ACI

Monza - Autodromo: Regione Lombardia non entrerà nella società di gestione

02/02/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Regione Lombardia non entrerà nella nuova società di gestione dell’Autodromo, ma sosterrà per due anni il Gran premio d'Italia di Formula 1 con un contributo di 10 milioni di euro: “Abbiamo valutato molto rischiosa l'operazione di ingresso nel capitale e quindi abbiamo optato per il solo finanziamento di 10 milioni per le edizioni del Gran premio di quest'anno e dell'anno prossimo”, è il commento ufficioso di una persona vicina al presidente Roberto Maroni.


Spaventata dalla pesante esposizione finanziaria di Sias, società che da sempre gestisce l'Autodromo di Monza, e convinta che a conti fatti sia un affare troppo rischioso, Regione Lombardia mette oggi in discussione quello che a settembre si dava per scontato, quando, un visibilmente soddisfatto Angelo Sticchi Damiani (presidente di Aci) dichiarò: “Con un lungo lavoro di continuo e costante avvicinamento con gli enti territoriali locali è stata accettata la sfida di prolungamento del contratto per altri tre anni. Una sfida che da domani la nuova compagine composta da ACI, Regione Lombardia e Sias raccoglierà per gestire il Gran premio”.
A suggellare l'accordo raggiunto, Angelo Sticchi Damiani, Roberto Maroni, Bernie Ecclestone con l’aggiunta di Flavio Briatore, posando a beneficio di fotografi e televisioni, stesero e sovrapposero le loro mani destre come i moschettieri di Dumas.

L'accordo prevedeva l'entrata di Regione Lombardia nella nuova società col 20 per cento di azioni.
I risultati della due diligence e i primi indicativi dati di bilancio post Gran premio hanno fatto cambiare idea ai politici lombardi che hanno preferito optare per il solo finanziamento di 10 milioni e per sole due edizioni, quindi niente per il 2019, data di scadenza del contratto con la FOM.
La nuova società che sostituirà Sias nella gestione dell’Autodromo vedrà, quindi, l'ACI socio di maggioranza col 75 per cento e l'Automobile Club Milano col restante 25.

ACI manderà in Consiglio tre persone, i cui nomi verranno annunciati dopo l'avvenuto passaggio societario. Il quarto componente, per decisione presa in accordo con il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, e con Roberto Maroni, sarà designato dal Comune di Monza, mentre il quinto dovrà deciderlo l'Automobile Club di Milano. E non sembra una decisione facile.

Quello che è certo è che ACI dovrà far fronte ad una cifra ben superiore ai 12,5 milioni annunciati.
La ricerca, per il momento infruttuosa, di un solido sponsor per alleggerire i 68 milioni del contratto triennale diventa, così, vitale e sarà decisiva sul futuro del GP d’Italia a Monza.

ps: è stato, recentemente, pubblicato il calendario con gli eventi e le manifestazioni che si svolgeranno in Autodromo durante il 2017 e che potete trovare a questo indirizzo.

 

Monza - Gp d'Italia: 15mila biglietti invenduti. Cambio di strategia di Aci per l'anno prossimo

27 gennaio 2017

di Pier Attilio Trivulzio

A settembre 15 mila posti di tribuna per il Gran premio sono rimasti vuoti. Biglietti invenduti” - ha detto Ivan Capelli, presidente dell'Automobile Club di Milano ai colleghi degli Automobile Club locali chiamati mercoledì a raccolta all'Autodromo -. Ci fosse stato l'impegno di tutti gli Automobile Club sarebbero stati bruciati in un attimo”.
E proprio per scongiurare un nuovo, pesante, mancato incasso, da tutta Italia è arrivata a Monza la task force dell'ACI.
Blazer e grisaglie sotto i loden; cravatte di Marinella, scarpe Tod's, la squadra di Angelo Sticchi Damiani – 106 presidenti ed altrettanti direttori degli ACI provinciali - ha risposto compatta all'invito.

L'Autodromo da sempre definito nazionale, gestito per anni benissimo dall'Automobile Club di Milano – ha esordito il nuovo padrone dell'impianto brianzolo – per effetto delle condizioni contrattuali imposte da Ecclestone per tenere a Monza la Formula 1 ha richiesto il nostro intervento e dunque, da adesso, presidenti e direttori questa è la vostra casa. Realizzeremo un villaggio con tanto di tribuna affacciata sulla pista, sarà il villaggio degli Automobile Club provinciali dove potrete portare i vostri ospiti. E poiché questa è la vostra casa dovrete impegnarvi a vendere i biglietti del Gran premio d'Italia” .
Il Villaggio ACI sarà allestito all'esterno della prima variante. Verrà realizzata una struttura di accoglienza nell'area della piscina.
Per volere di Sticchi Damiani il meeting si è tenuto nella sala da sempre utilizzata dall'ACI in occasione del Gran premio.

Questo spazio l'abbiamo difeso con le unghie e con i denti”, ha sottolineato. In realtà è stata l'unica concessione fatta dall'ex patron della FOM Bernie Ecclestone, ufficialmente messo a riposo nei giorni scorsi dal colosso americano Liberty Media, che ha rilevato il business da 8 miliardi di dollari del Circus. “Cercheremo di aprire un discorso con la nuova proprietà per vedere di ottenere, nel rispetto del contratto, qualche area di ospitalità in più”, ha quindi aggiunto.

Il nuovo contratto triennale firmato il 29 novembre prevede un impegno finanziario di 68 milioni di dollari, la cessione di tutti gli spazi a Paddock Club compreso salette e terrazze del Manpower Building che rendevano a Sias 3 milioni di euro.
Oltre a Sticchi Damiani erano presenti Alfredo Scala, Marco Ferrari, Marco Rogano e, al completo, il Consiglio dell'Automobile Club di Milano.

Nessuno a rappresentare la Regione Lombardia che investirà 10 milioni all'anno per il biennio 2017-2018 e che però ancora non è certo se entrerà con una percentuale nella società. Potrebbe decidere di limitarsi ad erogare il contributo di 20 milioni che verrebbe prelevato – in parte - dall'annunciato fondo di 70 milioni in 10 anni messo a disposizione, non ancora però deliberato, del Consorzio Parco e Villa Reale.
Ad oggi tutto è fermo all'ipotesi di ACI col 60 per cento, 20 per cento Regione Lombardia e il restante 20 per cento dell'Automobile Club Milano.
In Regione Lombardia ci sono diverse scuole di pensiero. C'è anche chi ritiene sia più saggio mettere a disposizione il contributo annuo di 10 milioni senza entrare nella gestione della società. Quindi senza avere responsabilità in Sias”, ragiona un dirigente di Piazza Lombardia.

Se questa dovesse essere la decisione, Aci si vedrebbe obbligata ad aumentare la percentuale di quota capitale. Al momento il Consiglio Generale ha autorizzato 12,5 milioni, i fondi PRA, (Pubblico Registro Automobilistico).

Aci avrà, anche, a disposizione il ricavato della biglietteria che nel triennio 2013-2015 ha reso 27 milioni con il maggior incasso (2013) di 9,9 milioni. Considerando l'impegno di tutti gli ACI nella vendita dei biglietti è ipotizzabile un incasso annuo di 11 milioni che uniti ai 12,5 porterebbe il contributo a 23,5 milioni.

