Milano

“Natale con l’arte in Via della Spiga”, Guido Cicero espone a Milano nel “quadrilatero” della moda

15/12/2017 - 18:00 to 31/12/2017 - 20:00

Milano – Dal 15 al 31 dicembre un’opera dell’artista siciliano Guido Cicero, dal titolo “Esser donna”, sarà esposta in mostra nei locali della Galleria d’arte contemporanea D Studio, in Via della Spiga 7, nell'ambito della collettiva “Natale con l’arte in Via della Spiga”, a cura di Giorgio Gregorio Grasso, critico d'arte e curatore di alcuni padiglioni della Biennale di Venezia. La mostra sarà inaugurata venerdì 15 alle ore 18, alla presenza dell’artista. 

L'invito a esporre è arrivato a compimento di un anno ricco di soddisfazioni per l’artista modicano, che ha già “collezionato” la partecipazione alla mostra allestita a Palazzo Ca' Zenobio degli Armeni a Venezia nell'ambito della 57 Biennale e al "Premio Internazionale d'Arte Contemporanea" della MAG - Mediolanum Art Gallery di Padova. L’opera esposta vuole essere appunto un omaggio alla donna, nel cuore milanese dell’alta moda.

“Esser donna”, dipinta con colori acrilici su tela, è stata realizzata in occasione della scorsa giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Ritrae una figura femminile assorta nei suoi pensieri. L’artista affida la trasposizione su tela di tali sentimenti ed emozioni ai veloci colpi di pennello, agli spruzzi di colore e alle tinte accese che “illuminano” lo sfondo scuro, aprendo un varco che consente allo spettatore di cogliere l’anima e l’essenza del soggetto rappresentato. 

Pittore, musicista e fotografo, Guido Cicero è nato nel 1952 a Modica. Attivo sulla scena artistica regionale e nazionale fin dal 1969, spazia nelle sue opere dal post impressionismo all'astrattismo, passando per il dripping pollockiano e per il realismo. 

Info e contatti
sito web: http://guidocicero.guidocicero.it/
mail: guidocicero52@gmail.com
cell: 338 8614677

"Ghraphein", in mostra capolavori della grafica contemporanea da Burri a Fontana e a Picasso

11/12/2017 - 18:00 to 20/12/2017 - 19:00

Milano - Venti opere su carta di grandi maestri del Novecento, in un'affascinante mostra che ripercorre le tappe dell'innovazione artistica nella grafica e nella tecnica incisoria nella seconda metà del secolo scorso. "Ghraphein. Carte da una collezione privata": è il titolo della mostra allestita dall'11 al 20 dicembre nel temporary store della Galleria Sudestasi Contemporanea, in Via dell'Annunciata 29 in zona Brera - Borgonuovo con il supporto tecnico di Delta Ligth Italia (vernissage lunedì 11, ore 18.00). Il percorso espositivo comprende opere di Afro Basaldella, Pierre Alechinsky, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Ding Yi, Lucio Fontana, Victor Pasmore, Pablo Picasso e Graham Sutherland.

I fogli esposti testimoniano la rivoluzione operata in ambito grafico nella seconda metà del secolo scorso, quando l'esigenza di rinnovare la funzione sociale dell'artista decretò la rinascita della stampa d'arte nella sua duplice valenza di genere autonomo e di processo comunicativo di massa. Un excursus multiforme e variegato di segni, colori e sperimentazioni tecniche che si snoda fra astrazione e figurazione, fra bianco e nero tradizionale e nuovi cromatismi, sulla scorta delle innovazioni artistiche introdotte in quegli anni.

Il nucleo centrale della mostra è costituito da alcuni capolavori dei massimi esponenti dell'Informale italiano, come Alberto Burri, presente con 4 serigrafie tratte dal suo alfabeto cromatico (Lettere, 1969) e un'acquaforte (Acquaforte 2, 1976/7). Accanto al grande maestro umbro spiccano una stampa a rilievo di Lucio Fontana (Nudo rosa, 1967), le forme geometriche di Afro Basaldella (La Bilancia, 1974; Galera, 1974; Vulcani II, 1974) e il primitivismo segnico di Giuseppe Capogrossi (di cui viene esposto l'unico esemplare di goffratura a rilievo da lui prodotto, tratto dalla cartella Album Marlborough, 1968). Le coeve ricerche dell'astrattismo europeo, invece, sono rappresentate dall'espressionismo onirico e calligrafico di Pierre Alechinsky, fondatore del gruppo CoBRa (Cerclitude 1 - 3, 1973) e dal virtuosismo lirico di Victor Pasmore (Two Images, 1975). Si prosegue con l'erotismo distorto dell'ultimo Picasso (Vecchio seduto con una donna e ballerina, 1968) e con le visionarie metafore esistenziali di Graham Sutherland e la sua serie sul misterioso mondo delle api (Bees, 1977). Conclude il percorso un'opera unica del maestro Ding Yi (Appearance of crosses 95-B54, 1995), considerato il più importante astrattista della Cina contemporanea, il cui segno di matrice zen proietta l'osservatore verso i più recenti orientamenti linguistici del panorama internazionale.

La maggior parte delle carte esposte escono dai torchi della celebre stamperia 2RC di Roma dove, in un clima di continua e costante evoluzione dei linguaggi grafici tradizionali, Valter ed Eleonora Rossi liberarono gli artisti dai limiti tecnici dell'incisione (formato, colore e modalità esecutive), consentendo loro di raggiungere risultati inediti e straordinari. Non a caso, oggi, talune di quelle opere sono considerate pietre miliari non solo nella produzione degli artisti ma anche nella storia della grafica contemporanea.

La mostra potrà essere visitata da lunedì a sabato, dalle ore 16.30 alle 19.30 (la mattina su appuntamento) e la domenica dalle ore 10.30 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30. Inoltre, domenica 17 alle ore 18,00 nei locali della mostra è prevista una performance dal titolo "Qui tutto è distacco e là era fiato" con la coreografia di Francesca Siracusa (team coreografico LAAGAM), la musica di Simone Faraci e il testo di Azzurra Pitruzzella, con Marina Bertoni, Greta Cisternino, Viola Gasparotti, Flora Orciari, Erica Meucci, Cecilia Tragni e Francesca Siracusa.

Info e contatti
email: info@sudestasicontemporanea.com
tel.: 340 4061833 (Ciro Salinitro); 349 2664771 (Angelo De Grande)

Omicidio Vivacqua, processo d'Appello. La testimonianza di Selmi apre una crepa nella sentenza di primo grado

6 giugno 2017

di Pier Attilio Trivulzio

“Un vero e proprio noir nel cuore dell'operosa Brianza. L'intera vicenda assume le tinte fosche del romanzo popolare fatto di gelosia, rancore e sordidi interessi economici”, fu il commento dei carabinieri, quando nel marzo 2014 il Gip del Tribunale di Monza firmò l'ordinanza d'arresto per Germania Biondo, Diego Barba e Salvino La Rocca, accusati di aver ucciso Paolo Vivacqua (Antonino Giarrana e Antonio Radaelli erano già in carcere per l'uccisione di Franca Lojacono).

In primo grado, dopo 22 udienze, Germania Biondo ex moglie del rotamat di Ravanusa - ucciso nel suo ufficio di Desio la fredda mattina del 14 novembre 2011 - viene “assolta per non aver commesso il fatto”.

Nel corso della seconda udienza del processo di Appello che si sta svolgendo al Tribunale di Milano, un altro basilare tassello del teorema viene messo in discussione.

Il teste Marco Selmi, colonnello della Guardia di finanza depone ed alla domanda del Procuratore Generale Galileo Proietto: “Barba, che è imputato in questo processo, lei l'ha mai conosciuto?”.
Mai. Questo cognome per la prima volta l'ho appreso dopo la deposizione che io ho reso a Monza”.
PG: “Poiché agli atti di questo processo risulta una deposizione testimoniale di avere saputo che Cascardo Attilio (socio di Barba nell'agenzia investigativa – ndr) si sarebbe rivolto ad un colonnello della Guardia di finanza per avviare un'indagine le chiedo se ha mai conosciuto o sentito parlare di Cascardo Attilio”.
Selmi:“Mi fu presentato occasionalmente a Sondrio nel 2011 da un colonnello dei carabinieri investigatore che ora si trova in Libia”.
PG: “Cascardo le ha fornito degli elementi, non come fonte confidenziale , ma elementi per aprire un'indagine nei confronti...”.
Selmi è categorico: “No!
PG: “Dopo quella presentazione a Sondrio ha rivisto Cascardo?”.
Selmi: “Sì, quando ero comandante a Lodi; ma non c'entra niente con l'attività investigativa”.
PG: “E neanche gliene parlò a Sondrio?”, insiste il Pg.
Selmi: “No”.

