SIAS

Monza - Autodromo: Enrico Radaelli silura il presidente Zanchi e all'ACMilano è rissa

4 aprile 2017

di Pier Attilio Trivulzio

E' bufera sul Consiglio dell'Automobile Club Milano.
Giovedì i cinque membri: Ivan Capelli, Marco Coldani, Pietro Meda, Geronimo La Russa ed Enrico Radaelli dovevano votare il nome del rappresentante in seno al nuovo Cda di Sias. Risultato: 3 voti a favore di Radaelli e solo 2 voti per Pierlorenzo Zanchi, da un anno presidente della società di gestione dell'Autodromo Nazionale, che aveva avuto assicurazione della riconferma da Angelo Sticchi Damiani presidente di ACI socio di maggioranza in Sias col 75 per cento delle azioni (il restante 25 per cento è di ACM).

I tre voti ad Enrico Radaelli hanno scatenato immediatamente la bagarre e sono volati pesanti insulti.
È partita anche una lettera. “...Mio malgrado e con grande rammarico annuncio le mie immediate ed irrinunciabili dimissioni”, ha scritto Pierlorenzo Zanchi denunciando “l'anomala pratica di autovoto da parte del diretto interessato Radaelli due (La Russa e Meda – ndr) erano quelli che più di altri si erano adoperati a convincermi di accettare il gravoso incarico di presidente di Sias. Mi stupisce molto perché motivato da ragioni che non riferiscono minimamente al merito”.
Tengo a significarvi – conclude la lettera – che dal momento in cui sono stato presidente ad oggi, con tutte le risorse e competenze che a vario titolo mi hanno aiutato, in primis il procuratore Marco Coldani, si sono ottenuti risultati notevoli”.

Zanchi non precisa se i “risultati notevoli” sono riferiti al bilancio 2016 che il Cda di Sias voterà domani (4 aprile) - senza la presenza di Zanchi - prima di decadere, o al rinnovo triennale del Gran premio di Formula 1.
Oppure all'essere riusciti a portare a Monza, per i test FIA precampionato, le straordinarie vetture dell'European Le Mans Series (torneranno in pista per la gara di campionato il 14 maggio) e del World Endurance Championship che tra sabato e domenica, nonostante la pioggia, ha visto l'Autodromo tornare a riempirsi di pubblico: 20 mila persone.
Certamente un buon biglietto da visita per la nuova società a maggioranza ACI.
I due giorni di test del WEC con attività in pista fino alle 21, sono serviti per proseguire il discorso in vista del ritorno all'Autodromo della “Mille Chilometri” nata per volere dell'Automobile Club di Milano e merito della tenacia e del carisma di Romolo Tavoni. Una “Mille” che negli Anni Sessanta richiamava più spettatori del Gran premio di Formula 1.

Tre mesi dopo aver firmato con la FOM di Bernie Ecclestone il contratto da 68 milioni di dollari per tenere a Monza il Gran premio d'Italia di Formula 1 fino al 2019 ed essersi assicurato la maggioranza delle quote di Sias, il presidente dell'Automobile Club d'Italia, aveva quasi completato il puzzle della nuova Sias scegliendo per il Cda Carlo Conti (direttore centrale finanza ACI) e Alessandra Rosa (direttrice AC Firenze). In sospeso le candidature di Alfredo Scala e di Fabrizio Turci. Giovedì (6 aprile) durante il Consiglio generale a Roma Sticchi Damiani annuncerà il nome del presidente della Nuova Sias che potrebbe essere un lombardo. Ed a completare il quintetto del Cda Enrico Radaelli (ACM) e il designato dal Comune di Milano.

Nella foto Pierlorenzo Zanchi

Monza - Autodromo. Nasce la nuova società di gestione, ad ACI il 75% delle quote

15/03/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Roma - Automobile Club d'Italia (ACI) e Automobile Club di Milano (ACM) hanno, ieri, unito le loro quote - rispettivamente 75 e 25 per cento - per dare continuità a Sias, la società che dal 1922 gestisce l'Autodromo di Monza : un matrimonio per necessità.
Scelta difficile in quanto per 85 anni ACM ha deciso in autonomia programmi e investimenti. Invece, d'ora in poi a Monza l'ACI sarà il padrone di casa.

Una sorta di realizzazione del sogno di Franco Lucchesi ex presidente dell'ACI che sedici anni fa dette vita alla società Formula Grand Prix SpA che aveva per oggetto sociale “la costruzione, allestimento e gestione di circuiti automobilistici, motociclistici, la gestione di gare, competizioni e manifestazioni automobilistiche, motociclistiche e sportive in genere”. Società con capitale di 100 mila euro: 99.000 azioni Automobile Club d'Italia, 1.000 azioni della sanmarnese Fincompany SA.

Formula Grand Prix SpA era stata costituita con l'obiettivo di sottrarre all'Automobile Club di Milano il Gran premio d'Italia e a all'Automobile Club di Bologna quello di Imola.
La società venne, però, messa in liquidazione l'11 marzo 2004; il capitale azzerato da consulenze ed emolumenti ai consiglieri; la perdita fu di 14.856 euro.

Quella di chiedere aiuto all'ACI è stata per ACM una scelta obbligata dal momento che le gestioni dell'ex direttore Enrico Ferrari tra il 1997 e il 2012 (il Tribunale lo ha condannato ad una pena di 4 anni e 4 mesi ed risarcire 1,5 milioni di euro) e di Andrea Dell'Orto nel biennio 2014-2015 hanno fatto sprofondare Sias sull'orlo del fallimento.
Per salvare la società e continuare ad organizzare il Gran premio d'Italia di Formula Uno il presidente dell'ACI Angelo Sticchi Damiani ha portato avanti la trattativa con la FOM di Bernie Ecclestone disposta a confermare a Monza l'avvenimento iridato a fronte di un nuovo oneroso contratto da 68 milioni di dollari per il triennio 2017-2019.

Dopo che a fine 2015 il Governo Renzi aveva autorizzato l'ACI a utilizzare i proventi del Pra (Pubblico Registro) il Consiglio Generale dell'ACI ha dato mandato al presidente Sticchi Damiani di utilizzare risorse per 37,5 milioni. Ora però l'ambiente romano è in fibrillazione poiché il decreto attuativo deve passare per le commissioni e potrebbe subire modifiche.

Speriamo veramente di no. Se però ciò accadesse ci penalizzerebbe – analizza lucidamente un componente del Consiglio -. Il Parlamento potrebbe modificare la legge finanziaria del 2015 ed a noi verrebbe a mancare l'approvvigionamento economico per il Gran premio d'Italia. Lo stesso discorso vale per Regione Lombardia. Senza i loro soldi non facciamo il Gran premio. La loro parte la devono mettere perchè sono venuti a cercarci, hanno partecipato alle riunioni, hanno fatto annunci. Non può l'ACI restare col cerino acceso in mano”.

Ai 37,5 milioni di dollari di ACI per il triennio, ACM aggiunge l'incasso dei biglietti e gli stanziamenti di Regione Lombardia.

Inizialmente era stato annunciato che la Regione avrebbe partecipato alla società con una quota del 20 per cento. Spaventata, però, dal report della due diligence si è in ultimo chiamata fuori, decidendo di restare soltanto sponsor con una cifra di 10 milioni l'anno per il 2017 e 2018.
In realtà, al momento in cui scriviamo, il solo impegno di spesa è di 7 milioni, di cui 5 andrebbero all'Autodromo per il Gran premio e 2 sono stati utilizzati per i lavori di preparazione del Parco per la visita di Papa Francesco del 25 marzo.

Quindi, a conti fatti, sommando ai 37,5 milioni di dollari di ACI i circa 30 della vendita biglietti ed i 20 di Regione Lombardia (nessun contributo in ogni caso per il 2019) si arriva a 87,5 milioni; 19,5 in più del contratto FOM. Occorre però tenere conto che le spese di organizzazione del Gran premio sono nell'ordine dei 60 milioni e dunque, nel triennio, il Gran premio d'Italia è destinato a produrre un disavanzo economico di 40,5 milioni.
Anche se il presidente della Regione, Roberto Maroni, ottimisticamente, dichiara: “L'investimento nel Gran premio serve a creare ricchezza per il nostro territorio”, contando sull’indotto che l’evento Gran Premio produce: accoglienza, ristorazione. trasporti, ecc.

Arrivare alla sigla del contratto ACI-ACM, che dovrà però ancora ottenere il benestare della Corte dei Conti e dell'Antitrust, non è stata una passeggiata facile. O meglio, per dirla tutta, è stato un viaggio ad ostacoli.
Il gruppo di lavoro dell'ACI coordinato da Carlo Conti, direttore dell'area amministrativa e finanziaria, ha passato al vaglio la documentazione degli ultimi 5 anni di Sias estrapolando in modo analitico le negatività aziendali che potrebbero in futuro creare problemi di gestione societaria.
ACI ha puntualizzato che le posizioni civilistiche e penali ancora aperte saranno di sola competenza di ACM.

Angelo Sticchi Damiani potrebbe assumere almeno inizialmente il ruolo di presidente della nuova Sias. Al momento per quanto riguarda i tre componenti il cda in quota ACI circolano solo i nomi di Alfredo Scala e Fabrizio Turci; Enrico Radaelli sarà il rappresentate di ACM mentre il quinto nominativo dovrebbe essere indicato dal Comune di Milano, e non da Monza com'è avvenuto fino ad ora.

Giovedì 16 marzo in Tribunale a Monza il pubblico ministero Rosario Ferracane (ha sostituito Walter Mapelli promosso procuratore capo a Bergamo) terrà la sua requisitoria chiedendo le pene per Enrico Ferrari, Giorgio Beghella Bartoli, Marco Luca Villa, Giuseppina Panuccio, Federica Evangelista e Stefano Tremolada. Pesanti i capi d'accusa: usura, corruzione, peculato, falso, turbativa d'asta, omissione dolosa di cautele, distruzione di patrimonio arboreo. Sias si è costituita parte civile con l'avvocata Angela Fortuna.

Monza - Autodromo: Regione Lombardia non entrerà nella società di gestione

02/02/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Regione Lombardia non entrerà nella nuova società di gestione dell’Autodromo, ma sosterrà per due anni il Gran premio d'Italia di Formula 1 con un contributo di 10 milioni di euro: “Abbiamo valutato molto rischiosa l'operazione di ingresso nel capitale e quindi abbiamo optato per il solo finanziamento di 10 milioni per le edizioni del Gran premio di quest'anno e dell'anno prossimo”, è il commento ufficioso di una persona vicina al presidente Roberto Maroni.


Spaventata dalla pesante esposizione finanziaria di Sias, società che da sempre gestisce l'Autodromo di Monza, e convinta che a conti fatti sia un affare troppo rischioso, Regione Lombardia mette oggi in discussione quello che a settembre si dava per scontato, quando, un visibilmente soddisfatto Angelo Sticchi Damiani (presidente di Aci) dichiarò: “Con un lungo lavoro di continuo e costante avvicinamento con gli enti territoriali locali è stata accettata la sfida di prolungamento del contratto per altri tre anni. Una sfida che da domani la nuova compagine composta da ACI, Regione Lombardia e Sias raccoglierà per gestire il Gran premio”.
A suggellare l'accordo raggiunto, Angelo Sticchi Damiani, Roberto Maroni, Bernie Ecclestone con l’aggiunta di Flavio Briatore, posando a beneficio di fotografi e televisioni, stesero e sovrapposero le loro mani destre come i moschettieri di Dumas.