Automobile Club Milano si prenderà in carico i debiti di Sias che sono nell'ordine dei 10 milioni, e quindi aggiungendo i 10 milioni di Regione Lombardia il totale salirebbe a 33,5 milioni.
Sufficienti a pagare il contratto con la FOM, non sufficienti però a chiudere in utile poiché l'organizzazione del Gran premio richiede dai 17 ai 20 milioni. Quindi, nell'ipotesi migliore resterebbe uno scoperto di 16,5 milioni.
Insomma, a conti fatti, il Gran premio d'Italia non sarà un affare.

Ne sapremo di più il 31 gennaio quando, a Roma, si riuniranno al mattino il Consiglio generale dell'ACI e al pomeriggio l' Esecutivo. Sarà l'occasione per capire se la firma sul contratto della FOM, è stato un passo obbligato per tenere, giustamente, in Italia il Gran premio di Formula 1 dal momento che corre la Ferrari e se l'ACI avrà davvero trovato lo sponsor in grado di far pareggiare i conti all'Autodromo dove, parola di Sticchi Damiani, “ci sarà attività sportiva tutti i giorni”.

Nessuna notizia invece è stata data sugli interventi alle strutture.
Il piano preparato nel 2012 e illustrato in Regione giace in un cassetto. Solo l'ingresso dell'Autodromo ha cambiato volto. Il vecchio casello autostradale verrà finalmente rimosso.
Vincitori del concorso sono tre giovani architetti liguri: Maria Ramella, Andrea Barla e Antonio Battuelli.
Per il loro lavoro incasseranno 5 mila euro.

Monza - Maquillage all'Autodromo. Arrivano i nuovi soci: ACI e Regione Lombardia

19/101/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Maquillage per l'Autodromo Nazionale, ruspe e operai sono stati impegnati a demolire gli ultimi simboli di storia come il vecchio ponte prima della variante della Roggia un tempo sponsorizzato Dunlop, identico a quello, simbolo intoccabile, che c'è sul circuito di Le Mans dove si corre la 24 Ore. L'hanno demolito in tre giorni. Ora la squadra di operai si cura delle strutture moderne.

Già, perché l'autodromo ha cambiato padrone. Non più l'Automobile Club Milano che lo volle costruire nel 1922, ma l’Automobile Club d'Italia con sede a Roma.

Blazer blu, pantaloni di vigogna grigia, Angelo Sticchi Damiani, 70 anni, ingegnere, presidente dell'Automobile Club d'Italia, nella veste di nuovo socio di maggioranza di Sias accoglierà, mercoledì prossimo 25 gennaio, presidenti e direttori dei 106 Automobile Club provinciali per illustrare l'accordo da 68 milioni di dollari siglato il 29 novembre con la FOM (Formula One Management) di Bernie Ecclestone per tenere a Monza fino al 2019 la gara mondiale della Formula Uno.

Per rilanciare il “Tempio della velocità”, Sticchi Damiani da cinque anni al comando del “partito degli automobilisti” - che conta un milione di tesserati – ha deciso di mettere in moto la propria task force con il compito di convincere i soci ad acquistare fino ad esaurimento totale i biglietti per assistere all'88° Gran premio d'Italia in programma dal 2 al 4 settembre – costo per l'abbonamento della tre giorni: dai 590 euro per un posto in tribuna centrale ai 90 euro del circolare prato.

L'ingresso di ACI nella società dell'autodromo è stato un passo obbligato. La personalistica gestione ventennale del direttore Enrico Ferrari conclusasi con il blitz della Guardia di finanza (a seguito della denuncia del presidente Paolo Guaitamacchi) e l'incriminazione da parte della Procura di Monza dello stesso Ferrari, del presidente Claudio Viganò, di Giorgio Beghella Bartoli, Marco Villa ed altri, la successiva gestione di Andrea Dell'Orto e Francesco Ferri che hanno portato Sias ad accumulare debiti superiori ai 10 milioni obbligando i soci ACM e Immobiliare ACM a svalutare il capitale ridotto da 1,1 milioni a 550 mila euro, avevano di fatto spalancato la porta verso la messa in liquidazione se non al fallimento della società.

Il “gioiello” di Sias è il contratto con Ecclestone per il Gran premio d'Italia che, in scadenza 2016, doveva essere rinnovato. La prima richiesta era stata di 27,5 milioni, accordo definito poi a 22 milioni di dollari.

L'ultimo bilancio di ACI ha chiuso con un avanzo di 20 milioni di euro, 12,5 serviranno per pagare la FOM din Ecclestone.

ACI avrà il controllo della biglietteria che rende attorno ai 22 milioni quando le Rosse di Maranello sono in lizza per il titolo.
Regione Lombardia, che entra nella nuova società, metterà 10 milioni per le edizioni 2017 e altrettanti 2018.

Decisione dell'ultima ora dal momento che fino a pochi giorni fa lo stesso presidente Sticchi Damiani aveva confidato ai più stretti collaboratori d'essere preoccupato. “Regione Lombardia mette solo 10 milioni per il biennio 2017-2018”, diceva aggrottando le ciglia. Il fatto è che la delibera regionale di 20 milioni per il rinnovo del contratto di 4 anni (fino al 2020) con Ecclestone a cui tutta la stampa aveva dato ampio risalto non è mai stata firmata. Per un motivo molto semplice: non poteva essere firmato un impegno di spesa quadriennale fino al 2020 dal momento che nel 2018 ci saranno le elezioni regionali. Ecco perché con Ecclestone l'impegno è stato di soli tre anni e non i quattro chiesti da Andrea Dell'Orto e Ivan Capelli (inizialmente erano addirittura 7, fino al 2022).

Va poi ridimensionata l'annunciata notizia dei 70 milioni in 10 anni che Regione Lombardia metteva a disposizione del Consorzio Parco Villa Reale di cui una parte sarebbe andata all'autodromo per opere di miglioramento delle strutture. “Di cifre a suo tempo si era parlato, in realtà occorrerà attendere la definizione dell'Accordo di Programma che ancora non c'è”, spiegano in Regione.

L'Automobile Club Milano farà la sua parte accollandosi i debiti di Sias che continuerà ad organizzare l'evento Gran premio d'Italia il cui costo è nell'ordine dei 18-19 milioni.

A conti fatti, se la task force di ACI lavorerà a pieno regime vendendo i biglietti della Formula Uno, ma soprattutto se la Ferrari tornerà alla competitività delle stagioni di Michael Schumacher, in cassa resteranno 5 milioni. E con questa cifra l'autodromo dovrà fare fronte alle spese correnti e cercare di soddisfare almeno qualche creditore. A meno che, come anticipato dal presidente Sticchi Damiani, l'autodromo avrà un munifico sponsor che però non potrà esporre il suo logo in occasione dell'avvenimento clou stagionale di settembre, essendo Heineken il title sponsor del Gran premio d'Italia.

Sias paga salata la gestione Dell'Orto-Ferri che ha bruciato in sole consulenze e collaborazioni 2,6 milioni. E si ritrova con un organico sovradimensionato: 45 dipendenti di cui uno staff di 4 a gestire la biglietteria che lavora anche con Ticket One e Platinium Group.