Passaggio importante della testimonianza di Selmi, perché smentisce quello che i giudici scrivono nella sentenza di primo grado: “Significativa è la deposizione del colonnello Selmi dalla quale emerge il ruolo di confidente del Barba, persona che sa muoversi bene all'interno delle forze dell'ordine... Ulteriore tentativo di depistaggio è rappresentato dalla indicazione che l'omicidio di Vivacqua avrebbe potuto essere maturato in ambito familiare dei fratelli di Lavinia Mihalache”.
E ancora: “Barba tenta il colpo vincente: 'vanificare' le dichiarazioni di Guttoso Gino e screditare Mignemi Luigi indicando Nappa Giuseppe a fare dichiarazioni che indicano Barba e la Biondo d'accordo con i fratelli Mihalache per uccidere Paolo Vivacqua. La mente di questa pista falsa e subdolamente artificiale è Barba , e in questo caso Nappa è il braccio”, è la conclusione dei giudici monzesi.

PG Galileo Proietto: “Per quanto riguarda sia l'indagine per le fatture false, per associazione per delinquere, reati fiscali e poi per quanto riguarda l'omicidio di Paolo Vivacqua , che è poi seguito, lei ha raccolto elementi provenienti da fonti confidenziali e le ha trasmesse ai reparti operativi?”.

Selmi: “Le informative certo che, si. Le prime informative sul gruppo Vivacqua sono sul finire del 2010, quando ero comandante provinciale a Sondrio. Queste informative emergevano in un ambito diverso investigativo e anche giudiziario. È in questo contesto che, sviluppata l'attività informativa delle fonti confidenziali, decidemmo di trasferire le informazioni ai reparti milanesi, d'accordo col procuratore dell'epoca, il dottor Napoleone.
Nel marzo 2011, se non ricordo male, poiché gli step informativi erano già sette o otto, segnalammo una cassetta di sicurezza dicendo tra le altre cose: “Guardate che c'è una chiave in quel posto, la chiave di quella cassetta è intestata a questo, dovrebbero esserci 180 mila euro”. Ci risposero che ne avevano trovati 160 mila”.

PG: “A chi avete dato queste informazioni?”.
Selmi: “Io le ho trasmesse al Comando provinciale di Milano e a tutto il sistema informativo della Guardia di finanza. Trasferito da Sondrio a Lodi ho continuato ad attivare le reti informative tant'è che ad un certo punto, delegato da Monza a condurre le indagini sull'omicidio, riattivai le fonti confidenziali, informazioni assunte e semplicemente trasmesse”.

PG: “Per quanto riguarda l'omicidio, non ha mai ricevuto informazioni confidenziali quando era comandante a Lodi?”.
Selmi: “Certo che sì. Le ho avute dalla rete informativa che ho riattivata su specifiche richieste dello stesso pubblico ministero. Ho fatto un'informativa diretta al pubblico ministero dicendo: “Questa è la riattivazione, questo è quello che abbiamo saputo. Noi ci asteniamo dal fare qualsiasi attività d'indagine. E' evidente che poi queste cose il pubblico ministero le avrà trasmesse ai reparto interessati all'omicidio o anche all'altra indagine in materia di reati tributari che era quella che aveva innescato...”.

PG. “Sull'omicidio di Vivacqua informazioni non ne ha trasmesse?”.
Selmi: “Mai. Io ho trasmesso qualcosa a febbraio su un'ipotesi di possibile omicidio in corso d'esecuzione, o meglio, in fase di preparazione. Tant'è vero che fui convocato alla Procura di Milano dal pm Albertini e le dissi: “Fate indagini”.

L'avvocato Celi di parte civile chiede a Selmi: “Una precisazione: cosa intende per omicidio in fase di progettazione?”.
Selmi: “Progettazione, ho precisato, perché l'informazione era questa: Paolo Vivacqua stava progettando un omicidio ai danni di qualcuno, per questa progettazione sarebbe salito su nel monzese un soggetto siciliano. Noi trasmettemmo questa informazione a cui ne seguì un'altra in cui dicemmo: “Guardate che il soggetto che è salito dovrebbe essere questo. Lo identificammo e segnalammo che c'erano dei collegamenti con la Sicilia e trasmettemmo queste cose dicendo: “Noi non abbiamo fatto accertamenti. Fu in conseguenza della prima informativa che sono stato chiamato dalla dottoressa Albertini alla quale ho detto: “Con la mia esperienza di criminalità organizzata, so che a volte quando si sta preparando un omicidio, poi l'obiettivo dell'omicidio arriva prima. Fate indagini”.

Avvocato Manganello: “In che periodo siamo?
Selmi: “Maggio 2011”.

PM Galileo Proietto: “Lei è stato incaricato dal pubblico ministero di riattivare l'indagine? Ho capito male?”.
Selmi: “Esattanente così. C'è stato uno step prima: fui chiamato dal collega che dirigeva il gruppo della Guardia finanza di Monza dicendomi: “Guarda che qua è successo questo, ci puoi dare una mano per approfondire?”. Io dissi: “Non c'è problema, riattivo la rete” e cominciai a trasmettere alcune informazioni e, praticamente, quasi contestualmente fui convocato dalla dottoressa Donata Costa che non sapeva della informazione che io avevo trasmesso a maggio perché evidentemente c'era stata difficoltà di comunicazione tra Procure. Per cui, presa cognizione di quella, fui richiamato, evidentemente anche perché il collega della Guardia di finanza di Monza ebbe forse a descrivere che i contenuti delle informazioni trasmesse erano sostanzialmente attendibili. Quindi alla richiesta di riattivare risposti che sì, non c'era problema”.

PG: “Leggo dalla deposizione da lei rilasciata in Tribunale a Monza che ha ricevuto informazioni su una pista che portava ai fratelli della convivente della vittima?”.
Selmi: “Sì. E quello che ho scritto. E' quello che ho saputo”.

PG: “Mentre invece riguardo all'altra pista, tra virgolette siciliana, non c'era più nulla?”.
Selmi: “Io sono abituato a non forzare il confidente. Chiedo: “Dimmi quello che sai”.

PG: “Ha mai fornito informazioni confidenziali per lo sviluppo delle indagini alla Guardia di finanza di Gorgonzola che già lavorava con la Procura di Milano sulle società di Vivacqua?”.
Selmi: “Paradossalmente no. Mi spiego. Acquisita la notizia, la inserisco in un sistema dedicato. Dal sistema dedicato viene passata al Comando provinciale competente per territorio e contestualmente al Comando generale a Roma e a tutto il sistema italiano perché ci possono essere ricorrenze che interessano più ambiti territoriali”.
PG: “La risposta è?”.
Selmi: “Il Comando provinciale l'ha sicuramente girata a Monza e questo lo so perché Monza fu fatta una richiesta a me. “Mi dite se sono attendibili queste notizie?”. La risposta fu: “Sono attendibili”. Avevano trovato la chiave della cassetta e dentro la cassetta c'era il denaro contante. In quanto alla sua domanda se ho mai fornito direttamente alla Guardia di finanza di Gorgonzola notizie confidenziali sullo sviluppo delle indagini rispondo no. Se sono arrivate a Gorgonzola sono arrivate tramite gerarchico”.

Esaurite le domande per il colonello Selmi è la volta della testimonianza del luogotenente dei Carabinieri Giovanni Azzaro: “Dall'epoca dell'omicidio, dal 14 novembre 2011 a maggio/giugno 2013 sono state condotte dal nucleo investigativo di Monza; noi subentriamo ufficialmente dal 13 maggio 2013 avanzando delle richieste alla Procura di Monza in relazione a notizie acquisite da fonte confidenziale (Gino Guttuso - ndr). Chiediamo di poter acquisire i tabulati del traffico telefonico su alcune utenze di soggetti che ci erano stati indicati come soggetti coinvolti nell'omicidio”.

L'avvocato Manuela Cacciuttolo che difende la Biondo e in appello anche Barba, si oppone in quanto riferisce di fonti confidenziali. A lei si associa l'avvocato Angelo Pagliarello difensore di Giarrana.