L'accordo prevedeva l'entrata di Regione Lombardia nella nuova società col 20 per cento di azioni.
I risultati della due diligence e i primi indicativi dati di bilancio post Gran premio hanno fatto cambiare idea ai politici lombardi che hanno preferito optare per il solo finanziamento di 10 milioni e per sole due edizioni, quindi niente per il 2019, data di scadenza del contratto con la FOM.
La nuova società che sostituirà Sias nella gestione dell’Autodromo vedrà, quindi, l'ACI socio di maggioranza col 75 per cento e l'Automobile Club Milano col restante 25.

ACI manderà in Consiglio tre persone, i cui nomi verranno annunciati dopo l'avvenuto passaggio societario. Il quarto componente, per decisione presa in accordo con il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, e con Roberto Maroni, sarà designato dal Comune di Monza, mentre il quinto dovrà deciderlo l'Automobile Club di Milano. E non sembra una decisione facile.

Quello che è certo è che ACI dovrà far fronte ad una cifra ben superiore ai 12,5 milioni annunciati.
La ricerca, per il momento infruttuosa, di un solido sponsor per alleggerire i 68 milioni del contratto triennale diventa, così, vitale e sarà decisiva sul futuro del GP d’Italia a Monza.

ps: è stato, recentemente, pubblicato il calendario con gli eventi e le manifestazioni che si svolgeranno in Autodromo durante il 2017 e che potete trovare a questo indirizzo.

 

Monza - Gp d'Italia: 15mila biglietti invenduti. Cambio di strategia di Aci per l'anno prossimo

27 gennaio 2017

di Pier Attilio Trivulzio

A settembre 15 mila posti di tribuna per il Gran premio sono rimasti vuoti. Biglietti invenduti” - ha detto Ivan Capelli, presidente dell'Automobile Club di Milano ai colleghi degli Automobile Club locali chiamati mercoledì a raccolta all'Autodromo -. Ci fosse stato l'impegno di tutti gli Automobile Club sarebbero stati bruciati in un attimo”.
E proprio per scongiurare un nuovo, pesante, mancato incasso, da tutta Italia è arrivata a Monza la task force dell'ACI.
Blazer e grisaglie sotto i loden; cravatte di Marinella, scarpe Tod's, la squadra di Angelo Sticchi Damiani – 106 presidenti ed altrettanti direttori degli ACI provinciali - ha risposto compatta all'invito.

L'Autodromo da sempre definito nazionale, gestito per anni benissimo dall'Automobile Club di Milano – ha esordito il nuovo padrone dell'impianto brianzolo – per effetto delle condizioni contrattuali imposte da Ecclestone per tenere a Monza la Formula 1 ha richiesto il nostro intervento e dunque, da adesso, presidenti e direttori questa è la vostra casa. Realizzeremo un villaggio con tanto di tribuna affacciata sulla pista, sarà il villaggio degli Automobile Club provinciali dove potrete portare i vostri ospiti. E poiché questa è la vostra casa dovrete impegnarvi a vendere i biglietti del Gran premio d'Italia” .
Il Villaggio ACI sarà allestito all'esterno della prima variante. Verrà realizzata una struttura di accoglienza nell'area della piscina.
Per volere di Sticchi Damiani il meeting si è tenuto nella sala da sempre utilizzata dall'ACI in occasione del Gran premio.

Questo spazio l'abbiamo difeso con le unghie e con i denti”, ha sottolineato. In realtà è stata l'unica concessione fatta dall'ex patron della FOM Bernie Ecclestone, ufficialmente messo a riposo nei giorni scorsi dal colosso americano Liberty Media, che ha rilevato il business da 8 miliardi di dollari del Circus. “Cercheremo di aprire un discorso con la nuova proprietà per vedere di ottenere, nel rispetto del contratto, qualche area di ospitalità in più”, ha quindi aggiunto.

Il nuovo contratto triennale firmato il 29 novembre prevede un impegno finanziario di 68 milioni di dollari, la cessione di tutti gli spazi a Paddock Club compreso salette e terrazze del Manpower Building che rendevano a Sias 3 milioni di euro.
Oltre a Sticchi Damiani erano presenti Alfredo Scala, Marco Ferrari, Marco Rogano e, al completo, il Consiglio dell'Automobile Club di Milano.

Nessuno a rappresentare la Regione Lombardia che investirà 10 milioni all'anno per il biennio 2017-2018 e che però ancora non è certo se entrerà con una percentuale nella società. Potrebbe decidere di limitarsi ad erogare il contributo di 20 milioni che verrebbe prelevato – in parte - dall'annunciato fondo di 70 milioni in 10 anni messo a disposizione, non ancora però deliberato, del Consorzio Parco e Villa Reale.
Ad oggi tutto è fermo all'ipotesi di ACI col 60 per cento, 20 per cento Regione Lombardia e il restante 20 per cento dell'Automobile Club Milano.
In Regione Lombardia ci sono diverse scuole di pensiero. C'è anche chi ritiene sia più saggio mettere a disposizione il contributo annuo di 10 milioni senza entrare nella gestione della società. Quindi senza avere responsabilità in Sias”, ragiona un dirigente di Piazza Lombardia.

Se questa dovesse essere la decisione, Aci si vedrebbe obbligata ad aumentare la percentuale di quota capitale. Al momento il Consiglio Generale ha autorizzato 12,5 milioni, i fondi PRA, (Pubblico Registro Automobilistico).

Aci avrà, anche, a disposizione il ricavato della biglietteria che nel triennio 2013-2015 ha reso 27 milioni con il maggior incasso (2013) di 9,9 milioni. Considerando l'impegno di tutti gli ACI nella vendita dei biglietti è ipotizzabile un incasso annuo di 11 milioni che uniti ai 12,5 porterebbe il contributo a 23,5 milioni.

Automobile Club Milano si prenderà in carico i debiti di Sias che sono nell'ordine dei 10 milioni, e quindi aggiungendo i 10 milioni di Regione Lombardia il totale salirebbe a 33,5 milioni.
Sufficienti a pagare il contratto con la FOM, non sufficienti però a chiudere in utile poiché l'organizzazione del Gran premio richiede dai 17 ai 20 milioni. Quindi, nell'ipotesi migliore resterebbe uno scoperto di 16,5 milioni.
Insomma, a conti fatti, il Gran premio d'Italia non sarà un affare.

Ne sapremo di più il 31 gennaio quando, a Roma, si riuniranno al mattino il Consiglio generale dell'ACI e al pomeriggio l' Esecutivo. Sarà l'occasione per capire se la firma sul contratto della FOM, è stato un passo obbligato per tenere, giustamente, in Italia il Gran premio di Formula 1 dal momento che corre la Ferrari e se l'ACI avrà davvero trovato lo sponsor in grado di far pareggiare i conti all'Autodromo dove, parola di Sticchi Damiani, “ci sarà attività sportiva tutti i giorni”.

Nessuna notizia invece è stata data sugli interventi alle strutture.
Il piano preparato nel 2012 e illustrato in Regione giace in un cassetto. Solo l'ingresso dell'Autodromo ha cambiato volto. Il vecchio casello autostradale verrà finalmente rimosso.
Vincitori del concorso sono tre giovani architetti liguri: Maria Ramella, Andrea Barla e Antonio Battuelli.
Per il loro lavoro incasseranno 5 mila euro.

Monza - Maquillage all'Autodromo. Arrivano i nuovi soci: ACI e Regione Lombardia

19/101/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Maquillage per l'Autodromo Nazionale, ruspe e operai sono stati impegnati a demolire gli ultimi simboli di storia come il vecchio ponte prima della variante della Roggia un tempo sponsorizzato Dunlop, identico a quello, simbolo intoccabile, che c'è sul circuito di Le Mans dove si corre la 24 Ore. L'hanno demolito in tre giorni. Ora la squadra di operai si cura delle strutture moderne.

Già, perché l'autodromo ha cambiato padrone. Non più l'Automobile Club Milano che lo volle costruire nel 1922, ma l’Automobile Club d'Italia con sede a Roma.

Blazer blu, pantaloni di vigogna grigia, Angelo Sticchi Damiani, 70 anni, ingegnere, presidente dell'Automobile Club d'Italia, nella veste di nuovo socio di maggioranza di Sias accoglierà, mercoledì prossimo 25 gennaio, presidenti e direttori dei 106 Automobile Club provinciali per illustrare l'accordo da 68 milioni di dollari siglato il 29 novembre con la FOM (Formula One Management) di Bernie Ecclestone per tenere a Monza fino al 2019 la gara mondiale della Formula Uno.

Per rilanciare il “Tempio della velocità”, Sticchi Damiani da cinque anni al comando del “partito degli automobilisti” - che conta un milione di tesserati – ha deciso di mettere in moto la propria task force con il compito di convincere i soci ad acquistare fino ad esaurimento totale i biglietti per assistere all'88° Gran premio d'Italia in programma dal 2 al 4 settembre – costo per l'abbonamento della tre giorni: dai 590 euro per un posto in tribuna centrale ai 90 euro del circolare prato.

L'ingresso di ACI nella società dell'autodromo è stato un passo obbligato. La personalistica gestione ventennale del direttore Enrico Ferrari conclusasi con il blitz della Guardia di finanza (a seguito della denuncia del presidente Paolo Guaitamacchi) e l'incriminazione da parte della Procura di Monza dello stesso Ferrari, del presidente Claudio Viganò, di Giorgio Beghella Bartoli, Marco Villa ed altri, la successiva gestione di Andrea Dell'Orto e Francesco Ferri che hanno portato Sias ad accumulare debiti superiori ai 10 milioni obbligando i soci ACM e Immobiliare ACM a svalutare il capitale ridotto da 1,1 milioni a 550 mila euro, avevano di fatto spalancato la porta verso la messa in liquidazione se non al fallimento della società.

Il “gioiello” di Sias è il contratto con Ecclestone per il Gran premio d'Italia che, in scadenza 2016, doveva essere rinnovato. La prima richiesta era stata di 27,5 milioni, accordo definito poi a 22 milioni di dollari.

L'ultimo bilancio di ACI ha chiuso con un avanzo di 20 milioni di euro, 12,5 serviranno per pagare la FOM din Ecclestone.

ACI avrà il controllo della biglietteria che rende attorno ai 22 milioni quando le Rosse di Maranello sono in lizza per il titolo.
Regione Lombardia, che entra nella nuova società, metterà 10 milioni per le edizioni 2017 e altrettanti 2018.

Decisione dell'ultima ora dal momento che fino a pochi giorni fa lo stesso presidente Sticchi Damiani aveva confidato ai più stretti collaboratori d'essere preoccupato. “Regione Lombardia mette solo 10 milioni per il biennio 2017-2018”, diceva aggrottando le ciglia. Il fatto è che la delibera regionale di 20 milioni per il rinnovo del contratto di 4 anni (fino al 2020) con Ecclestone a cui tutta la stampa aveva dato ampio risalto non è mai stata firmata. Per un motivo molto semplice: non poteva essere firmato un impegno di spesa quadriennale fino al 2020 dal momento che nel 2018 ci saranno le elezioni regionali. Ecco perché con Ecclestone l'impegno è stato di soli tre anni e non i quattro chiesti da Andrea Dell'Orto e Ivan Capelli (inizialmente erano addirittura 7, fino al 2022).