Per quanto riguarda gli uomini scelti da ACI per gestire la nuova società si fanno i nomi di Pier Lorenzo Zanchi, riconfermato alla presidenza, Alfredo Scala procuratore e, forse, una persona in quota Regione Lombardia per la direzione. In Consiglio ACI disporrà di 3 voti, 1 voto Regione Lombardia, 1 voto Comune di Monza.
L'ACI ha anticipato al sindaco di Monza Roberto Scanagatti che verrà chiesta all'Amministrazione una nuova convenzione meno onerosa. Attualmente Sias paga un canone di 800 mila euro e dallo scorso anno deve al Comune il 2 per cento degli incassi delle manifestazioni motoristiche.
Con la nuova gestione l'impianto dovrebbe rinnovare le sue strutture che secondo il piano presentato 5 anni fa in Regione da Angelo Sticchi Damiani e dall'allora presidente di ACM Edoardo Valli richiedeva l'impegno di 80 milioni di euro. Purtroppo è rimasto nel cassetto dei sogni.

 

Monza - Sticchi Damiani (ACI): “Sias non ha i 6,5 milioni da dare a Ecclestone...


...e la Brianza non sembra interessata al Gran Premio

di Pier Attilio Trivulzio

A Il Fatto Quotidiano non ho detto che Monza è fuori dai giochi per il Gran premio d'Italia. Ho detto che ci sono obiettivamente difficoltà non indifferenti ed onestamente siamo ad un punto di criticità. Che Monza sia fuori dalla trattativa non l'ho detto, non posso dirlo e spero che questo non accada”. Angelo Sticchi Damiani presidente dell'ACI che il governo ha autorizzato ad usare risorse per 16,5 milioni di dollari (prelievo dai fondi del PRA – ndr) per mantenere nel calendario del Mondiale di Formula 1 il Gran premio d'Italia fa il punto sulla trattativa con Bernie Ecclestone e accetta di parlare di Sias, la società di gestione dell'Autodromo di Monza .

Per chiudere la trattativa con Formula One Management e andare alla firma del contratto con abbiamo molto tempo. Ecclestone non aspetta Monza, occorre chiudere in tempi rapidi”.
- Il problema è che Sias non ha i 6,5 milioni di dollari da aggiungere ai vostri 12,5 per arrivare a quanto chiede la FOM.
Sarebbe bello non fosse così. Purtroppo Sias i soldi non li ha e non può averli. Il Gran premio non è cosa alla portata né di Sias né dell'Automobile Club Milano. Bisogna ripensare completamente all'impegno. Secondo me il problema è stato sottovalutato da Sias. Non posso dire d'essere in sintonia con il management. il fatto è che Dell'Orto deve rendersi conto che sono intervenute situazioni che hanno creato problemi: pensavano di dettare a Bernie le condizioni!
Lo scenario della Formula 1 è totalmente cambiato: bisogna prenderne atto ed organizzarsi. Ci sono regole diverse. Non è più Sias a firmare il contratto. E' l'ACI che entra con le regole dell'ente pubblico, entra mettendoci risorse e deve controllare tutto, avere la gestione di tutto. Non la gestione diretta che resterebbe a Sias con regole dell'ACI. Fino ad ora ACI dava a Sias un contributo annuo più o meno consistente (tra i 200 e i 500 mila euro – ndr) per l'organizzazione del Gran premio d'Italia e non aveva nessuna responsabilità. Adesso dobbiamo essere certi che tutto quanto verrà speso sarà per la Formula 1 e non per altro”.
Lo scorso anno, dopo aver ricevuto Ivan Capelli e Andrea Dell'Orto, sapendo che Monza aveva contattato Dorna ed avviato un progetto di modifica del tracciato per le moto superbike, Ecclestone aveva dato mandato ai suoi legali di studiare con attenzione il contratto in essere e vedere se esisteva un appiglio per annullare il Gran premio d'Italia 2016. Anche perché, tra l'altro, dal 2013 la gara di Monza non aveva più il title sponsor.

- Presidente, non la preoccupa il fatto che da quattro anni gli sponsor non hanno voluto abbinare il loro nome al Gran premio di Monza?
Sì, mi preoccupa. Ed è anche un segnale. Probabilmente in Brianza non c'è grandissimo interesse per questo evento. Questo è il problema. Bisognerebbe rimettere in moto questo tipo di interesse perché altrimenti diventa tutto più complicato e difficile

Indicato da Bernie Ecclestone subito dopo la bufera delle bolle in pista e l'inchiesta della Procura di Monza del maggio 2012, l'avvocato Federico Bendinelli viene nominato procuratore di Sias con un mandato di tre mesi, scadenza 30 settembre 2012, subito dopo il Gran premio.
Seguirono due contratti di consulenza. L'ultimo scaduto al 31 dicembre 2015, ma dall'arrivo di Andrea Dell'Orto alla presidenza e alla carica di amministratore delegato tardivamente rinnovato.
È proprio questo ritardato rinnovo a produrre la prima frizione con Ecclestone e la richiesta fatta ai legali di cercare nel contratto di Sias un appiglio per cancellare la Formula 1 da Monza nel 2016.
La mia conoscenza con Bernie data dal 1978 quando si cominciò a parlare di un Gran premio a Imola che poi si corse effettivamente nel 1980 sottraendolo a Monza – racconta Bendinelli –. Quel primo contratto lo siglai con una stretta di mano a Bernie, poi formalizzato, firmandolo al tavolo dell'hotelMulino Rosso”, quando lui venne per la gara.

Quando in Sias s'insediò il nuovo management con Dell'Orto e Ferri, su richiesta di Bernie il 12 gennaio dello scorso anno andai a Londra a parlargli. Volle sapere chi erano e quale background avevano.
“Il 15 febbraio Ferri presentò al Cda di Sias il piano industriale preparato dalla sua società, la Innext srl. Piano industriale magnifico, peccato che non stava in piedi. Prevedeva la chiusura del primo esercizio con un utile di 500 mila euro e attorno a 1,6 milioni l'anno successivo. Si ipotizzavano utili fino a 2 o 2,2 milioni di euro - continua il legale bolognese- .
Questi dati non erano realizzabili perché introiti e costi organizzativi non erano corretti. Si indicava ad esempio per la gara del WTCC (Mondiale Turismo) un contributo di 150 mila euro. In realtà tale contributo non fu dato e le perdite risultarono attorno ai 400/500 mila euro. E comunque poi l'organizzatore storico Marcello Lotti venne allontanato da Eurosport Events e chi gli successe, Francois Ribeiro ed Eric Neve, disse che non avrebbe dato alcun contributo e che “vista la scarsità di pubblico che Monza richiamava preferivano portare la gara altrove”.

Il piano industriale del procuratore Ferri (oltre 200 mila euro di stipendio più le consulenze di Innext srl e il bonus di una Range Rover da 60mila euro come per il presidente Dell'Orto – ndr) prevedeva almeno 10 mila presenze nel corso di dieci giorni di Biker Fest. In realtà non ne arrivarono nemmeno 3 mila. A confermare la non credibilità di quel piano è stato il primo bilancio che non ha dato l'utile di 500 mila euro previsto e che alla data del 30 settembre 2015 le perdite erano di 1,3 milioni tanto che Sias dovette convocare l'assemblea e dimezzare il capitale sociale portandolo a 550 mila euro”.

CONTRATTO FORMULA 1
Il primo incontro con Ecclestone per discutere del contratto avviene a Monaco. Presenti oltre a me Capelli, Dell'Orto e Ferri – ricorda BendinelliSias voleva prendere in mano la situazione. Ivan Capelli chiese un impegno di sette anni, dal 2017 al 2022 compreso, per arrivare a celebrare i 100 anni dell'Autodromo. Bernie disse, sta bene. Sias però non presentò un piano preciso e concreto.

