per il paese, innanzitutto gli operatori Inca -CGIL di Monza e Brianza sono decisi a sensibilizzare i cittadini e a  farli scendere in campo visto che saranno le vittime principali di un'operazione tanto distruttiva se mai dovessero andare avanti. E saremo pronti a qualsiasi iniziativa anche forte cercando una condivisione unitaria con il Ce-Pa.

La Pedemontana avanza. Ma ora servono 2 miliardi

di Lucia Galli da il Giornale

 Splende il sole sulla tratta B1 di Pedemontana, aperta da oggi. Eppure la nebbia è fitta sul futuro dell’opera. Il tracciato dei nuovi 7,5km si vedrà anche dal satellite, ma sono in molti, a non vedere gli effetti di una nuova autostrada che per ora somiglia ad un’incompiuta. Il governatore Roberto Maroni dice che sarà «costretto a ricandidarsi nel 2018» per vedere finita ben oltre il 2020 l’intera opera. Ma assicura: «La realizzeremo tutta». Sarebbero 157 km fra autostrada,tangenziali e strade ordinarie, siamo a quota 43 in circa 5anni. Intanto da oggi si cercano le risorse per il prosieguo: mancano 2 miliardi e a metà novembre è stata prorogata la gara nella speranza che non vada di nuovo deserta come a settembre. Se no, ci si arrangerà: il Pirellone assicura che le risorse ci sono, ma vanno sbloccate e così il prete di Lomazzo passa, prima del taglio del nastro fra operai commossi, a benedire l’asfalto di ultima generazione sotto l’occhio elettronico del nuovo sistema «free flow».

A realizzare, in 18 mesi, quest’ultimo lotto di 7,5 km, è stata l’austriaca Strabag che spera, per voce di Marina Humitsch, di poter aprire presto i cantieri anche degli altri lotti che si è aggiudicata. L’assessore Alessandro Sorte insieme a Massimo Sarni, Ad di Serravalle-Milano Tangenziali e Vincenzo Pozzi, presidente di Cal - Concessionaria autostrade lombarde, ripassano il cronoprogramma: entro il 2016 l’avvio lavori sulla tratta B2, 10 complicati chilometri, poi nel 2017 la tratta C verso Vimercate e quindi a fine 2019 l’inizio lavori sulla tratta D, fino al traguardo di Trezzo sull’Adda.

«L’opera è utilissima ma ha richiesto un alto costo all’ambiente e agli uomini », tuona il sindaco di Lomazzo, Valeria Benzoni, «speriamo non sia stato un prezzo inutile». È lei a sfoggiare l’unica fascia tricolore: molti sindaci della zona hanno disertato la cerimonia e quelli della tratta B2 han fatto causa a Pedemontana per«danno al territorio ».
Temono lavori a singhiozzo, che non portino i 60milioni di opere di compensazione necessaria. Di fonte hanno un anno di rodaggio in cui il «grandevaso» di A36 sverserà ( nuovo) traffico nel«piccolo vaso» della Milano - Meda già colmo di (vecchi) pendolari, 70mila al dì.

Per mancanza di fondi si era pensato ad un piano B: risparmio di 1,3 miliardi evitando la terza corsia e arrestando a Vimercate l’opera. «Ma anche questa idea è rimasta inascoltata » spiega GigiPonti, presidente della Provincia Monza e Brianza.
Intanto i conti si fanno anche sui pedaggi «decisi dal Governo nel 2007», ricorda Maroni: 0,18 centesimi al km, quasi come Milano-Bologna. Iscrivendosi però a «Conto targa »novembre è gratis, anche retroattivamente, e fino a febbraio si paga la metà. Poi lo sconto sarà solo per i frequent drivers con almeno 8 passaggi al mese. Registrarsi al sito è obbligatorio anche per i possessori di telepass. I disagi di questi giorni, fra call centre e siti che si bloccano saranno risolti.