Va poi ridimensionata l'annunciata notizia dei 70 milioni in 10 anni che Regione Lombardia metteva a disposizione del Consorzio Parco Villa Reale di cui una parte sarebbe andata all'autodromo per opere di miglioramento delle strutture. “Di cifre a suo tempo si era parlato, in realtà occorrerà attendere la definizione dell'Accordo di Programma che ancora non c'è”, spiegano in Regione.

L'Automobile Club Milano farà la sua parte accollandosi i debiti di Sias che continuerà ad organizzare l'evento Gran premio d'Italia il cui costo è nell'ordine dei 18-19 milioni.

A conti fatti, se la task force di ACI lavorerà a pieno regime vendendo i biglietti della Formula Uno, ma soprattutto se la Ferrari tornerà alla competitività delle stagioni di Michael Schumacher, in cassa resteranno 5 milioni. E con questa cifra l'autodromo dovrà fare fronte alle spese correnti e cercare di soddisfare almeno qualche creditore. A meno che, come anticipato dal presidente Sticchi Damiani, l'autodromo avrà un munifico sponsor che però non potrà esporre il suo logo in occasione dell'avvenimento clou stagionale di settembre, essendo Heineken il title sponsor del Gran premio d'Italia.

Sias paga salata la gestione Dell'Orto-Ferri che ha bruciato in sole consulenze e collaborazioni 2,6 milioni. E si ritrova con un organico sovradimensionato: 45 dipendenti di cui uno staff di 4 a gestire la biglietteria che lavora anche con Ticket One e Platinium Group.

Per quanto riguarda gli uomini scelti da ACI per gestire la nuova società si fanno i nomi di Pier Lorenzo Zanchi, riconfermato alla presidenza, Alfredo Scala procuratore e, forse, una persona in quota Regione Lombardia per la direzione. In Consiglio ACI disporrà di 3 voti, 1 voto Regione Lombardia, 1 voto Comune di Monza.
L'ACI ha anticipato al sindaco di Monza Roberto Scanagatti che verrà chiesta all'Amministrazione una nuova convenzione meno onerosa. Attualmente Sias paga un canone di 800 mila euro e dallo scorso anno deve al Comune il 2 per cento degli incassi delle manifestazioni motoristiche.
Con la nuova gestione l'impianto dovrebbe rinnovare le sue strutture che secondo il piano presentato 5 anni fa in Regione da Angelo Sticchi Damiani e dall'allora presidente di ACM Edoardo Valli richiedeva l'impegno di 80 milioni di euro. Purtroppo è rimasto nel cassetto dei sogni.

 

Monza - Gp d'Italia, ancora una fumata nera sulla firma del contratto. Lievitano i costi per l'Autodromo

23/11/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Lunedì Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'Automobile Club d'Italia accompagnato da Marco Ferrari, direttore centrale di ACI Sport e da due legali, è volato a Londra per incontrare Bernie Ecclestone, patron del Circus della Formula Uno; scopo del viaggio, il contratto triennale da 68 milioni di dollari per confermare il Gran premio d'Italia nel calendario mondiale.

Doveva essere il viaggio della firma ufficiale, già annunciata con tanto di conferenza stampa a settembre.
Nel pomeriggio, i quattro di ACI sono, però, tornati a Roma senza il contratto firmato e recando un’ulteriore brutta notizia: oltre ai 68 milioni di dollari per tenere a Monza il Gran premio d'Italia nel prossimo triennio, la “nuova Sias” partecipata da ACI, Regione Lombardia, Automobile Club Milano, dovrà far fronte a mancati ricavi e a benefit da corrispondere, portando il costo complessivo dell’operazione a oltre 70 milioni di dollari.

C'erano ostacoli da rimuovere e l'incontro è servito a spazzarli via – minimizza il presidente Sticchi Damiani -. I documenti che abbiamo portato verranno attentamente analizzati dai legali di Bernie. Siamo vicinissimi alla firma ed anche se per il 30 novembre quando a Vienna si terrà il Consiglio mondiale della FIA che ratificherà il calendario della Formula 1 non avremo firmato con la FOM, Monza ne farà parte”. Quindi, un po' piccato, puntualizza, “Non sono un venditore di fumo”.

Certo, nessuno gli ha mai dato del “venditore di fumo” però se fin dallo scorso luglio avesse spiegato all'opinione pubblica quali erano i veri nodi che ritardavano la firma, avremmo capito.

Eccoli allora i nodi che ancora impediscono la firma.
Già nel primo contratto datato marzo 2015 Ecclestone chiedeva “la disponibilità totale dell'impianto”. Niente più doppio contratto con il secondo che riconosceva (fino a quest'anno) il pagamento a Sias della pubblicità.
La newco che subentrerà a Sias dovrà farsi totalmente carico dell'organizzazione dell'evento (costo circa 20 milioni di euro) e terrà l'incasso della biglietteria (8-9 milioni di euro). A FOM e Paddock Club spetterà in esclusiva la gestione logistica, pubblicità e salette d'ospitalità; prevista anche la cessione a Paddock Club di 5.000 biglietti di tribuna centrale.

Ci ha provato il presidente a forzare la mano a Ecclestone chiedendo di lasciare disponibile almeno una parte della palazzina, ma Mister E – anche durante l'incontro di lunedì - è stato irremovibile.
Ha acconsentito soltanto a mettere a disposizione di ACI una saletta che potrà ospitare 200 persone.

Quando il 28 luglio, Sticchi Damiani portò al Consiglio Generale di ACI il conteggio su quanto sarebbe costato il Gran Premio, dal totale mancavano sia il costo relativo ai 5.000 biglietti (250.000 euro) sia l'introito per la cessione delle terrazze e salette d'ospitalità del building Manpower e del museo, circa 3 milioni di euro.

Dunque, è questa la cifra che manca ad ACI per chiudere l'accordo.

Vedremo quale sarà il responso del Consiglio generale di ACI convocato per il 14 dicembre sull'operazione Gran Premio d'Italia a Monza, anche se fonti romane riferiscono che la firma verrà annunciata a fine novembre come ringraziamento a Matteo Renzi che ha consentito ad ACI di utilizzare i fondi del Pra: “Sarà un assist per il referendum”.

Tenendo conto del cambio in questo momento sfavorevole con un dollaro vicino alla parità con l’euro, gli ulteriori costi da sopportare non sono bruscolini.

Così come non sono bruscolini i debiti di Sias.
La stagione 2016 che si chiuderà ai primi di dicembre col Monza Rally Show, non ha portato grandi incassi. Con il concerto di Ligabue sono entrati 70mila euro (0,67 centesimi a biglietto) e la tre giorni del centenario Bmw ha portato nella casse della società che gestisce l’Autodromo 200mila euro.
In più, quest'anno Sias dovrà versare al Comune di Monza oltre al canone di locazione il 2 per cento degli introiti della gare motoristiche (circa 180 mila euro).

Intenzionata ad entrare nella nuova società di gestione del circuito, Regione Lombardia che parteciperà alla newco mettendoci 20 milioni spalmati su tre anni, ha chiesto la revisione dei bilanci con la certificazione dei debiti.

Debiti che sono nell'ordine di oltre 10 milioni di euro e che, per decisione di ACI, nei prossimi tre anni, verranno accollati all'attuale socio di maggioranza di Sias, l'Automobile Club di Milano. I cui conti, d’altra parte, non sono certamente floridi.
E' prevista una drastica riduzione del personale che passerà  53 a 30-35 elementi.
Nessun rinnovo per i nuovi contratti (fatto salvi quelli a tempo indeterminato) firmati durante la gestione Andrea Dell'Orto-Francesco Ferri che hanno pesato negativamente per 2,7 milioni sul bilancio di Sias.

Monza - Autodromo in confusione, il Giro d'Italia scaccia il Ferrari Challenge dalla pista

05/10/2016

di Pier Attilio Trivulzio

L’Autodromo di Monza è allo sbando. A due mesi dall'annuncio ufficiale, non c'è, ancora, la certezza che il prossimo anno vi si correrà il Gran premio d'Italia di Formula Uno.
Manca, ancora, la firma sul contratto FOM da 68 milioni di euro che il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani deve siglare per tenere in Brianza la tappa del Mondiale FIA fino al 2019.

In questi giorni è poi spuntata la grana del Giro d'Italia.
Il 28 maggio 2017 si disputerà in Autodromo la tappa finale - una cronometro individuale di 28 chilometri - del 100° Giro d’Italia, organizzato come sempre dalla Gazzetta dello Sport e da Rcs.
Sennonché nello stesso fine settimana (26-27-28 maggio) è fissato il Ferrari Challenge.
Non appena gli organizzatori hanno dato notizia della tappa ciclistica sul circuito della Formula Uno, da Maranello è partita un infuocata telefonata.

La Ferrari sta valutando la possibilità di fare causa dal momento che, dopo aver concordato con gli organizzatori dei circuiti le date – mobilitando anche la struttura logistica per riservare alberghi e altro -, si vede ora costretta a rivedere il calendario 2017 del Challenge. Non è escluso che la Ferrari decida di annullare l'appuntamento di Monza o di rivolgersi ad un altro circuito.
Impossibile pensare che RCS abbia deciso di programmare la tappa del Giro d'Italia all'Autodromo di Monza senza contattare i dirigenti di Sias che gestisce l'impianto. Impossibile pensare che non ci siano stati incontri, scambi di telefonate, email e sopralluoghi.

Come è stato, allora, possibile impegnare la pista contemporaneamente per due eventi importanti come il Giro d'Italia e il Ferrari Challenge, manifestazione questa che negli ultimi due anni è tra le poche che ha generato utili?

E' credibile che né il presidente Pier Lorenzo Zanchi né il procuratore Marco Coldani fossero informati della coincidenza di date e ne siano venuti a conoscenza soltanto quando RCS ha presentato ufficialmente il Giro d'Italia alla stampa? E' credibile che Ivan Capelli, presidente di AC Milano, socio di maggioranza dell'impianto, non fosse a conoscenza della tappa in Autodromo del Giro?
L'ufficio stampa di Sias da noi contattato ci aveva promesso una dichiarazione che, però, non è arrivata.

A mezza voce c'è chi assicura che RCS abbia avuto l’approccio proprio con Capelli in occasione del Gran premio d'Italia.

Nell’assemblea del consiglio di amministrazione di Sias convocata per il 17 novembre all’ordine del giorno ci sarà la questione del Giro d'Italia e dei 200mila euro da dare a RCS per avere la tappa a cronometro in Autodromo.
Il Cda dovrà esprimersi anche sulla possibilità di mettere a calendario le gare motociclistiche. E' stata, infatti, avanzata una richiesta alla Federazione Motociclistica Italiana per l'omologazione di grado B così da poter organizzare una manifestazione endurance dopo le necessarie modifiche per la sicurezza che la Federazione imporrà.

Il “giallo” sulla tappa del Giro d'Italia è la ciliegina sulla torta del momentaccio che sta attraversando la società di gestione dell’Autodromo di Monza, sommersa dai debiti e insicura per quanto riguarda il suo futuro.

Siamo nell'impossibilità di emettere un giudizio” questo è in sintesi il giudizio della società Ernst & Young che ha certificato l'ultimo bilancio di Sias, mentre nel verbale del Collegio sindacale si legge: “In merito alla sussistenza di eventuali operazioni manifestamente imprudenti, azzardate, in potenziale conflitto d'interessi o tali da compromettere l'integrità del patrimonio sociale ribadiamo quanto scritto nella nostra email del 22 aprile 2016 (ore 13.46) in cui denunciavamo fatti censurabili ed irregolarità”. Con ciò è stato certificata la cattiva gestione della presidenza di Andrea Dell'Orto.