A giugno una delegazione di Imola con il sindaco e il presidente del Con.Ami (che è azionista di maggioranza della società Formula Imola che gestisce il circuìto – ndr) vanno a Londra da Ecclestone. E danno visibilità alla loro visita. Nello stesso giorno Roberto Maroni è in visita a Monza...
A luglio Capelli, Dell'Orto e Ferri sono a Londra a presentare il piano economico. Bernie li congeda gelidamente dicendo: “lasciatemelo, lo valuterò.
Dopo il Gran premio d'Ungheria alla FOM viene ripresentato lo stesso piano corretto in qualche dettaglio Ecclestone da subito il suo parere: “E' inutile parlarne. La proposta per me è assolutamente inaccettabile. Monza non vuole fare il Gran premio.

Riferii le parole di Ecclestone a Dell'Orto e Capelli. Il presidente di Sias scrisse a Bernie una lettera. Verso il 20 di agosto l'avvocato della FOM Chloe Target mi mandò il contratto a cui era allegato un appunto di Ecclestone. “Questo è il contratto, fammelo rimandare firmato. La mia proposta è uguale a quella di altri Gran premi europei che ho rinnovato lo scorso anno (2014 – ndr)”.

Mandare a me e non alla Sias il contratto da far firmare a Sias era un messaggio preciso...Arriviamo quindi alla vigilia del Gran premio. Nel motorhome sono riuniti da un po' di tempo Maroni, Sala, Dell'Orto e Capelli. Ecclestone esce e mi chiama. Dice: “Le condizioni sono quelle del contratto che ha Bendinelli, firmatelo!”.

E invita il presidente della Regione Lombardia a guardar fuori. “Vede i team che ci sono qui? Non posso pagarli con la storia di Monza. Loro vogliono i dollari”.

Il 5 settembre, Sias manda alla stampa questo comunicato dal titolo: “MONZA – Maroni e vertici Sias da Ecclestone per il rinnovo del contratto”.
Ecco il testo: “L'incontro di ieri con Ecclestone è stato cordiale e positivo. Siamo partiti da una soluzione difficile facendo sforzi importanti e siamo ad un momento cruciale per concretizzare una proposta credibile. Dal canto suo Bernie Ecclestone ha apprezzato i nostri sforzi”.

Il management di Sias non ha proprio capito nulla. Il patron del Circus non vuole più trattare con Dell'Orto e Ferri e delega l'ACI nella persona del presidente Angelo Sticchi Damiani a portare avanti la trattativa per mantenere in calendario il Gran premio d'Italia, che, inevitabilmente, finirà a Imola.
 

Monza - Alla viglia dell'approvazione del bilancio, Sias mette in malattia il direttore amministrativo

di Pier Attilio Trivulzio

Da una decina di giorni circola con insistenza in Aci la voce che Andrea Dell'Orto, presidente della società di gestione dell'Autodromo Nazionale di Monza e il suo braccio destro, il procuratore Francesco Ferri, hanno “messo in malattia” il direttore amministrativo e finanziario Francesco Ippolito arrivato in Sias a maggio dello scorso anno con un contratto a termine che sarebbe scaduto dopo l'approvazione del bilancio 2015.
Bilancio che, secondo le previsioni del piano industriale elaborato dalla Innext srl di Francesco Ferri, avrebbe dovuto chiudere con un utile di 80mila euro nel 2015 e di 1,6 milioni euro nel 2016.
La domanda che adesso i dirigenti di ACI si pongono é: “Se hanno messo in malattia il direttore amministrativo, il bilancio di Sias chi lo prepara?”.

Secondo i dati presentati a settembre dal direttore amministrativo e finanziario, il primo Gran premio d'Italia organizzato dalla gestione Ferri-Dell'Orto, a dispetto del record di 160mila presenze dichiarate, presentava una perdita di 1,6 milioni di euro.
Francesco Ippolito, un curriculum di tutto rispetto - ha collaborato con Enrico Bondi nel risanamento del Gruppo Parmalat e con Franco Tatò in Tecnosistemi ed è stato commissario giudiziale per il Tribunale di Torino - si era presentato in Consiglio facendo una radiografia impietosa dello stato di salute di Sias.

Stato di salute aggravatosi di giorno in giorno e appesantito da costosi contratti di consulenza e collaborazione, da fallimentari manifestazioni motoristiche come la dieci giorni Biker Fest che ha chiuso con una perdita di 50mila euro, da operazioni come il “Tempio della Velocità”, mostra allestita dentro all'ex museo, curata dalla Koan Multimedia (sponsorizzata tra gli altri dalla Dall'Orto SpA e non ancora pagata) che di fatto si è rivelata un flop clamoroso.
Per non parlare dell'operazione Expo 2015 che ha utilizzato consulenti per 50mila euro di contratti complessivi, dirottando ben pochi visitari di Expo sull’autodromo monzese.

A un mese e mezzo dalla data di preparazione dei bilanci, se Francesco Ippolito non verrà richiamato dopo la sua forzata malattia a redigere il resoconto finanziario della stagione 2015 chi lo farà?
Il presidente di ACM, Ivan Capelli riuscirà a breve a programmare un Cda che sfiduci Andrea Dell'Orto e Francesco Ferri come chiede l'ACI? 
Se lo facesse ed avesse subito persone fidate da portare in Sias potrebbe usare i 60 giorni di tempo oltre il 30 aprile che la legge gli consente per l’approvazione del bilancio.

Dell'Orto ha, però, intenzione di restare in sella, come ribadito ieri in una intervista rilasciata al Corriere della sera. “Non ho alcuna intenzione di andarmene. Io non mi dimetto”.

Tocca al Consiglio del socio di maggioranza l'ACM sfiduciare presidente e procuratore.
Angelo Sticchi Damiani non può fare nulla, da presidente dell'ACI avrebbe soltanto l'arma del commissariamento dell' ACM.
Arma che difficilmente può usare perché incombono i preparativi per organizzare a settembre il Gran Premio d'Italia 2016. L’ultimo che siamo sicuri che si correrà a Monza.

Una corsa automobilistica che secondo la Camera di Commercio di Monza e Brianzamuove 110 milioni di euro di cui 31 milioni di indotto diretto e benefici per 17 milioni per le imprese della Brianza legati alla pubblicità indiretta e alla comunicazione annessa alla trasmissione dell'evento nel mondo”.
Peccato che nonostante questo Sias non abbia attualmente in cassa una provvista certa per pagare Bernie Ecclestone e debba ricorrere ai finanziamenti delle banche.

  • Relativamente alla conferenza stampa di presentazione del piano industriale (31 marzo 2015), cui abbiamo scritto nel recente articolo, il costo – sembra - di 30 mila euro non era riferito solo ai gadget distribuiti ma anche alle due Ferrari prestate da Puresport per ospitare i giornalisti nell'emozionante tour in pista.

Monza - Autodromo. Geronimo Larussa cooptato all'interno del cda di AC Milano, sarà il quinto consigliere

Comunicato stampa AC Milano-Autodromo Nazionale Monza

ACI MILANO  
L’ASSEMBLEA DEI SOCI RATIFICA
LA COOPTAZIONE DI UN NUOVO CONSIGLIERE

Il Presidente, Ivan Capelli, e il Consiglio Direttivo dell’Automobile Club Milano danno notizia che è stato cooptato un nuovo componente nel Consiglio Direttivo dell’Ente.

L’Assemblea Ordinaria, che si è svolta martedì 28 ottobre con un’alta  partecipazione di Soci, più di 140, ha ratificato all’unanimità, al termine di una votazione a scrutinio segreto, la cooptazione dell’avv. Geronimo La Russa all’interno del Consiglio Direttivo dell’AC Milano.