Presidente Fabio Tucci: “Al solo fine di comprendere perché all'esito delle informazioni ricevute dalla fine le indagini sono state indirizzate in una certa direzione. Sotto questo profilo la domanda è ammissibile”.
Azzaro: “Acquisiti, i tabulati lasciano intravedere uno spiraglio investigativo che poi è stato...Diciamo dall'estate 2013 all'inizio 2014 quando gradualmente poi via via le operazioni di intercettazione telefonica, ambientale e quant'altro vengono concluse...”.

PG. “Avete intercettato i telefoni oppure intercettazioni ambientali anche di Diego Barba e della signora Biondo?Avete avuto difficoltà per intercettare Barba e la Biondo?”.
Azzaro: “Inizialmente no per quanto riguarda le utenze telefoniche. Attività invasiva qualora l'obiettivo da colpire è un'autovettura perché bisogna mettere in atto intrusioni vere e proprie. Ricordo il caso in cui avevamo predisposto l'attivazione di intercettazioni ambientali e GPS sull'autovettura di Germania Biondo. L'avevamo convocata in caserrma, lei si presentò accompagnata dalla madre che rimase sull'auto...Uscita dalla caserma l'auto fu seguita, la Biondo scese e si incontrò al bar con Barba mentre la madre rimase sulla vettura”.

PG: “Erano stati apprestati altri strumenti per evitare intercettazioni?”.
Azzaro: “Non sono mai stati intercettati colloqui telefonici tra la Biondo e Barba però sono stati intercettati colloqui ambientali in quanti i due si vedevano”.

PG. “Diego Barba utilizzava sistemi di bonifica delle autovetture, lo avete riscontrato?”.
Azzaro: “Barba era investigatore privato...Potrei dire degli stratagemmi per non essere ascoltato in maniera diretta, ai quali entrambi ricorrevano quando dovevano incontrarsi...Comunicavano tramite una loro amica, Luisa Aronico. La donna fungeva da collegamento tra i due. Abbiamo intercettato diversi sms e conversazioni telefoniche sia da parte di Barba verso la Aronico sia da parte della Aronico verso la Biondo. I contenuti degli sms e le conversazioni sono talmente chiari che è ovvio che i due si incontravano o si vedevano“.

PG: “Se la Aronico non c'era come comunicavano?”.
Azzaro: “In maniera diretta. Tra le loro utenze telefoniche, non mi risulta che vi fossero contatti diretti. Ci sono state circostanze in cui, entrambi sotto intercettazione, hanno interessato le medesime celle...Ricordo un'occasione: quando si sono trovati a Desenzano del Garda nella medesima unità di tempo e spazio. No..no, non li abbiamo seguiti. E' stata fatta ricostruzione delle celle interessate al traffico telefonico. In quell'occasione stessa cella stessa data e fascia oraria. Analogo episodio a Seregno”.
PG: “Dai servizi d'osservazione è emerso qualcos'altro sul modo di comunicare dei due?”.
Azzaro: “Si.Si. La Biondo gestiva una cartoleria, non ricordo se a Biassono o Macherio. Le celle di Barba interessavano le stesse celle. I due avevano l'accortezza di non farsi vedere assieme in luoghi noti....La nostra ipotesi investigativa è che evitavano di farsi vedere in pubblico essendoci una relazione incontrovertibile”.

Esaurite le domande del Procuratore generale l'avvocato Cacciuttolo chiede ad Azzaro se ha elementi per dire che la sistemazione di un pacchetto di fazzoletti di carta messo tra la plafoniera dell'auto e l'interruttore della plafoniera è stato messo dalla signora Biondo. “E' una sua deduzione, valutazione o supposizione?”.
Azzaro: “No. Ho detto che in altre indagini, anche in materia di narcotraffico e criminalità organizzata sono accorgimenti rudimentali però molto validi riscontrati in altre indagini”.

Cacciuttolo: “Può averli messi anche qualcun altro, per esempio chi riferisce, come le fonti confidenziali...”
Azzaro: “Non so chi l'abbia messo”.
Presidente Fabio Tucci: “Il suo pensiero è stato questo?”.
Azzaro: “Si”.
Cacciuttolo: “Lei prima ci ha riferito di intercettazioni ambientali tra la Biondo e Barba, stiamo parlando del 2013?”.
Azzaro: “No, 2014. Estate 2014”.
Cacciuttolo: “Non è possibile, li hanno arrestati il 29 marzo 2014”.
Azzaro: “Mi correggo, 2013. Giugno o luglio”.
Cacciuttolo: “Rispondendo al pm ha riferito che la Biondo aveva aperto un negozio, una cartoleria”.
Azzaro: “Si recava presso questa cartoleria ma non so se fosse intestata a lei. Non abbiamo fatto accertamenti. Non siamo mai andati nel negozio”.
Cacciuttolo: “Il 1. luglio 2013 la signora Biondo ha aperto un'attività a Sovico”.

Appare in difficoltà il luogotenente Azzaro quando il legale dell'ex moglie di Vivacqua lo incalza chiedendogli dei contatti telefonici tra Luisa Aronico e Diego Barba. Dodici in totale dalla morte di Vivacqua all'arresto della Biondo.

Ottiene dal teste un “No” in risposta alla domanda se siano mai stati disposti OCP (pedinamenti - ndr) dopo la triangolazione telefonica Barba-Aronica-Biondo.
Una lunga lista di no quando gli viene chiesto se la Aronico è mai stata sentita a sommarie informazioni o il commercialista Bianchi; che la moglie di Diego Barba aveva spostato la residenza da Desio a Campobello di Licata essendosi presentato un problema per il pagamento delle cartelle IMU e ICI; quando le intercettazioni a tre riguardano il problema dell'apertura della partita Iva per il negozio di Sovico....Ennesimo no sul viaggio a Desenzano del Garda del 14 luglio 2013. C'è l'intercettazione della Biondo in auto con la madre, parlano dei figli che vogliono vedere e comprare la casa di Desenzano. E i carabinieri di Desio che intercettano non lo sanno. La loro inchiesta si è basata soltanto sull'aggancio delle celle telefoniche.

“E' evidente presidente”, commenta il PG Proietto.
Presidente Fabio Tucci: “Si, è assolutamente evidente. Oramai la domanda è stata fatta....”.

Cacciuttolo: “Lei è a conoscenza della relazione del colonnello Selmi?”.
Azzaro: “Ne sono venuto a conoscenza dopo il processo”.

Cacciuttolo: “Selmi ha detto di averla depositata nel 2012 in Procura a Monza. E lei su domanda del presidente di Corte d'Assise in relazione al problema delle fonti dichiarò: “Diciamo, un'altra notizia che, a nostro avviso, è parsa non corrispondente alla realtà dei fatti, è quella a suo tempo acquisita dal colonnello della Guardia di finanza di Lodi, Selmi, che ha riferito alla Procura con un'annotazione riguardante una certa situazione”. Questo disse il 26 gennaio 2015”.

Presidente Fabio Tucci: “Avvocato, la domanda qual è?”.
Cacciuttolo: “Gli ho chiesto se era a conoscenza della relazione Selmi , mi ha detto di averlo saputo soltanto dopo questo procedimento. Faccio presente che loro lo sapevano in corso d'opera però non hanno ritenuto la notizia rilevante. La mia domanda è: avete fatto attività d'indagine sulla relazione Selmi?”.
Azzaro: “No, perché l'abbiamo saputo dopo. Infatti Selmi non l'ha riferita a noi, l'ha riferita alla Procura, al pubblico ministero titolare del procedimento dell'epoca (Donata Costa – ndr). E' chiaro che alla fine delle indagini, li abbiamo confrontati e la mia deposizione riguardava l'averlo saputo dopo, non durante le indagini”.

Cacciuttolo: “Dalla dottoressa Costa un input di investigare questa fonte non vi è mai arrivato”.
Azzaro: “No”.