Detto che manca la firma sul contratto della FOM per tenere a Monza il Gran premio d'Italia dal 2017 al 2019, c'è da capire quali nodi devono ancora essere sciolti prima che l'ACI assuma l'impegno da 68 milioni di dollari.

Angelo Sticchi Damiani ha delegato Marco Ferrari e Alfredo Scala (quest'ultimo già nel Cda di Sias) a rappresentarlo agli incontri per capire quanto è grave lo stato di criticità della società il cui capitale è passato da 1,1 milioni a 550mila euro; che in due anni ha visto il suo patrimonio di 4.764.032 ridursi a 699.619 euro.
Sias, sotto la gestione di Andrea Dell'Orto e Francesco Ferri, ha accumulato a fine 2015 debiti per 16.291.525 . Sul dato hanno pesato anche molte consulenze, da molti considerate inutili, per 2.761.244 euro. Anche tenendo conto che i 5.471.346 di crediti siano tutti esigibili, la società ha un indebitamento netto di 10.820.179.

Sempre sotto la gestione Dell'Orto il costo di organizzazione del Gran premio d'Italia è stato di 20,1 milioni di euro contro i 17,4 del 2014 (Turci-Bendinelli) e il ricavato dalla vendita dei biglietti è oscillato tra gli 8,3 e gli 8,5 milioni. Sottoscrivendo l'accordo con Ecclestone il Gran premio d'Italia verrebbe a pesare negativamente per circa 30 milioni sui bilanci.

Il nuovo contratto con FOM stabilisce che solo i proventi della biglietteria restino all'Autodromo. Non c'è più il secondo contratto che prevedeva il pagamento da parte di FOM a Sias della pubblicità in pista.
Le altre richieste - avanzate fin dal marzo 2015 e ribadite da Bernie Ecclestone a settembre a Monza al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni - contemplano la disponibilità della intera palazzina (ex Sassoli Group ora Manpower) e 5000 biglietti di tribuna.

Il canone triennale, come detto, è fissato in 68 milioni di dollari.
Il pagamento è fissato in 22 milioni di dollari nel 2017 e annualmente 23 milioni di dollari nei due anni successivi.
Il mandato ricevuto dal presidente dell'ACI è stato di portare avanti la trattativa con Ecclestone avendo disponibili 12,5 milioni di dollari. L'Automobile Club di Milano, socio di maggioranza di Sias, si è impegnata a mettere a disposizione la quota di sua spettanza nell'ordine di 6,5 milioni.
E Regione Lombardia?
L'idea è di entrare attraverso Finlombarda nella nuova società di gestione dell'Autodromo con una quota di 5 milioni di euro l'anno, 15 per il triennio del contratto con FOM.
I silenzi di Maroni e di Fabrizio Sala lasciano ipotizzare un raffreddamento da parte della Regione che ha, però, confermato l’impegno da 7 milioni all'anno per i prossimi 10 anni decisi in favore del Consorzio Parco Villa Reale.
Denaro che servirà all’Autodromo per migliorare le strutture ma anche volendo non potrà utilizzarlo per pagare Ecclestone.

Resta in silenzio anche Scanagatti, sindaco di Monza, che è anche presidente del Consorzio Parco Villa Reale. È, ovviamente, pro Gran premio, ma fa fatica ad avallare le richieste che a più riprese gli sono arrivate da Sias.
La società vorrebbe ridiscutere la convenzione e ottenere un canone meno oneroso, tra l'altro da quest'anno Sias deve versare al Comune il 2 per cento degli incassi delle gare.
La nuova convenzione richiederà il voto del Consiglio Comunale.

Il 17 novembre il Consiglio di Sias incontrerà i dirigenti di Eurosport per capire se c'è la possibilità di far tornare a Monza il WTCC (World Touring Car Championship), gara iridata non più organizzata dal 2013 dopo i risultati negativi per 268.360 euro nel 2012 e di 150.206 nel 2011.

 

Niente GP d'Italia 2017, la lite tra Monza e Imola rischia di farlo saltare

28/07/2016
di Pier Attilio Trivulzio

Con tutta probabilità l'anno prossimo il Gran premio d'Italia di Formula Uno non figurerà nel calendario delle gare FIA valide per il Mondiale Piloti e Costruttori.
Bernie Ecclestone ha fatto calare il silenzio sul rinnovo del contratto per la gara iridata, in attesa delle decisioni del Tar del Lazio che si deve pronunciare (l’udienza è fissata per il 30 agosto) sul ricorso presentato da Formula Imola.
La società di gestione dell’autodromo romagnolo ha chiesto “l'annullamento del provvedimento con cui ACI ha rigettato la proposta di Formula Imola di organizzazione del Gran Premio d’Italia e ogni più opportuna misura cautelare volta a precludere all'ACI l'indebita erogazione di risorse pubbliche a solo beneficio esclusivo di Sias”.

In sostanza chiediamo la pari dignità sancita dalla Costituzione e dai principi etici delle istituzioni sportive. Quello che ci aspettiamo é dimostrare alle forze politiche che è in atto un'ingiustizia e meritiamo anche una tutela comunitaria perché quello che é stato fatto va a toccare corde importanti che vanno garantite “, ha spiegato Selvatico Estense, presidente di Formula Imola, che ha anche ricordato la censura da parte della Ue degli aiuti pubblici - in violazione alle norme comunitaria in materia di trasparenza e concorrenza - concessi dalla regione Renania-Palatinato all’impianto del Nuerburgring.

L'anno scorso il Gran premio di Germania é stato cancellato e questo fine settimana la gara si correrà sull’altro circuito tedesco di Hockenheim.

Dagli uffici londinesi della FOM uno stretto collaboratore di Ecclestone, chiedendo l'anonimato, ci ha raccontato: “E' quattro anni che va avanti la vicenda di Monza e davvero Bernie si è stancato. Dopo l'incontro a febbraio di Sticchi Damiani e Capelli qui a Londra sembrava tutto risolto e la firma una semplice formalità ed invece non é successo nulla.
Quello di Monza é un caso politico e Bernie non iscriverà a calendario il Gran premio d'Italia fino a quando tutto l'iter sarà definitivamente concluso. Perché dopo il Tar ci sarà il ricorso al Consiglio di Stato e chissà quale altro passo legale.... Il precedente contratto in scadenza quest'anno, fu firmato da Enrico Ferrari e Claudio Viganò per conto di Sias; ma Sias non ha soldi ed allora é intervenuto l'ACI che ha chiesto ed ottenuto dai politici di poter usare soldi pubblici (quelli del Pubblico Registro Automobilistico – ndr). Vista l'intricata situazione, con l’ultimatum di febbraio scaduto, Bernie ha deciso di rivolgersi a Imola e con Imola il dialogo è stato positivo. Il contratto è tornato a Londra firmato con una sola condizione: ottenere dall'ACI i 12,5 milioni di euro approvati con il Patto di stabilità. Le ricordo che a luglio del 2015, quando neppure si parlava di un possibile intervento economico da parte dell'ACI, Uberto Selvatico Estense e Daniele Manca sindaco di Imola avevamo avuto il primo incontro con Bernie e s'erano detti disposti a porsi come alternativa a Monza”.

Già, l'alternativa tra Monza Imola.
Sia chiaro, non ci poniamo come sostituti di Monza ma come supporto” spiega il presidente di Formula Imola aggiungendo: “I campanilismi non portano da nessuna parte. Unendo le forze si può andare lontano. Importante che si remi tutti nella stessa direzione”.
Quindi la stilettata: “Se in futuro non ci sarà un Gran Premio d'Italia sarà solo per colpa di Sticchi Damiani che non ha approvato l'accordo”.

Da diversi giorni è possibile firmare sul sito Change.org la petizione “Pari opportunità all'Autodromo di Imola per l'assegnazione del Gran Premio d'Italia di Formula Uno” da inviare ai presidenti di Coni e ACI.

Martedì Angelo Sticchi Damiani ha sottoposto al Consiglio Generale dell'ACI per l'approvazione la proposta che intende formalizzare alla FOM: 88 milioni di dollari per un contratto dal 2017 al 2020 partendo da una base di 22 milioni di dollari all’anno.
ACI contribuirà con 50 milioni di euro, Regione Lombardia con 20 milioni e quindi Automobile Club di Milano (socio di maggioranza di Sias) con 18 milioni e non con 26 milioni come inizialmente previsto.
Somma derivante dalla vendita dei biglietti che nelle ultime edizioni ha reso una cifra inferiore ai 10 milioni, c'è, però, poi da considerare il costo di organizzazione dell'evento che supera i 6 milioni di euro all’anno.

Negli ultimi mesi Ecclestone ha sollecitato l'ACI a firmare il contratto (“Metto io a disposizione la penna”, ha più volte detto). Resta quindi da vedere se il titolare della FOM accetterà la proposta che gli é stata inviata dopo una trattativa durata quattro anni!

Il contratto FOM – spedito dall'avvocato Chloé Target alla società di gestione dell'impianto monzese – prevedeva 28 milioni di dollari con un adeguamento annuo del 2,5 per cento e la durata di sette anni.

C'è poi da considerare il cambio euro/dollaro che incide e non di poco sul costo finale del contratto anche se non per il milione di euro dichiarati e a quanto sembra posti a bilancio dalla gestione dell'ex presidente Andrea Dell'Orto.
È infine prevista la totale cessione alla società Paddock Club di Ecclestone di tutti gli spazi di ospitalità che a Sias fruttano 3 milioni di euro a Gran Premio.

Tra il 2007 al 2014 l'ACI ha deliberato (vedi documento) il contributo di 2,7 milioni di euro a Sias ed ha pagato all'Autodromo tra i 5 e i 6milioni di euro per l'affitto della saletta d'ospitalità e della terrazza.

Illustrate le ultime novità sul contratto e le cifre ecco una breve cronologia dell'ingerenza recente della politica nella storia dell'Autodromo Nazionale di Monza.

1980: A Montecarlo Bernie Ecclestone indice un incontro per decidere il calendario dei Gran premi. Impossibilitato a presenziare perché impegnato in una importante votazione a Montecitorio il senatore Carlo Ripamonti delega il conte Giovanni Lurani Cernuschi a rappresentarlo. Lurani ha già però fissato per quella data un impegno e diserta. “Tanto Monza é Monza e quindi é scontato, non ci saranno problemi”, si giustifica.
Invece Mister E. se la prende, contatta Enzo Ferrari e decide che il Gran premio si correrà a Imola. È il primo Gran premio titolato sul circuito del Santerno che dall'anno dopo e fino al 2006 organizza – senza alcun aiuto dell'ACI - il Gran Premio di San Marino.