Brianza - Pedemontana. I sindaci: è inutile e divora il suolo

di Marco Mologni da il Corriere della sera

 LOMAZZO Il secondo pezzo di Pedemontana è pronto. Con l’inaugurazione della tratta «B1» — 7,6 chilometri da Lomazzo a Lentate sul Seveso — la Brianza è più vicina a Malpensa. Nessuna festa, però. Tutti i sindaci hanno disertato il taglio del nastro. L’unico amministratore presente con la fascia tricolore, Valeria Benzoni di Lomazzo, ha contestato il progetto, puntando il dito contro «consumo di suolo e il costo dei pedaggi ». Il governatore Maroni ha mostrato sicurezza: «Completeremo Pedemontana al 100%. Nel 2016 via alle le tratte «B2» e «C». E nel 2019 con la tratta «D», arriveremo fino a Brembate».

Parole confermate anche dal presidente di Pedemontana, Massimo Sarni: «Sarà l’autostrada del futuro. La prima in Italia con sistema «free flow». Priva di caselli, taglierà code e inquinamento. E ogni automobilista sarà seguito da un occhio elettronico grazie al web». Regione Lombardia promette riduzioni sui pedaggi per i pendolari. «Gli investitori privati sono in fuga — denuncia il presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto —. E i cittadini pagheranno l’autostrada due volte: prima con le tasse e poi con i pedaggi ». «La protesta dei sindaci è tardiva », insorge Gemma Beretta, di «Insieme per uno sviluppo sostenibile».
(m.mo.)

Naspi: almeno 5.000 i disoccupati brianzoli ancora in attesa dell’assegno di disoccupazione

Comunicato Stampa

Naspi: almeno 5.000 i disoccupati brianzoli ancora in attesa dell’assegno di disoccupazione!

Doveva essere secondo il Governo l’indennità di disoccupazione universale, più adeguata alla crisi che il nostro paese stà attraversando, invece, fino ad oggi, nessuna indennità risulta ancora liquidata.
Dal primo maggio di quest’anno è entrata in vigore la Naspi (nuova assicurazione sociale per l’impiego), il nuovo sussidio di disoccupazione introdotto dal Governo Renzi tramite il Jobs Act.
Nonostante siano trascorsi già due mesi, secondo le ultime disposizioni INPS, solo a metà luglio dovrebbe essere perfezionata la procedura di liquidazioni della Naspi.
“Se andrà tutto per il verso giusto”, riferisce Maurizio Paltan direttore del Patronato Inca CGIL MB, “le prime domande di maggio verranno liquidate entro la fine di luglio”.
“L’Inps ha in giacenza moltissime pratiche da definire, che si sono accumulate in questo periodo, in particolare nell’ultima settimana, per via della scadenza contrattuale del personale scolastico.
Solo il Patronato Inca della Cgil di MB ha 800 domande di Naspi mentre sono 2900 le domande di disoccupazione presentate dall’inizio dell’anno”.

“Numeri importanti che ci fanno capire come la crisi ha colpito anche il nostro territorio, infatti, per la nostra provincia, il lavoro è sempre stato un tratto identificativo e un valore insostituibile”, spiega Ezio Davide Cigna, segretario CGIL MB.
“La situazione è preoccupante” aggiunge il segretario, “sono molti i disoccupati che si rivolgono a noi per chiedere aiuto, hanno mutui o bollette da pagare, oppure, nel migliore dei casi devono far fronte alle spese ordinarie della propria famiglia”.
“E’ inaccettabile non aver pensato prima a qualcosa di diverso. E’ frustrante perdere il proprio lavoro, figuriamoci se poi non ti viene garantito nemmeno quel magro assegno tanto atteso. Sarebbe stato sicuramente meglio investire meno tempo nel pubblicizzare la nuova indennità di disoccupazione e concentrarsi sulle procedure che l’istituto avrebbe dovuto adottare già ai primi di maggio”.
“I problemi che dobbiamo gestire ogni giorno nelle nostre sedi”, spiega Cigna Ezio, “sono amplificati nelle sedi Inps territoriali, dove spesso ci sono veri e propri problemi di ordine pubblico”.

Monza, 7 luglio 2015

Brianza - Al via la stagione contrattuale del comparto legno

Comunicato stampa

Oggi, 8/7/15,  presso la scuola "Centro Professionale Giuseppe Terragni" di Meda si è svolta l'assemblea regionale delle RSU del comparto Legno Industria per valutare, dibattere e conoscere i contenuti della piattaforma per il rinnovo del CCNL dal 1 Aprile 2016 al 31 Marzo 2019.