L'avvocato Salvatore Manganello difensore di Salvino La Rocca chiede lumi sulla sicurezza del sistema utilizzato per le intercettazioni.
Azzaro: “E' indicativo. Può essere variabile la copertura in base a tanti fattori....
Manganello: “Quindi per fare un esempio: aggancio una cella di Seregno e mi trovo nel paese confinante?”.
Azzaro: “Sì, Seregno è attaccato a Desio e a Cesano Maderno, può capitare...”.
Manganello: “Quindi senza attività di OCP il riscontro non è assolutamente certo. E' giusto dire così?”.
Azzaro: “Si, è chiaro che...”.
Avvocato Pagliarello. “Le vostre intercettazioni riguardano La Rocca, Barba, la Biondo...chi erano altri interessati da queste intercettazioni, per esempio Guttuso?”.
Azzaro: “No”.
Pagliarello: “C'erano poi le ambientali. Oltre alle telefonate in entrata e uscita. In quel periodo, in una qualsiasi di quelle telefonate, ha mai sentito parlare dell'omicidio di Vivacqua?”.
Azzaro: “Durante le conversazioni telefoniche? No”.
PG: “Sono andati i suoi uomini a perquisire Diego Barba? Hanno constatato casseforti, che c'erano armadi in metallo?”.
Azzaro: “Infatti sono state sequestrate armi..”.
Alessandro Frigerio legale con Salvatore Manganello di Salvino La Rocca si oppone.
il tema del riesame è necessariamente circoscritto – dice -. E' una precisazione di tema introdotto nell'esame diretto e che, all'esito del controesame, rimane contestato”.
Presidente Fabio Tucci: “E' vero però l'abbiamo condotto con una certa libertà, anche in favore della difesa”.
Frigerio: “Azzaro, dai tabulati da voi acquisiti nel 2013 avete provveduto a verificare la compatibilità delle dichiarazioni testimoniali rese a voi nell'immediatezza del fatto?”.
Azzaro: “I tabulati riguardavano soggetti poi oggetto di intercettazione da parte nostra”.
Frigerio: “Non siete mai venuti in possesso dei tabulati telefonici anche della vittima relativamente al periodo di intercettazione di Gorgonzola, quindi prima e dopo l'omicidio?”.
Azzaro: “No”.
Frigerio: “Nessun tipo di controllo neanche sulle dichiarazioni della signora Mihalache Lavinia? Nessun tipo di controllo è stato fatto?”.
Azzaro: “No”.

Alimenta dubbi sulla sua credibilità la testimonianza di Luigi Mignemi che incalzato dalle domande dei difensori Gianluca Orlando e Angelo Pagliarello finisce per abbandonare l'aula e però viene nuovamente invitato dal presidente a continuare la testimonianza basti dire che, su domanda dell'avvocato Pagliarello, Mignemi dichiara: “C'è un particolare che mi ha detto Giarrana, che questo signore (Paolo Vivacqua – ndr) nel momento in cui è stato ucciso era su una cattedra, sulla cattedra nel suo ufficio, perciò non mi ha detto altro, che hanno cercato del denaro”.
Pagliarello: “Cioè una cattedra nel senso che era sopra con il fisico, con il corpo?”.
Mignemi: “Sì, penso che era...la cattedra, come sono io, mi sparano e io...”.
Pagliarello: “E Vivacqua finisce sulla cattedra?”.
Mignemi: “Penso”.

Il corpo di Paolo Vivacqua venne trovato disteso sotto la scrivania.

Mignemi è personaggio coinvolto in processi per aver fatto parte della 'ndrangheta , in particolare del clan di Giuseppe Mazzaferro (processo Fiori di San Vito e Isola Felice), nonché accusato di furto, ricettazione e stalking.
Nel processo Isola Felice, è stato accusato di rapine agli uffici postali per finanziare le 'ndrine. Mignemi ha ottenuto le attenuanti della collaborazione.

Prossima udienza l'8 giugno. Di scena le parti civili: l'avvocatessa Daria Pesce per i fratelli Antonio, Gaetano e Davide Vivacqua e l'avvocatessa Ambra Ferretto per Lavinia Mihalache e il minore Nicolas Vivacqua.

La Compagnia Anfiteatro di Seregno debutta all'Out Off con lo spettacolo ARIA

07/02/2017

ARIA, una fiaba sulla libertà
Debutto domenica 19 febbraio ore 16 – Teatro OUT OFF , Via Mac Mahon, Milano.
Per prenotazioni teatrooutoff.it  tel. 02 3453 2140

È al debutto il nuovo spettacolo della compagnia ANFITEATRO con Naya Dedemailan, scritto da Francesco Niccolini, diretto da Roberto Aldorasi, con le scenografie di Antonio Panzuto, premio “Maschere del Teatro 2016”.

“ARIA” è una fiaba moderna sulla libertà di espressione, sulla fuga dall’oppressione, dalla dittatura, dai divieti, sul rapporto padre e figlia. Un’opera intensa, dura ma ironica al tempo stesso in cui la penna di Niccolini ha saputo affrescare personaggi profondi e lacerati dal proprio bisogno di realizzazione. La metafora della mancanza di “ARIA” , che è anche il nome della protagonista adolescente, è un monito a tutti noi di guardare oltre il mare che ci divide da un mondo dove la libertà è una conquista o da dove si fugge per cercarla, mettendo a rischio la propria vita.


In scena Naya Dedemailan che con intensità e rigore restituisce la vivida realtà di un’umanità in cerca della propria identità, alternando i personaggi con estrema naturalezza e facendoci emozionare, sorridere, sognare e condividere con loro il percorso difficile della fuga per la libertà
“Non è affatto scontato per chi vive alle nostre latitudini saper apprezzare il sapore della libertà. Io stessa sulla mia pelle ho sperimentato cosa significa vivere in un paese dove la libertà è una parola vuota perché la libertà non esiste.– dice l’attrice Naya Dedemailan originaria di Cuba dove ha lavorato al Conjunto Dramatico de Camaguey per 10 anni – Una libertà che tutti sognano e allo stesso tempo ne hanno paura. E’ lacerante decidere di lasciare il proprio paese ed i propri affetti ma altrettanto difficile prendere consapevolezza che esiste un mondo diverso dove tu puoi essere te stessa senza paura”
“ARIA” è destinato un pubblico giovane, dal primo ciclo delle scuole medie alle superiori, ma la messa in scena e lo sviluppo lo rendono adatto ad una platea universale. 

SINOSSI
Una mattina apri la porta di casa e trovi un regalo inatteso. Un regalo enorme, bellissimo. Troppo bello per essere vero. Per essere capitato proprio a te. È quello  che accade a Liguor, il protagonista di questa storia: un piccolo uomo che vive su di un'isola triste, piena di divieti, compreso ridere e nuotare in mare. Chi sgarra fa una brutta fine. Ma oggi è il giorno fortunato di Liguor: dietro la porta di casa trova una bambina appena nata. Bella, sorridente, tranquilla e così leggera che deciderà di chiamarla Aria. È la prima cosa bella che accade nella vita di Liguor. Anzi, la seconda, ma la prima non ha avuto il coraggio di dirla a nessuno: al lavoro Liguor ha incontrato una donna di cui si è innamorato. Che lavoro sia, nessuno lo sa. Per questa donna Liguor farà una cosa grandissima e meravigliosa. Neanche questa cosa Liguor la vuole raccontare a nessuno. Gli anni passano, Aria diventa una ragazzina e finalmente un giorno Liguor prende una grande, difficile e importantissima decisione, che cambierà per sempre le loro vite...

NOTE DELL’AUTORE
«Ci sono delle parole che vanno pronunciate con cautela e rispetto. Perché sono compromettenti: da certe parole dette non si torna indietro. Una di queste è PROMESSA.  Altre parole invece ci ricordano l'imprevedibilità delle nostre vite e degli incontri. Parole come DESTINO, FORTUNA, ATTESA. Ci  poi sono parole che hanno un prezzo duro da pagare. Sono parole che hanno anche un valore immenso, e spesso dimenticato, la più bella e sorprendente di tutte è: LIBERTA’. Ecco, ora prendiamo tutti questi pensieri e le parole importanti di prima, mischiamoli, curiamoli e coltiviamoli: noi vorremmo costruirci una fiaba, un po' magica un po' comica un po' surreale. Una fiaba così non può che essere leggera come “ARIA”».

NAYA DEDEMAILAN, attrice www.anfiteatro.eu
Diplomata al Cojunto Dramatico de Camaguey , una delle più importanti compagnie teatrali di Cuba e vincitrice nel 2001 e 2003 del premio Arte Escenica, per le sue interpretazioni in Don Juan, La Mandragora e Un Shakespeare para Dos Ofelias. Ha lavorato con i registi Adriana Quesada, Lourdes Gomez e Mario Junquera (Odin Theater), svariando tra Moliere, Shakespeare, Garcia Lorca e Macchiavelli. Per ANFITEATRO che ha fondato nel 2014 ha interpretato  Gaya - Hip – Un dito contro i bulli – Family Story scritti e diretti da Giuseppe Di Bello.