Agosto 1994: La FIA dall'Hungaroring, dove il Circus della Formula Uno é in trasferta, annuncia la cancellazione del Gran premio a Monza se non verranno eseguiti i lavori per le urgenti misure di sicurezza introdotte dopo la morte di Ayrton Senna e Roland Ratzemberger a Imola.
E' allarme rosso, dopo mesi Sias non ha ancora iniziato i lavori.
Ci sono piante da abbattere alla variante della Roggia, alla seconda curva di Lesmo e alla variante Ascari ma mancano le autorizzazioni.
Il leader della Lega, Umberto Bossi va a Nizza ad incontrare il presidente della FIA, Max Mosley rassicurandolo che i lavori partiranno. Quindi, alle tre di notte, in canottiera, va ad Arcore dal premier Silvio Berlusconi. La soluzione viene trovata: la Regione Lombardia approva d'urgenza una delibera da 10 miliardi di lire che prevede la riqualificazione del patrimonio arboreo del Parco di Monza.
Così, a ridosso della corsa, con squadre e piloti pronti ad andare in pista, viene abbattuta la storica quercia alla Roggia e “spostati” sul vialetto laterale del Mirabello gli alberi presenti all'esterno della seconda curva di Lesmo. Quelli dell'Ascari vengono sacrificati.
Grazie alle Lega Nord e ai 10 miliardi di lire della Regione, l'11 settembre il Gran Premio d'Italia si svolge regolarmente.
Memore del successo di quella operazione condotta nel momento in cui Sias veniva spolpata dal direttore Enrico Ferrari & company (condannato in primo grado a 4 anni e 4 mesi ed a pagare a Sias una provvisionale di 1,5 milioni di euro) la Lega Nord è intervenuta nella recente trattativa tra Sias e ACI mettendo sul piatto inizialmente 70 milioni di euro per dieci anni, soldi per i lavori nel Parco, alla Villa Reale e all'Autodromo.
Dopo l'incontro dell'aprile scorso a Milano tra Roberto Maroni e Bernie Ecclestone con la mediazione di Flavio Briatore, altri 20 milioni di euro dei cittadini lombardi escono dalle casse regionali per tenere a Monza il Gran Premio d'Italia.
In cambio Regione Lombardia chiede l'ingresso con una quota del 25 per cento nella newco che gestirà la prova mondiale e le manifestazioni motoristiche. La costituzione della nuova società richiederà la stipula con i Comuni di Monza e Milano di una nuova convenzione che facilmente prevederà una nuova perimetrazione dei confini dell'Autodromo con l'esclusione dell'area della Gerascia che sarà concessa soltanto in occasione del Gran Premio di settembre per l'atterraggio degli elicotteri.

E di Sias che ne sarà? I dipendenti sono in fibrillazione, con i pesanti debiti accumulati negli ultimi tre anni il rischio che la società venga messa in liquidazione é concreto.
Per alcuni di loro, passati alla scricchiolante Sias per decisione di Fabrizio Turci dopo che l’Automobile Club di Milano si é visto costretto a chiudere la controllante Acinnova, sarebbe la seconda procedura di liquidazione in pochi anni.

Secondo le stime della Camera di Commercio di Monza, ora finita sotto Milano, l'indotto del Gran Premio vale 28,5 milioni di euro.
 

Monza - Autodromo, Coldani nel cda di Sias. Ancora sull'appalto a Jarno Zaffelli


di Pier Attilio Trivulzio

Francesco Ferri esce dalla società di gestione dell'Autodromo.
Marco Coldani, 58 anni, direttore generale di un'azienda multinazionale del settore petrolchimico e membro della giunta esecutiva di Confcommercio Milano, entra nel consiglio di Sias.
Coldani, ritenuto vicino alla Lega Nord, ricopre anche la carica di vice presidente dell'Automobile Club di Milano.
Mentre Sias modifica e completa il suo board, sarà la magistratura ad accertare se il bando per il progetto di un nuovo layout della pista, ostinatamente voluto dall'ex presidente Andrea Dell'Orto, è stato costruito su misura per favorire un unico concorrente.
Il bando di gara di cui parliamo è quello indetto da Sias il 7 agosto dello scorso anno “per l'affidamento del servizio di progettazione di pista per auto e moto presso l'Autodromo di Monza”.

Al punto 5.2 il bando richiedeva tra gli altri requisiti:
f) di possedere una o più attestazioni rilasciate da ente certificante (sono escluse le Federazioni sportive) relative ai servizi di simulazione prestazionale e valutazione del rischio di pista, sia per auto che per moto, già utilizzati in passato per ottenere omologhe internazionali in almeno 3 autodromi.

La dicitura “sono escluse le Federazioni sportive al paragrafo f” che non compare nel nuovo bando di gara è giudicata motivo favorevole allo Studio Dromo del perito industriale diplomato in meccanica sperimentale Jarno Zaffelli é in possesso di un suo personale database che utilizza per i layout degli impianti sportivi che progetta, ma che non possiede certificazione alcuna rilasciata dalle Federazioni sportive.

Il sospetto che il bando sia stato confezionato ad hoc sorge dal fatto che, su invito del dimissionato presidente di Sias, Andrea Dell’Orto, Jarno Zaffelli è venuto a Monza per un sopralluogo a febbraio e poche settimane dopo ha presentato lo studio preliminare dei lavori da eseguire e lo studio di fattibilità. Entrambi i lavori gli sono stati pagati tra giugno e inizio agosto: 27.000 euro lo studio preliminare e circa 70.000 per quello di fattibilità.

Rifatto il bando dopo le contestazioni sollevate da Tilke, il progettista di Ecclestone, e da un un altro concorrente all’appalto, se lo aggiudica non lo Studio Dromo ma lo Jaz Studios di Jarno Zaffelli per 163.800 euro.
Se si aggiungono a questi i circa 100.000 già liquidati e le parcelle dei legali il progetto di modifica della pista per ospitare le moto ha inciso negativamente sul bilancio per oltre 300.000 euro.

L'ultimo colpo di coda della gestione di Andrea Dell'Orto è stato inoltrare a Regione Lombardia - il 4 maggio scorso, quando non era già più presidente di Sias - la pratica per la Via (la valutazione impatto ambientale - ndr).

L’appalto è stato assegnato alla Jaz Studios di Jarno Zaffelli con delibera approvata dal consiglio di amministrazione di Sias, riunitosi il 23 dicembre in teleconferenza.
Nel successivo consiglio del 18 gennaio 2016, senza che fosse all'ordine del giorno e senza documentazione alcuna, a Dell'Orto vengono assegnati 55.000 euro per la trattativa atta a tenere a Monza la Formula 1 oltre il 2017 e i consiglieri gli danno mandato di preparare il rinnovo del contratto di procuratore per Francesco Ferri fissandone anche il compenso, che passa da 220.000 a 240.000 euro.

Il contratto non risulta però essere stato protocollato da Sias e quindi, non avendo data certa, Ferri difficilmente potrà farlo valere per ottenere la buonuscita di 500.000 euro che pretenderebbe.

Insediatosi nei giorni scorsi il nuovo consiglio di Sias nominato dall'assemblea alla quale non sono intervenuti né Ivan CapelliEnrico Radaelli (hanno delegato gli avvocati), il neo presidente Pier Lorenzo Zanchi ha diffidato lo sfiduciato Francesco Ferri dal firmare documenti.

In 13 mesi il bocconiano della Innext ha contribuito non poco a far lievitare le passività della società di gestione dell'Autodromo con scelte alquanto discutibili.
Ad esempio, ha deciso di affidare all’avvocato monzese Andrea Galbiati, genero del titolare del Sassoli group, l’incarico di chiudere il contenzioso che Sias aveva da tempo proprio con Sassoli per l'intitolazione del building e l'affitto della saletta in occasione del Gran premio d'Italia.
Un evidente conflitto di interessi che sembra avere prodotto un pessimo accordo per Sias e molto buono per il gruppo Sassoli (la scrittura privata che ha nominato Francesco Ferri procuratore dell’autodromo il 30 marzo 2015 é stata predisposta e firmata a Desio presso lo studio notarile di Valentina Sassoli, moglie di Andrea Galbiati).

Intanto il presidente dell'ACI Angelo Sticchi Damiani, delegato a portare avanti la trattativa con la FOWC per tenere a Monza la gara mondiale oltre il 2017, puntualizza: “Non abbiamo intenzione di fare braccio di ferro con Ecclestone per il gusto di imporre condizioni; ma non possiamo creare problemi al bilancio dell'ACI. Per firmare il contratto dobbiamo trovare un main sponsor che stiamo cercando”. Mancherebbero 2 o 3 milioni di dollari per arrivare alla firma del contratto che – precisa il presidente - “comporterà sicuramente delle perdite perché l'incasso dei biglietti, purtroppo, non permette il pareggio”.

Il patron della Formula 1, Bernie Ecclestone ha giudicato “non efficiente” la gestione Dell'Orto-Ferri. “Non vedo perché io debba pagare le conseguenze di ciò che voi non fate o fate male. Se voi spendete denaro per qualcosa che non è la Formula 1, che non riguarda il Gran premio, se impegnate risorse per le moto, io ne prendo atto. Non vedo però perché dovrei farvi sconti?”.

 

Zanchi in Sias per il rilancio dell'Autodromo e per fare chiarezza sul "cottimo fiduciario" di Natale

29/04/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Andrea Dell'Orto non è più presidente della società di gestione dell'Autodromo di Monza e anche Francesco Ferri lascerà la poltrona di procuratore appena si riunirà il nuovo consiglio di amministrazione.
Il cda di Sias, nominato in settimana, sarà guidato dal presidente Pier Lorenzo Zanchi, con lui i consiglieri: Paolo Longoni (commissario FIA), Maddalena Valli (AC Udine e AC Milano) , Alfredo Scala (per l'ACI) e, ad interim, Alberto Ansaldi, direttore di AC Milano, fino alla nomina del rappresentante dei Comuni di Monza e Milano.

Zanchi é l'uomo giusto al posto giusto.
Ha le idee chiare e le giuste conoscenze. Gentlemen driver amante dei rally ha un sogno che potrebbe finalmente realizzare: trasformando il Monza Rally Show in un vero Rally della Lombardia con tappe finali all'Autodromo mantenendo inalterata la formula vincente del Master Show.
Di sicuro rivedrà il poverissimo calendario 2016 tornando a dare precedenza alle corse automobilistiche sulle altre attività.

Eletto nel luglio 2008 alla presidenza dell'Automobile Club di Milano - che di Sias è socio di maggioranza – ci mise poco a capire che l'Autodromo Nazionale rischiava il fallimento.
Non ne aveva fatto mistero in Consiglio di ACM provocando il risentimento del consigliere Michele Nappi (classe 1932), nel 2008 presente anche nel cda di Sias e dal novembre 2009 nominato vice presidente.

Nappi non gradì le dichiarazioni di Zanchi sulla critica situazione dell'impianto brianzolo e, a fine 2009, cinque lettere di dimissioni firmate dai consiglieri fecero precipitare nella bufera l'Automobile Club di Milano. “Dimissioni non motivate – dichiarò Zanchi -. Ho accusato i manager di Sias parlando del rischio fallimento perché l'80 per cento del fatturato è legato alla Formula 1. Le dimissioni a catena sono servite solo a provocare il commissariamento”.
Era intervenuto il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla che aveva commissariato l'ente, nominando Massimiliano Ermolli commissario straordinario.
Zanchi, abituato per professione, a partecipare alle riunioni dei consigli societari ed a leggere i bilanci, aveva capito subito che l'Autodromo non godeva di buona salute. Non ne fece mistero neppure al Consiglio generale dell'ACI. Tre anni dopo ci fu il blitz della Guardia di finanza e l'incriminazione del direttore Enrico Ferrari e del presidente Claudio Viganò, ora sotto processo.

Adesso la prima missione di Pier Lorenzo Zanchi sarà quella di verificare che il bilancio 2015 di Sias - preparato dalla squadra del procuratore Ferri dopo la “forzata” malattia del direttore finanziario Francesco Ippolito (potrebbe ritornare in attività con la nuova gestione) - rispecchi la realtà economico-finanziario della società.