I circa 200 delegati e funzionari di Feneal Filca Fillea hanno dibattuto e condiviso i contenuti della piattaforma da sottoporre all'approvazione dei Lavoratori delle fabbriche del settore entro il giorno 22 Settembre p.v.
Il giorno 23 Settembre p.v. a Roma si svolgerà l'assemblea nazionale delle commissioni legno che varerà la piattaforma definitiva da spedire a Federlegno entro il 30 Settembre p.v.
La piattaforma si articola sui capitoli dei diritti ( sottraendo alle aziende l’unilateralità e l'inappellabilità' delle loro decisioni a partire dai licenziamenti, dal dimensionamento, dai provvedimenti disciplinari e dai licenziamenti collettivi), della formazione ( rendendo strutturale la formazione in 12 ore annue per lavoratore), del welfare ( aumento contributo previdenza complementare e aumento contributo al fondo sanitario), del modello sindacale ( due livelli di contrattazione che durano 3 anni con la possibilità di inserire la contrattazione e territoriale), del salario ( con un aumento di 115, 25 € mensili al  parametro di riferimento 134).

La piattaforma è' coerente e proporzionale all'attuale fase economica e sindacale del comparto e vuole traguardare un modello produttivo del settore che elevi la qualità del produrre, investendo sulla formazione sui Lavoratori, per competere con i mercati mondiali a partire dall'esposizione  internazionale del mobile di Milano.
In Lombardia sono interessati circa 21.000 lavoratori concentrati soprattutto nel distretto del mobile della Brianza. Produzioni di eccellenza, produzioni leader di mercato che hanno la capacità di anticipare le tendenze di mercato, produzioni che ogni anno si confrontano con il mercato globale partecipando al salone internazionale del mobile a Milano.
Per ottenere questo si deve investire in ricerca, innovazione di prodotto e formazione dei Lavoratori.

L'attivo si è' svolto all'interno di una scuola professionale che è collocata nel cuore produttivo del distretto del mobile. Questo per rivendicare l'alleanza del mondo della scuola con quello del lavoro, per rafforzare il legame tra teoria e pratica, per spiegare al meglio un caposaldo della piattaforma relativo alla formazione professionale.
La densa stagione contrattuale nel comparto legno prevede, in data 10 Luglio p.v., anche la presentazione alle controparti della piattaforma per il rinnovo del Contratto Regionale Integrativo della Lombardia dei lavoratori artigiani per gli anni 2015,2016 e 2107
L'attivo è' stato concluso, a nome unitario, da Fabrizio Pascucci componente della segreteria nazionale della Feneal-Uil.

Meda, 8 Luglio 2015

La Camera del Lavoro di Monza e Brianza esprime la propria solidarietà a Infonodo

Comunicato stampa

Riteniamo che la libera informazione e il coraggio nella denuncia del malaffare della criminalità organizzata rappresentino una delle principali condizioni per il benessere della democrazia e per il riavvicinamento della politica agli interessi della popolazione e al perseguimento del bene pubblico.

Per questo la Camera del Lavoro CGIL di Monza e Brianza esprime solidarietà e vicinanza ai giornalisti di Infonodo coinvolti, loro malgrado, nella gazzarra post-elettorale inscenata dall’ex sindaco di Seregno.

per La Segreteria della Camera del Lavoro CGIL di Monza e Brianza

Simone Pulici
Segretario Confederale
CGIL Monza e Brianza
Via Premuda, 17 - 20900 Monza MB
Tel. Ufficio 039-2731.211