Il Presidente e Il Consiglio Direttivo esprimono soddisfazione per questo risultato, che consente di completare con ulteriori competenze professionali la squadra impegnata nell’azione di rilancio e di rinnovamento dell’Automobile Club Milano. Molto utile per il lavoro del Consiglio saranno le conoscenze della struttura maturate dall’avv. La Russa dal 2010 al 2012, allorché ricoprì la carica di Vicepresidente dell’Ente.

Il Consiglio Direttivo ACM, in carica fino al 2018, è ora così composto: Ivan Capelli (Presidente), Marco Coldani (Vicepresidente), Geronimo La Russa, Pietro Meda e Enrico Radaelli (Consiglieri).

Automobil Club Milano - Ivan Capelli è il nuovo presidente

comunicato stampa

Si è insediato oggi pomeriggio, presso la sede di corso Venezia 43, il nuovo Consiglio direttivo dell’Automobile Club Milano, in carica per il quadriennio 2014 – 2018, che ha eletto quale nuovo presidente Ivan Capelli.

Vicepresidente è stato nominato Marco Coldani; completano il Consiglio direttivo Pietro Meda e Enrico Radaelli.

Nato a Milano il 24 maggio 1963, Ivan Capelli è stato per lunghi anni pilota automobilistico di successo, affermandosi nei Campionati italiano ed europeo di Formula 3, nella Formula 3000 e in Formula 1 alla guida di prestigiosi team quali March, Ferrari e Jordan. Dal 1998 è commentatore dei Gran Premi di Formula 1 sui canali della Rai ed è imprenditore nel campo dei sistemi di sicurezza stradale.

“E’ per me un grande onore essere alla guida di questa gloriosa Associazione milanese, per quello che rappresenta oggi e per ciò che il nuovo Consiglio direttivo vuole rappresenti nel futuro. Trovo particolarmente significativo assumere questo incarico nella sala che Acm ha dedicato a Michele Alboreto, persona e pilota alla quale ero particolarmente legato e che mi piace oggi ricordare.”

Ivan Capelli succede a Carlo Edoardo Valli, che era in carica dal 2010, ed è il sedicesimo presidente nella storia dell’Automobile Club Milano, associazione fondata il 3 giugno 1903 che oggi conta circa 50.000 soci.

Monza - Autodromo. Il tribunale taglia fuori La Russa e Ciceri

di Marco Galvani da il Giorno

NESSUNA sospensione per le elezioni del Consiglio direttivo dell’Automobile club Milano, e nessun reintegro di Geronimo La Russa e Massimo Ciceri, i due candidati della lista «Sport e Rinnovamento» esclusi per irregolarità nella continuità di iscrizione all’Aci. Le decisioni del Tar e del Tribunale civile di Milano confermano, dunque, nel 22 luglio, la data delle elezioni. In questi giorni gli oltre 34mila soci stanno ricevendo la scheda del referendum per l’elezione dei quattro componenti del nuovo Consiglio che guiderà il club di corso Venezia per i prossimi quattro anni. Due le liste in corsa: da una parte c’è quella guidata dal presidente uscente Carlo Edoardo Valli affiancato dai consiglieri uscenti Michele Nappi, Bruno Longoni e Luca Ronzoni. Dall’altra c’è la squadra rimasta orfana di La Russa e Ciceri: sulla scheda compariranno soltanto i nomi dell’ex pilota Ivan Capelli e del consigliere uscente Enrico Radaelli. Un duro colpo per loro. Mercoledì sera una riunione dei rappresentanti della lista «Sport e Rinnovamento» ha ridefinito la strategia elettorale, proponendo i nomi di due nuovi candidati che gli elettori possono indicare scrivendoli di proprio pugno sulla scheda. Si tratta di Marco Coldani, dirigente d’azienda e pilota, grande amico di Capelli, e dell’avvocato Pietro Meda, reclutato su consiglio del più noto fratello Guido. In ogni caso, se i due nuovi nomi non trovassero consensi ma se la lista guidata da Capelli riuscisse comunque a vincere, entrerebbe in Consiglio con i due rappresentanti sopravvissuti, mentre gli altri due componenti verrebbero chiamati dalla lista concorrente - quella guidata dal presidente uscente Valli - scelti in base al numero di preferenze ricevute. Una situazione che, tuttavia, nessuno all’interno delle due cordate auspica: gli ultimi quattro anni di governo del club sono stati caratterizzati da tensioni e litigi. Un nuovo Consiglio di amministrazione che dovesse partire già diviso a metà, rischia di assicurare altre stagioni di sofferenza per l’Aci Milano e per l’Autodromo.

Sticchi Damiani, presidente ACI: "Bernie non cancellare il GP a Monza"

di Marco Galvani da il Giorno

BANDIERA NERA per Monza. Bernie Ecclestone “punisce” il Tempio della velocità. Perché non è stato capace di tenere il passo in un mercato in cui, dai circuiti ai team, “se non hai i soldi, chiudi”. Il boss della Formula Uno è stato chiaro, spietato e fulminante: «Il futuro a Monza non è buono, non credo che faremo un nuovo contratto. Quello vecchio è stato un disastro da un punto di vista commerciale».

IL CIRCUS iridato è una macchina per far soldi. E l’accordo con Monza non è più conveniente. È uno dei contratti più vecchi, sottoscritto oltre dieci anni fa e rinnovato nel 2012 per altri quattro anni. A Ecclestone la Sias (la società che gestisce il circuito) versa a ogni Gran premio undici milioni di dollari, centesimo più centesimo meno. Praticamente meno della metà di quanto sborsano gli autodromi nel resto del mondo. Il signor Red Bull, tanto per giocare a carte scoperte, per il Gp dell’Austria paga qualcosa come 20 milioni di euro all’anno. In effetti «Monza ha sempre goduto di condizioni straordinariamente buone - riconosce il presidente di Aci Italia, Angelo Sticchi Damiani -. Ed è comprensibile che oggi Ecclestone abbia interesse a riequilibrare la situazione». «Non è una questione di impianto. Sì, Monza ha fatto poco o niente per tenersi in forma, ma nessuno ha mai avuto tanto da dire. I lavori chiesti sono stati fatti. E anche adesso si sta lavorando per asfaltare parzialmente la via di fuga della Parabolica. E’ tutta una questione di soldi. A queste condizioni, Ecclestone non ci vuol più stare: «Dopo il 2016 bye bye».

Allarme rosso. Anche perché fuori dalla porta del boss della Formula Uno c’è la fila di chi è disposto a mettere sul piatto fior di quattrini pur di finire in mondovisione. A cominciare dal numero della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, che non più tardi di due settimane fa ha apertamente dichiarato il suo interesse a portare un Gp al Mugello. Mica un circuito a caso: di proprietà della casa di Maranello dal 1988, due anni fa è stato scelto per l’unica sessione di test collettivi della Formula Uno a stagione in corso dimostrando, parola di Fernando Alonso, di avere «tutto quello che serve per essere parte del calendario». E Monza? «Il problema è di governance - analizza Sticchi Damiani -. Con un progetto serio sono convinto che la Fia ci sosterrà». Intanto ilsindaco della cittadina brianzola, Roberto Scanagatti sbotta: «Se ne vada Ecclestone!»