Dell'Orto e Ferri sono stati sfiduciati per avere chiuso il bilancio con segno negativo - una perdita di 1,4 milioni di euro, dopo aver preparato un piano industriale che presentato a marzo dell’anno scorso prevedeva il pareggio di bilancio già nel 2015 e il ritorno degli utili nel 2016 -  e per aver aumentato i costi di gestione con il contratto della Innext di Ferri, e con i 55 mila euro pagati a Dell'Orto per l'estensione del contratto FOWC di Bernie Ecclestone, in realtà non ancora firmato.

L’Automobile Club Milano imputa alla coppia Dell'Orto-Ferri anche le difficoltà di comunicazione, visto che i due agivano da soli e soltanto a decisione prese coinvolgevano ACM per l'approvazione delle delibere.

La questione più grave é, però, quella del progetto per il rifacimento della pista affidato alla vigilia di Natale a Jarno Zaffelli.
La gara a “procedura negoziata” per la “Progettazione di pista per auto e moto” del valore di 202mila euro é stata indetta il 7 di agosto del 2015, con scadenza per la presentazione delle offerte fissata per il 1 settembre 2015, cioè 25 giorni dopo.

Il 31 agosto, la Tilke GmbH & Co. scrive a Sias e contesta il metodo seguito per indire la gara. Sono anche contestati i tempi del bando di gara, ai sensi dell’art.70 comma 6 del Codice degli Appalti perché: “nei contratti che hanno per oggetto anche la progettazione definitiva, il termine per la ricezione delle offerte, a norma del co.6 dell’art. 70 D.lgs. n. 163/2006, non può essere inferiore a 80 giorni dalla data di trasmissione del bando di gara, fermo restando che anche in caso di deroga motivata dall’urgenza, la riduzione dei termini non può superare il limite dei 45 giorni”.

Il 18 settembre, in autotutela, Sias ritira il bando accorgendosi che non è conforme alla normativa vigente, e comunica che “ con successivo provvedimento si procederà ad avviare una nuova gara per l’affidamento del servizio di progettazione delle modifiche del tracciato della pista per auto e moto presso l’Autodromo nazionale di Monza” (vedi documento).

La gara non viene, però, avviata con le stesse modalità della precedente perché Sias decide di affidare il servizio di progettazione delle modifiche della pista tramite cottimo fiduciario.
Il cottimo fiduciario è una procedura “snella” con cui gli enti pubblici in casi particolari, ad esempio per ben motivate urgenze o per scongiurare un pericolo a cose o persone, affidano lavori e i servizi.
Il 24 dicembre, il cda di Sias aggiudica in via definitiva alla Jaz Studios di Jarno Zaffelli la progettazione delle modifiche della pista per un valore di 163.800 euro (vedi documenti sotto).

Insomma un appalto che sembra sia stato tagliato su misura per Zaffelli, con il bando di gara pubblicato la settimana prima di ferragosto, ritirato a settembre perché in palese violazione con il codice degli appalti, alla fine aggiudicato la vigilia di Natale tramite affidamento in economia-cottimo fiduciario.
Una situazione che sembra abbia spinto Hermann Tilke, il progettista dei circuiti di Ecclestone, a presentare un esposto.
 

Monza - Autodromo. Appalto Progettazione pista by infonodo

Monza - Incontro Ecclestone-Maroni: Regione Lombardia sarà il main sponsor del GP?

24/04/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Bernie Ecclestone ha incontrato, venerdì mattina, il presidente Roberto Maroni.
L’incontro, seconda la nota diffusa da Regione Lombardia, è stato “molto cordiale” e nasce anche dalla crescente irritazione di Ecclestone per non essere ancora riuscito a risolvere la questione del Gran Premio d’Italia, dopo che anche l’ultima deadline per il rinnovo del contratto, che era stata fissata per febbraio, è passata da tempo.
Al vecchio Bernie non sono piaciute nemmeno le parole, ancora attendiste, del presidente di Aci Angelo Sticchi Damiani, che ha dichiarato, ai margini della presentazione della Targa Florio: “La trattativa per il Gran premio di Monza continua, è complessa e molto onerosa. L'ACI dovrà sostanzialmente coprire il forte disavanzo tra le entrate e le uscite del Gran premio, abbiamo una grande responsabilità”.


Il patron della Formula 1 è andato subito al nocciolo della questione nell’incontro con Maroni: “Ho pronto il calendario del 2017, al momento però mi manca il 21° Gran premio. Devo sapere se l'organizzo a Monza o a Imola. Avrei dovuto già avere il contratto firmato dall'ACI mentre Imola è pronta con la penna in mano”.

Maroni ha confermato la disponibilità dell'investimento di Regione Lombardia per Monza: 70 milioni in sette anni per l'ammodernamento delle strutture. La cui prima tranche di 7,2 milioni è stata deliberata ma i fondi verranno erogati soltanto a fronte di ben definiti progetti.
Ecclestone ha allora giocato il suo jolly: da tre anni il Gran Premio a Monza non ha sponsor, Regione Lombardia potrebbe diventare main sponsor dell'appuntamento mondiale , una straordinaria vetrina per comunicare in diretta mondiale l'impegno per Monza (anche, e soprattutto, in vista delle elezioni comunali del prossimo anno).
Insomma, come si suol dire, Mister E ha battuto cassa.
Quindici giorni fa, nel paddock del Bahrain, Bernie aveva ricevuto Angelo Sticchi Damiani e Uberto Selvatico Estense di Formula Imola.
Il primo, vista la disastrosa situazione economica di Sias, non aveva alcuna lieta novella da comunicare e, con lui, Mister E si é dimostrato poco affabile; Selvatico Estense ha invece chiarito a Ecclestone che erano interessati anche ad alternarsi con Monza purché fosse previsto non un solo Gran Premio d'Europa, nel 2017 per sostituire la data di Baku, ma almeno tre o più edizioni.

La visita in Regione Lombardia è stato, però, un preciso segnale mandato all'ACI che non ha saputo finora concretizzare l'impegno preso.
Bernie Ecclestone manda spesso segnali mirati.

A metà febbraio dettò all'Agenzia Reuters questa dichiarazione: “Mi avevano detto che tutto era a posto, e invece... Non so che succederà, gli unici che possono risolvere la cosa sono quelli coinvolti in Italia: hanno tutto il tempo che vogliono, basta che sia entro fine febbraio”.

Il 20 marzo Daniele Manca sindaco di Imola dichiara: “Il nostro autodromo è davvero una piattaforma importante, stiamo facendo tutto il possibile per riportarlo nel posto dove deve stare nel mondo anche se non possiamo vivere di sola storia. Stiamo facendo investimenti importanti per ottenere le migliori prestazioni e poi la ruota gira”.

Subito Fabrizio Sala, braccio destro di Maroni prepara una nota annunciando la delibera da 7,2 milioni di euro per l'Autodromo.

A fine marzo, sulla Gazzetta dello Sport Ecclestone dichiara: “Monza avrà ancora il suo Gran Premio, sono certe che arriveremo a una soluzione favorevole”.

Dieci giorni dopo, dal Bahrain, altra dichiarazione: “Per discutere del futuro di Monza servirà un'altra riunione, ma bisognerà aspettare...”. “C'è la possibilità che Monza venga cancellata?” chiede il cronista. Risposta: “Un futuro in Formula 1 senza il Gp d'Italia? E' strano perché non avrei mai immaginato un mondiale senza un Gran premio in Francia, eppure ci siamo riusciti”.

Venerdì Ecclestone e Briatore avevano appena lasciato Palazzo Lombardia che subito parte la brevissima nota stampa della Regione. A cui fa seguito su Il Cittadino questa dichiarazione di Fabrizio Sala: “L'incontro è stato sicuramente molto positivo. Certo non potevamo firmare oggi per il rinnovo oltre il 2016, non siano di certo noi a doverlo fare. Siamo un'istituzione, ovviamente, non coloro che devono siglare un accordo. Ma è stata l'ennesima dimostrazione che la Regione c'è, anche molto di più di quel che si pensi”.

Un evidente assist al quasi giubilato Andrea Dell'Orto che è entrato nel comitato di gestione del settimanale brianzolo da quando la società Monza Brianza Edizioni srl , costituita nel maggio 2014 (coincidenza vuole in concomitanza con l'inizio della campagna elettorale per le elezioni dell'Automobile Club di Milano), ha acquistato il 50 % della Editoriale Il Cittadino srl.

 

Monza - ACM in soccorso dell'autodromo delibera 5 milioni dollari per salvare il Gran Premio

22/04/2016

di Pier Attilio Trivulzio

L'Automobile Club di Milano ha votato una delibera con la quale mette a disposizione 5 milioni di dollari per far fronte al pagamento di quanto previsto dal contratto del Gran premio d'Italia 2016.
Copia della delibera è stata inviata a Roma all'Automobile Club d'Italia il cui Consiglio generale, nel frattempo, ha approvato il bilancio 2015, chiuso con un utile di 20 milioni di euro.

Angelo Sticchi Damiani, quando era subentrato ad Andrea Dell’Orto nella trattativa con Ecclestone per tenere a Monza la Formula 1, aveva quantificato in 10 milioni di dollari la quota da aggiungere a quella messa a disposizione da Sias.
Successivamente, visto lo stato di crisi di Sias, ACI era pronta ad aumentare di due milioni di dollari la propria quota mentre il contributo di Sias si attestava sui 6,5 milioni di dollari.

Gli ultimi dati sui conti di Sias, a causa del pesante indebitamento della società, hanno mostrato che per far fronte alle richieste di Ecclestone, la quota ACI dovrebbe levitare fino a 18 milioni di dollari.

La cifra é stata comunicata al presidente Sticchi Damiani nel corso dell'ultimo Consiglio generale nel quale Ivan Capelli, presidente di AC Milano che controlla Sias, era presente ed è stato invitato a spiegare la situazione patrimoniale della stessa Sias nel cui cda siedeva fino alle sue dimissioni in aperto contrasto con il presidente Andrea Dell’Orto ai primi di aprile:

L'ACI non può di certo utilizzare tutto il suo utile di bilancio per tenere a Monza il Gran premio – è stato l'immediato intervento di un consigliere -. Per noi Sias non esiste. Noi conosciamo l'Automobile Club di Milano ed è quindi il presidente Ivan Capelli che deve trovare una soluzione per uscire da questa critica situazione”.

Sono questi i motivi che hanno condotto l'ex pilota di formula 1, ora cronista Rai, a presentare le proprio dimissioni, subito seguite da quelle di Enrico Radaelli, e a sfiduciare l'operato del presidente Andrea Dell'Orto e del procuratore Francesco Ferri la cui società Innext srl ha preparato il piano industriale triennale 2015-2017.

Lunedì Ivan Capelli accompagnato da Marco Coldani che di ACM è vice presidente, é tornato a Roma da Sticchi Damiani per comunicargli che era stata presa la decisione di nominare Coldani alla presidenza di Sias.

Intanto a Roma, in ACI, circolano insistenti voci di un ritorno a Monza di Alfredo Scala e del possibile arrivo di Giancarlo Minardi.

Scala, che dirige Vallellunga e si occupa anche del circuito annesso al mega Centro Commerciale Iper di Arese-Lainate, da noi contatto ha risposto:
Sticchi il mio pensiero lo conosce. Se mi chiama e mi da un ordine non posso rifiutarmi, se invece mi offre possibilità di scelta....”.
Chiaro, non vorrebbe tornare: ha già dato.

