Besana Brianza

Edilizia predona in Brianza. La Malaspina nel fianco di Correzzana

di Pier Attilio Trivulzio

Nel marzo di quattro anni fa Correzzana finì per la prima volta sulle prime pagine dei giornali nazionali quando un gruppo di aderenti dell'associazione lecchese no profit Freccia 45 presidiò la sede della multinazionale americana Harlan Laboratories che aveva appena ricevuto dalla Cina 104 macachi destinati alla vivisezione.
Le denunce presentate alla Procura della Repubblica di Monza da Freccia 45 che ha raccolto 24.000 firme contro la vivisezione degli animali, le proteste dell'ex ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla e dell'oncologo Umberto Veronesi portano, a maggio 2014, “alla revoca dell'autorizzazione all'allevamento e allo stabilimento fornitore di primati rilasciata il 21 aprile 2009 e aggiornata al 24 agosto 2011”.


La conferma arriva dal vice sindaco Mario Corbetta, al quale non pare vero di ricevere, grazie a questa vicenda, un (insperato) assist in più per le imminenti elezioni, che infatti lo vedono, con la lista civica Uniti per Correzzana,  eletto sindaco dopo 5 anni da vice, con 840 voti contro i 704 di Ada Giuseppina Civitani (Lista civica Correzzana Viva).

Quella manciata di voti in più gli arrivano proprio dai residenti delle palazzine di via Fermi, confinanti con i capannoni della Harlan, e di via Majorana che sta alle spalle.
La poltrona di sindaco, il dottor Corbetta l'aveva già avuta per dieci anni dal 1999 al 200. Dopo che per legge deve abbandonarla e passa i seguenti cinque anni a fare il vicesindaco e assessore all'Urbanistica  finalmente può riaccomodarsi sulla poltrona di primo cittadino tenendosi anche l'assessorato al Bilancio e dal gennaio 2016, a seguito di rimpasto di Giunta, si riprende anche la delega all'Urbanistica.
Chi meglio di lui può infatti occuparsi di urbanistica dal momento che é il business di famiglia, con la SER.DE.CO srl (sede alle Torri Bianche di Vimercate) che a Correzzana – tra il 2005 e il 2010 - ha costruito a ridosso del Municipio, in via don Grisostomo, 14 appartamenti.
In quegli anni di grande consumo del territorio corezzanese a costruire abitazioni nel paese che conta 2.878 abitanti erano la SER.DE.CO. della famiglia brianzola dei Corbetta e la Delfina Lucia del calabrese di Montebello Jonico, Giuseppe Malaspina. Quest’ultimo un gigante se confrontato con i Corbetta, anche se é poi Mario Corbetta, direttore della Salmilano, a tenere le redini dell’urbanistica. 

Malaspina realizza i complessi residenziali I Pioppi, ville a schiera da 200 a 400 mq (anche con piscina) in vendita da 530 mila euro, Al Parco in via Majorana angolo via Principale, e Corabella, bi-tri-quadri locali da 60 a 130 mq e uffici da 120 mila euro in su.

Concentriamoci sulle palazzine Corabella realizzate dalla società Delfina Lucia e messe in vendita dalla Progeam che è sempre di Giuseppe Malaspina.
La convenzione prevedeva la realizzazione di un poliambulatorio e di un asilo.
Il poliambulatorio è ancora da completare, l'asilo si è dissolto perché a Correzzana sembra non nascano più bambini.
É proprio di pochi giorni fa la decisione presa dalla Giunta di escutere la fideiussione con la Vittoria Assicurazioni non già per 797.735 euro come previsto bensì accettando una cifra inferiore ai 600 mila euro.
Al Corabella la Progeam vende nove appartamenti comprese le mansarde che a lui, a Malaspina, piacciono tanto. Il perché è molto semplice.
In sede di costruzione alza la cubatura prevista dal piano integrato d'intervento approvato e quando l'amministrazione gli contesta l'illecito – e lo trascina in Tribunale come ha fatto l'architetto Vittoria Giglio per il complesso di Besana Brianza, area ex stabilimento Salmilano, s'appella al Tar, va fino al Consiglio di Stato per allungare i tempi ed intanto blocca i lavori delle opere di urbanizzazione.
Giochino già fatto anni prima a Muggiò sull'area ex Fillattice dove ha bloccato i lavori del campo sportivo previsto in convenzione per una controversia di 300 mila euro: pretendeva in cambio cubatura aggiuntiva che gli avrebbe fatto guadagnare 2 milioni di euro. L'amministrazione del sindaco Carlo Fossati gli ha risposto un secco no e allora, per ripicca, non soltanto ha stoppato i lavori del campo ma anche l'area mercato annessa al complesso residenziale e l'amministrazione comunale (col sindaco Pietro Stefano Zanantoni succeduto a Fossati) ha poi usato 1,2 milioni di euro dei contribuenti per completare il campo di via 1. Maggio e l'attuale sindaco, Maria Arcangela Fiorito, ha finalmente potuto escutere soltanto pochi mesi fa, la fideiussione di 375 mila euro.
Ma intanto i lavori per completare l'area mercato richiederebbe l'aggiunta di almeno 500 mila euro.
A Villasanta uguale storia con la società Della via Gramsci e problemi con la Villasanta Village per l'albergo mai completato, realizzato con due piani in più che ancora non sono stati abbattuti. L'eco mostro è lì, immagine dell'azienda di Giuseppe Malaspina che ha decine di altre società messe in liquidazione e prossime al fallimento.

Il Gruppo Edile Caronno con debiti per oltre 44 milioni e un'irrisoria percentuale di crediti chirografari, é il primo dei fallimenti finiti sul tavolo del pubblico ministero Salvatore Bellomo assieme a migliaia di documenti e intercettazioni autorizzate dall'Autorità giudiziaria negli ultimi quattro anni. Alcune molto compromettenti e che rivelano i rapporti di Malaspina con personaggi già condannati nelle inchieste Infinito e Tibet sulla presenza della ‘ndrangheta in Brianza e Lombardia.Ma questa è una storia che approfondiremo.