La Brianza solidale respinge il clima di intolleranza

Comunicato stampa

Il nostro territorio, al pari di tutte le province italiane, è stato impegnato in questi mesi in una straordinaria campagna di accoglienza delle persone richiedenti asilo che sono approdate sul territorio italiano.
Il clima di intolleranza, spesso mascherato da falsi miti, che in questi giorni pervade i mezzi di stampa e le dichiarazioni pubbliche di importanti esponenti politici è palesemente strumentale.
Si cerca il consenso facile nascondendo le vere origini del malessere diffuso, la cui causa principale è una crisi economica senza precedenti che ha impoverito migliaia di famiglie anche nella ricca Brianza.
La ricerca di un capro espiatorio in chi sta peggio è una pratica vecchia come il mondo e che ha come risultato una guerra tra poveri che lascia inalterate le ragioni vere della sofferenza. Al contrario si nasconde la verità. Verità fatta di corruzione in molti ambiti dell'economia pubblica e privata, le mafie dilagano anche sul nostro territorio e il loro contrasto è sempre più difficile.
I numeri, che stanno dietro alle persone, parlano chiaro e per alcuni versi sono talmente irrisori da smontare le ragioni della propaganda.
Lo conferma la Presidente dell’Associazione “Diritti Insieme”, Francesca Campisi: “In Brianza i cittadini residenti sono oltre 870.000; i profughi accolti sono circa 400, lo 0,05%, distribuiti su oltre 20 comuni. La rete che si occupa dell'accoglienza lavora in totale trasparenza e sotto il coordinamento della Prefettura. Sono già state diverse le occasioni di confronto con la cittadinanza a cui hanno partecipato rappresentanti dei soggetti coinvolti”.
“Chi lucra sull'emergenza profughi non è certo la rete dell'accoglienza, sulla pelle dei migranti si giocano le fortune o sfortune politiche della nostra classe dirigente.
Per fortuna la Brianza ha dato ancora una volta una dimostrazione di buon senso senza esasperare conflitti inesistenti – aggiunge Simone Pulici, della segreteria della CGIL di MB e componente del direttivo dell’Associazione - Ci pare giusto ringraziare Prefettura, amministrazioni locali e tutti coloro stanno dando il proprio contributo per governare un'emergenza che tanto emergenza non è”.

Associazione Diritti Insieme

Lombardia - Giungla d’erba sulle strade. Allarme per il rischio incidenti

di Paolo Marelli da il Corriere della sera del 13/05

MILANO È allarme sicurezza sulle strade della Lombardia trasformate in una giungla dalla crescita selvaggia di erba, cespugli e alberi che restringono le carreggiate e riducono la visuale nelle rotatorie, aumentando il pericolo di incidenti. Com’è accaduto lunedì scorso nel Lodigiano, fra Casalpusterlengo e Codogno, dove un 81enne è morto dopo che con la sua auto si è scontrato frontalmente con un Tir. L’anziano forse, a causa anche dell’erba molto alta ai lati della strada, non si è accorto che dall’altra parte sopraggiungeva il mezzo pesante. Una tragedia che è la punta dell’iceberg dell’abbandono e dell’incuria del verde sia lungo le strade provinciali che comunali. Dopotutto le 12 province della nostra regione, così come buona parte dei 1.531 Comuni lombardi, non hanno più i soldi, complice la spending review e la legge di stabilità, per la manutenzione. Anche se nei Comuni alcune rotonde sono curate dai florovivaisti che le hanno «adottate».

Arterie viarie, svincoli e incroci sono ormai assediati da una vegetazione che, per effetto di una primavera calda e umida, in queste settimane è cresciuta in maniera abnorme. « Ma con un verde malgestito, il rischio di incidenti è in agguato », osserva Giordano Biserni, presidente di Asaps (Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale) che dal 1991 è impegnata sul fronte della sicurezza del traffico. Nel mirino delle proteste degli automobilisti ci sono soprattutto i 7.800 chilometri di strade provinciali della Lombardia. Infatti all’emergenza buche esplosa nei mesi scorsi, adesso si aggiunge il caso dell’erba alta e dell’impossibilità delle Province di tagliarla. «Le nostre casse sono vuote. Non ci sono i soldi per la manutenzione né ordinaria né straordinaria — spiega Daniele Bosone, presidente della provincia di Pavia e dell’Upl (Unione province lombarde) —. Purtroppo i nostri enti sono in condizioni economiche disperate. Per la legge di stabilità, le province lombarde nel 2015 devono versare nelle casse statali 205 milioni di euro di gettito fiscale. Invece per evitare il dissesto delle nostre strade occorrerebbe che i soldi delle tasse dei lombardi rimanessero in Lombardia ».