In quanto a Minardi l'ex costruttore di Formula 1, ora in Sicilia per coordinare su richiesta di Sticchi Damiani le celebrazioni del centenario della Targa Florio, ci ha detto: “Sono presidente della Commissione sportiva dell'ACI, finora nessuno mi ha detto niente. Se il mio presidente dovesse chiedermelo dovrei pensarci”.

La prossima settimana sarà comunque decisiva per conoscere il futuro dell'Autodromo Nazionale di Monza.
Martedì 26 aprile si riunisce il Consiglio, mercoledì 27 l'Assemblea dovrà approvare il bilancio 2015, rinnovare il Consiglio e ratificare la sfiducia al presidente Dell'Orto, dando il benservito anche al procuratore Francesco Ferri. Dal consiglio dovrebbe uscire anche Massimo Ciceri la cui candidatura era stata sponsorizzata dai politici Dario Allevi (ex presidente della Provincia) e Paolo Grimoldi (Lega Nord) (vedi articolo Infonodo. “Se vinceremo il presidente sarà Dell'Orto”); è da vedere se i Comuni di Monza e Milano confermeranno Alessandra Marzari.
Mercoledì si conoscerà anche la verità sullo stato di salute della società di gestione del Tempio della Velocità che secondo le dichiarazioni di Ferri, in diretta nel corso della conferenza stampa dello scorso 11 aprile, avrebbe raggiunto “il fatturato record di 5,1 milioni di ricavi e valore della produzione a 34 milioni, miglior risultato degli ultimi 7 anni”.

Tacendo però l'ammontare dei costi con l'organico salito da 30 a 52 persone, comprese le consulenze che hanno fatto lievitare ad oltre 3 milioni di euro i costo del personale che secondo l'ultimo bilancio erano di 2.426.508 euro.

A fine 2014 Sias aveva debiti con le banche per 2.268.409 euro, ha chiesto altri 3 milioni e l'ultimo prestito da un milione dovrà renderlo entro luglio; inoltre, per far fronte al pagamento a Bernie Ecclestone del Gran premio d'Italia dello scorso anno, ha negoziato con due fornitori di servizi l'anticipato pagamento di 600 mila euro con la promessa di rivedere al ribasso, da quest'anno, il contratto in essere.

La società non ha soldi in cassa, è in arretrato con il Consorzio Parco Villa Reale dell'affitto per 1,2 milioni di euro, deve al Comune di Monza 900 mila euro per IMU e ICI (accertamenti impugnati), dovrà prevedere un ulteriore esborso verso il Comune, stabilito in convenzione da quest'anno del 2 % sui biglietti venduti, ha indebitamenti a breve di 6 milioni.
Nell’ultima gestione si é guardata bene dal sollecitare il rientro di crediti che vanta nei confronti dell'organizzatore Marcello Lotti passato dal mondiale WTCC al campionato internazionale TCR varato lo scorso anno e messo a calendario di Sias per il 2016, e in seguito cancellato.

C'è poi l'enigmatico caso della Puresport che, in arretrato per oltre 200 mila euro, nel 2014 si era vista negare dall'amministratore delegato Fabrizio Turci il rinnovo del contratto ottenuto invece poi con la gestione Ferri.
La società di Correzzana riempie le domeniche senza gare a calendario con il flusso turistico di quanti vogliono provare l'ebrezza dei giri in pista. Un tempo queste giornate erano gestite direttamente da Sias.
Tra i crediti finora non riscossi sembra esserci anche quelli relativi alla pubblicità fatta dalla Dell'Orto SpA al Museo in occasione della mostra-flop sulla velocità.
Nel corso della conferenza stampa Francesco Ferri ha parlato di “investimenti per miglioramenti ambientali all'area del Bosco bello per 1,5 milioni” ma non c'è persona in Sias che sappia dire quando i lavori siano iniziati e chi li abbia eseguiti. Un altro tra i troppi misteri della gestione Dell'Orto-Ferri, che secondo il programma della lista vincente “Sport & Rinnovamento” per l'Autodromo Nazionale doveva “massimizzare le potenzialità della struttura tutto l'anno”.

Così non é avvenuto.
Un anno dopo: due gare sono state cancellate, le trattative per portare a Monza il WETC, campionato mondiale prototipi e Gt, la Nascar e la Truck Racing sono abortite e il calendario 2016 si è impoverito con la cancellazione della gara internazionale TCR e l'Historic Monza.

Anche l'idea – tutt'altro che nuova - di organizzare a fine gennaio la manifestazione fieristica “Motor Circus” riservata al mondo del motorsport è rimasta nel mondo dei sogni.
Così come il progetto della pista kart da 70 mila euro nell'area interna della parabolica che avrebbe dovuto essere gestita dalla Puzzle Comunication.

 

Monza - Autodromo, show della coppia Dell'Orto-Ferri: come chiudere in perdita e vantarsene pure

12/04/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Dopo essere stati sfiduciati dal Consiglio di Sias il presidente Andrea Dell'Orto e il procuratore Francesco Ferri, ieri, hanno convocato una conferenza stampa per comunicare i risultati ottenuti nel 2015, primo anno della nuova gestione dell'Autodromo Nazionale.
Con tono soddisfatto è stato annunciato“un fatturato record con 5,1 milioni di euro di ricavi e valore della produzione a 34,2 milioni di euro” salvo far presente che “il bilancio chiuderà con una perdita di circa 1,6 milioni di euro”.
In pratica l’autodromo chiuderà con pesanti perdite anche nell’anno di Expo, quando cioè milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo si sono riversati su Milano e la Brianza.

Dal lato dei costi sull’esercizio 2015 hanno inciso due fatti straordinari ed esogeni: da una parte l’accantonamento al fondo rischi per il pagamento dell’IMU, in base al contenzioso attualmente in corso, dall’altra la variazione del tasso di cambio euro/dollaro rispetto al 2014 che ha determinato un aggravio di costi di circa 1 milione di euro a valere sull’organizzazione del Gran Premio F1. Senza queste due partite straordinarie il bilancio avrebbe chiuso sostanzialmente in pareggio” ha chiosato Francesco Ferri.

Peccato che presentando a fine marzo dello scorso anno il piano industriale triennale, venne comunicato che il primo bilancio sarebbe stato chiuso in pareggio. Nel frattempo il cambio euro/dollaro che ha raggiunto il punto più basso proprio nel marzo 2015, non è peggiorato, anzi è leggermente migliorato chiudendo l’anno a + 2,48 % rispetto ai valori minimi registrati.

Il management che avrebbe dovuto conoscere quale era la situazione finanziaria della società anche alla luce dell'indagine della Procura monzese, nelle sue previsioni non ha nemmeno correttamente valutato l’impatto del cambio euro/dollaro che aveva iniziato la sua fase discendente già nel maggio 2014, toccando il fondo, come ricordato, nel marzo 2015.

Nonostante i toni rilassati e i dati positivi snocciolati, l'Autodromo Nazionale -  è cosa oramai risaputa - naviga in mezzo a un mare di debiti.

Lo scorso anno per far fronte al contratto con Bernie Ecclestone la dirigenza decise di non corrispondere al Consorzio Parco Villa Reale l'importo dell'affitto previsto dalla convenzione che s'aggira attorno al milione di euro e di non versare ai soci Automobile Club Milano e Immobiliare ACM 1,3 milioni di euro di crediti esigibili.
Inoltre, sempre per fare cassa e poter pagare Ecclestone, Ferri chiese ad alcuni clienti che hanno con Sias contratti di servizi a lungo termine, di anticipare tre anni di quanto dovuto in cambio della promessa di rinegoziare al ribasso il contratto a partire dal 2018.
Bollata come falsa da Ferri, in conferenza stampa, la notizia del debito d'affitto è stata invece confermata a Infonodo da Lorenzo Lamperti, direttore del Consorzio Parco Villa Reale.
E' evidente a questo punto che in questo momento non ci sono le risorse da dare alla FOM e che difficilmente Sias potrà ripetere l'operazione di farsi anticipare dai clienti tre anni di contratto.

Andrea Dell'Orto - che appena nominato aveva detto che avrebbe rinunciato agli emolumenti - ha, però, preteso gli venissero pagati cash 135 mila euro per l'estensione oltre il 2017 del contratto con FOM e FOWC e il reperimento di quei 6,5 milioni di dollari necessari ad integrare i 12,5 che ci metterà l'ACI per tenere a Monza la Formula 1. È bene chiarirlo una volta per tutte: il rinnovo con Ecclestone costerà all’Autodromo di Monza circa 23 milioni di dollari, perché il patron del Circus oltre ai soldi del contratto si prenderà in esclusiva tutti gli spazi ospitalità dell'Autodromo che oggi, in occasione del Gran premio d'Italia, rendono a Sias circa 3 milioni di euro.

Quanto a Francesco Ferri si mette mensilmente in tasca 20 mila euro, lo scorso anno la cifra era maggiore essendo integrata con consulenze di Innext srl, società di cui è socio che ha debiti, passati da € 1.186.022 nel 2013 a € 2.448.161 nel 2014 di cui €1.929.330 esigibili nel 2015, e ha chiuso gli ultimi due bilanci in perdita.
Grosse difficoltà economiche anche per la Dell’Orto spa, azienda di famiglia del presidente di Sias, che dal 2009 al 2013 ha macinato perdite per complessivi 20milioni di euro. L’ultimo bilancio depositato e quindi relativo al 2014, è stato chiuso - dopo la ristrutturazione del debito con le banche - in sostanziale pareggio, ma solo perché é stato inserito un credito di un milione di euro per la cessione dell’ex area Dell’Orto alla 2G srl di Piergiusppe Avanzato, come premio “per la cubatura eccedente quella base pattuita in sede di cessione (avvenuta nel 2009 ndr)” concessa dal Pgt di Seregno, adottato nel gennaio dell’anno scorso.
Non deve apparire, quindi, come una bizzaria caratteriale se i due sono così ostinatamente attaccati alle poltrone dell'Autodromo.

Sias, per costi di personale e consulenze, comprese le collaborazioni, spende l'astronomica cifra di 2,3 milioni di euro.
Per fare un esempio concreto dello spreco di risorse, con uno staff di 6 persone fisse per la comunicazione compreso un capo ufficio stampa ex Coca Cola, Red Bull e Carlsberg con contratto da 120 mila euro, il 7 aprile la società ha sentito l'esigenza di chiamare per gestire la “crisi”, l'agenzia di comunicazione SEC- Relazioni pubbliche e istituzionali che ha messo a disposizione due giornalisti per stendere gli ultimi due comunicati con le dichiarazioni del presidente Dell'Orto e convocare e gestire la conferenza stampa di ieri.

Tra i miracolati della gestione Dell’Orto-Ferri c’è anche Mario Di Dato, genero del socio di Ferri alla Innext srl, neo assunto in Autodromo all'ufficio marketing con contratto a tempo indeterminato da 60mila euro oltre a provvigioni su contratti di clienti già Sias e il benefit di una Jaguar.

Insediatosi in via Parco, Francesco Ferri ha scoperto subito che Sias era una “società senza una struttura manageriale” e ha pensato bene di infilare in organico personale legato alla sua Innext come Monica Marinone, consulenza da 61 mila euro. E' lei che lo scorso anno ha elaborato, usando gli algoritmi, il piano industriale dell'Autodromo fino al 2020.