Ma torniamo al complesso residenziale Corabella di Corezzana dove nove famiglie di condòmini hanno dovuto rivolgersi alla magistratura, vincere la causa con la Delfina Lucia e quindi insinuarsi nel fallimento per oltre 45 mila euro “Da quattro anni e mezzo aspettiamo che l'ascensore venga messo in funzione, abbiamo i pannelli solari ma non servono a nulla perché la caldaia non è stata completata e sul tetto non possiamo mandare il carpentiere mancando il dispositivo salva vita. A nostre spese ci sono stati agganciati i contatori dell'elettricità: ogni richiesta alla Delfina Lucia d'avere il contatore personale è stata disattesa fino a quando, stanchi di restare agganciati al contatore del cantiere, non ci siamo rivolti alla magistratura che ci ha dato ragione; così anche per le spese condominiali che da due anni la società non paga e quindi siamo stati noi condòmini a doverle anticipare... Vogliamo parlare del lavoro di gestione delle acque? Fatto male tanto che basta un forte acquazzone e i box s'allagano ed in quanto al cancello d'ingresso è pericoloso. Eppure Delfina Lucia per anni ci ha chiesto la divisione delle spese condominiali . Guardi, qui al Corabella la maggior parte degli appartamenti sono invenduti e molti neppure completati”, racconta a Infonodo una condomina giustamente arrabbiata che conclude: “Non voglio andarmene, ma se decidessi di vendere non potrei. L'appartamento è invendibile avendo l'immobile mille difetti”.
Un architetto che ha acquistato direttamente da Giuseppe Malaspina
si lamenta con lui. “Guarda Giuseppe che mi hai venduto un bilocale facendomi pagare la casa come trilocale e da quattro anni pago un 4 per cento di millesimi in più di spese”.
I metri quadrati di un appartamento o i millesimi in più conteggiati sono un vero e proprio cavallo di battaglia delle società del Malaspina. Basta leggere quanto scritto nella delibera della III sezione del Tribunale civile di Monza (presidente Alida Paluchowski) del 19 settembre 2012 che revoca l'ammissione al concordato del Gruppo Edile Caronno e dichiara il fallimento: “...adozione metodologicamente sbagliata nella stima dei beni, quali il calcolo delle parti comuni (in taluni casi fatti in metri quadrati piuttosto che con l'attribuzione di millesimi); il calcolo delle metrature di alcuni immobili (risultate dai rilievi in loco con superfici inferiori rispetto a quelle dichiarate in perizia); il calcolo dei coefficienti di abitabilità (non essendo stato applicato il coefficiente ridotto per l'altezza media nelle mansarde sottotetto)...”
Insomma, qualche appartamento venduto aveva metrature gonfiate. La società guadagnava di più, l'acquirente ci perdeva e s'accorgeva dell’inghippo soltanto quando aveva deciso di vendere, cioè troppo tardi.
Per la cronaca, oltre alle citate Gruppo Edile Caronno e Delfina Lucia i dossier giacenti in Tribunale riguardano queste società in liquidazione o in attesa di concordato del gruppo di Giuseppe Malaspina: D'Adda Busca, Gestione Immobili Alberghieri, Villasanta Village, Immobiliare Pirsani, Della via Gramsci, San Giobbe, Ideo, Silene.

Lombardia - La rivoluzione delle Poste. Spariscono 61 uffici, 3 in Brianza

di Paolo Marelli da il Corriere della sera

MILANO La rivoluzione scatterà il prossimo lunedì 13 aprile: sarà il giorno del Poste-Day, quando in Lombardia 61 uffici chiuderanno per sempre i battenti su un totale di 1.957 e altri 121 cominceranno ad aprire a giorni alterni. La data è confermata da Pietro Raeli, 54 anni, direttore regionale delle Poste, che illustra le ricadute in casa nostra del Piano nazionale di riorganizzazione deciso dall’azienda in nome della spending review.

Oltre al taglio dei costi di gestione, le Poste hanno messo mano alle forbici per cancellare dalla mappa degli uffici quelli classificati come «improduttivi »: sportelli che, in un mese, smistano solo il pagamento di un paio di pensioni (anche perché il 94% sono ormai accreditate sul conto corrente), tre-quattro raccomandate e, al massimo, una decina di bollettini. «Si tratta di uffici che non servono più di 900 abitanti e sono aperti in quartieri e frazioni di comuni dove c’è un altro ufficio — osserva Raeli —. Per questo motivo o li chiuderemo, o rimoduleremo le loro aperture su 2, 3 e 4 giorni la settimana (dalle 8.20 alle 13.45 dal lunedì al venerdì, dalle 8.20 alle 12.45 il sabato). Comunque il piano garantirà efficienza e capillarità del servizio. Infatti sono stati esclusi i paesi di montagna e di campagna». Sul fronte occupazionale, invece, il direttore regionale assicura che, nonostante le soppressioni, «non ci saranno esuberi. Infatti i dipendenti saranno tutti ricollocati in altre sedi e sempre nello stesso ambito territoriale».

Eppure, al di là delle rassicurazioni, non si placano le proteste, perché il 9,2% degli uffici attivi in Lombardia sarà chiuso, o non resterà aperto tutti i giorni: infatti gli sportelli di 182 comuni su 1.531 (pari all’11,8%) della nostra regione finiranno nel mirino degli tagli. Le province più penalizzate saranno Cremona (29) e poi Como, Pavia e Varese con 22. «Siamo consapevoli che le Poste siano un servizio sul territorio e che i cittadini non sono disposti a rinunciarvi. Ma abbiamo il compito di riequilibrare domanda e servizi.