FRANCESCO NICCOLINI, drammaturgo http://www.francesconiccolini.eu/
Nato ad Arezzo il primo giugno 1965, si è laureato in Storia dello Spettacolo all'Università di Firenze. Diplomato in Patafisica Involontaria al Collegium Pataphysicum Mediolanense.
Attraverso il suo lavoro di drammaturgo, vigila sul malessere dell'umanità. Ha vinto il Premio Flaiano 2016, il premio Persefone con I Duellanti e premio Teatro Nudo Teresa Pomodoro con Paladini di Francia. Nel 2015 con André e Dorine il festival Festebà, e con Corrispondenze e con Per Obbedienza il festival dei Teatri del Sacro. Con La Grande Foresta ha vinto il premio Eolo 2013 come migliore novità. Con Paladini di Francia ha vinto il Premio della Critica 2009, il Premio Eolo 2009; con Vita d'Adriano il premio Enriquez per la drammaturgia 2009; con Canto per Falluja il premio Enriquez per il teatro civile 2009; con Doctor Frankenstein il premio al miglior attore protagonista al festival internazionale Fadjr di Teheran.

ROBERTO ALDORASI , regista
Ha studiato e lavorato in Danimarca, all’Odin Teatret.
Con  “Questi Fantasmi & Sons” la compagnia fondata insieme a Mira Noltenius nel 2008, ha realizzato progetti in Danimarca, Svezia, Germania, Brasile, Regno Unito, Siria e Libano.  Ha lavorato con The Jasonites e il Laboratorio di Altamira agli spettacoli Don Giovanni e Il Giardino, all’interno dei corsi di teatro dell'Università di Ferrara. 
Con Giorgio Barberio Corsetti dal 2012 ha collaborato per Don Carlos al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, e per La Sonnambula al Teatro Petruzzelli di Bari.
E' stato suo assistente ne La Guerra di Kurukshetra ed insieme hanno diretto Pier Paolo! Nel 2013 ha lavorato a Educazione Siberiana di Nicolai Lilin, prodotto da Teatro Stabile di Torino e con Francesco Niccolini ha diretto Kater e Andrè e Dorine. Nel 2015 come coreografo, vince il premio I Teatri del Sacro con lo spettacolo Corrispondenze e ha debuttato al Festival dei Due Mondi di Spoleto con I  Duellanti, con Alessio Boni e Marcello Prayer.

ANTONIO PANZUTO, scenografo http://www.antoniopanzuto.it/
Pittore, scenografo, scultore, Antonio Panzuto è un artista della scena che sfugge alle etichette con sorridente discrezione. Le sue macchine teatrali sono abitate da oggetti e figure azionate a vista tramite grovigli di fili: mescolando legni e metalli, corde e tessuti, produce visioni secondo i segreti dettami di una drammaturgia pittorica che procede per affinità e corrispondenze più che per nessi logici o narrativi. Inventa originali spettacoli teatrali con oggetti, macchine, sculture e pitture di assemblaggio con motori o oggetti di scarto, espulsi dalla nomenclatura del bello, con pezzi di ferro saldati, incollati, accostati apparentemente a caso, inchiodati con vecchie tavole, dipinte a pennellate larghe e incostanti. Nelle sue scenografie crea ambienti nei quali l’arte visiva scommette su come possa diventare scena, luogo di luce e di movimento creando particolari ambienti, set cinematografici sul palcoscenico e realizzando un particolare uso della video animazione.

INFO + 39 338 3722 657
micheleanfiteatro@gmail.com
anfiteatrosede@gmail.com
www.anfiteatro.eu

Fuori dai Maroni

Domenica 28 febbraio alle 14:30 in Piazza Duca d’Aosta, di fronte alPirellone, il MoVimento 5 Stelle ha organizzato lo sfiducia-day per mandare#FuoriDaiMaroni il governatore di una Regione infangata e travolta dallo scandalo della corruzione e delle tangenti nella sanità, una Regione che ha il suo ex-assessore alla sanità Mario Mantovani agli arresti domiciliari e il presidente della commissione sanità dietro le sbarre. 

Maroni non ha esercitato nessun tipo di controllo, e il risultato è stato il proliferare di un meccanismo perverso che gonfiava le liste di attesa e ingrassava il privato sulle spalle del pubblico, che indirizzava lauti appalti agli amici degli amici, con il leghista Fabio Rizzi, braccio destro e padre della recente riforma della sanità, che nascondeva i quattrini sporchi nel suo congelatore. Come facciamo a sapere che la riforma è stata fatta nell’interesse pubblico e non dei privati? Ora è necessario riportare nelle istituzioni quella cultura della legalità che politici attaccati da troppo tempo alle loro poltrone, abituati a gestire un giro d’affari enorme come quello della sanità lombarda, hanno smarrito. Solo così si potranno formare i veri anticorpi contro la corruzione. Anche la giunta Maroni, dopo quella di Formigoni, ha fallito. 

Le scope con cui aveva promesso di ripulire il sistema in campagna elettorale hanno fallito. I lombardi ora meritano di poter tornare al voto: per questo vi aspettiamo numerosi domenica pomeriggio per gridare insieme FUORI DAI MARONI!

Se 25 anni di guerra vi sembrano pochi

16/01/2016 - 15:00 to 18:00

SABATO 16 GENNAIO - MILANO

Piazza San Babila, ore 15

Corteo: 
Se 25 anni di guerra vi sembrano pochi

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Libri nuovi in Piazza Mostra-Mercato della piccola editoria

20/12/2015 - 09:00 to 18:00

Portici meridionali di piazza del Duomo
 
Libri nuovi in Piazza

Mostra-Mercato della piccola editoria
Meravigli edizioni, assieme a numerosi altri piccoli editori e librai indipendenti, dà appuntamento in piazza del Duomo con tanti libri e autori, aspettando il Natale.

Un omaggio a tutti i partecipanti

Cascine milanesi

22/12/2015 - 18:30 to 23:45

Cascina Cuccagna
Via Cuccagna, 2 (ang. via Muratori) 
tel. 02 83 42 10 07
 
Nell’ambito del Mercato Agricolo della Cuccagna – edizione natalizia 
Adriano Bernareggi presenta

Cascine milanesi 
Un suggestivo viaggio alla riscoperta di edifici imponenti e vetusti della Città Metropolitana, con l’intento di interrogare i luoghi in cui la vita contadina si è svolta o ancora si svolge, per capire qual è il suo apporto al presentee al futuro di tutti noi.
Con la partecipazione di Umberto Zandrini Presidente ass. Cascine Milano

 

Proiezione di immagini
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Un omaggio a tutti i partecipanti

Leonardo da Vinci: un artista poliedrico alla corte del Moro

19/12/2015 - 15:00 to 17:30

– PUNTO DI RITROVO:
Biglietteria del Museo d'Arte Antica
del Castello Sforzesco
Si prega di munirsi autonomamente
del biglietto d’ingresso
 

– DURATA:
90 minuti circa
Si consiglia di arrivare 15 min prima
 

Percorso interno ai Musei

– LIBRO IN OMAGGIO:
Leonardo e Milano

(144 pagine a colori)
INFO su
COSTI e PRENOTAZIONI
rispondendo alla presente mail
oppure inviando SMS al numero
333 63 77 831
www.visiteguidatepertutti.it

Per non dimenticare Pino Pinelli

16/12/2015 - 20:30 to 23:30

Il 16 dicembre h 20.30 proiezione del documentario Pino Pinelli, mio marito di Alberto Roveri nell’Auditorium di Radio Popolare.
Sono passati 46 anni dalla Strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969. E quarantasei ne sono passati dalla morte di Pino Pinelli, precipitando da una finestra della Questura di Milano, tra la notte del 15 e il 16 dicembre 1969. Ferroviere anarchico, arrestato come presunto complice della strage, evidentemente senza prove e che durante l’interrogatorio finì “misteriosamente” sul selciato.
Se a qualcuno fa ancora comodo avere dei dubbi su quella drammatica fine, non è così per la moglie Licia, per le figlie Claudia e Silvia e per moltissimi milanesi che non hanno mai creduto alla versione ufficiale fornita dalla Questura.
E nonostante la riappacificazione simbolica, di fronte all’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, tra la moglie di Giuseppe Pinelli e la moglie di Luigi Calabresi, l’allora commissario ritenuto responsabile di quella morte, dimenticare non si può e non si deve.
Vi aspettiamo mercoledì 16 dicembre alle 20.30 per guardare insieme il documentario Pino Pinelli, mio marito di Alberto Roveri. Con il regista saranno presenti Claudia e Silvia Pinelli, figlie di Pino e Licia. La serata sarà trasmessa anche in diretta con Barbara Sorrentini e Danilo De Biasio.
Ingresso libero con prenotazione 0239241409 Aggiornato martedì 15 dicembre 2015 ore 15:49 