Monza - Autodromo. Aci: La Russa e Ciceri incandidabili

di Marco Galvani da il Giorno

UNA TEGOLA sulle elezioni Aci. La commissione incaricata di valutare l’ammissibilità delle due liste in corsa e dei singoli candidati ha bocciato due dei quattro rappresentanti dello schieramento «Sport e rinnovamento». Geronimo La Russa e Massimo Ciceri (presidente della Beta utensili di Sovico) sono stati giudicati non candidabili per colpa di un cavillo nelle pieghe del regolamento elettorale. In particolare è stata contestata la mancanza del requisito di continuità nel tesseramento al club di corso Venezia. Entrambi, dopo un periodo passato senza tessera, si sono iscritti. Proprio come peraltro era avvenuto quattro anni fa almeno con quello che sarebbe poi diventato il presidente di Aci Milano, ovvero Carlo Edoardo Valli (oggi candidato per un mandato bis nella lista concorrente insieme con Michele Nappi, Bruno Longoni e Luca Ronzoni).

IN QUESTA fase, però, la commissione ha sollevato l’incandidabilità di La Russa e di Ciceri. Lasciando da soli, nella corsa per il rinnovo del Consiglio di amministrazione di corso Venezia, l’ex pilota Ivan Capelli ed Enrico Radaelli (attuale consigliere uscente del Cda). Un colpo pesante proprio nel momento in cui la campagna elettorale sta entrando nel vivo. Ma all’esclusione seguirà certamente un ricorso da parte dei «sopravvissuti» nella speranza che una eventuale riammissione arrivi in tempi brevi. Anche perché se la lista «Sport e rinnovamento» dovesse restare con due soli candidati, la prospettiva elettorale consegnerebbe uno scenario ai confini del paradosso. Infatti, se la lista guidata da Capelli riuscisse comunque a vincere, entrerebbe in Consiglio con due rappresentanti, mentre gli altri due componenti verrebbero chiamati dalla lista concorrente - quella guidata dal presidente uscente Valli - scelti in base al numero di preferenze ricevute. Una situazione che, tuttavia, nessuno all’interno delle due cordate auspica: gli ultimi quattro anni di governo del club sono stati caratterizzati da tensioni e litigi. Un nuovo Consiglio di amministrazione che dovesse partire già diviso a metà, rischia di assicurare altre stagioni di sofferenza per l’Aci Milano e per l’Autodromo di Monza. marco.galvani@ilgiorno.net


I vertici della Sias in trasferta al Mugello per provare a riportare le moto a Monza
da il Giorno

QUESTO fine settimana potrebbe portare novità sul fronte dei lavori che l’Autodromo dovrebbe eseguire per tornare a ospitare le gare di moto. In occasione del gran premio della MotoGp la Sias si confronterebbe con i responsabili della Dorna, organizzatori non soltanto del Motomondiale ma anche della Superbike. I tecnici dell’Autodromo hanno elaborato delle proposte di interventi chiesti per migliorare la sicurezza del circuito. Ora si aspettano le indicazioni di Dorna e Federazione internazionale di motociclismo.

Monza - Capelli in pista per guidare Aci e Autodromo

di Marco Galvani da il Giorno

IVAN CAPELLI scende in pista per l’Aci Milano e per l’Autodromo. È lui il primo candidato presidente che esce allo scoperto con la «sua» lista. Milanese di nascita, classe 1963, ex pilota di Formula Uno arruolato dalla Ferrari nel 1992 al fianco di Jean Alesi, 93 Gran premi sulle spalle, con Monza ha sempre avuto un forte legame affettivo e sportivo. E proprio per questo, quando gli hanno proposto di impegnarsi in prima persona per rimettere in carreggiata non soltanto l’Automobile club ma anche il Tempio della velocità, lui non si è tirato indietro. Al suo fianco, nell’ipotetico nuovo Consiglio di amministrazione nel caso la lista uscisse vincitrice dalle urne, un altro nome indissolubilmente unito al circuito, ovvero Massimo Ciceri, uno dei titolari della Beta, azienda brianzola di Sovico leader negli utensili anche nel motorsport (fornitore ufficiale dalla Ferrari alla McLaren) e peraltro sponsor della March arancione con cui il monzese Vittorio Brambilla corse in F1 negli anni Settanta. A completare la squadra, Geronimo La Russa, già vicepresidente dell’Aci Milano, ed Enrico Radaelli, consigliere uscente dell’attuale Cda di corso Venezia oltre che presidente dell’associazione Amici dell’Autodromo e del Parco. La loro corsa verso le elezioni è già partita con l’avvio della raccolta delle firme necessarie per sostenere la candidatura. Per essere ammessi al voto ne serviranno 334 da presentare entro mezzogiorno del 19 maggio. A quel punto potranno essere distribuiti i plichi elettorali che dovranno ritornare allo studio milanese del notaio Domenico Cambareri entro il 17 luglio. Chi, invece, non vuole votare per corrispondenza, potrà recarsi di persona il 22 luglio nella sede dell’Automobile club in corso Venezia. Lo stesso giorno, una volta chiuso il seggio elettorale, inizierà lo spoglio delle schede fino alla proclamazione del nuovo presidente. E non è ancora escluso che il presidente attuale, Carlo Edoardo Valli, possa decidere di ricandidarsi vista anche la corte ricevuta da alcuni consiglieri uscenti, a cominciare da Michele Nappi, storico uomo Aci, sostenuto da Bruno Longoni, vicepresidente della Commissione sportiva automobilistica italiana, e Luca Ronzoni.

QUASI CERTA una loro lista anche se la composizione non è ancora definita. C’è ancora un mese di tempo. Poi inizierà pubblicamente una vera e propria campagna elettorale. Che, inevitabilmente, avrà come uno degli elementi chiave anche l’Autodromo e il suo futuro. Perché al di là delle elezioni, il rinnovo dei vertici dell’Aci milanese avrà delle conseguenze sul circuito. Gli incarichi degli attuali manager, infatti, sono stati rinnovati proprio fino al prossimo Gp di Formula Uno, a settembre. Sarà il nuovo Cda di corso Venezia a decidere la nuova presidenza e il Consiglio della Sias (la società che gestisce l’Autodromo), oltre anche al direttore ed, eventualmente, l’amministratore delegato. Chiunque sarà messo alla guida avrà la missione di portare l’impianto al passo con i concorrenti stranieri. Potendo contare, magari, anche sull’aiuto (economico) della Regione. È ancora in corso, al Pirellone, la discussione su come entrare nella proprietà dell’area di Parco in cui è presente il circuito, al fianco dei Comuni di Monza e Milano. Le ipotesi potrebbero essere l’accordo di programma o lo strumento della convenzione. Una volta sistemata la burocrazia, toccherà ai contabili capire fin dove le casse regionali possono arrivare.
marco.galvani@ilgiorno.net

Monza - Autodromo. Aci Milano, scongiurato il rischio commissariamento

di Marco Galvani da il Giorno

AUTODROMO, adesso si gioca a carte scoperte. Con il via libera dell’assemblea dei soci di Aci Milano al Regolamento elettorale così come riveduto e corretto da Roma, ieri pomeriggio il Consiglio di amministrazione del club ha ufficialmente aperto la corsa al voto. Archiviando il rischio di commissariamento. Alle urne si andrà a metà luglio mentre entro il 19 maggio dovranno essere depositate le liste dei candidati che mirano ai vertici dell’Automobile club milanese e, di conseguenza, a mettere le mani sull’Autodromo di Monza e sul Gran premio di Formula Uno. Fino ad ora tutti hanno lavorato dietro le quinte. Anche nell’ultimo fine settimana di gara, in circuito si sono visti tutti gli uomini pronti a mettere in moto la macchina della campagna elettorale. Passeggiate informali. Che da oggi diventeranno vere e proprie passerelle politiche. Gli schieramenti pronti a sfidarsi al momento sarebbero soltanto due ma non è escluso che possano esserci terzi incomodo. Tutti concentrati a guadagnarsi un posto in corso Venezia quando, al momento, in pochi sembrano preoccuparsi del futuro di un impianto sportivo in evidente difficoltà e che invece dovrebbe iniziare a farsi pubblicità in ottica Expo 2015 e cominciare a fare la corte a Bernie Ecclestone per mettere in cassaforte il prima possibile il rinnovo del contratto per la Formula Uno (in scadenza nel 2016). Evidentemente ci sarà qualcun altro a gestire il domani del circuito rispetto all’attuale squadra di manager.