Non a caso, spostando il personale, il piano permetterà di accorciare le code agli sportelli più affollati, dopo che tanti clienti si sono lamentati per le lunghe file». Ma, per Raeli, i disagi «saranno ridotti al minimo, considerato che anche in Lombardia, come nel resto d’Italia, è in corso una rivoluzione del servizio a domicilio a colpi di clic, grazie all’introduzione del cosiddetto postino telematico». Spiega il direttore regionale: «Al portalettere che busserà alla porta di casa, o tramite prenotazione (al numero 8 0 3 . 1 6 0 oppur e sul s i to www.poste.it), sarà possibile pagare bollette e spedizioni in contrassegno. Così come effettuare ricariche telefoniche e di carte prepagate, oltre a consegnare raccomandate per la spedizione. E ancora: in futuro recapiterà anche referti medici e ricette, oltre che farmaci». Come si pagherà? «Non in contanti, ma soltanto con Postamat, Postepay o con le carte dei principali circuiti internazionali. Infatti il portalettere avrà con sé un apparecchio POS, oltre che palmare e stampante portatile. E i postini telematici sono già 4.400 su un totale di 4.900, con una copertura del territorio pari al 90%». Ma quanto costerà il servizio? «Per il bollettino, ad esempio, si verserà 1.70 euro anziché 1.30, mentre per la raccomandata si pagheranno 2 euro».

Besana Brianza - Pennello e pc per l’imbianchino 2.0. Internet salva l’impresa di famiglia

di Fabio Lombardi da il Giorno

I RULLI e i pennelli da qualche mese rimanevano inesorabilmente nei magazzini. Così come le latte di tempera. La crisi scoppiata nel settembre 2008 non aveva risparmiato nemmeno la sua attività: la ditta Mulfari Felice imbiancature, fondata negli anni ’70. Sempre meno lavoro e un telefono, orfano di clienti, che ormai non squillava quasi più. Che fare? Chiudere bottega? Resistere in attesa di tempi migliori? Poche vie d’uscita, insomma.
Ma quando sembrava tutto perso, per una volta (di solito avviene il contrario) è stato il figlio ad andare in soccorso al padre. All’impresa serviva un cambio d’immagine, una nuova strategia di comunicazione, insomma una bella «riverniciata». Ma questa volta non da dare con rulli e pennelli, ma da passare con mouse, smartphone e altre «diavolerie» tecnologiche.
Così Diego, 30 anni, una laurea in Comunicazione editoriale multimediale (presa nel 2010) in tasca, incomincia a smanettare sul pc.

«A GENNAIO del 2012 abbiamo aperto un blog (mulfarimbianchino.com) che in questi due anni ha totalizzato 80mila visitatori. Poi ho messo mano al sito internet (www.mulfarimbianchino.it) che già esisteva ma era poco accattivante. Abbiamo messo foto migliori, lo abbiamo arricchito di contenuti: filmati, commenti, suggerimenti, informazioni. Un sito che oggi registra mediamente 120 visite al giorno. Siamo naturalmente presenti anche su facebook con una nostra pagina», spiega Diego che in questi giorni sta partecipando al corso di Tecnico di marketing digitale per Expo 2015 in Camera di commercio di Monza e Brianza. E con i contatti cominciano ad arrivare le prime mail, le richieste di preventivi e infine i nuovi lavori. Il telefono della bottega torna a squillare. «Dal 2012 ad oggi possiamo valutare che ogni anno abbiamo raddoppiato il lavoro», spiega Diego con soddisfazione. E così facendo la Mulfarimbianchino è arrivata addirittura oltre oceano.

«È IL VANTAGGIO di internet che è uno strumento senza confini che può raggiungere ogni angolo della Terra. Alcuni mesi fa siamo stati contattati da un dottore che vive a Toronto e manca da molti anni dall’Italia dove possiede una casa a Seregno. Avendo bisogno di far effettuare alcuni lavori, e non avendo più contatti diretti in Italia, ha cercato attraverso i motori di ricerca su internet un imbianchino in zona ed è arrivato al nostro sito. Ci ha contattati, ci siamo accordati ed abbiamo effettuato i lavori all’interno del suo appartamento seregnese», spiega Diego che venerdì è stato invitato a parlare al «Maker Faire Rome» è la grande fiera europea dedicata all’innovazione, alla creatività e al saper fare che si svolgerà a Roma dal 3 al 5 ottobre. Un rilancio per l’azienda di famiglia, ma anche un’opportunità professionale per Diego. «Dopo la laurea, prima di aiutare mio papà, avevo lavorato per un po’ di tempo in un’azienda. Ora, grazie anche al corso che sto frequentando in Camera di commercio, è possibile pensare di fare il tecnico del marketing per le imprese artigiane del territorio replicando per altri quanto fatto insieme a mio padre. Credo che oggi per superare la crisi occorra conuigare i saperi antichi con le nuove tecnologie».
fabio.lombardi@ilgiorno.net

Besana Brianza - Il servizio di bus a chiamata? Comodo, ma nessuno lo vuole

di Laura Ballabio da il Giorno del 16/09

BUS a chiamata, bus fantasma. Il servizio di trasporto comunale a Besana è attivo del 2011 ma in pochi lo conoscono e ancora meno lo utilizzano. Il pullman, 28 posti a sedere, permette di raggiungere i principali luoghi di interesse della città: una valida alternativa all’uso dell’automobile e soprattutto un modo per la popolazione più anziana per raggiungere il mercoledì mattina il mercato settimanale, la vicina stazione ferroviaria del Besanino, la sede comunale o dell’Asl. «Non è che nessuno lo utilizza, ma sicuramente è un servizio con molte potenzialità che attualmente è sottoutilizzato» ha precisato il sindaco Sergio Cazzaniga. Il servizio di trasporti comunali besanesi a chiamata è gestito dall’Autoservizi Cattaneo, società di trasporti con sede a Nibionno nel Lecchese, che ha vinto il bando di gara da tre anni. Per attivare il servizio di bus a chiamata basta telefonare al numero verde 800.97.85.57, attivo dalle 9 alle 19 dal lunedì al venerdì e il sabato dalle 9 alle 11. La telefonata è necessaria per prenotare il servizio di trasporto che oltre alle fermate dello scuolabus utilizza anche tutte le fermate di linea del taxibus (il servizio sempre a chiamata ma extracomunale).