Lo show di Formigoni al processo Maugeri: «Non sono Maradona»

di Giuseppe Guastella da il Corriere della sera

Il giorno in cui aveva rifiutato le domande per fare solo dichiarazioni spontanee Roberto Formigoni dribblò i giornalisti. Quando invece l’ex dg della sanità lombarda Carlo Lucchina accetta di rispondere ai pm, imputato con Formigoni e altri per associazione a delinquere e corruzione nel processo Maugeri, il senatore Ncd viene in aula e si fa sentire. «Se oltre a far funzionare quella che, secondo le classifiche, è la migliore sanità in Italia, avessi, come mi viene imputato, anche favorito la corruzione, allora sarei stato Maradona», dichiara l’ex governatore accusato di aver ricevuto benefit e vacanze di lusso per 8 milioni dal faccendiere coimputato Pierangelo Daccò dopo che Lucchina ha detto che lui non gli aveva fatto mai «alcuna richiesta per conto di Daccò, non mi ha mai fatto subire imposizioni o sollecitazioni su nulla».

Al pm Laura Pedio che gli contesta che l’ex dirigente Merlino ha detto che le richieste di Daccò venivano esaudite perché amico di Formigoni, Lucchina risponde che lui si limitava alle «proposte tecniche», ma poi non poteva «spostare i fondi» e che «Maugeri, che è l’ente che eroga più prestazioni sanitarie in Lombardia», e il San Raffaele «erano e sono componenti essenziali del sistema sanitario». «Sono l’unico governatore a processo, agli altri non è mai arrivato nemmeno un francobollo di garanzia », dichiara ancora Formigoni dimenticando, ad esempio, l’ex governatore pd dell’Abruzzo Ottaviano Del Turco, arrestato e ora in appello per corruzione, o quello campano, Vincenzo De Luca (Pd) a giudizio per concussione.

Poi esprime solidarietà a Daccò condannato in appello a 9 anni per la bancarotta del San Raffaele: «Fa effetto vederlo in carcere da 4 anni, senza condanna definitiva, questa carcerazione preventiva non è da Paese civile».

A2A, entro lunedì offerta vincolante su 51% Lgh, volontà di chiudere

di Giancarlo Navach da Reuters

MILANO, 4 novembre (Reuters) - E' attesa fra venerdì e lunedì l'offerta vincolante di A2A sul 51% del capitale di Linea Group holding, la multiutility di Cremona, Crema, Rovato, Lodi e Pavia. Inzierà quindi la fase di negoziazione vera e propria, con l'obiettivo di chiudere entro fine anno con una valorizzazione del gruppo attorno a 250 milioni di euro.
E' quanto riferisce a Reuters una fonte politica a conoscenza del dossier. "Rispetto alla scadenza di venerdì prossimo [dopodomani, n.d.r.] l'offerta potrebbe slittare a lunedì 9 per dare più tempo alle parti di trovare un'intesa. C'è la volontà di chiudere", dice la fonte.
L'offerta di A2A sul 51% di Lgh sarà mista in contanti e azioni. Sul valore da assegnare a Linea Group le posizioni si stanno avvicinando "e un buon punto di caduta potrebbe essere intorno a 250 milioni di euro", aggiunge.
Quanto alla governance, al centro della discussione la composizione del Cda che dovrebbe essere composto da 11 membri, sei di scelta A2A e cinque Linea Group, garantendo in questo modo la rappresentanza dei territori. E' in fase di negoziazione anche a chi spetterà la scelta del presidente e dell'AD.
Non sembrerebbero infine esserci problemi da parte di Cogeme, uno dei principali soci della holding che fa riferimento al comune di Rovato, l'unico a guida centrodestra mentre tutti gli altri sono di centrosinistra. "Sembra prevalere la volontà di chiudere", per la fonte.
Mediobanca è adviser per Lgh e Banca Imi per A2A.

Centemero, sindaco di Gelsia, entra in Cogeme. Lega Nord: multiutility, consulenze e poltrone

di k.ts.

Alla fine Giulio Centemero, membro del collegio sindacale di Gelsia Ambiente, non ce l’ha fatta a diventare presidente di Cogeme, ma é entrato comunque nel cda della municipalizzata di Rovato come consigliere con deleghe. 
Dopo un braccio di ferro durato tre mesi è stato rinnovato la scorsa settimana il consiglio di amministrazione di Cogeme (vedi Eletto il nuovo Cda di Cogeme), società del gruppo LGH che unisce le municipalizzate di Cremona, Crema, Pavia, Lodi e Rovato.

La candidatura di Giulio Centemero alla presidenza è stata bocciata una prima volta a luglio dalla maggioranza dei comuni bresciani soci di Cogeme, perché vissuta come imposizione dei vertici milanesi della Lega Nord - Centemero fa parte del comitato amministrativo del partito - ed estranea alla realtà territoriale.

Sostenuta dal sindaco di Rovato Tiziano Belotti della Lega Nord, la candidatura di Centemero alla presidenza è stata bocciata una seconda volta a metà settembre, sempre per gli stessi motivi. Settimana scorsa i comuni soci di Cogeme sono riusciti alla fine a trovare l’accordo e Giulio Centemero entra in Cogeme come consigliere con deleghe tecniche. La presidenza va invece all’avvocato Giuseppe Mondini, vicino al mondo del volontariato bresciano.

La vicenda del faticoso rinnovo del cda di Cogeme si inserisce nel processo di aggregazione tra il gruppo LGH e A2A, la multiutility controllata dai comuni di Milano e Brescia ( Cogeme controlla il 30,915% delle azioni di LGH, mentre le altre quote sono ripartite tra AEM Cremona 30,915%, ASM Pavia 15,902%, ASTEM Lodi 13,221% e Società Cremasca Servizi di Crema 9.047%).

Sarà un caso, ma é abbastanza singolare il fatto che il sindaco di sinistra di Milano Giuliano Pisapia il 15 ottobre nomini Giulio Centemero, spesso definito dalla stampa come il portaborse di Salvini, nel collegio sindacale della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano (vedi Atto del comune di Milano). E sarà ancora un caso che, quattro giorni dopo, il 19 ottobre, il sindaco leghista di Rovato Tiziano Belotti, nell’assemblea dei soci di Cogeme, ritiri la candidatura di Centemero alla presidenza, “accontentandosi” di inserirlo nel cda come consigliere con deleghe (una specie di ammistratore delegato - ndr).

Il nuovo cda di Cogeme dovrà decidere sulla proposta di aggregazione che A2A avanzerà ai soci di LGH, proposta che dopo molti rinvii, a causa del mancato rinnovo del cda di Cogeme, verrà resa nota il 6 novembre (vedi A2A, altro rinvio per LGH).

Il portaborse di Salvini

Se non è molto conosciuto nel bresciano (eccetto che per il suo ruolo nella Lega Nord e per essere uno stretto collaboratore di Matteo Salvini al parlamento europeo), Giulio Centemero è più conosciuto in Brianza dove è stato per un anno capogruppo della Lega Nord ad Arcore.
E’ figlio di Alberto Centemero ex assessore per la Lega Nord ad Arcore e cugino di Elena Centemero, parlamentare ed ex coordinatrice provinciale in Brianza di Forza Italia/PDL.
Sempre ad Arcore, Giulio Centemero è stato membro del cda di Metano Arcore, la municipalizzata ceduta l’anno scorso dal comune brianzolo ad Italgas.
Tra il giugno 2012 e l’ottobre 2013 è stato amministratore di Geseco srl, la municipalizzata del comune di Dalmine creata nel 2009 e messa in liquidazione nel gennaio di quest’anno con un buco di diversi milioni di euro.