Caso emblematico proprio la provincia Pavia. Spiega il presidente Bosone: «Da 1,5 milioni di euro per la manutenzione del verde degli anni passati si è scesi a zero euro». Con i disagi maggiori registrati sulle strade della Lomellina. Budget in caduta libera anche a Como, Lecco e Sondrio. Crollo a Lodi: da 280 mila euro a 80 mila. A Cremona invece stanziati 130 mila euro. Appalto ancora da assegnare a Mantova. A Monza in soccorso della provincia arrivano i Comuni, come Agrate Brianza. Spiega il vicesindaco Simone Sironi: «Abbiamo proposto di effettuare a nostre spese 3 sfalci in punti critici di provinciali molto trafficate». Il costo? In media non si spendono oltre i 10 centesimi al metro quadro. Mentre prosegue la raccolta firme della campagna #stradesicure per mobilitare il governo a intervenire, le province lanciano un appello alle associazioni di volontariato: «Ci diano una mano per fronteggiare l’emergenza erba alta». Anche perché in primavera ed estate dovrebbe essere tagliata una volta al mese per garantire decoro e sicurezza. Invece, per ora, continua solo a crescere.

La Brianza torna a comprare case

di Diego Colombo e Rossella Redaelli da il Corriere della sera del 13/05

MONZA Eppur si muove. Non si può ancora dire che la crisi è alle spalle la crisi, ma il mercato immobiliare in provincia di Monza e Brianza ha ripreso a crescere. Un piccolo passo avanti che comunque lascia ben sperare, dopo anni contrassegnati dal blocco delle vendite di ville e appartamenti. «Una brezza primaverile — commenta Mauro Danielli, presidente dell’Osservatorio sugli immobili di Camera di Commercio Monza e Brianza — di cui non conosciamo la durata, ma che è certamente una boccata d’ossigeno dopo un periodo secco».

Secondo i dati dell’Osservatorio, tra Monza e la Brianza ci sono stati 23.264 scambi, in crescita del 2% rispetto al 2013. Anche l’erogazione dei mutui è in forte crescita: dei 34 mila erogati in Lombardia nel 2014, il 56% , per un totale di 390 milioni di euro, si localizzano nell’area di Milano e Monza con una crescita del 20% rispetto al 2013 e un capitale medio per singola abitazione di 120 mila euro in Lombardia e 130 mila euro tra Milano e Monza. Secondo un’analisi condotta dal centro studi di Tecnocasa dal titolo «Prove di ripartenza », presentato in Camera di Commercio, le compravendite nella sola città di Monza sono cresciute del 10,7%, grazie anche ad acquirenti europei (il 10,3% dei richiedenti un mutuo) che hanno cominciato ad affacciarsi sul mercato cittadino, convinti che si possano fare affari nel settore immobiliare. Anche fuori dai confini di Monza i segnali sono positivi. Nel quarto trimestre del 2014 in Brianza sono stati erogati mutui per 143,4 milioni di euro, con un incremento del 53,8%, il miglior risultato tra tutte le province lombarde. Un dato confermato anche dal raffronto con gli ultimi sei mesi del 2014, con i mutui che in Brianza sono cresciuti del 24%.

Seguono Lecco con un incremento del 19,4% in più e da Varese con l’11,8%. Lo studio fa anche un identikit dei nuovi acquirenti. Sono persone con un’età media di 39 anni, con una preponderanza degli under 45 che sono più del 70% del totale. La maggioranza stipula un mutuo fino a 119 mila euro per l’acquisto generalmente di un appartamento di tre locali (50,6%), seguito da chi preferisce invece impegnarsi per un più economico bilocale (32,9%). La quasi totalità di chi si è affacciato sul mercato immobiliare negli ultimi sei mesi dello scorso anno era alla ricerca della prima casa o di un’abitazione migliore di quella che già possedeva (95,7%), mentre gli investitori sono stati appena il 4%. Il Comune in cui sì è avuto l’aumento maggiore di compr a vendi te è Vime r c a te (+61,6%), mentre nell’Alta Brianza spiccano Cesano Maderno (+30,3%) e Desio (27,6%). La maglia nera se l’è invece aggiudicata Bernareggio che ha fatto registrare il 10,6% in meno di vendite. A dare la scossa al mercato immobiliare è stata la contrazione delle quotazioni degli immobili: «Rispetto ai prezzi del 2008 — conclude Danielli — a Monza il prezzo delle case è diminuito in media del 25%. I brianzoli si sono dimostrati attenti a cogliere le opportunità che il mercato in questo momento offre».

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