IL COSTO è di 1 euro a corsa. «Praticamente il bus arriva sotto casa, sicuramente una nel tuo quartiere: nella frazione di Montesiro, ad esempio, ci sono una decina di fermate – ha spiegato il primo cittadino –. Un importate mezzo di trasporto, a costi contenuti, che potrebbe essere un ottimo strumento scolastico. Se una classe di storia deve visitare il Monastero di Brugora, se ci va a piedi perde una mezza giornata. Con soli due euro, è possibile compiere la stessa uscita in due ore e mezza». Il bus a chiamata è attivo nei giorni feriali, da lunedì a sabato, escluso agosto. Il servizio di trasporto è regolato da precise fasce orarie: dalle 8.30 alle 12 la mattina e nel pomeriggio dalle 17 alle 19.45 dal lunedì al venerdì, nei mesi invernali, per il trasporto scolastico. Amplia l’orario dalle 7 alle 14 e dalle 17 alle 19.45, sempre dal lunedì al venerdì, ma in periodi invernali non scolastici e in estate. Per quanto riguarda il sabato, è attivabile dalle 8 alle 12.

BASTA chiamare con 16 ore di anticipo. Per rilanciare il bus a chiamata domenica prossima, in occasione della Giornata Europea della mobilità sostenibile, sarà organizzato un tour del territorio comunale con il sindaco Cazzaniga e il collega del Consiglio comunale baby per promuovere il servizio con volantini e 200 biglietti omaggio.

Si ribalta con il furgone a Triuggio. Muore operatore ecologico della Gelsia

di Laura Ballabio da il Giorno 

È DECEDUTO ieri Felix Riva, il dipendente di Gelsia Ambiente che mercoledì mattina si è ribaltato alla guida di un furgone nella frazione triuggese di Tregasio. L’incidente è avvenuto poco dopo le 7 in via Cagnola, all’altezza del civico 66. Unico coinvolto nel sinistro il lavoratore della società brianzola che si occupa della raccolta dei rifiuti a Besana. L’uomo, un 39enne originario dell’Ecuador ma residente a Perego nel Lecchese, stava completando il giro della raccolta dei rifiuti nella frazione besanese di Calò. Come tutte le mattine era al volante del mezzo usato per il ritiro porta a porta: un Iveco Daily che da Besana era diretto verso Triuggio. Il furgone stava percorrendo la strada che collega i due comuni e dopo una curva si è ribaltato spargendo tutti i rifiuti contenuti nel cassone lungo la strada. Il veicolo è scivolato per alcuni metri invadendo il centro della carreggiata e fermandosi contro il marciapiede sul lato opposto di marcia, di fronte a una pensilina dell’autobus. L’impatto è stato devastante. Il mezzo si è rovesciato d nel contraccolpo la testa dell’operaio ha sbattuto contro il parabrezza. L’operaio è rimasto incastrato in mezzo alle lamiere e per liberalo sono dovuti intervenire due mezzi dei vigili del fuoco di Seregno. Le sue condizioni da subito sono apparse gravissime. Sul posto sono intervenuti l’elisoccorso proveniente dall’ospedale Niguarda di Milano, un’ambulanza della Croce Bianca di Besana, i carabinieri della vicina stazione di Biassono e la Polizia locale di Triuggio. La circolazione del traffico è stata bloccata lungo tutta via Cagnola, da Tregasio a Triuggio, per circa due ore. Il ferito è stato poi portato d’urgenza al San Gerardo di Monza e nella tarda mattinata di ieri i medici del reparto di Terapia intensiva dell’ospedale monzese ne hanno dichiarato la morte. Nel pomeriggio, dopo aver avuto il consenso della famiglia, i medici del San Gerardo hanno provveduto all’espianto degli organi. Felix Riva lavorava nella sede di Desio di Gelsia Ambiente dal 2013, quando la società brianzola si era aggiudicata l’appalto dei rifiuti del Comune di Besana.

L’OPERAIO 39enne era sposato e aveva un bambino di 10 anni. «Come presidente di Gelsia Ambiente, unitamente a tutto il Consiglio e a tutti i dipendenti della società vogliamo esprimere la massima vicinanza alla famiglia e al figlio - ha spiegato Alessandro Boneschi, numero uno della società -. Vorrei anche esprimere la nostra stima per l’importante gesto di altruismo che la famiglia ha voluto compiere in questo momento di dolore: è coraggiosa la scelta di donare gli organi ed esprime una grande generosità in questo terribile momento. Posso già da ora affermare che Gelsia è una grande famiglia e non lasceremo certamente soli i familiari della vittima».


La denuncia dei sindacati: «Bisogna investire sulla sicurezza dei lavoratori»
di Laura Ballabio da il Giorno

— TRIUGGIO —
«PURTROPPO sono questi i momenti in cui si comprende che le attenzioni e gli investimenti in sicurezza non sono mai abbastanza e che incidenti sul lavoro accadono anche nei servizi pubblici, come quelli destinati all’igiene ambientale». A commentare il secondo morto sul lavoro dall’inizio dell’anno è stata la Cgil di Monza e Brianza. «È indispensabile che in questo settore si rafforzi in tutti i protagonisti la consapevolezza che l’impegno per la sicurezza non è un costo aggiuntivo, ma piuttosto un investimento che rafforza un comune patrimonio di umanità e solidarietà - si legge nel documento -. Anche per questo motivo il contratto nazionale deve essere al più presto rafforzato, proprio negli strumenti destinati a garantire maggiore sicurezza». La notizia del decesso, arrivata solo nel corso della giornata di ieri, ha colpito duramente la sezione della Funzione Pubblica che ha voluto esprimere le condoglianza ai parenti e agli amici dell’operaio morto. «In questo momento la Funzione Pubblica Cgil di Monza e Brianza è vicina alla famiglia di Felix Riva» ha spiegato Lino Ceccarelli.