NELL’ATTESA di conoscere il responso delle urne, il presidente uscente Carlo Edoardo Valli e il Cda hanno deciso di confermare gli attuali vertici della pista: il direttore condiviso con Vallelunga, Alfredo Scala, il consulente per la Formula Uno, Federico Bendinelli, e l’amministratore delegato Fabrizio Turci continueranno a frequentare gli uffici di via Parco in attesa di nuovi ordini. Autodromo in attesa anche sul fronte giudiziario. Se da una parte è stato «chiuso» il primo capitolo che vedrà 13 imputati a processo a partire dal 18 settembre, i magistrati stanno ancora lavorando per completare il secondo filone d’inchiesta su presunti reati fiscali. L’avviso di conclusione indagine è atteso nelle prossime settimane.

Monza - Autodromo. Al vaglio della Procura i rapporti Sias-ACI

Autodromo ancora senza direttore e omologazione della FIM per la gara del Mondiale Superbike

di Vanwall58

Tre mesi dopo l’allontanamento di Enrcio Ferrari la Sias non ha ancora un direttore. La trattativa, imposta dal presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damaini che ha offerto l’ad e direttore di Vallelunga, Alfredo Scala, prosegue via telefono mentre sta prendendo quota la candidatura di Claudio Berro

Invece, a venti giorni dall’appuntamento del Mondiale Superbike (12 maggio) l’Autodromo di Monza non ha ancora l’omologazione della pista. La conferma viene dalla Federazione Motociclistica Internazionale (FIM). “E’ vero, a marzo,  il responsabile sicurezza Igor Eskinia è stato a Monza per un sopralluogo alla pista; ma ad oggi non abbiamo ancora consegnato il certificato di omologazione che rilasceremo soltanto dopo l’ispezione prevista il 7 o l’8 maggio”, ci dicono da Ginevra.

La FIM aveva ritirato l’omologazione “655 di grado B” rilasciata il 13 marzo 2012 valida per il 2013” a seguito dell’inchiesta della Procura di Monza per le “bolle” alla parabolica taciute agli organizzatori. Col reato di “omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro” per questa  vicenda risultano indagati il geometra Stefano Tremolada, Enrico Ferrari e Giorgio Beghella Bartoli.

E undici mesi dopo “ l’Operazione Compleanno” (22 maggio 2012) che portò al blitz della Guardia di finanza su ordine dei sostituti procuratori Walter Mapelli e Caterina Trentini con l’accusa per sette dirigenti e impiegati di Sias di “profili criminali volti all’arricchimento personale” l’inchiesta sembra destinata ad avere una svolta clamorosa con qualche nome (anche eccellente) che probabilmente andrà ad aggiungersi alla lista nel frattempo lievitata a 17 persone iscritte nel registro della Procura compresi funzionari del Comune di Monza e l’ex comandante della Polizia locale di Biassono. I bilanci di Sias e Acp&Partner (si occupava della raccolta pubblicitaria) degli ultimi sette anni e le fatture emesse dalle società di servizi storicamente legate all’Autodromo, incrociate con i tabulati bancari, hanno portato allo scoperto reati finanziari.

Il lavoro che ha impegnato e impegna di più gli inquirenti riguarda il rapporto tra Sias, FOM di Bernie Ecclestone (contratto F1) e la Allsport Management (pubblicità Gp Italia F1 e hospitality Paddock Club).
Il contratto - scaduto a settembre 2011- tra Sias e FOM per l’organizzazione del Gran premio d’Italia (una lettera di allungamento del rapporto fino al 2016 non porta la firma di Ecclestone) sarebbe stato trovato dalle Fiamme Gialle nella cassaforte di Enrico Ferrari nel corso del blitz del maggio 2012. Completo delle pagine più interessanti, la 9 e 10 con la richiesta economica di Ecclestone (attorno a 7milioni di euro). Poiché Sias deve consegnare a Ecclestone un mese prima del Gran premio l’intero impianto (e dunque ad agosto l’Autodromo non ha introiti) quindi paga Ecclestone per l’avvenimento e a sua volta Allsport Management corrisponde a Sias quanto pattuito relativamente agli spazi pubblicitari della Formula 1, la ricostruzione dei movimenti bancari da Sias a FOM e da Allsport a Sias è risultata lunga, faticosa, e non ancora totalmente conclusa.

E’ stato necessario richiedere rogatorie, stessa cosa per i conti e le attività estere che fanno riferimento al direttore Enrico Ferrari, giustificano la richiesta di proroga indagini chiesta dai magistrati. In quanto a Ferrari, se non ha avuto subito il benservito è soltanto perché ha potuto contare sulla resistenza di alcuni componenti del Consiglio dell’Automobile Club di Milano (socio col 70 per cento di Sias, l’altro 30 % è dell’Immobiliare ACM). Su queste resistenze e sui rapporti Automobile Club di Milano/Sias/ Automobile Club d’Italia i magistrati sono decisi ad andare a fondo. Una voce del bilancio 2009 iscritta tra i debiti per 737.600 euro, lievitata in un anno di 365mila euro, ha incuriosito e non poco gli inquirenti. Così come la voce del “fondo rischi” che a dicembre 2008 ammontava a 5.944.482 euro ed è stato ridotto a 744.482 “avendo gli amministratori effettuato analisi che hanno condotto a ritenere che la necessità di tali rischi fosse ormai venuta meno e che lo stesso risultasse sopravvalutato di 5,2milioni”, ha scritto il presidente Claudio Vigano nella nota integrativa allegata al bilancio 2009.
Vagliati della Guardia di finanza, e con estrema attenzione, i rapporti Sias-Regione Lombardia con contributi in parte erogati per i corsi di guida sicura. Contributi elargiti quando Massimo Ponzoni era assessore e consigliere di Sias. Il Pirellone annunciò lo stanziamento di 2milioni di euro per i corsi di guida ed ha supportato con 250mila euro la manifestazione Aria Nuova. Contributi svaniti quando Ponzoni è stato arrestato per il fallimento delle sue società. E’ lungo l’elenco dei soggetti  fisici e delle società in rapporti d’affari con Sias dal 2009 su cui sono stati effettuati i controlli incrociati.

Ricostruita la posizione di Emanuele Vialardi a cui – nonostante il parere contrario di Acm - era stato affidato il ruolo di consulente per la sicurezza dell’Autodromo. Lo stretto legame allacciato da Vialardi con Enrico Ferrari, Giorgio Beghella Bartoli e i funzionari del Comune di Monza Giuseppina Panuccio, Mauro Ronzoni e Giuseppe Laurenzi, lo ha poi portato a dare vita alla società Duepi, a scrivere il bando della ristorazione ed aggiudicarselo. Però Sias il bando non l’ha ancora riconosciuto e con diffide e chiamate in giudizio civile intende presto liberarsi dello scomodo personaggio. 