In Brianza è invece stato nominato nel collegio sindacale di Gelsia Reti (2010-giugno 2013), da lì è passato a Gelsia Ambiente di cui è tuttora sindaco effettivo, nonché membro dell’Organismo di Vigilanza di AEB, probabilmente con il doppio compenso per le due cariche ricoperte all’interno del gruppo AEB-Gelsia.

Per lungo tempo nel collegio sindacale del Consorzio Provinciale della Brianza Milanese per lo smaltimento dei rifiuti, almeno fino al 31 dicembre 2014 quando il consorzio con sede a Seregno (da sempre feudo leghista) viene messo in liquidazione. Giulio Centemero attualmente siede nel consiglio di amministrazione di Saronno Servizi, la municipalizzata del comune di Saronno.

Attivo anche nel mondo della Sanità lombarda, Centemero è stato nominato da Regione Lombardia nel 2012 nel collegio sindacale dell’Asl Milano 1 (ora in scadenza), quella diretta da Giorgio Scivoletto, altro brianzolo, ma di Forza Italia. Nell’ottobre di quest’anno ecco un’altra nomina nella Sanità alla Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, nomina già ricordata.

La passione per il cinema

Al di fuori dei suoi incarichi nelle municipalizzate, nei consorzi pubblici e nelle aziende sanitarie, Giulio Centemero è presidente della MC srl di Bergamo, società interamente controllata dalla Pontida Fin srl, la finanziaria della Lega Nord dove il partito guidato da Salvini raccoglie gli asset immobiliari.
Amministratore della Pontida Fin Srl é Alberto Di Rubba, recentemente messo dal governatore Maroni a capo della Lombardia Film Commission, l’ente no profit di Regione Lombardia che promuove le produzioni audiovisive (vedi Lega Nord: cinema, mattoni e conti in rosso).

Proprio di produzione cinematografica, televisiva e radiofonica si occupa la MC srl di Bergamo.
Nel consiglio di amministrazione della società, oltre a Centemero, compaiono Alessandro Morelli, consigliere comunale della Lega Nord a Milano, e l’ingegnere marchigiano, ma residente a Macherio, Paolo Alessandroni, socio unico della società di consulenza Alice srl.

Oltre che in MC srl, i destini di Giulio Centemero e Paolo Alessandroni si incrociano anche a Dalmine, dove l’uno diventa amministratore unico di Geseco e nomina il secondo come institore (una specie di dirigente su procura, vedi definizione - ndr) della stessa Geseco; e a Seregno, dove Centemero viene nominato dal sindaco Giacinto Mariani nel collegio sindacale prima di Gelsia Reti e poi di Gelsia Ambiente, mentre il secondo si guadagna a partire dal novembre 2014 una consulenza da € 24.000 per il servizio farmacie da parte di AEB (vedi consulenze AEB).

Alessandroni, il consulente delle farmacie di AEB

Fa un po’ sorridere leggere, nel roboante curriculum vitae di Paolo Alessandroni presentato ad AEB, queste due righe:
Dal 2012 ad oggi ha svolto attività di turnaround per le Farmacie Comunali di Dalmine, dove ha raddoppiato il fatturato e ha riportato la bottom line (linea del bilancio dove sono inscritti i profitti o le perdite - ndr) in ordine” (vedi CV Paolo Alessandroni depositato in AEB).

In realtà le farmacie comunali di Dalmine per cui Alessandroni ha svolto “l’attività di turnaround” é solo una (Geseco aveva due farmacie ma una é stata ceduta con asta pubblica nel luglio 2012).
Nell’anno 2013 con la coppia Centemero-Alessandroni alla guida, Geseco ha realizzato perdite per € 723.252,00, tanto che la società venne messa in liquidazione il 15/10/2013 e al posto di Centemero venne chiamato come liquidatore un altro leghista, Andrea Manzoni (nominato da Regione Lombardia a settembre di quest’anno nel collegio sindacale dell’Asl Valle Camonica e Sebino).

Se ne va Centemero, ma Paolo Alessandroni resta in carico a Geseco.

Nel maggio 2014 il centrosinistra vince le elezioni a Dalmine, nel febbraio di quest’anno Andrea Manzoni viene sostituito come liquidatore da Maurizio Locatelli.

Il neo sindaco di Dalmine del Pd, Lorella Alessio, spiega in consiglio comunale la situazione di Geseco:

“La questione è delicata. Abbiamo cercato di arrivare con qualche dato prima di darvi comunicazione. Il liquidatore precedente ha disatteso il codice civile, non ha fornito le informazioni richieste impedendo al Comune di controllare i conti ed è così venuto meno il rapporto di fiducia. Vogliamo che i servizi tornino ad essere comunali, nel 2014 sono stati poco efficienti, i dipendenti non venivano pagati a data prestabilita, da mesi non ricevono il rimborso del buono pasto. Fra le spese che ci sono giunte da poco abbiamo trovato 200mila euro per consulenze e sono sprechi. Approverò il bilancio 2013 ma tenendo ben conto di preservare il creditore e di tutelare i dipendenti" (vedi Dalmine, ancora Geseco Il sindaco: "Preserveremo creditori e dipendenti").

Nel verbale di assemblea che ha approvato il 10 settembre di quest’anno il bilancio 2014 di Geseco si legge: “ Il Socio (il sindaco di Dalmine, Lorella Alessio - ndr) chiede di conoscere il dettaglio della voce consulenze € 86.750,00.
Il Liquidatore (Maurizio Locatelli - ndr) elenca le consulenze che si riferiscono ai contratti sottoscritti principalmente con Spinelli e Alessandroni.
Il Socio rileva che i contratti sottoscritti, oltre ad essere concordati per lungo periodo, non portano alcun vantaggio alla società, non sono necessari e incidono negativamente sul risultato economico della stessa.
Il Liquidatore riferisce di aver esaminato la questione dei contratti che, se revocati, comporterebbero penalità a carico della società e di aver tentato di raggiungere un accordo con Spinelli volto alla risoluzione anticipata del contratto, ma la stessa ha minacciato di intraprendere azioni legali, mentre nei confronti di Alessandroni comunica di aver proposto una riduzione del compenso a € 500,00 mensili in considerazione della riduzione della sua attività in seguito alla reinternalizzazione delle attività dalla Società al Comune. La proposta però non è stata accettata. Riferisce infine di aver sospeso i pagamenti ad entrambi i professionisti da febbraio (da quando cioè ad Andrea Manzoni subentra come liquidatore Maurizio Locatelli - ndr)”.

Insomma, Alessandroni ha continuato a prendere consulenze da una azienda comunale di fatto fallita che faceva fatica a pagare i suoi dipendenti e anche il liquidatore trova difficoltà a mandarlo via, a causa di un contratto di consulenza “blindato”.

Come l’esperienza disastrosa in Geseco - proprietaria di un’unica farmacia - abbia potuto costituire per Alessandroni un’esperienza sufficiente per fargli ottenere la consulenza in AEB sulle farmacie si fa fatica a capirlo.

Alessandroni è stato fino al giugno di quest’anno anche presidente di Ria spa (compenso annuo € 20.000), società idrica partecipata dalla Provincia di Bergamo e da vari comuni tra cui, con un importante quota societaria, Dalmine; nel collegio sindacale di Ria spa anche Andrea Manzoni.

Tornando a Giulio Centemero, il commercialista di Arcore è anche socio di Peach Tree srl, azienda costituita nel 2013 i cui soci con una quota di un terzo ciascuno sono oltre allo stesso Centemero, un pubblicitario milanese e il commercialista Gilberto Battistini del Movimento 5 Stelle bolognese. La Peach Tree ha come scopo sociale la produzione cinematografica, televisiva, radiofonica e di eventi culturali in genere.

Centemero, infine, è amministratore unico della Growth and Challange srl (stessa sede legale della Pontida Fin srl e della Mc srl) appena costituita nel gennaio di quest’anno e che per statuto ha un oggetto sociale molto ampio che va dalla consulenza aziendale a società, enti e consorzi, alla gestione di outlet e parchi commerciali, fino all’acquisto, ristrutturazione e costruzione di immobili e complessi immobiliari, in particolare commerciali.
Di chi siano le azioni della Growth and Challange non è dato sapere, visto che la proprietà è schermata da una fiduciaria, la Seven Fiduciaria di Bergamo.

 


Riceviamo e pubblichiamo le precisazioni di Paolo Alessandroni.