Besana Brianza - Gravissimo incidente sul lavoro di un operatore Gelsia Ambiente. In rianimazione al San Gerardo

COMUNICATO STAMPA

INCIDENTE SUL LAVORO A BESANA BRIANZA

La mattina di mercoledì 23 luglio, un operatore di Gelsia Ambiente, addetto al servizio di raccolta rifiuti nel Comune di Besana Brianza, è rimasto ferito a seguito del ribaltamento del mezzo che guidava.

Ora è in rianimazione all’Ospedale San Gerardo di Monza, in gravissime condizioni.

Purtroppo sono questi i momenti in cui si comprende che le attenzioni e gli investimenti in sicurezza non sono mai abbastanza e che incidenti sul lavoro accadono anche nei servizi pubblici, come quelli destinati all’igiene ambientale.

È indispensabile che in questo settore, dove il lavoro di raccolta e smaltimento viene appaltato dai Comuni a imprese pubbliche e private, si rafforzi in tutti i protagonisti la consapevolezza che l’impegno per la sicurezza non è un costo aggiuntivo, ma piuttosto un investimento che rafforza un comune patrimonio di umanità e solidarietà.

Anche per questo motivo il contratto nazionale deve essere al più presto rafforzato, come richiesto nella recente piattaforma sindacale unitaria, proprio negli strumenti destinati a garantire maggiore sicurezza.

In questo momento la Funzione Pubblica CGIL di Monza e Brianza è vicina a Felix Riva e solidale con la sua famiglia e con tutti i suoi colleghi.

CGIL Monza e Brianza

 

Scuola - Dodici milioni per cambiare look agli istituti brianzoli

di Laura Ballabio da il Giorno

OLTRE 12 MILIONI di euro per i lavori agli istituti scolastici della Brianza. Un comune su due della provincia di Monza e Brianza beneficerà nei prossimi due anni di 6,1 milioni di euro grazie alle deroghe al Patto di stabilità. A queste disponibilità dei Comuni bisogna aggiungere altri 6 milioni che invece arriveranno dallo Stato. L’investimento più importante è a Seregno. «È una deroga al Patto di stabilità: 1,2 milioni destinati all’istituto comprensivo Aldo Moro. I primi lavori riguarderanno la facciata esterna» ha spiegato il sindaco Giacinto Mariani. L’istituto comprensivo seregnese comprende la materna Andersen, la primaria Moro e le medie Manzoni. Lavori al via anche a Carate: oltre al nuovo istituto che entrerà in servizio a settembre, i cantieri sono previsti alle Romagnosi.

«IL NOSTRO Comune è riuscito a rientrare fra quelli che potranno beneficiare del piano di interventi sull’edilizia scolastica voluto da Renzi - ha commentato l’assessore ai Lavori pubblici Tommaso Brenna -. In particolare il plesso Romagnosi di via Mazzini necessita di interventi di manutenzione. L’intenzione è di rimettere a nuovo l’edificio, puntando soprattutto sull’efficienza energetica e la sicurezza». Nel piano delle opere pubbliche sono previsti anche interventi di manutenzione degli altri edifici come Costa Lambro, gli asili e le scuole medie.

A GIUSSANO arriveranno 772mila euro. La scuola materna «Piccole Tracce» riceverà tre finanziamenti per un totale di 310mila euro destinati a lavori per serramenti, bagni, isolamento del tetto e vie di fuga. A Robbiano 55mila euro per la sicurezza e 350mila per le scuole medie di Paina. A Besana sono arrivati 152mila euro per la palestra delle scuole medie e 662mila per il 2015 destinati sempre all’istituto del centro e alle scuole elementari della frazione di Villa Raverio. «Verranno incrementati gli spogliatoi, posizionata una nuova pavimentazione e verrà realizzato un nuovo accesso alla palestra delle scuole - ha spiegato il sindaco Sergio Cazzaniga -. Da settembre partiranno i lavori e gli studenti potranno usare la palestra Monti o il centro sportivo». Per il nuovo anno scolastico, grazie a un progetto della precedente Amministrazione, saranno disponibili anche 10mila euro per le nuove Lim, le lavagne interattive».

Emergenza nella Valle del Lambro. Famiglie evacuate, la Lamplast si ferma

di Laura Ballabio da il Giorno

NEL PRIMO pomeriggio, con la decisione del Prefetto di Como che ha rimosso il cantiere del Cavo Diotti aprendo il sistema di chiuse, la Valle del Lambro è entrata ufficialmente in emergenza.