Essendo imprenditori abbiamo pensato di gestire Sias come privati”, ha dichiarato ieri Dell'Orto nel corso della conferenza stampa ammettendo poi “qualche errore l'abbiamo fatto, ad esempio sottovalutando la tempistica per riportare a Monza la superbike”.
Motorismo che é il pallino del presidente avallato da Ferri il quale, nel corso di un incontro a settembre dello scorso anno con il direttore del Consorzio, aveva ricevuto da Lamperti le informazioni sulle modalità di elargizione dei i fondi della Regione, 5,2 milioni di euro per il miglioramento delle strutture. 

Anziché elencare i lavori più urgenti – complessivamente quantificati in circa 40 milioni di euro - come l'allargamento dei sottopassi per garantire un miglior deflusso del pubblico, il rifacimento dei servizi igienici, delle tribune che non hanno coperture e comodi sedili e altro, Ferri ha chiesto i fondi per modificare la pista così da poter riportare a Monza il Mondiale Superbike.
Avendo Sias già preso accordi con Jarno Zaffelli della Dromo srl di Reggio Emilia che aveva elaborato una variante per eliminare la curva grande di Biassono passando attraverso il bosco e collegandosi alla vecchia pista Pirelli in uso fino al 1954.

E' stato pubblicato un bando di gara per queste modifiche e a presentare progetti sono stati tre soggetti. “Non abbiamo scelto Zaffelli, la Dromo di Zaffelli si è aggiudicata il bando”, ha spiegato Dell'Orto.
Al quale poniamo una domanda: dica, documenti alla mano, in che data Sias ha autorizzato il pagamento del bonifico alla Dromo srl e quale cifra è stata pagata.

Non so da quanti anni non veniva fatta la valutazione d'impatto ambientale, noi siamo stati i primi a farla” si è vantato Ferri, confermando “la spesa di 1,5 milioni di euro per il rifacimento di strutture” senza però dare alcun dettaglio dei lavori fatti.
Se la prossima settimana nel corso della conferenza dei servizi supereremo la valutazione d'impatto ambientale entro luglio presenteremo il progetto definitivo della nuova pista già approvato da Dorna e FMI. Con la Dorna abbiamo già un contratto firmato per il Mondiale Superbike dal 2017. Ma senza finanziamenti della Regione per la pista non se ne fa niente”, ha concluso il presidente dopo aver ricordato che “il budget 2016 é stato approvato all'unanimità dal Consiglio compresi i dimissionari Ivan Capelli ed Enrico Radaelli e che mai l'Automobile Club Milano ha contestato i costi della passata stagione”.

Il vizio in Sias è che i verbali non venivano messi ai voti, cosa che permetteva di dire che tutto era passato all'unanimità. Solo il verbale del 6 aprile è stato messo in votazione poiché i revisori si sono opposti alla cooptazione di Gianpiero Bravo e di Cristina Colombo, dirigenti della Regione Lombardia da cui ricevono uno stipendio rispettivamente di 175mila e 158mila euro all’anno, in sostituzione dei dimissionari Ivan Capelli ed Enrico Radaelli che avevano sfiduciato Dell'Orto e Ferri.

Monza - Sias: dopo la sfiducia, Dell'Orto non se ne va e surroga i dimissionari Capelli e Radaelli

Comunicato stampa Sias

Monza, 7 aprile 2016 – Il consiglio di amministrazione di SIAS spa, nel corso della riunione di questa mattina, ha preso atto delle dimissioni dei consiglieri Ivan Capelli e Enrico Radaelli in quota rispettivamente ACI e ACI Milano, e della contestuale richiesta di convocazione dell’assemblea dei soci finalizzata alla revoca del presidente e amministratore delegato. L’assemblea sarà convocata nei prossimi giorni in una data da definire. Fino ad allora l’attuale management e il consiglio di amministrazione rimangono operativi con i medesimi poteri.

Il presidente Dell’Orto, in base a quanto stabilito dallo statuto di SIAS spa, al fine di non interrompere l’operatività dell’azienda e per rafforzarla, ha indicato per la sostituzione dei due membri dimissionari il Dott. Gianangelo Bravo, direttore internazionalizzazione delle imprese e la Dott.ssa Cristina Colombo, direttore dello sport presso Regione Lombardia che hanno dato la propria disponibilità, a ulteriore conferma dell’interesse di Regione Lombardia in SIAS per il rilancio dell’autodromo. Su tale decisione il Collegio Sindacale ha espresso a maggioranza parere negativo, data l’imminente convocazione dell’assemblea dei soci. Il presidente ha invece ritenuto di fare la proposta di cooptazione, dato che non è ancora definita la data dell’assemblea e per non bloccare il piano di sviluppo di SIAS spa.

L’ingegnere Andrea Dell’Orto, presidente e Ad di SIAS spa ha commentato: “La richiesta di revoca non ha una reale motivazione ed è perciò incomprensibile e infondata. Anche con il supporto e condivisione di quegli stessi consiglieri che oggi hanno rassegnato le dimissioni e chiesto la nostra revoca, da oltre un anno siamo al lavoro per rilanciare l’Autodromo, che abbiamo ereditato in condizioni economiche e organizzative disastrose.”

“Abbiamo sempre lavorato con onestà e trasparenza, nell’esclusivo interesse dell’Autodromo di Monza così da garantirgli il ruolo che gli spetta, cioè quello di punto di riferimento mondiale per gli sport motoristici. Abbiamo lavorato all’ampliamento della stagione sportiva, all’allargamento e al potenziamento dell’offerta in campo dell’entertainment; abbiamo cominciato a proporre nel mondo l’autodromo sia come destinazione turistica che nel mercato degli incentive aziendali, valorizzando la bellezza e la capacità attrattiva del territorio.”

“In questo senso – ha continuato Dell’Orto – SIAS spa è sempre più impegnata non solo per il rilancio dell’autodromo ma anche per fare in modo che dal 2017 si corra ancora il Gran Premio di F1 a Monza. Proprio a tal fine, oltre a mettere a disposizione parte delle risorse economiche per il rinnovo del contratto, in questi giorni stiamo lavorando intensamente con istituzioni e partner per arrivare a una soluzione positiva della vicenda e supportare la trattativa in corso. E’ pertanto da respingere ogni interpretazione maliziosa che attribuisce a SIAS ritardi o impedimenti nel rinnovo dell’accordo.”

“Riguardo alla richiesta di convocazione dell’assemblea dei soci per la revoca del presidente, ci sarà tempo per discuterne internamente: sono sicuro che troveremo una soluzione insieme ad ACM e ACI, all’insegna non solo dei buoni rapporti societari, ma soprattutto per unire le nostre forze per ottenere il grande obiettivo comune che è la conferma della F1 a Monza.”

Monza - Autodromo: sfiduciati Dell'Orto e Ferri, Capelli e Radaelli lasciano Sias

Monza 07/04/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Mancanza di fiducia nei confronti del presidente Andrea Dell'Orto e del procuratore Francesco Ferri”. Con questa motivazione pesante come un macigno, che è stata verbalizzata, ieri il vice presidente della società di gestione dell'Autodromo Nazionale di Monza, Ivan Capelli e il consigliere Enrico Radaelli si sono dimessi.
Avendo sfiduciato il presidente Dell’Orto, come era stato più volte chiesto da Bernie Ecclestone, il prossimo passo sarà la revoca del Consiglio e la convocazione dell'assemblea che autorizzi la posticipazione dell'approvazione del bilancio al 30 aprile.

Già la società si è mangiata la metà del capitale sceso da 1,1 milioni di euro a 550 mila con una riserva di 300mila euro. Le perdite dei primi sei mesi sono state ripianate grazie alla rinuncia di 1,270 milioni di euro di crediti da parte del socio di maggioranza, l'Automobil Club Milano.
Il procuratore Ferri, dopo aver presentato un piano triennale che prevedeva per il 2015 “il pareggio ed un 2016 con un utile di 1,5 milioni di euro” aveva poi corretto il tiro dichiarando: “il bilancio chiuderà con un passivo 1,5 milioni di euro”. In realtà, la cifra sembra essere ben maggiore e si avvicina ai 2 milioni di euro.
In questo caso avendo perso Sias capitale e riserva, per legge dev'essere immediatamente convocato un Consiglio che prenda atto della situazione e convochi a sua volta l'assemblea dei soci per decidere una nuova ricapitalizzazione. L'Automobile Club Milano avrebbe, però, solo un milione di euro da mettere a disposizione.
Per effetto della legge Madia, la Sias si vedrebbe costretta a portare i libri in Tribunale chiedendo la messa in liquidazione.
Vista la preoccupante situazione finanziaria gli azionisti, Automobile Club di Milano e Immobiliare ACM, e il collegio sindacale (il cui mandato scadrà con l'approvazione del bilancio) non hanno più potuto più tacere sul disastro finanziario, il conseguente spreco di denaro pubblico e sui comportamenti del management che potrebbe essere chiamato a risponderne alla Corte dei Conti.
Il Collegio sindacale ha, nelle scorse settimane, spedito ad Andrea Dell'Orto una lettera chiedendogli giustificazione per “gli 80 mila euro ricevuti lo scorso anno per le operazioni utili al rinnovo del contratto con FOM FOMC per il Gran premio d'Italia e i 55mila euro ricevuti quest'anno per la ricerca di finanza straordinaria inerente il reperimento di fondi necessari a garantire il pagamento dei 6,5 milioni di dollari per il contratto con Ecclestone dal 2017”.

A firmare la richiesta di giustificazione a Dell'Orto è stato Beniamino Lo Presti, presidente del collegio sindacale, professionista in quota ex An molto vicino all'ex ministro della Difesa Ignazio La Russa, il cui figlio Geronimo siede nel consiglio dell'Automobile Club di Milano.
Lo Presti, in qualità di presidente del Collegio sindacale dell'Aler, è stato tirato in ballo nel processo all'ex assessore regionale del Pdl Domenico Zambetti - arrestato per voto di scambio e per la vicenda dell'assunzione di Teresa Costantino, figlia del boss della 'ndrangheta Eugenio Costantino a cui, su pressione del politico, fu anche assegnato un alloggio.

Nella sua relazione alla Procura di Milano, Rosaria Ciafrone, tecnico della Corte dei Conti e membro dell'organismo di vigilanza interno all'Aler, ha scritto che “il Collegio sindacale, non ha mai svolto un controllo di legalità in merito alle procedure amministrative di Aler e che i fogli relativi, pur vistati, non furono mai controfirmati da Lo Presti”.

Secondo fonti vicine alla società, anche in Sias i controlli sulla gestione non sarebbero stati ferrei; doverosi atti di censura contro i responsabili aziendali che il comitato di vigilanza avrebbe dovuto firmare, sarebbero stati invece tralasciati.
Sotto la gestione di Ferri e Dell'Orto l'Autodromo si è trasformato in un elefante dai piedi d'argilla.
Ereditata una società con 30 dipendenti, dopo anni di gestione del direttore Enrico Ferrari, Sias si ritrova ora 53 persone a libro paga (a Imola i dipendenti sono 12).
E grazie al lavoro della consulente da 80mila euro Elena Beniamini, voluta da Andrea Dell'Orto, alcuni dipendenti con molti straordinari effettuati, al limite del tetto di legge, sarebbero stati addirittura promossi di due livelli e gli straordinari trasformati in premi di produzione.

In Sias non esiste più una rappresentanza sindacale interna, quando a novembre ci hanno provato è finita a male parole e non si è trovato nessuno disposto a farsi avanti e a rischiare di finire inviso alla dirigenza.

Nella foto: Francesco Ferri, Pietro Meda, Geronimo Larussa, Andrea Dell'Orto

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