*nella foto il sostituto procuratore Walter Mapelli
 

Monza - C’è il rischio che il Gran Premio d'Italia di Formula 1 si corra in Toscana

Fernando Alonso sponsorizza il Mugello
di Vanwall 58

Quando un pilota della Ferrari – nel caso specifico Fernando Alonso -  twitta al suo milione e 530mila fans che “il Mugello è una pista pronta per entrare nel calendario del mondiale di Formula1”, be’, allora a Monza qualcuno dovrebbe davvero cominciare a preoccuparsi. Chi scrive lo sta dicendo da tempo che la città della corona ferrea rischia di vedersi soffiare il Gran premio d’Italia. E che quella di quest’anno potrebbe davvero essere l’ultima edizione. Perché, di fatto, Sias, società di gestione dell’Autodromo dal 1922, ha con la FOM di Bernie Ecclestone un contratto firmato il 24 gennaio 2002, che porta le firme di Bernie Ecclestone, Sacha Woodward, Giulio Fumagalli Romario (all’epoca presidente Sias) ed Enrico Ferrari.
Contratto valido fino al 2008  prorogato al 2011 con l’invio di un nuovo documento che ha l’unica aggiunta della dicitura autografa “2011 BE”.  

Il documento che ha consentito a Sias di organizzare il Gran premio dello scorso anno e organizzare il prossimo a settembre è di fatto una semplice lettera – sollecitata da Sias per poter chiedere alle banche che avevano concesso i prestiti (fideiussione di 18milioni di euro garantita con iscrizione d’ipoteca sul palazzo dell’Automobile Club di Milano) per realizzare le strutture inaugurate nel 2003.  Lettera che è vero parla del Gran premio d’Italia fino al 2016 non porta la firma di Mister E. E, leggendo, il contratto di 17 pagine, tutte autografate del patron della Formula 1, appare lampante il fatto che nessun documento ha validità se in esso non c’è l’autografo di Bernie. Ergo dunque la lettera consente, teoricamente a Sias di organizzare il Gran premio d’Italia a Monza fino al 2016. Ma la FOM potrebbe decidere di cambiare il “Promoters Contract in respect of the Italian Grand Prix” portando la Formula 1 al Mugello prima del 2016.

Per scongiurare questo trasferimento di location, fin dal maggio scorso, all’indomani del blitz della Guardia di finanza e l’incriminazione per Enrico Ferrari, Giorgio Beghella Bartoli e altri, il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, ha lanciato precisi segnali attraverso la stampa e si è mosso con Carlo Edoardo Valli, presidente dell’Automobile Club di Milano (socio al 70% di Sias), per trovare una soluzione che consenta ad ACI di continuare ad avere la titolarità del Gran premio d’Italia. Sticchi Damiani sa benissimo che se la Formula 1 finisse al Mugello il ruolo dell’ACI sull’avvenimento s’annullerebbe. Insomma, per parlare chiaro, l’ACI non vuole perdere il suo potere sull’unica gara italiana inserita nel mondiale della Formula 1. E’ anche preoccupato il presidente dell’ACI che, via il Gp da Monza, l’Autodromo Nazionale finirebbe col chiudere i battenti. La stessa convenzione con i Comuni di Monza e Milano verrebbe azzerata e Sias dovrebbe andarsene lasciando tutte le strutture realizzate in questi anni senza avere neppure un euro di buona uscita. Insomma, perdere l’Autodromo di Monza sarebbe un disastro per lo sport italiano. Uno smacco irreparabile per l’ACI.

Vista l’inerzia ormai cronica di Carlo Edoardo Valli e del Consiglio di ACM che non ha avuto il coraggio di prendere le distanze ed allontanare subito gli inquisiti dalla Procura di Monza, Enrico Ferrari e Giorgio Beghella Bartoli -  e che, scandalosamente, a distanza di 11 mesi sta trattando la buonuscita da mezzo miliardo per i due direttori - Angelo Sticchi Damiani ha proposto la candidatura di Alfredo Scala. Uomo ACI al cento per cento. Amministratore e direttore generale a Vallelunga. Persona per bene, capace e competente che, subentrato alla guida dell’autodromo gestito per anni da De Luca, ha saputo farlo funzionare egregiamente. Scala ha scelto validi collaboratori e grazie a questa équipe Vallelunga è cresciuto ed è ora un impianto importante. Che, oltre alle gare, organizza corsi di guida sicura, esamina i giovani che intendono fare il salto nelle diverse specialità automobilistiche..

Il presidente dell’ACI ha offerto a Carlo Edoardo Valli la candidatura di Alfredo Scala, garantendo a Scala che avrebbe comunque mantenuto la carica di amministratore delegato di Vallelunga SpA, Valli e Scala si sono incontrati tre volte ed hanno discusso. Lunedì scorso, 8 aprile, come anticipato da Infonodo, l’ultimo incontro durato due ore. Alla fine però non c’è stata fumata bianca. Monza non ha ancora il suo direttore. Perché tra le pretese di Valli – che vuole un direttore a tempo pieno – e le richieste di Scala – gradirebbe, momentaneamente, non spostare a Monza la famiglia – c’è ancora un largo, ed a quanto sembra insormontabile, fossato.

Bernie Ecclestone non entra nel merito dell’arrivo di Alfredo Scala ma chiede che dell’intera operazione Gran premio d’Italia sia Federico Bendinelli ad occuparsene. E però l’avvocato bolognese che ha gestito Imola fino al 2006 quando a Imola correva la Formula 1 è solo un consulente. Fino a quando neppure lui lo sa. Carlo Edoardo Valli – che il primo grosso errore che ha fatto è stato di licenziare Paolo Guaitamacchi che lui stesso d’accordo col Consiglio aveva nominato a dicembre 2010, il secondo è stata la copertura dell’Operazione Ciceri partita da dentro Sias – deve ora dimostrare d’avere polso e dare al Consiglio di Sias un ben preciso organigramma 

E’ curioso notare come per il Consiglio di ACM (che il Tar ha sentenziato come “inesistente”) non sia stata rispettata la legge mentre per il Consiglio di Sias sia stata immediatamente applicata la spending review inserendo come consiglieri tre dipendenti dell’Automobile Club di Milano. Di fatto tre yes man/women dal momento che devono, ovviamente, avallare le decisioni prese unilateralmente dal loro direttore  Fabrizio Turci (e da Valli).

E da amministratore delegato di Sias e direttore di ACM, Turci  al quale è stato comandato di sfoltire gli organici delle deficitarie società controllate da ACM ha provveduto ad ingrandire la  Sias inserendo nell’organico della società di gestione dell’Autodromo tre dipendenti provenienti da corso Venezia. Insomma, cura dimagrante per le controllate ACM con i conti in rosso; cura ingrassante per Sias i cui conti sono in profondo rosso. Tutte queste grandi manovre hanno l’obiettivo di mantenere a Monza la Formula 1. Forse però sarebbe bene che Carlo Edoardo Valli – con la scusa delle dichiarazioni di Fernando Alonso ponesse a Luca Corsero di Montezemolo una domanda ben precisa: “Davvero vuoi portare il Gran premio d’Italia al Mugello?”. 

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