DOPO le intense perturbazioni della notte scorsa sono diverse le località lungo l’asta del fiume finite sott’acqua già in mattinata. Partendo da Veduggio con Colzano, passando poi a Briosco, Giussano, Verano e Carate Brianza sono un centinaio le famiglie che hanno dovuto fare i conti con allagamenti e problemi. La situazione più critica si è verificata nella Valle dei Mulini, a Verano e Carate. Molte famiglie a causa delle rogge lungo il Lambro si sono trovate con cantine, box e giardini allagati. A Molino Resiga sono arrivate le idrovore delle Protezione civile a limitare i danni. A Molino Ponte, invece la situazione è stata pesante già dalla tarda mattina quando l’acqua ha invaso i primi piani. A Carate Brianza la preallerta è arrivata alle 11.30. Sul posto a Borgo San Dazio il sindaco Francesco Paoletti e l’assessore Tommaso Brenna hanno seguito minuto per minuto l’emergenza. Poco prima di mezzogiorno sono arrivate le idrovore e sono stati montati altri due moduli, oltre a quelli che già erano stati preventivamente posizionati nelle scorse settimane, delle paratie mobili. Nel primo pomeriggio un’auto ha informato la popolazione con avvisi sonori che l’onda di piena poteva era prevista per le 19.
In pochi hanno scelto volontariamente di lasciare le case. Anche a Briosco l’emergenza ha visto finire sott’acqua diverse famiglie in via Lambro, in via Ada Negri e a Peregallo. L’allerta era scattata già nella notte quando grazie alle idrovore della Protezione civile gli allagamenti erano stati contenuti. Per tenere monitorata la situazione Anna Casati, il primo cittadino, gli agenti della Polizia locale e i volontari della Protezione civile hanno fatto l’intera notta svegli a fianco della cittadinanza. Tre famiglie a Veduggio con Colzano che abitano in Cascina Fornarone hanno subito allagamenti. Sottopassi allagati a Veduggio e Renate, con la chiusuradel viale della Repubblica per oltre due ore e il senso unico alternato dall’uscita della Strada statale 36, fino al centro abitato. A Giussano il Laghetto ha tracimato e i lavoratori della Lamplast stati mandati a casa. Situazione critica anche a Ponte Albiate con il Fossarone che ha tenuto in apprensione le famiglie che si affacciano sul canale che sfocia sul Lambro.

Besana Brianza - Caso Metancastano, l’aula respinge l’incompatibilità

di Laura Ballabio da il GIorno

DOPO il rinvio di dieci giorno fa, si è tenuto anche a Besana Brianza il primo consiglio comunale. A costringere Sergio Cazzaniga a dare tempo alle opposizioni di approfondire e studiare la documentazione sulla vicenda della Metancastano è stato il caso di incompatibilità sollevato dal Carroccio, un problema che riguarda lo stesso sindaco per la messa in mora richiesta dalla Corte dei conti dell’azienda che forniva il gas, rete acquistata dal Comune nel 2008. A sollevare la questione la Lega Nord con il candidato sindaco Alcide Riva e il consigliere Emanuele Pozzoli. «La sentenza è un macigno economico per la città», ha tuonato Pozzoli prima di esprimersi per la votazione dell’incompatibilità degli eletti. «Darò la visione della documentazione ai nostri legali, e darò alle opposizioni i pareri in mio possesso - ha replicato il sindaco -. La mia risposta politica l’ho data davanti a tutti i cittadini, in campagna elettorale, assumendomi la responsabilità». Né il parere del prefetto di Monza, né quello dell’avvocato Bruno Arrigoni e neppure quello del segretario comunale, Manuela Maggi, letti in aula dal sindaco e attestanti l’attuale assenza di cause di incompatibilità, sono bastati a far desistere i due esponenti del centrodestra. I tre pareri sostengono che nonostante la messa in mora per il caso Metancastano dell’attuale sindaco e dei consiglieri della maggioranza del suo primo mandato, disposta dalla Corte dei conti per una cifra non inferiore a 1 milione 800mila euro, si tratta di un debito né liquido né esigibile, i due casi che, per legge, fanno scattare l’incompatibilità. Il consiglio comunale ha comunque respinto l’incompatibilità. 

Besana Brianza - Scatta l’era di Cazzaniga: «Avanti tutta per il rilancio»

di Gigi Baj da il Giorno

RIBALTONE amministrativo a Besana dove il centrodestra passa il testimone a Sergio Cazzaniga, vincitore al ballottaggio sul rivale Alcide Riva, leader della Lega Nord. Un successo scontato per il 57enne docente di lettere che riconquista la poltrona che fu sua dal 2004 al 2009. Un ritorno a Villa Borella sottolineato dai festeggiamenti che gli esponenti delle liste Con Sergio Cazzaniga, Insieme per Besana e Pd hanno tributato al loro candidato: «Una vittoria meritata - spiegano -, conquistata grazie a un programma concreto che punta sulla solidarietà verso i ceti più deboli, sul lavoro e sulla seria amministrazione. Sergio Cazzaniga è l’uomo giusto per amministrare la città in modo corretto». Al ballottaggio Cazzaniga ha raccolto un centinaio di voti in meno rispetto al primo turno: «Tutta colpa dell’astensionismo - dice il nuovo sindaco -, che anche nella mia città si è fatto sentire con un calo di quasi il 25% rispetto a quindici giorni fa. Ringrazio tutti i concittadini che credono nella nostra proposta. Il “Cantiere del programma” che abbiamo lanciato in campagna elettorale entra ora nella fase esecutiva. Per realizzarlo abbiamo bisogno dell’apporto di tutti».

IL CENTRODESTRA besanese esce con le ossa rotte da questa tornata elettorale che, già dalle sue prime schermaglie, aveva messo in evidenza la litigiosità tra tutti gli schieramenti che cinque anni prima, uniti, avevano stravinto le amministrative: «Senza una coalizione - aveva affermato con lungimiranza il sindaco uscente Vittorio Gatti - era impossibile pensare di rimanere alla guida della città». Delusione in casa della Lega Nord che, nonostante i 20 punti percentuali di differenza del primo turno, sperava in un recupero del proprio candidato: «È stata una campagna elettorale - commenta Alcide Riva - molto difficile. La soddisfazione è di essere riusciti ad arrivare al ballottaggio diventando di fatto il secondo partito della città». In attesa della nomina degli assessori, in Consiglio comunale siederanno per la maggioranza Maddalena Mauri, Fabrizio Villa, Francesco Vergani, Ernesto Galbusera, Cristiano Ferrari, Giancarla Arienti, Anastasia Cecchetti (Pd), Francesco Impaziente e Alice Giovenzana (Con Sergio Cazzaniga) e Luigi Citterio (Insieme per Besana), mentre sui banchi delle opposizioni ci saranno Alcide Riva, Alex Corbetta ed Emanuele Pozzoli (Lega Nord), Vittorio Gatti e Carlo Ratti (Forza Italia) e Marco Corbella (Movimento Cinque Stelle).