In merito alle presunte dichiarazioni del liquidatore della società Geseco, il quale avrebbe dovuto chiudere il bilancio con enormi perdite. Le perdite sono composte da ratei di enormi spese generate negli anni precedenti alla mia gestione e da (arbitrarie) anticipazioni e costruzioni di costi presunti per gli anni successivi (il bilancio 2013 è stato volutamente e tardivamente depositato in settembre 2015). Lo stesso Collegio Sindacale si è rifiutato di certificare il bilancio, tant’è che il liquidatore precedente, professionista molto preparato e commercialista di Geseco, lavorava anche ad un’ipotesi di pareggio di bilancio.
Da un esame approfondito  dei bilanci Geseco: la gestione 2013 (come quella del 2014 e del 2015 ) ha migliorato tutti i fondamentali (con me come Direttore Generale).
Geseco nasce con debiti di milioni di Euro, che incrementa negli anni a dismisura e continua con una gestione poco efficiente.
In tre anni, la mia gestione  ha consentito il recupero di oltre un milione di euro di costi operativi, la conseguente riduzione dello stratosferico debito verso le banche e soprattutto con i piccoli fornitori, la messa in ordine dei contratti, l’implementazione di processi trasparenti ed a norma per la selezione delle terze parti e il quasi raddoppio del fatturato della farmacia comunale (da circa 870 mila euro, al netto dei trasferimenti interni) a oltre 1 milione e seicentomila euro, con un più che raddoppio del reddito operativo. In un periodo in cui il mercato delle farmacie comunali era in calo mediamente del 10% annuo.
Da quando io e Spinelli ce ne siamo andati (febbraio 2016), la farmacia ha perso circa il 40% di fatturato e non ha prodotto più utili. Dai primi di aprile 2017 è gestita dai nuovi proprietari privati.
Sarebbe anche interessante osservare che, controllato da un Collegio sindacale di prima classe, in Ria Spa di Lurano (Bg), nel ruolo di Presidente prima (2013) e di Amministratore Unico poi (2014), ho chiuso il bilancio 2014 in utile, recuperando tutte le perdite degli anni precedenti e ho trasformato la Spa in Srl con conseguente ulteriore risparmio di denaro per gli esercizi futuri.
Sventando e opponendomi ad “aggressive” e poco ortodosse pratiche di business.
E questo mio atteggiamento “indipendente e non succube” verso lo strapotere dei partiti, ha preoccupato (ed irritato) molti. Ed anche chi, adesso, si racconta immacolato e tenta di insabbiare gli errori del passato, sulla pelle di chi, forse, ha avuto il difetto di essere troppo idealista e credere che si potesse dare una svolta alle inefficienze ed agli sprechi del sistema pubblico.
Infine, presso AEB Spa di Seregno, l’intervento consulenziale che ho effettuato, coadiuvato da due consulenti esperti (un ex direttore di farmacie e una top consultant in marketing) ha contribuito alla messa in ordine (parziale per motivi sia di tempo che organizzativi) del segmento farmacie, alla introduzione con successo di nuove linee di prodotti ed all’aumento del fatturato.
In fede
Paolo Alessandroni

 

Milano - Opere bloccate dall’Antimafia, stoccata di Rozza a dalla Chiesa: «Le white list non funzionano»

di Maurizio Giannattasio da il Corriere della sera

Un salto di qualità per i bandi del Comune. È quanto chiede il presidente del Comitato Antimafia, Nando dalla Chiesa a Palazzo Marino. Suggerimento accolto dall’assessore Rozza ma con una serie di precisazioni.«Ci piacerebbe molto — dice la Rozza — ma purtroppo siamo tenuti ad applicare le leggi vigenti. Solo con la nuova normativa, se seguirà i consigli di dalla Chiesa, potremo applicare premialità per le aziende. Altrimenti non esiste che ognuno segua le procedure a modo suo». E anche sul prestare maggiore attenzione alla composizione delle commissioni giudicanti, l’assessore mette i puntini sulle i: «Sono regolate dalla legge. Premesso questo ci tengo a dire che abbiamo una delle centrali appaltanti delle opere pubbliche più rigorose e riconosciute a livello nazionale e internazionale. La centrale unica dal 2013 al 2015 ha denunciato alla procura 16 imprese e 84 sono state segnalate all’Anac. Tra il 2014 e il 2015 abbiamo escluso 300 aziende sia per il sospetto di far cartello sia per motivi diversi».

La Rozza propone una soluzione: «La richiesta al Parlamento è che la normativa sia più cogente e salvaguardi la legalità insieme all’operatività dei lavori. Dal Comitato Antimafia mi aspetto che esprima preoccupazione per come il Tar annulla le interdittive, visto che già sono stati presentati 4 ricorsi e qualcuno ha già vinto il primo round e adesso attendiamo il Consiglio di Stato. Mi sono sempre battuta perché le interdittive siano giudicate dal Tribunale penale e non dal Tar.

Milano - 'Ndrangheta. Il condannato è anche vittima. Risarcito dai complici-usurai

di Luigi Ferrarella da il Corriere della sera

Condannato per un verso come imprenditore concorrente nell’associazione di ‘ndrangheta dopo l’estate del 2013, ma per altro verso beneficiato dal diritto di essere risarcito da quegli stessi ‘ndranghetisti per le estorsioni e l’usura da essi subìte. Parte civile, dunque, eppure nel contempo anche imputato condannato, sebbene senza l’aggravante dell’aver agevolato il clan criminale e anzi con l’attenuante prevalente dell’aver poi collaborato con gli inquirenti. La fotografia perfetta di certa imprenditoria lombarda alle prese con la ‘ndrangheta, mezza vittima e mezza complice, è nell’ircocervo giudiziario di Cristiano Sala (4 anni e 4 mesi di condanna, ma anche 20.00 euro di anticipo sul futuro risarcimento dovutogli dagli ‘ndranghetisti) nella sentenza della giudice Chiara Valori: che ieri complessivamente infligge tre secoli di carcere (già «scontati » dalle automatiche riduzioni di pena connesse ai 39 abbreviati e 12 patteggiamenti) nel processo di primo grado istruito dai pm Paola Biondolillo e Marcello Tatangelo al versante milanese della cosca Libri- Tegano.

Fino al 2007 Cristiano Sala, oggi difeso dagli avvocati Rosario e Gabriele Minniti, è un importante imprenditore milanese del catering con 35 milioni l’anno di fatturato nell’organizzazione di mense aziendali, matrimoni, e punti di ristoro in alcuni stadi come un bar a San Siro. Nel 2008 anch’egli è morso dalla crisi, nel 2009 peggiora, a fine 2010 va in bancarotta, ma ricomincia a lavorare ufficialmente come «consulente». Solo che, quando brutti clienti lo intimidiscono per riavere 300.000 euro, né i bruschi creditori né l’atterrito debitore vanno in Tribunale a disputarsi ragioni, ma entrambi corrono a farsi «proteggere» da altrettanti clan di ‘ndrangheta: quello, nel caso del debitore, che ieri (per associazione mafiosa, estorsioni, usura o traffico di 268 kg. di coca sequestrati a Genova nel 2013) incassa appunto 300 anni di carcere, a partire dai 20 a Giulio Martino. Dalla mediazione l’imprenditore guadagna il fatto di dover pagare «solo» 100.000 euro di debito invece di 300.000, ma da «vittima» diventa «complice »: in cambio dei vantaggi mette a disposizione degli ‘ndranghetisti le proprie conoscenze e relazioni, che il clan vampirizza per attività imprenditoriali nelle quali investire i proventi di droga e usura. Il clan apre società che distribuiscono un tipo di caffè in bar milanesi ed anche allo stadio, commercializza vini in Bulgaria, pensa a come acquisire la gestione del bar dell’ospedale Niguarda, s’interessa alle mense degli agenti nelle carceri di Bollate e Opera, manca di poco l’acquisto di un locale per aprire in via Solferino un ristorante calabrese. Il tipo di sentenza su Sala, invece, sembra propendere per un interesse proprio, e non della cosca, a scalzare la società che per i campionati 2013 e 2014 aveva vinto il servizio catering del Milan allo stadio Meazza: usando un carabiniere nel posto giusto per fare ciò che in quel momento serviva, e cioè una relazione che falsamente accusasse la concorrenza di impiegare extracomunitari clandestini.

lferrarella@corriere.it

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