Besana Brianza - Cazzaniga riporta il Pd a Palazzo

di Gigi Baj da il Giorno

IL CENTROSINISTRA vince anche a Besana dove Sergio Cazzaniga supera con il 56,5% (3396 voti) il suo avversario Alcide Riva, leader della Lega Nord fermo al 43,5% (2609 preferenze). Per il 57 enne docente di lettere alle scuole medie inferiori si tratta di un ritorno alla guida della città dopo cinque anni trascorsi sui banchi delle minoranze. Un successo personale per Sergio Cazzaniga (sostenuto dalle liste Con Sergio Cazzaniga, Insieme per Besana,Pd ) che al primo turno aveva già raccolto quasi il 41% dei suffragi: «È stata una campagna elettorale molto impegnativa - ha affermato il neo sindaco - durante la quale abbiamo coinvolto decine e decine di cittadini per confezionare un programma che risponda alle esigenze della comunità di Besana. Ringrazio tutti i concittadini che credono nella nostra proposta e che mi hanno espresso la loro preferenza. Non li deluderò». Anche a Besana l’astensionismo al voto si è fatto sentire. Poco meno del 50 % degli elettori si sono recati alle urne ( al primo turno furono il 72%). Un fatto che ha decisamente penalizzato Alcide Riva che non è riuscito a raccogliere i voti dell’elettorato moderato che al primo turno si era frantumato nelle altre liste: «Era molto difficile riuscire a rimontare lo svantaggio di partenza.Ora dobbiamo rimboccarci le maniche e ripartire con impegno. La nostra sarà una opposizione seria e costruttiva». Entro la settimana Sergio Cazzaniga comunicherà i nomi dei suoi assessori che lo affiancheranno in questa seconda esperienza da sindaco: «Posso anticipare che nella mia squadra ci sarà Luigi Pirovano. Per gli altri bisognerà attendere quanche giorno». Con Cazzaniga sui banchi della maggioranza siederanno Maddalena Mauri, Fabrizio Villa, Francesco Vergani,Ernesto Galbusera, Cristiano Ferrari, Giancarla Arienti, Anastasia Cecchetti, Francesco Impaziente e Alice Giovenzana.

Besana Brianza - La statua del Cavallo Rosso dopo mesi di beghe si ferma nella piazza dedicata a Eugenio Corti

da il Giorno

FINALMENTE la grande statua raffigurante il «Cavallo Rosso» ha trovato una sua definitiva sistemazione dopo assersi trascinata dietro una sequenza di polemiche, constrasti fra correnti politiche e beghe burocratiche. L’opera in ferro, realizzata dall’artista Pietro Villa in omaggio al romanzo omonimo dello scrittore Eugenio Corti scomparso di recente, ha trovato sede nella piazza dedicata allo stesso autore mettendo in questo modo termine alle diatribe scatenatesi soprattutto alla vigilia di queste ultime elezioni comunali sorte fra le opposte tendenze politiche.

L’OPERA in un primo momento era stata posizionata al centro della rotatoria, tra via Roma e piazza della Basilica romana, su un piedistallo, senza l’autorizzazione dovuta, come prescrive il regolamento. In attesa di una soluzione la monumentale opera, intrecciata in ferro, era stata spostata al parco di villa Filippini, in occasione di una rassegna di opere dello stesso autore, in attesa dell’autorizzazione che superasse le vicissitudini burocratiche e i vari contrasti a livello politico locale. La concessione finalmente è stata rilasciata nei giorni scorsi e una volta risolta la diatriba politica la statua è stata sistemata proprio nella piazza dedicata al celebre scrittore locale che ha sempre vissuto con la famiglia nel suo paese d’origine.
M.G.

Prove di ribaltone a Besana. Ora bisogna convincere gli elettori degli altri candidati

di Gigi Baj da il Giorno

UN PRIMO TURNO elettorale che ha ha confermato le previsioni della vigilia con la netta vittoria del centro sinistra più che mai proteso verso un ribaltone amministrativo. Le forze progressiste hanno infatti mettamente distanziato tutti gli altri schieramenti riconducibili al centro destra. Per l’ex sindaco Sergio Cazzaniga un successo personale ma anche il risultato di un attento lavoro portato avanti negli ultimi cinque anni sui banchi delle minoranze. Cazzaniga ha potuto contare sull’appoggio del Pd e delle altre due liste civiche che lo hanno sostenuto: «Il 40% raccolto - ha affermato il leader del centro sinistra - dimostra che la stragrande maggioranza dei besanesi ha compreso e condivide i punti del nostro programma amministrativo che intendiamo portare avanti. Una fiducia che farò di tutto per rispettare. Ora ci aspettano due settimane di ulteriore impegno per convincere gli elettori degli altri schieramenti. Non sarà facile ma noi andiamo per la strada che abbiamo indicato». Il successo del centro sinistra è stato spianato anche dalla litigiosità delle forze politiche che avevano governato la città negli ultimi cinque anni. I profondi contrasti tra Forza Italia e la Lega Nord (in più di una occasione al limite dalla rottura!) hanno spinto molti elettori verso le liste civiche o all’astensionismo.

Moltissimi elettori hanno infatti disertato le urne. Con oltre il 28% è il vero partito «trasversale» vincente: «Il voto del prossimo 8 giugno - ha commentato Alcide Riva leader della Lega Nord e dell’Ncd - sarà determinante. Siamo noi il vero centro destra e faremo di tutto per garantire la continuità amministrativa. Ogni voto sarà determinante per questo ballottaggio che si preannuncia molto agguerrito». Pur essendosi confermata con il 17,3% la seconda forza politica in città (alle spalle del Pd con il 23,7%), Forza Italia deve ammettere l’insuccesso elettorale: «Praticamente - ha affermato il sindaco uscente Vittorio Gatti - abbiamo affrontato da soli queste elezioni amministrative. Ringrazio tutti gli elettori per la fiducia che hanno voluto riconfermarmi». Grande sconfitti sono i «grillini« che speravano in un risultato migliore visto il clamore sollevato dalla discesa in campo del movimento in città. Una debacle per il candidato Marco Corbella (poco conosciuto a Besana ) che si è fermato attorno ad un 10% così come Flaviano Romanò (lista Besana Viva) che si è attestato al 6,4% lasciando all’ultimo posto Angelo Casati (Progetto persona) con il 2,3%. Per quanto riguarda le preferenze di lista, il più votato dai besanesi è stato il conosciutissimo Carlo Ratti, ex assessore di Forza Italia, con ben 176 preferenze seguito da Maddalena Mauri (Pd) 114 e Alessandro Corbetta (Lega Nord) 108. Molto più distanziati tutti gli altri aspiranti consiglieri.

Besana Brianza - Al ballottaggio l’ex sindaco Cazzaniga e l’assessore leghista Riva

di Gigi Baj da il Giorno

CI VORRÀ il ballottaggio per designare il futuro sindaco di Besana. Tra quindici giorni se la vedranno infatti l’ex sindaco Sergio Cazzaniga, leader del centro sinistra, e l’assessore leghista Alcide Riva che sono risultati i due candidati più votati domenica dai besanesi. Sergio Cazzaniga, 57 anni docente di scuola media, ha di fatto mantenuto il quorum ottenuto cinque anni fa a testimonianza della fedeltà dell’elettorato di centro sinistra. Una vittoria parziale che, vista la litigiosità tra gli schieramenti del centro destra, è di buon auspicio in vista della prossima sfida: «In questi anni all’opposizione - ha affermato Cazzaniga - abbiamo lavorato bene. Ci concentreremo su questo ballottaggio ribadendo i punti prioritari del nostro programma». Soddisfazione anche per Alcide Riva, 43 anni bancario sostenuto da ben quattro liste, che è riuscito a raccogliere consensi soprattutto tra i giovani. Grande delusione invece per Forza Italia (rappresentata dal sindaco uscente Vittorio Gatti), uscita nettamente sconfitta così come il Movimento Cinque Stelle che con Marco Maria Corbella si è fermato prima del 10%. Molto più distanziati gli altri tre candidati espressione di liste locali. Da segnalare a Besana anche l’alto astensionismo registrato (oltre il 28%) e il numero di schede bianche.

Besana Brianza - Record di candidati, sono sei gli aspiranti sindaci

di Gigi Baj da il Giorno

UN RECORD di candidati sindaco e liste. Besana si appresta ad affrontare la tornata elettorale (la prima con il ballottaggio dovuto al superamento della soglia dei 15mila abitanti) con ben sei aspiranti alla poltrona più prestigiosa della città. Una situazione di incertezza considerato che il centrodestra, forte della esperienza di governo, si è spaccato dopo la clamorosa rottura tra la Lega Nord e Forza Italia-Nuovo Centrodestra. Sono undici le liste presentate a sostegno dei vari candidati. Tra questi il sindaco uscente Vittorio Gatti che punta alla riconferma presentando una lista giovane (Gatti sindaco) che può contare sull’apporto del coordinatore di Forza Italia Carlo Ratti, del consigliete uscente Vito Adone e del già maresciallo dei carabinieri Gregorio Frisina. Il centrodestra propone una continuità amministrativa dopo un mandato caratterizzato da burrascosi scontri con gli esponenti del Carroccio. Una esperienza che Vittorio Gatti è riuscito a portare fino al termine del mandato. Altro candidato in lizza è proprio l’ex assessore leghista Alcide Riva, sostenuto da ben quattro liste (Lega Nord, Con Alcide Riva, Noi Besana domani, Giovani besanesi) che potrà contare sull’appoggio della maggioranza di assessori e consiglieri che nel 2009 hanno sostenuto la Giunta Gatti.

TRA QUESTI Ermo Gallenda, Diego Crippa, Matteo Merlini, Emanuele Pozzoli, Luciana Casiragi e Giovanni Villa. Anche l’ex capogruppo di maggioranza Flaviano Romanò ha deciso di scendere in campo con una propria lista civica (Besana Viva) destinata a sparigliare le carte tra i moderati e di cui è capolista Rinaldo Molteni. Anche Progetto Persona ha deciso di continuare la propria esperienza amministrativa candidando l’ex funzionario comunale Angelo Casati, sostenuto dall’ex sindaco Antonio Mauri. Tre le liste che appoggiano l’ex sindaco del centrosinistra Sergio Cazzaniga (Pd, Insieme per Besana, Con Cazzaniga sindaco) che punta al ribaltone dopo cinque anni di centrodestra. Il 57enne docente potrà contare sui consiglieri uscenti Maddalena Mauri, Luigi Pirovano ed Elena Villa e un gruppo di giovani che opera nella società civile. Completa il quadro dei candidati il grillino Marco Maria Corbella, 61 anni psicologo ex dipendente comunale, che per la prima volta si affaccia alla ribalta del panorama politico besanese. Il Movimento 5 Stelle potrebbe rappresentare la sorpresa delle prossime elezioni raccogliendo i voti degli indecisi e degli scontenti. Una lista decisamente trasversale a tutti gli altri partiti tradizionali. Una mina vagante in caso di un probabile ballottaggio.

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